Prostatite: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 179 giorni

Introduzione

La prostatite è una condizione di infiammazione della prostata, e talvolta delle aree circostanti, che può causare uno o più dei seguenti sintomi:

  • dolore, che può essere anche severo, a pene, testicoli, ano, basso addome o schiena,
  • sintomi urinari, come fastidio, aumentata frequenza e difficoltà di avviso della minzione,
  • sensazione di malessere generale, con dolori e talvolta febbre,
  • perdite di liquido denso dal pene.

La comunità scientifica ha identificato quattro tipi di prostatite:

  • prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico,
  • prostatite batterica acuta,
  • prostatite batterica cronica,
  • prostatite infiammatoria asintomatica.

Gli uomini affetti da prostatite infiammatoria asintomatica non hanno alcun sintomo; questa forma può essere diagnosticata durante esami medici eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo. Questo tipo di prostatite non causa complicanze e non necessita di trattamento.

Si tratta del più frequente problema del tratto urinario negli uomini con meno di 50 anni e il terzo in quelli con più di 50.

La forma più frequente e meno capita di prostatite è la prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico; può insorgere negli uomini di qualunque età e interessa il 10 – 15% della popolazione maschile degli Stati Uniti.

Cos’è la prostata?

La prostata è una ghiandola a forma di castagna, che fa parte del sistema riproduttivo maschile. La sua funzione principale è quella di produrre la componente liquida del seme, essenziale per la fertilità maschile.

La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore. La prostata ha due o più lobi (sezioni), avviluppati da uno strato di tessuto esterno; è posta davanti al retto, appena sotto la vescica. L’uretra è il condotto che porta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo.

Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

Ricostruzione grafica della posizione anatomica della prostata

iStock.com/janulla

Cause

Le cause di prostatite dipendono dal tipo.

  • Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico: le cause esatte di prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico sono tuttora sconosciute. I ricercatori ritengono che possa dipendere da un microrganismo, anche se non da un’infezione batterica. Questo tipo di infiammazione può essere in relazione con la composizione chimica dell’urina, con il sistema immunitario (ossia, risposte a precedenti infezioni del tratto urinario) o con danni neurologici dell’area pelvica.
  • Prostatite batterica acuta e cronica: è causata da un’infezione batterica della prostata. Il tipo acuto insorge improvvisamente e dura poco, mentre il tipo cronico si sviluppa lentamente e dura a lungo, spesso per anni. L’infezione può insorgere mentre i batteri si spostano dall’uretra nella prostata.

Fattori di rischio

  • La prostatite è più comune dopo una certa età, mentre è poco frequente nei ragazzi giovani.
  • Precedenti episodi di prostatite.
  • Presenza di infezioni del tratto urinario.
  • Famigliarità.
  • Manovre invasive come la biopsia.
  • Uso del catetere.
  • Microtraumi ripetuti (utilizzo della bicicletta, equitazione, …).

Secondo alcune fonti anche lo stress potrebbe predisporre allo sviluppo di prostatite.

Sintomi

Ciascun tipo ha una gamma di sintomi che varia secondo la causa e può essere diversa per ciascun soggetto. Molti sintomi sono simili a quelli di altre condizioni.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

I principali sintomi consistono in genere in dolore o fastidio perduranti tre o più mesi in una o più delle zone seguenti:

  • tra scroto e ano,
  • addome centro-inferiore,
  • pene,
  • scroto,
  • parte inferiore della schiena.

Il dolore durante o dopo l’eiaculazione è un altro sintomo frequente. Un soggetto con prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico può avere dolori diffusi nella zona pelvica o può avere dolore in una o più zone contemporaneamente. Il dolore può andare e venire e manifestarsi all’improvviso o gradualmente.

Altri sintomi includono:

  • dolore uretrale durante o dopo la minzione;
  • dolore al pene durante o dopo la minzione;
  • minzione frequente, ossia otto o più volte al giorno. La vescica inizia a contrarsi anche quando
  • contiene piccole quantità di urina, causando una minzione più frequente;
  • urgenza della minzione, ossia l’impossibilità di ritardarla;
  • getto urinario debole o interrotto.

Prostatite batterica acuta

I sintomi della prostatite acuta compaiono improvvisamente e possono includere:

  • aumento della frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • febbre,
  • brividi,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia, ossia il bisogno frequente di urinare durante il sonno,
  • nausea e vomito,
  • dolori diffusi,
  • ritenzione urinaria, ossia l’incapacità di svuotare completamente la vescica,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario, ossia la totale incapacità di urinare,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore, come evidenziato dalla presenza di batteri e cellule anti-infezione nell’urina.

In caso di comparsa di questi sintomi si raccomanda di ricorrere tempestivamente a cure mediche.

Prostatite batterica cronica

I sintomi sono simili a quelli della prostatite batterica acuta, anche se non altrettanto intensi. Questo tipo di infezione spesso si sviluppa lentamente e può durare tre o più mesi. I sintomi possono andare e venire, oppure possono esserci sempre in forma lieve. La prostatite batterica cronica può insorgere dopo il trattamento della forma acuta o di un’infezione del tratto urinario inferiore. I sintomi principali sono:

  • aumentata frequenza della minzione,
  • urgenza della minzione,
  • una sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • dolore in zona genitale, inguine, addome inferiore o parte inferiore della schiena,
  • nicturia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • ritenzione urinaria,
  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • blocco urinario,
  • un’infezione del tratto urinario inferiore.

Quando chiamare il medico

Un individuo può avere sintomi urinari non dipendenti dalla prostata, causati da problemi della vescica, infezioni del tratto urinario inferiore o iperplasia prostatica benigna. I sintomi di prostatite possono anche essere il segnale di patologie ben più gravi, come il cancro della prostata.

Soggetti con sintomi di prostatite devono comunque consultare un medico, con urgenza (Pronto Soccorso) in caso di:

  • totale incapacità di urinare,
  • stimolo doloroso, frequente e urgente alla minzione, con febbre e brividi,
  • sangue nell’urina,
  • fastidio importante o dolore nell’addome inferiore e nel tratto urinario.

Pericoli

Le complicanze principali della prostatite possono essere:

  • infezione batterica nel circolo sanguigno,
  • ascesso prostatico, ossia una cavità piena di pus nella prostata,
  • disfunzioni sessuali,
  • infiammazione degli organi riproduttivi vicini alla prostata.

Diagnosi

Il medico pone la diagnosi di prostatite in base a:

  • anamnesi personale e familiare,
  • esame fisico,
  • esami medici.

Il medico può dover escludere altre condizioni che causano segni e sintomi simili prima di diagnosticare una prostatite.

Anamnesi personale e familiare

La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di prostatite.

Esame fisico

L’esame fisico può aiutare nella diagnosi di prostatite; durante la visita il medico di solito esamina il corpo del paziente, per controllare o ricercare:

L’esplorazione rettale digitale è un esame fisico della prostata. Per eseguire l’esame il medico farà chinare il paziente su un tavolo o lo farà sdraiare sul fianco, con le ginocchia vicine al torace. Il medico introduce quindi un dito guantato e lubrificato nel retto e palpa la parte della prostata adiacente al retto. Durante l’esplorazione rettale il paziente può percepire un leggero e breve fastidio. Il medico di solito esegue l’esplorazione rettale durante una visita ambulatoriale, senza bisogno di anestesia. L’esame aiuta il medico a capire se la prostata è ingrossata o dolente o ha anomalie che richiedono ulteriori esami.

Immagine che mostra dove si trova la prostata.

Di sconosciuto, derivative work by Adert – Derivative work of Digital rectal exam nci-vol-7136-300.jpg, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Molti medici eseguono un esame rettale come parte di un esame fisico di routine nei soggetti con 40 o più anni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno problemi urinari.

Esami medici

Il medico può consigliare un consulto urologico, ossia l’intervento di un medico specializzato nel tratto urinario e nel sistema riproduttivo maschile. L’urologo impiega esami medici di ausilio alla diagnosi e al trattamento dei problemi del tratto urinario inferiore riferibili alla prostatite. Gli esami medici possono includere:

  • esame dell’urina,
  • esami del sangue,
  • esami urodinamici,
  • cistoscopia,
  • ecografia transrettale,
  • biopsia,
  • analisi dello sperma.

Esame dell’urina

Consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore indicando segni di infezione nell’urina.

Il medico può diagnosticare le forme batteriche di prostatite esaminando il campione di urina al microscopio. Può anche inviare il campione ad un laboratorio per eseguire una coltura. Per l’urinocoltura, il personale tecnico inserisce un po’ di urina in un tubo o in un piatto contenenti una sostanza che aiuta la proliferazione di eventuali batteri; una volta moltiplicati, diventa possibile identificarli.

Esami del sangue

Questi esami richiedono il prelievo di un campione di sangue durante una visita ambulatoriale (o presso un laboratorio analitico) e l’invio del campione ad un laboratorio per l’analisi. Gli esami del sangue mostrano segni di infezione e di altri problemi prostatici, come il cancro.

Esami urodinamici

Questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:

  • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina;
  • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione.

Cistoscopia

La cistoscopia è una procedura basata su uno strumento simile ad un tubo, il cistoscopio, che permette di guardare l’interno dell’uretra e della vescica. L’urologo inserisce il cistoscopio nel tratto urinario inferiore attraverso l’orifizio sulla punta del pene. Il medico esegue la cistoscopia durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. L’esame avviene in anestesia locale. In alcuni casi, il paziente può aver bisogno di sedazione e di anestesia regionale o generale. L’urologo può utilizzare il cistoscopio per cercare restringimenti, blocchi o calcoli nel tratto urinario.

Ecografia transrettale

Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. Il medico può orientare il traduttore con angoli diversi per esaminare più organi. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, radiologo o urologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Gli urologi usano quasi sempre l’ecografia transrettale per esaminare la prostata. Durante l’ecografia transrettale, viene inserito nel retto del paziente un trasduttore, leggermente più largo di una penna, che viene posizionato vicino alla prostata. L’immagine ecografica mostra le dimensioni della prostata e la presenza di eventuali anomalie, come i tumori. L’ecografia transrettale non può diagnosticare con sicurezza il cancro della prostata.

Biopsia

La biopsia è una procedura che richiede il prelievo di un piccolo pezzo di tessuto prostatico per un esame al microscopio. L’urologo esegue la biopsia in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Il paziente verrà leggermente sedato; l’esame avviene in genere in anestesia locale, anche se, in alcuni casi, il paziente avrà bisogno di un’anestesia generale. L’urologo impiega una tecnica di immagini, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica, per guidare l’ago della biopsia nella prostata. Il tessuto prostatico verrà quindi esaminato in un laboratorio da un patologo, ossia da un medico specializzato nell’analisi diagnostica dei tessuti. L’esame può far rilevare la presenza di un eventuale cancro.

Analisi dello sperma

L’analisi dello sperma permette di misurare quantità e qualità dello sperma e degli spermatozoi. Il paziente raccoglie un campione di sperma in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia ad un laboratorio per l’analisi. Un campione di sperma può far rilevare sangue e segni di infezione.

Cura e terapia

Il trattamento dipende dal tipo di prostatite diagnosticato.

Prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico

Nel caso della prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico, lo scopo del trattamento è la riduzione di

  • dolore,
  • fastidio
  • e infiammazione.

I sintomi possibili sono numerosi e, anche per questo, non esiste un unico approccio valido per tutti i pazienti. Benché gli antibiotici non aiutino a trattare una prostatite non batterica, l’urologo li può prescrivere, soprattutto inizialmente, fino ad escludere totalmente un’infezione batterica. L’urologo potrà inoltre ricorrere a:

  • silodosina (Urorec®),
  • inibitori della 5-alfa reduttasi, come finasteride (Proscar®) e dutasteride (Avodart®),
  • farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), come aspirina, ibuprofene, …
  • glicosaminoglicani, come la condroitina solfato,
  • rilassanti muscolari, come ciclobenzaprina (Flexiban®) e clonazepam (Rivotril®)
  • neuromodulatori come amitriptilina, nortriptilina (Larozyl®) e pregabalina (Lyrica®)

Trattamenti alternativi (da valutare sempre preventivamente con lo specialista) possono consistere in:

  • bagni caldi, chiamati bagni derivativi;
  • terapia riscaldante locale, tramite borse d’acqua calda o cuscinetti termici;
  • terapia fisica, come:
    • esercizi di Kegel, che prevedono la contrazione e il rilassamento dei muscoli che trattengono l’urina nella vescica e quest’ultima nella sua posizione corretta. Sono noti anche come esercizi muscolari pelvici;
    • rilassamento miofasciale, ossia pressione e allungamento, talvolta con raffreddamento e riscaldamento, di muscoli e tessuti molli della parte inferiore della schiena, della regione pelvica e delle cosce. Questa tecnica è nota anche come rilassamento dei trigger point miofasciali;
    • esercizi di rilassamento;
  • biofeedback;
  • fitoterapia con estratti come la quercetina, il polline d’api e la serenoa (Permixon®, Saba®);
  • agopuntura.

Sarà importante discutere con il proprio medico l’impiego di terapie alternative e complementari, inclusi gli integratori alimentari, in modo da garantirsi cure coordinate e sicure.

Assistenza psicologica e riduzione dello stress possono diminuire la ricorrenza dei sintomi nei soggetti in cui questi sono influenzati da fattori psicologici.

Prostatite batterica acuta

L’urologo tratta la prostatite batterica acuta essenzialmente con antibiotici.

Gli antibiotici prescritti potranno dipendere dal tipo di batterio responsabile dell’infezione. L’urologo di solito prescrive antibiotici orali per almeno due settimane. L’infezione può recidivare, quindi alcuni urologi raccomandano l’assunzione degli antibiotici orali per 6 – 8 settimane. Casi gravi di prostatite acuta possono richiedere brevi ospedalizzazioni per poter somministrare liquidi e antibiotici per via endovenosa (EV). Dopo un trattamento EV, il paziente dovrà proseguire gli antibiotici per bocca per 2 – 4 settimane. La maggior parte dei casi di prostatite batterica acuta guarisce completamente con i farmaci e piccoli cambiamenti della dieta. L’urologo può raccomandare di:

  • evitare o ridurre l’assunzione di sostanze che irritano la vescica, come gli alcolici, le bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati;
  • aumentare l’assunzione di liquidi (2-3.5 litri al giorno) per urinare spesso e aiutare così ad eliminare i batteri dalla vescica.

Prostatite batterica cronica

L’urologo tratta la prostatite batterica cronica con antibiotici, ma il trattamento richiede una terapia di lunga durata. L’urologo potrà prescrivere una dose bassa di antibiotici anche per 6 mesi per prevenire infezioni ricorrenti. Lo specialista può anche prescrivere un antibiotico differente o una combinazione di antibiotici se l’infezione continua a recidivare. Può infine raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica.

L’urologo può usare alfa-bloccanti impiegati nella prostatite cronica/sindrome del dolore pelvico cronico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. Questi farmaci aiutano i muscoli della vescica a rilassarsi vicino alla prostata e riducono i sintomi quali la minzione dolorosa. Può essere necessario un intervento chirurgico per trattare la ritenzione urinaria causata dalla prostatite batterica cronica. La rimozione chirurgica di tessuto cicatriziale dall’uretra spesso migliora il flusso di urina e riduce la ritenzione urinaria.

Prevenzione

Non è ad oggi possibile prevenire tutti i casi di prostatite. La comunità scientifica sta attualmente cercando di capirne meglio le cause e sviluppare strategie di prevenzione.

Assunzione di cibo, dieta e nutrizione

La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della prostatite. Durante il trattamento della prostatite batterica, l’urologo può raccomandare di aumentare l’introito di liquidi e di eliminare o ridurre l’assunzione di sostanze irritanti per la vescica (bevande contenenti caffeina e i cibi acidi e speziati). Sarà necessario discutere con il proprio medico o con un dietista la propria dieta ottimale.

Fonte Principale: NIH (traduzione ed integrazione a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Ciproxin 1000 per una prostatite si assume una volta al giorno o due? Per quanti giorni?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      In genere una al giorno.
      Per quanto riguarda la durata della cura non posso che consigliarle di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del medico/urologo, in alcuni casi è necessario insistere a lungo a prescindere dai sintomi.

  2. Anonimo

    La prostatite cronica aumenta il rischio di tumore?

  3. Anonimo

    Ci sono alimenti consigliati o da evitare in caso di problemi alla prostata?

  4. Anonimo

    Si può avere una prostatite a 18 anni?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Si può verificarsi anche in giovane età; una delle cause, ma non l’unica, è per esempio un eccessivo controllo dell’eiaculazione, che alla lunga è causa di infiammazione della ghiandola.

  5. Anonimo

    Ho 42 anni,Mi sta capitando da 4 giorni circa ,che quando mi siedo sul divano di casa dopo alcune ore sento l’apparato genitale come se fosse addormentato,e ieri mi è capitato di vedere sangue di colore marrone nello sperma.

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Serve una valutazione urologica, le cause possono essere diverse e va approfondito il quadro clinico.

  6. Anonimo

    Buonasera, da diversi mesi ho problemi ad urinare, una volta finito devo subito tornare di nuovo in bagno, il glande rimane sempre bagnato e da un paio di settimane iniziò ad avere problemi di erezione. Può dipendere dalla prostata? Premetto che per altra patologia faccio uso di fenobarbiturici

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Può dipendere dalla prostata, dovrebbe fare una valutazione urologica.

    2. Anonimo

      Dottoressa quindi lei mi consiglia di andare da un urologo? Il mio dubbio è se dipenda dalla prostata (nella mia famiglia ne soffriamo un po’ tutti, mio nonno, mio padre è mio zio che si è anche operato) o dall’assunzione di fenobarbiturici che faccio continuamente da circa 15 anni, i quali hanno come controindicazioni l’impotenza, la ringrazio per la considerazione buona giornata

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Può esserci una concomitanza di fattori, per cui serve la visita specialistica inquadrare bene la situazione.

    4. Anonimo

      avere un forte bruciore dopo la minzione è un sintomo della prostatite? E mi è anche capitato di avere del rossore al glande con forte prurito. Dopo questi sintomi è iniziata anche la fase di non erezione o quanto meno è diminuita l’intensità e la durata di erezione.

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe essere uretrite, a sua volta però non esclude la presenza di prostatite o di infezione urinaria, sono tutte ipotesi possibili.

  7. Anonimo

    Salve,

    sono circa 30 giorni che assumo Serenoa Repens con scarsi risultati. Volevo sapere se non è efficace, oppure 30 giorni sono davvero pochi per un miglioramento.

    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Se qualche piccolo miglioramento c’è stato vale la pena insistere, diversamente rifarei il punto con il medico.

  8. Anonimo

    salve sono un ragazzo di 43 anni soffro di prostata da quando ne avevo 19
    dico prostatite x che sono andato da uno specialista ma non o mai risolto niente (pure x il mio modo di essere bevuto fumato ecc) non sono sterile al quando 5 mesi fa la mia compagna e rimasta incinta , pero adesso elenco i sintomi
    1 minzione ridotta colore trasparente
    2 calo di desiderio per quando non riesco ad avere rapportti occasionali x paura di non avere erezione visto che me successo (e questo mi sta distruggendo la vita sincero)
    3 fastidio tra ano e scroto
    4 fuoriuscita di sperma con pezzetti coagulati
    5 mancanza di risveglio mattudino con erezione (forse l eta)
    ora sono da un urologo che ma prescritto spermocultura che ancora devo fare x che non riesco a masturbarmi x mancanza di erezione
    mi a prescritto una cura alla perdita di erezione durante il rapporto velamox uomo 1 al giorno e calis da 5 mg 1 ogni due giorni dicendomi che la prostata sta bene
    aiutatemi che devo fare o paura che sono passati troppi anni , e vado incontro a impotenza e peraltro sono singol da 8 mesi (spero di non diventare gay con rispetto parlando) cordiali saluti e spero in una vostra risposta

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Continui con fiducia la cura prescritta dall’urologo e affianchi un trattamento psicosessuologico, è entrato probabilmente in circolo vizioso di ansie e paure che va spezzato.

    2. Anonimo

      grazie x la risposta anche se non o problemi di ansia e paura , credo che sia da ad associare ad un calo di desiderio secondo me da associare alla prostatite e troppo tempo trascorsso. come posso risolvere questo problema
      cordiali saluti

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Penso anch’io che ci sia molto di psicologico nel suo problema, la paura ci ciò che può o non può succedere sembra avere la meglio; non c’è rischio di diventare gay comunque, non si diventa gay per questi motivi.

    4. Anonimo

      grz dott fabiani ? lei che pesci mi consiglierebe pigliare come devo comportarmi che devo fare cordiali saluti

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Segua la terapia prescritta dall’urologo ed eventualmente considererei si farsi seguire anche con un supporto psicologico.

    6. Anonimo

      forse a ragione sono troppo condizzionato su questa cosa , ma sa cosa non capisco! stasera mi sento un lieve fastidio tra ano scroto , e mi sento il pene adormentato quasi se come lo strigessi non sento dolore scusi ancora buona serata

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Anche queste mi sembrano suggestioni più che sintomi veri e propri, se ci fosse qualcosa di importante oltre a questi fastidi soggettivi se ne accorgerebbe e gli darebbe il giusto peso.

    8. Anonimo

      grazie dot. fabiani , x avermi ascoltata cordiali saluti e buon 2017

    9. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Di nulla, ricambio augurandole di risolvere presto il suo problema.

  9. Anonimo

    Ciao,ho 24 e questa è la seconda terza volta che soffro di infezioni alle vie urinarie. Vorrei chiedere un consiglio e spiegare meglio la mia situazione. Da quasi un mese soffro di bruciori nella minzione,sensazione di non svuotare la vescica, continuo stimolo di urinare che mi sveglia continuamente la notte e fitte nella zona ventrale. Il mio medico di base inizialmente mi scrisse Unidrox come antibiotici, topster e permixon. Dopo dieci giorni di cura non vedevo cambiamenti e dopo un altro paio di giorni ,senza aspettare che gli effetti dei farmaci svanissero ho fatto urine e spermiogramma ed entrambe non hanno rivelato la presenza di patogeni. Ho fatto un ecografia scrotale e alle vie urinarie e mi è uscita un infiammazione non esagerata alla prostata e problemi alla vescica che presentava residui. Così dopo una nottata di fitte e che avevo problemi nella minzione, vado all’ospedale. Ad accogliermi un urologo isterico e incompetente che urlava a tutti i pazienti .Mi ha dato Ciproxin per 3 giorni , supposte di Mictalase e integratori Profluss. Mi sento leggermene meglio al 4° giorno di cure . Ma oggi continuo ad accusare spasmi ventrali e è di nuovo aumentata la voglia di urinare. Oltre a questo mi danno molto fastidio i talloni ed il relativo tendine d’Achille, infatti leggendo su internet ho viso che il principio attivo del Ciproxacin ha spesso questo effetto collaterale. Ora non so cosa fare per attenuare gli spasmi e la continua voglia di urinare. Sto passando le notti insonni e ho speso molti soldi. Ora ricordo che l’ultima volta che avevo fastidi, ho fatto le siringhe di Rocefin e subito sono stato bene, ora con gli antibiotici è cambiato poco. Ora partendo dal fatto che non so il ceppo batterico e per una visita dovrei aspettare altri 15 giorni. Come potrei risolvere in problema in qualche settimana evitando di andare da un altro urologo? Io che sono uno studente universitario nell’ambito scientifico nel mio piccolo credo si tratti più di un infezione a livello vescicale che prostatico. Infatti l’ultima volta che ho avuto problemi avevo difficoltà a tenere l’erezione. Oltre a questo la mia patner non accusa fastidi. Può essere che lo abbia preso in qualche bagno pubblico? In attesa di un’esaustiva risposta vi ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno. potrebbe anche trattarsi di una prostatite cronica e in tal caso la terapia antibiotica ha una durata di qualche settimana. Purtroppo per fare maggiore chiarezza è indispensabile sentire un urologo. saluti.

    2. Anonimo

      Quindi mi consiglia di prolungare gli antibiotici abbinandoli alla cura? E se facessi qualche giorno di siringhe di Rocefin anzichè ciproxin?

    3. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Eviti l’automedicazione e si affidi al medico/urologo.

    4. Anonimo

      Buonasera Dottore
      3 mesi fa ho avuto un rapporto orale passivo protetto in seguito ad un massagio
      Pochi giorni fa mi hanno riscontrato una prostatite
      Potrebbe esserci una correlazione?
      Premetto che sono un po’ ipocondriaco

    5. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Non che io sappia.

    6. Anonimo

      L urologo dopo la visita mi ha prescritto 12 giorni di cefixoral
      So di farle una domanda assurda ma cosa devo aspettarmi dall esame delle urine ed urinocoltura?
      Ho paura di aver contratto clamidia o gonorrea

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non possiamo saperlo, le ipotesi possibili sono diverse; intanto segua la cura prescritta, e poi si farà rivalutare.

    8. Anonimo

      Chiedo scusa per le ripetute domande
      Non avendo perdite dal pene posso essere relativamente tranquillo per la gonorrea?
      Lo stress potrebbe dare prostatite??
      Grazie per L attenzione

    9. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, no, potrebbe avere una infezione anche senza perdite evidenti e lo stress non credo possa causare prostatite. saluti

    10. Anonimo

      Ma sarebbe possibile infezione anche con rapporto orale protetto?
      E dopo cura antibiotica con cefixoral risulterebbe?

    11. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Il rapporto orale protetto non c’entra nulla con questa situazione, la cui causa probabilmente non è riconosciuta per mancanza di dati orientativi in merito, per cui dopo la cura ci si aspetta una guarigione, dove gli esami risultino negativi per infezione.

    12. Anonimo

      Vi ringrazio per la cortese attenzione

    13. Anonimo

      Ciao vi avevo descritto la mia situazione in data 28/11. La terapia che vi ho descritto non ha dato i suoi frutti. stavo meglio ,ma ora i sintomi sono ricomparsi e ho anche degli spasmi ventrali accompagnati da stitichezza e dal solito senso di bruciore e di non svuotare la vescica. Spero non sia qualcosa di più grave della prostatite. Le ecografie hanno riporato semplicemente prostata infiammata e vescica non svuotata. Spero sia solo una brutta infezione e non qualcosa di più grave. Credo sia da escludere la prostatite perché il pene accuso problemi di erezione. Suppongo sia più a livello vescicale. Oltre ad altro consiglio medico cosa mi consigliate?

    14. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Purtroppo in questi casi senza una diagnosi esatta è difficile esprimere giudizi, mi dispiace.

  10. Anonimo

    Salve sono un ragazzo di 43 anni volevo sapere se ho una prostata io urino a getto lento a volte dopo 5 minuti devo urinare un altra volta che sento la vescica piena questo succede ogni tanto ma urino sempre lento…non urino spesso al giorno e non sento bruciore ne dolore e ho sperma normale non a spruzzo…inoltre bevo poca aqua al giorno per lei è normale?
    grazie fammi sapere

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Non sembra un quadro patologico, se però ha dei dubbi l’unica cosa da fare è parlarne col medico, servirebbe un controllo del PSA e della prostata tramite visita medica.

    2. Anonimo

      grazie saluti