Pericardite acuta e cronica: sintomi, terapia e pericoli

Ultimo Aggiornamento: 68 giorni

Introduzione

La è un disturbo che provoca l’infiammazione della membrana che circonda il cuore, cioè del .

Il pericardio tiene fermo il cuore e lo aiuta a funzionare correttamente. È costituito da due sottili strati di tessuto che circondano il cuore. Tra i due strati c’è una piccola quantità di liquido, che impedisce l’attrito.

Nella pericardite gli strati di tessuto si infiammano e fanno attrito contro il cuore, si origina così il dolore toracico, un sintomo frequente della pericardite.

Oltre al dolore toracico i possibili sintomi di pericardite sono:

  • febbre (in caso di infezione),
  • fiato corto,
  • senso di affaticamento,
  • nausea,
  • tosse secca,
  • gonfiore delle gambe o dell’addome.

Il dolore toracico provocato dalla pericardite può assomigliare a quello causato dall’infarto. Nella maggior parte dei casi, può essere acuto e peggiorare con l’ispirazione, e alleviarsi quando si è in piedi e chinati in avanti. Se avvertite il dolore toracico, dovreste andare immediatamente al pronto soccorso, perché potreste avere un infarto.

In molti casi la causa della pericardite rimane sconosciuta. Le infezioni virali probabilmente ne sono una causa frequente, anche se il virus potrebbe non essere mai identificato. Anche le infezioni batteriche, micotiche e di altro tipo possono causare la pericardite.

Tra le altre possibili cause ricordiamo l’infarto o gli interventi chirurgici sul cuore, altre patologie e lesioni e alcuni farmaci.

La pericardite può essere:

  • acuta, se si verifica improvvisamente (in questo caso in genere non dura a lungo),
  • cronica, se si sviluppa più lentamente e richiede più tempo per guarire.

Sia la pericardite acuta sia quella cronica possono alterare il ritmo e il funzionamento normali del cuore e provocare, sebbene di rado, il decesso del paziente. La pericardite, tuttavia, nella maggior parte dei casi è lieve, quindi guarisce da sola, con il riposo e semplici terapie.

In altri casi, invece, sono necessarie terapie più intense per prevenire le complicazioni. Le terapie possono comprendere farmaci, e, con minore frequenza, anche interventi chirurgici o di altro genere.

Cause

In molti casi la pericardite, sia acuta sia cronica, è idiopatica, cioè non si sa con esattezza quale sia la sua causa.

Le infezioni virali probabilmente sono una causa frequente della pericardite, anche se il virus può restare sconosciuto. La pericardite spesso si presenta a seguito di infezioni respiratorie e può anche essere causata dalle infezioni batteriche, micotiche e di altro tipo.

Si pensa che la maggior parte dei casi di pericardite cronica o ricorrente sia causata da malattie autoimmuni, come il lupus, la sclerodermia e l’artrite reumatoide.

Nelle malattie autoimmuni, il sistema immunitario produce anticorpi (proteine) che per errore attaccano i tessuti o le cellule dell’organismo.

Tra le altre possibili cause della pericardite ricordiamo:

  • Infarto e interventi chirurgici sul cuore,
  • Insufficienza renale, HIV/AIDS, tumori, tubercolosi e altri problemi di salute,
  • Traumi al torace o radioterapia nella zona toracica,
  • Malattie autoimmuni, come la colite ulcerosa,
  • Farmaci come la fenitoina (anticonvulsivamente), il warfarin e l’eparina (anticoagulanti) e la procainamide (usata per curare le aritmie).

Fattori di rischio

La pericardite si verifica in pazienti di tutte le età, tuttavia colpisce con maggior frequenza gli uomini dai 20 ai 50 anni.

Chi è in terapia per la pericardite acuta può avere delle ricadute, che si verificano dal 15 al 30 per cento delle persone affette dalla malattia. In rari casi le ricadute possono trasformarsi in pericardite cronica.

Sintomi

Pericardite acuta

Il sintomo più frequente della pericardite acuta è il dolore toracico acuto e lancinante. Il dolore di solito insorge rapidamente e spesso colpisce il torace al centro o a sinistra oppure tutta la parte anteriore del torace. Il paziente inoltre può avvertire dolore in una o entrambe le spalle, al collo, alla schiena e all’addome.

Il dolore di solito è meno forte quando ci si siede e ci si china in avanti; è invece più forte quando ci si sdraia e si fanno respiri profondi. Alcuni pazienti avvertono un dolore sordo o una sensazione di pressione al torace.

Il dolore al torace, inoltre, può assomigliare a quello provocato dall’infarto. Se il paziente avverte dolore al torace, dovrebbe andare immediatamente al pronto soccorso, perché potrebbe trattarsi di un infarto.

Alcuni pazienti affetti da pericardite acuta hanno la febbre. Tra gli altri sintomi si possono avere: debolezza, palpitazioni, difficoltà a respirare e tosse. Le palpitazioni sono la sensazione che il cuore salti un battito, tremi o batta troppo rapidamente o troppo lentamente.

Pericardite cronica

Il sintomo più frequente della pericardite cronica è il dolore al torace. La pericardite cronica, inoltre, spesso causa stanchezza, tosse e difficoltà a respirare. Nei casi più gravi di pericardite cronica, si può avere gonfiore alla pancia e alle gambe, nonché ipotensione (pressione bassa).

Pericoli

Per guarire dalla pericardite possono volerci da alcuni giorni ad alcuni mesi. Con una terapia tempestiva e corretta, ad esempio con il riposo e la sorveglianza continua, la maggior parte delle persone riesce a riprendersi completamente. Una terapia corretta può anche essere utile per diminuire il rischio di ricadute.

Due gravi complicazioni della pericardite sono

  • il tamponamento cardiaco,
  • la pericardite costrittiva cronica.

Il tamponamento cardiaco si verifica se nel pericardio si raccoglie un eccesso di liquidi, che iniziano a premere sul cuore, impedendogli di riempirsi normalmente di sangue. Il sangue, quindi, deve uscire dal cuore, e si ha un improvviso abbassamento della pressione. Se non viene curato, il tamponamento cardiaco può essere fatale.

La pericardite costrittiva cronica è una malattia rara che insorge lentamente. Può causare la formazione di tessuto simil-cicatriziale nel pericardio. Il pericardio si irrigidisce e non riesce più a muoversi normalmente. Con il passare del tempo, il tessuto cicatriziale comprime il cuore impedendone il funzionamento normale.

Diagnosi

Il medico diagnostica la pericardite basandosi sull’anamnesi, sulla visita e sui risultati degli esami.

Specialisti coinvolti

La pericardite spesso viene diagnosticata e curata dai medici di base, ad esempio dal medico di famiglia, dall’internista o dal pediatra. Possono essere coinvolti anche altri medici, ad esempio il cardiologo, il cardiologo pediatrico e l’infettivologo.

Il cardiologo è lo specialista che si occupa dei pazienti adulti con problemi cardiaci. Il cardiologo pediatrico cura i bambini affetti da problemi cardiaci. L’infettivologo cura i pazienti che hanno un’infezione.

Anamnesi

Il medico probabilmente vi chiederà se:

  • siete reduci da un’infezione delle vie respiratorie o da un’influenza,
  • siete reduce da un infarto o da un trauma al torace,
  • avete problemi di salute di altro genere.

Il medico inoltre vi chiederà quali sono i sintomi. Se avete dolore al torace, vi chiederà che caratteristiche a, da dove parte e se peggiora quando vi sdraiate, fate un respiro profondo o tossite.

Visita

Quando il pericardio (la membrana che circonda il cuore) si infiamma, la quantità di liquido tra i due strati di tessuto aumenta. Quindi durante la visita il medico dovrà verificare se c’è un accumulo di liquidi nel torace.

Uno dei segni frequenti è lo sfregamento pericardico, cioè il rumore provocato dall’attrito del pericardio contro la parete esterna del cuore. Il medico ausculterà il torace con lo stetoscopio per escludere la presenza di questo rumore.

Il medico potrebbe anche sentire altri rumori toracici che indicano la presenza di liquidi nel pericardio (effusione pericardica) o nei polmoni (effusione pleurica). Si tratta di problemi più gravi legati alla pericardite.

Esami diagnostici

Il medico può consigliare di eseguire uno o più esami per diagnosticare la patologia e capirne la gravità. Gli esami prescritti con maggior frequenza sono:

  • ECG (elettrocardiogramma). Questo semplice esame individua e registra l’attività elettrica del cuore. Alcuni tipi di risultato dell’ECG possono indicare la pericardite.
  • Radiografia toracica. La radiografia toracica crea delle immagini delle strutture interne del torace, come il cuore, i polmoni e i vasi sanguigni. Le immagini possono indicare che il cuore è più grande del normale, e questo è un segno dell’accumulo di fluidi nel pericardio.
  • Ecocardiografia. Questo esame indolore usa le onde sonore per creare immagini del cuore. Le immagini indicano quant’è grande il cuore, se ha una forma normale e se funziona bene. L’esame può indicare se si sono accumulati liquidi nel pericardio.
  • TAC (tomografia computerizzata) cardiaca. La TAC cardiaca è un tipo di radiografia che scatta una serie di immagini chiare e dettagliate del cuore e del pericardio. La TAC cardiaca serve ad escludere altre possibili cause del dolore toracico.
  • MRI (risonanza magnetica) cardiaca. Quest’esame usa delle calamite potenti e le onde radio per creare immagini dettagliate degli organi e dei tessuti. La risonanza magnetica cardiaca può servire per evidenziare l’ispessimento o altre alterazioni del pericardio.

Il medico inoltre può prescrivere gli esami del sangue, che sono in grado di aiutarlo a scoprire se avete avuto un infarto, qual è la causa della pericardite e la gravità dell’infiammazione al pericardio.

Cura e terapia

La maggior parte dei casi di pericardite è di lieve entità; il paziente guarisce spontaneamente, con il riposo e con una semplice terapia. In altri casi, invece, è necessaria una terapia più intensa per prevenire complicazioni. La terapia può comprendere farmaci e, con minore frequenza, interventi chirurgici o di altro tipo.

Tra gli scopi della terapia ricordiamo:

  • diminuire il dolore e l’infiammazione,
  • curare la causa a monte, qualora sia stata diagnosticata,
  • escludere le complicazioni.

Terapie specifiche

Come terapia di prima linea, il medico consiglia al paziente di stare a riposo finché non sta meglio e la febbre è passata. Il medico può consigliare al paziente di assumere degli antinfiammatori da banco, come l’aspirina e l’ibuprofene, per far diminuire il dolore e l’infiammazione.

Se il dolore è molto forte, probabilmente dovete ricorrere a farmaci più forti. Se il dolore continua a essere grave, il medico può prescrivervi la colchicina e, forse, anche il prednisone (un cortisonico).

Se la pericardite è causata da un’infezione, il medico prescriverà un antibiotico o un altro farmaco per curare l’infezione.

Durante la terapia per la pericardite, probabilmente dovrete rimanere ricoverati in ospedale, così il medico vi terrà sotto controllo per escludere le complicazioni.

I sintomi della pericardite acuta possono durare da alcuni giorni ad alcune settimane. La pericardite cronica può durare per diversi mesi.

Altri tipi di terapie

Probabilmente dovrete ricorrere alla terapia anche per escludere le complicazioni della pericardite. Due complicazioni gravi sono il tamponamento cardiaco e la pericardite costrittiva cronica.

Il tamponamento cardiaco viene curato con un intervento detto pericardiocentesi. Un tubicino (catetere) viene inserito nella gabbia toracica per rimuovere il liquido in eccesso dal pericardio. Questo intervento serve per far diminuire la pressione sul cuore.

L’unica cura per la pericardite costrittiva cronica è l’intervento chirurgico di rimozione del pericardio, detto pericardiectomia.

Per le terapie di queste complicazioni il paziente deve essere ricoverato in ospedale.

Convivere con la pericardite

Molti casi di pericardite sono di lieve entità e si risolvono spontaneamente. Altri casi invece, se non vengono curati, possono trasformarsi in pericardite cronica e causare problemi seri al cuore. Alcuni di questi problemi possono mettere in pericolo la vita del paziente.

A volte ci possono volere settimane o mesi per guarire dalla pericardite. Si può guarire completamente stando a riposo e tenendo sotto controllo il proprio stato di salute: così facendo, si riesce tra l’altro a diminuire il rischio di ricadute.

Prevenzione

Di norma è impossibile prevenire la pericardite acuta. Si possono però prendere provvedimenti per diminuire il rischio di ricadute, di complicazioni o di pericardite cronica.

Questi provvedimenti sono davvero semplici: bisogna andare immediatamente dal medico o al pronto soccorso ai primi sintomi, seguire scrupolosamente la terapia e tenere sotto controllo il proprio stato di salute, seguendo sempre le indicazioni del medico.

Fonte Principale: (traduzione ed integrazione a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Preciso un ultimo particolare ho avuto per ben due volte e per la durata di un ora circa sdoppiamento della vista spiego meglio vedevo un diamante davanti gli occhi e quello che guardavo non era doppio ma vedevo circa 8 sagome per poi pian piano scomparire da solo

    1. Anonimo

      Sì io ho anche spesso mal di stomaco che attenuo con riopan gel non lo ho aggiunto per non dare l impressione che fossi un ospedale

  2. Anonimo

    Salve, cosa è opportuno mangiare durante il ricever in ospedale per pericardite? Cosa è assolutamente da evitare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’ospedale provvederà a fornirle una dieta adeguata in base alle indicazioni del medico che la segue; non mi aspetto nulla di particolare, sarà probabilmente una normale “dieta da ospedale” (cioè leggera).

  3. Anonimo

    da 2 giorni se faccio un respiro profondo mi sembra che l ‘aria mentre va giù mi bruci un pò e mi viene qualche colpo di tosse secca cosa può essere ?

  4. Anonimo

    Salve da alcune settimane soffro di formicolio o tensione alla spalla sinistra che pian piano si irradia lungo tutto il braccio, con piccoli fastidi a livello del cuore che si risolvono in pochi minuti e palpitazioni. Il dottore mi diagnostica la cervicale ma io ci credo poco!

  5. Anonimo

    Salve, ad inizio gennaio sono stato ricoverato per pericardite acuta, mi hanno curato con brufen ad alte dosi per un mese stavo bene fino a pochi giorni fa, ma é da qualche sera che mi é venuto un senso di costrizione al petto e fastidio (che non é proprio un dolore, piu’ che altro un senso di pressione e leggere fittine soprattutto lato cuore) soprattutto al lato sinistro, molta fiacca e durante la giornata spesso ho di nuovo tachicardia, anche senza febbre é possibile che sia incappato in una ricaduta? Dovrei farmi rivedere? dal medico?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è importante che il medico possa visitarla già in giornata.

    2. Anonimo

      Il cardiologo ha detto che si vedono ancora evidenti i segni della pericardite, ma che l’ecg é a posto, allora deduco che questi sintomi siano normali sintomi post pericardite?
      Ps: sta notte ho avuto la diarrea e é da molti giorni che ho un fastidio alla bocca dello stomaco e all’intestino, possibile che il brufen e il lansoprazolo che ho smesso di prendere due settimane fa mi abbiano infiammato la mia ernia iatale e l’intestino provocandomi anche la fiacca e la diarrea?
      Inoltre l’ernia iatale puó provocare dolore alla gabbia toracica o sbalzi di pressione e tachicardia?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è tutto assolutamente possibile (comprese la tachicardia, causata dalla pressione del muscolo diaframma sul cuore).

  6. Anonimo

    Salve e da piu 8 mesi che fascio ricoveri per pericarditi versamento pericardivo con tamponamento cardiaco pericardiocentesi emergenza con estazione di liquido ematico di 800 cc contenenti numerosi eosinofili e tesuto mesoteliale rx alti valori ca 126 ma niente riscontrato dal ginecologo immunologia non trova nulla a
    Perche ana anca panca negativi infetivologicamente tbc negativo hiv negatio e niente altro di rilevante dolori articulari dolori muscolari mai andati via alta dosi di aspirine 1000 /3 di e colchicina da manuale ingrossato il tessuto cicatrizzante nel pericardio e piccola area a vetro smerigliato nei polmoni interstizi pulmonare ingrossato ma niente per il pneumologo valori ematici alterati linfociti alti che ne pensa sono stanca di fare visite dove non se ne viene a capo di nulla ma io ho paura e ho solo 40 anni scusi il mio italiano imperfetto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo che sia una situazione al di là delle mie competenze.

  7. Anonimo

    Grazie mille per le sue risposte che molte volte ci sono di molto aiuto

  8. Anonimo

    Salve papà ha dolore al petto e sente come una morsa sia al torace che al collo…cosa può essere?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare di contattare immediatamente un medico per verificare.

  9. Anonimo

    buongiorno, circa due anni fa ho avuto una broncopolmonite intrapolmonare durata circa sei mesi senza nessun risultato di guarigione. A forza di tossire ho avuto i cuore superiore alla norma, al’inizio non avevo fatto caso visto la continua tosse era più che normale (penso). adesso a due anni di distanza ho rifatto i raggi, e non ho avuto nessuna variazione il cuore e sempre superiore alla norma ( ho raramente la tosse). e da un po di tempo che provo dei dolori sul petto e tra le scapole come se avessi un coltello infilato fuori per fuori che non mi fa respirare. negl’ultime settimane il dolore si sente più al cuore al punto di non riuschire ne di stare sdraiata ne seduta che quando mi appoggio allo schienale ho più dolore di prima. lavoro con mi compagno in falegnameria e ovviamente mi capita di fare fatica ma negli ultimi mesi nonostante evito di alzare pesi il minimo sforzo e un dolore atroce. ho quasi 22 anni. l dottore mi ha detto che non e niente ma devo tornarci in settimana che era via. cosa mi consigliate?
    grazie mille buona giornata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Prosegua con la visita e gli eventuali approfondimenti che verranno consigliati, al momento non possiamo fare altro.

  10. Anonimo

    Salve dottore sono una ragazza di 26anni ieri mattina mi sono svegliata con dei dolori forti al petto lato sinistro e il braccio sinistro addormentato che non riuscivo respirare e andai in ospedale più vicino a me mi fecero l’elettrocardiogramma l’eco cuore le analisi del sangue completi e dissero che non avevo nessun infarto però poi mi fecero una flebo antidolorifico il dolore passò mi veniva solo se mi sdraiavo e loro mi dissero che forse avevo la pericardite csì mi fecero ripete gli esami è usciro negativi cm i primi slo che il dottore mi fece preoccupare dicendo che la pericadite nn si vede.poi io gli dissi anche che sto dormendo cn ariacondizionata può essere quello ?

  11. Anonimo

    Buongiorno dottore,
    A seguito di un’ablazione per fibrillazione atriale mio marito ritmo to dimesso con ritmo sinusale, ma con un versamento pericardico di 3 mm. Per tale versamento non gli è stata data nessuna cura perché gli hanno detto che probabilmente si riassorbe da solo. Vorrei sapere se è normale o se questo versamento in realtà desta preoccupazione. Inoltre a 4 giorni dal l’ablazione presenta tachicardia continua. Grazie in anticipo per la sua risposta

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, un minimo versamento non è preoccupante, probabilmente si riassorbirà da solo nel tempo, come è anche possibile che un minimo resterà e non sarebbe comunque un problema. Anche la tachicardia potrebbe essere una reazione fisiologica al recente intervento, ma va comunque comunicato allo specialista che lo tiene in cura.

  12. Anonimo

    salve dottore, esattamente un.anno fa ho avuto una miocardite, da qualche giorno se.mi sdraio sento un.dolore tipo pungente ad ogni battito e una sorta di fastio al petto

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile verificare con il medico, ma non saltiamo comunque a conclusioni.

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