Crampi alle gambe e crampi notturni: cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 2 giorni

Introduzione

I crampi muscolari sono improvvise contrazioni involontarie o spasmi che colpiscono uno o più muscoli; spesso si verificano dopo l’esercizio fisico o di notte e durano da alcuni secondi a diversi minuti. Si tratta di fatto di un disturbo muscolare molto comune.

Tra le cause principali ricordiamo ad esempio:

  • sforzo eccessivo,
  • disidratazione,
  • carenza di sali minerali (dovuta a carenze dietetiche o per un’aumentata perdita),
  • insufficiente apporto di sangue ai muscoli,
  • malfunzionamento dei nervi.

Nella maggior parte dei casi i crampi notturni colpiscono i muscoli del polpaccio, ma anche quelli dei piedi e delle cosce possono iniziare a far male; quasi sempre non hanno alcuna causa identificabile e non sono pericolosi, tuttavia in rari casi possono essere causati da altri disturbi, ad esempio diabete o arteriopatia periferica.

Il rischio di soffrire di crampi notturni aumenta con l’età, ma anche le donne incinte hanno maggiori probabilità di soffrirne.

I crampi possono essere molto dolorosi, ma in genere rispondono bene a un leggero stretching o massaggiando delicatamente il muscolo.

Anatomia

Nel nostro organismo esistono tre tipi di muscoli:

  1. i muscoli legati all’apparato scheletrico (volontari)
  2. i muscoli lisci (involontari)
  3. il muscolo cardiaco (ossia il cuore, naturalmente involontario)

I muscoli involontari sono responsabili delle funzioni inconsce, ad esempio

  • spingono il cibo all’interno dell’apparato digerente,
  • permettono l’accomodazione degli occhi,
  • regolano il controllo del diametro delle arterie.

Anche il muscolo cardiaco è involontario, ma ha struttura e funzionamento del tutto peculiari.

Da un punto di vista generale tutti i muscoli:

  1. sono eccitati dagli stimoli nervosi,
  2. si contraggono a seguito di uno stimolo,
  3. si rilassano dopo la contrazione.

In genere i crampi affliggono i muscoli volontari di tipo scheletrico, che sono oltre 600; di norma il muscolo scheletrico tipico si estende tra due ossa, a cui è connesso attraverso un tendine, speciali tessuti costituiti da fibre connettive. Anche i legamenti collegano le ossa e sono costituiti da tessuto connettivo. Il cervello invia messaggi ai muscoli, comunicando loro di muoversi: l’impulso nervoso percorre il midollo spinale e i nervi e infine raggiunge il muscolo.

Una volta raggiunto dall’impulso nervoso, di natura elettrica, il muscolo si contrae. Ogni muscolo è costituito da migliaia di fibre specializzate che, quando vengono stimolate, iniziano a scorrere una sull’altra e causano la contrazione.

L’esercizio fisico regolare ci aiuta a mantenere in forma i muscoli.

Cause

Molto spesso le cause non sono note (crampi idiopatici), mentre in altri casi è possibile identificare una causa o trovare una condizione sottostante.

Crampi alle gambe idiopatici

Benché la causa non sia nota, sono state formulate varie teorie sulle possibili origini dei crampi alle gambe idiopatici:

  • nel caso dei crampi notturni potrebbe essere un’attività nervosa anomala durante il sonno, tale da causare la contrazione crampiforme dei muscoli della gamba,
  • sollecitazioni eccessive dei muscoli della gamba, per esempio troppa attività fisica, che possono causare crampi muscolari,
  • improvvisa riduzione dell’apporto di sangue ai muscoli colpiti.

Inoltre i tendini si accorciano fisiologicamente invecchiando, spiegando potenzialmente perché i crampi alle gambe sono particolarmente frequenti nei soggetti anziani. I tendini sono robuste bande di tessuto che collegano i muscoli alle ossa e se si accorciano troppo possono essere causa di crampi dei muscoli inerenti.

Crampi alle gambe secondari

I crampi alle gambe cosiddetti secondari sono dovuti a una condizione sottostante o a un’altra causa riconoscibile, tra cui per esempio:

  • Gravidanza: l’aumento del peso può sovraccaricare i muscoli delle gambe, rendendoli più vulnerabili ai crampi.
  • Esercizio: I crampi spesso insorgono durante la fase di riposo post-esercizio.
  • Condizioni neurologiche (che interessano i nervi dei muscoli delle gambe): per esempio la malattia del motoneurone o la neuropatia periferica (spesso a seguito di diabete).
  • Malattia epatica: se il fegato non funziona più correttamente si verifica un accumulo di tossine nel sangue, che può provocare spasmi.
  • Infezioni: alcuni tipi di batteri, come il tetano, possono causare crampi muscolari e spasmi.
  • Tossine: livelli elevati di sostanze tossiche (velenose) nel sangue, come piombo o mercurio, possono indurre crampi alle gambe.
  • Disidratazione: la riduzione dell’acqua corporea può far diminuire i livelli dei sali minerali (elettroliti), scatenando crampi.

Farmaci

È nota l’associazione tra alcuni farmaci e crampi alle gambe in un piccolo numero di soggetti; tra i principi attivi che più comunemente sono interessati dal problema ricordiamo:

  • Diuretici: i diuretici drenano liquidi dal corpo e vengono usati per trattare condizioni come l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza cardiaca e alcune malattie renali.
  • Statine: sono usate per ridurre i livelli ematici di colesterolo.
  • Raloxifene: è impiegato nella prevenzione dell’osteoporosi (assottigliamento delle ossa) nelle donne dopo la menopausa.
  • Nifedipina: è impiegata per trattare pressione alta, angina e il fenomeno di Raynaud.
  • Acido nicotinico: veniva in passato usato per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

Si raccomanda di contattare il medico nel caso di crampi alle gambe se in trattamento farmacologico, perché potrebbe essere necessario rivedere i dosaggi. Non interrompere mai l’assunzione di un farmaco a meno di un’esplicita indicazione in tal senso da parte del medico.

Sintomi

Il crampo alle gambe consiste in un dolore improvviso dei muscoli di una gamba causato dalla loro contrazione involontaria; la maggior parte dei crampi colpisce il polpaccio, mentre meno comunemente possono colpire piede o coscia.

Il dolore dura da pochi secondi fino a 10 minuti e oltre e quelli a carico della coscia sono tendenzialmente i più persistenti.

Durante un episodio i muscoli interessati diventano tesi e dolenti e piedi e dita si irrigidiscono.

Una volta passato, la gamba può continuare a dolere per diverse ore.

La ricerca ha evidenziato che, in tre casi su quattro, i crampi alle gambe hanno insorgenza notturna; in uno su cinque, i crampi avvengono di giorno e di notte; i crampi sono esclusivamente diurni solo in un caso su 14.

Quando chiamare il medico

Se i crampi sono occasionali in genere non serve preoccuparsi e non è necessaria una diagnosi medica.

Il medico diventa necessario solo se i crampi diventano frequenti o così dolorosi da interrompere il sonno e ostacolare una normale attività quotidiana.

Sarà necessario consultare un medico anche se i muscoli delle gambe si assottigliano o diventano più deboli.

Ci sono due situazioni in cui i crampi alle gambe possono essere segno di una condizione di salute più grave, è quindi necessario rivolgersi tempestivamente al medico o al 118 se:

  • i crampi durano più di 10 minuti e non migliorano, nonostante l’esercizio,
  • i crampi si sviluppano a seguito del contatto con sostanze che potrebbero essere tossiche (veleni) o infette (per esempio terriccio contaminato a contatto con una ferita, che può essere causa di un’infezione batterica come il tetano), o dopo esposizione a elementi come mercurio o piombo.

Rimedi e cura

Se i crampi sono secondari a una causa nota, questa può essere trattabile.

Per esempio i crampi alle gambe secondari a malattia epatica sono dovuti ad accumuli di tossine nel sangue che inducono gli spasmi muscolari; i rilassanti muscolari possono quindi prevenire la contrazione spastica dei muscoli.

Se i crampi non hanno cause apparenti (crampi idiopatici), viene in genere raccomandata una combinazione di esercizi e analgesici.

Esercizi

La maggior parte dei crampi alle gambe può essere trattata con l’attività fisica; gli esercizi utili sono di due tipi:

  • esercizi da eseguire durante un episodio di crampi per attenuare il dolore e interrompere l’episodio;
  • esercizi da fare durante il giorno per ridurre la frequenza degli attacchi.

Durante un episodio è necessario stirare e massaggiare il muscolo colpito; per esempio, se il crampo colpisce il polpaccio:

  • Estendere la gamba e flettere il piede in alto, piegandolo alla caviglia in modo che le dita puntino verso il mento.
  • Camminare sui talloni per qualche minuto.

Per ridurre il rischio e la frequenza di comparsa si dovranno eseguire esercizi di stiramento dei muscoli interessati tre volte al giorno; per esempio, se i crampi riguardano i muscoli del polpaccio, saranno utili gli esercizi seguenti:

  1. mettersi in piedi a circa un metro da una parete,
  2. piegarsi in avanti con le braccia estese per toccare la parete, mantenendo le piante dei piedi a contatto con il pavimento,
  3. rimanere in questa posizione per cinque secondi.
  4. Ripetere l’esercizio per cinque minuti

I risultati ottimali si ottengono ripetendo questo esercizio tre volte al giorno, l’ultima delle quali subito prima di andare a letto.

Se questi esercizio risultano utili, andranno proseguiti fintanto che possibile.

È inoltre utile:

  • massaggiare il muscolo dolorante con la mano o con la borsa del ghiaccio,
  • camminare o muovere leggermente la gamba,
  • fare una doccia calda o un bagno tiepido.

Per prevenire i crampi notturni è infine consigliabile bere molto per evitare la disidratazione, meglio se bevande con sali minerali (magnesio e soprattutto potassio in particolare)

Farmaci

In caso di dolori alle gambe che persistono dopo un episodio di campi, possono dare sollievo gli analgesici da banco, come il paracetamolo o l’ibuprofene.

Un caso interessante riguarda invece il chinino; la prima indicazione di questo farmaco è stata la malaria, ma la ricerca ha poi dimostrato che può essere anche moderatamente efficace nel ridurre la frequenza di crampi alle gambe.

Tuttavia, il chinino è talvolta associato a effetti collaterali spiacevoli, tra cui

Una complicanza rara ma grave del chinino è la trombocitopenia, fenomeno che consiste nella riduzione delle piastrine ematiche a livelli pericolosamente bassi. Le piastrine intervengono nella coagulazione del sangue; i soggetti con trombocitopenia hanno quindi rischi maggiori di sanguinamenti eccessivi, come:

  • sangue dal naso,
  • gengive sanguinanti,
  • sanguinamenti nell’occhio,
  • sanguinamenti intracranici o nel sistema digerente (ambedue possono essere mortali).

Ci sono stati non pochi casi di soggetti deceduti per trombocitopenia dopo aver assunto chinino per prevenire i crampi alle gambe.

Non prendere mai quantità di chinino maggiori di quanto prescritto. Il sovradosaggio può determinare cecità permanente e morte.

A causa di questi eventi, rari ma possibili, il medico prescriverà il chinino solo a fronte dell’evidenza che i potenziali benefici del trattamento superano i rischi.

Si raccomanda che il chinino venga prescritto solo quando le tecniche di esercizio precedentemente descritte non sono risultate utili e la frequenza dei crampi alle gambe è tale da interferire con la qualità della vita.

In queste circostanze, potrebbe essere prescritto un ciclo di quattro settimane di chinino. Dopo il ciclo, il trattamento verrà sospeso in assenza di benefici.

In caso di effetti collaterali (vedi sopra), interrompere immediatamente l’assunzione del farmaco e contattare il medico.

Piano di trattamento

Il trattamento dei crampi alle gambe sarà attentamente monitorato e rivisto con regolarità. Per esempio:

  • Il soggetto potrebbe essere sollecitato a tenere un diario in cui registrare la frequenza dei crampi alle gambe.
  • Verosimilmente il medico rivedrà il trattamento iniziale dopo circa tre mesi.
  • In caso di miglioramenti, il medico potrà continuare il monitoraggio con visite di controllo ogni 3-6 mesi.

Fonte principale: , licensed under the (a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)

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    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Come primo tentativo va benissimo, soprattutto in questa stagione, ma se non migliorassero ne parli comunque con il medico.

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