Muco nelle feci: cause, pericoli, terapia

Ultimo Aggiornamento: 24 giorni

Introduzione

L’emissione di muco nelle feci, o mucorrea, è una condizione molto diffusa, infatti il muco è un costituente normale delle feci,

  • fisiologicamente rilasciato in quantità modiche, tali da non essere visibili in maniera macroscopica,
  • talvolta rilasciato in maggiori quantità, tali da poter essere anche visibile ad occhio nudo.

Il muco è una sostanza gelatinosa, viscosa, trasparente, filante ed è costituito da:

  • acqua,
  • glicoproteine,
  • lipidi,
  • elettroliti;

talvolta può apparire di colore giallo, può essere più denso e dunque maggiormente visibile nelle feci.

Il muco è un secreto fisiologico dell’organismo, prodotto dalle mucose (pareti di rivestimento) e dalle ghiandole mucipare disseminate in vari organi; a livello dell’apparato digerente è prodotto in maniera omogenea, ma la maggiore produzione si riscontra a livello dell’ultima porzione intestinale, il colon.

Le funzioni cui assolve sono:

  • lubrificante: permette alle feci di avanzare lungo tutto il tratto digerente;
  • protettiva: il muco si stratifica sulla mucosa intestinale, come un film, proteggendola da eventuali traumi meccanici, prodotti dallo scorrimento delle feci lungo le pareti e dai microrganismi, evitando che questi, penetrati nel lume intestinale insieme agli alimenti, possano invadere la mucosa e di qui riversarsi nel circolo ematico.

Sebbene la mucorrea sia fisiologica, quando eccessiva è un segno che non deve essere sottovalutato, poiché potrebbe essere la spia di una condizione patologica sottostante, a carico dell’apparato digerente:

  • il più delle volte è espressione di condizioni mediche di lieve entità: di una banale gastroenterite, di un’alimentazione scorretta o della sindrome del colon irritabile,
  • talvolta invece può essere espressione di condizioni mediche più gravi, come una neoplasia o malattie infiammatorie croniche.

I segni che devono allarmare maggiormente, poiché più probabilmente manifestazione di una condizione medica sottostante, sono:

  • aumento notevole della quota di muco escreto nelle feci, tale da essere facilmente visibile ad occhio nudo;
  • emissione di sangue nelle feci, che si manifesta con l’emissione di feci francamente ematiche, di colorito rosso, oppure con l’emissione di feci nere (picee), poco formate e maleodoranti (melena);
  • emissione di pus con le feci;
  • dolori addominali, soprattutto se di tipo crampiforme;
  • improvviso cambiamento delle abitudini alvine: diarrea/stitichezza di recente comparsa.

Cause

La mucorrea frequentemente è espressione di una patologia infiammatoria (gastroenterite) o della sindrome del colon irritabile, tuttavia sono numerosissime le condizioni mediche che possono manifestarla.

Modifiche della consistenza delle feci

  • Stipsi: è una delle cause più frequenti. In questa situazione le feci ristagnano per lunghi periodi nella porzione ampollare del retto, dove si verifica un riassorbimento cospicuo della quota idrica delle feci, le quali appaiono disidratate e dure (caprine) e di conseguenza si verifica un aumento della produzione del muco da parte delle ghiandole del retto, al fine di lubrificarle.
  • Disidratazione: è anch’essa una causa frequente. Come nella stitichezza, le feci sono dure, pertanto si avrà un aumento compensatorio del muco.
  • Sindrome del colon irritabile: è una patologia molto diffusa nella popolazione, soprattutto nelle donne ed è una causa frequente di mucorrea. Si tratta di una condizione medica funzionale, che non riconosce nessuna causa organica, caratterizzata dalla comparsa, per un periodo di almeno 3 mesi, di dolori addominali crampiformi, ad insorgenza improvvisa, alleviati dalla defecazione ed accompagnati da modifiche persistenti dell’alvo (diarrea, stitichezza, o alvo alterno), in assenza di una patologia intestinale documentabile.

Alimentazione

  • Alimentazione scorretta: frequentemente la mucorrea può essere semplicemente il risultato di errori alimentari (ingestione di alimenti ricchi di grassi e scarsa assunzione di fibre alimentari).
  • Allergie alimentari: molte intolleranze, soprattutto al lattosio, alle nocciole, oltre ai classici sintomi di allergia (prurito, rash cutaneo, dolore addominale) possono manifestarsi con l’emissione di muco nelle feci.
  • Celiachia: l’intolleranza al glutine può in alcuni casi manifestarsi con la mucorrea, più frequentemente associata a dolori addominali abituali, diarrea, meteorismo, emissione di feci maleodoranti, astenia, perdita di peso.

Patologie infettive

  • Gastroenterite batterica: l’infezione intestinale è tra le cause più frequenti di mucorrea, la quale si verifica soprattutto nelle infezioni batteriche, più raramente nelle forme virali. Il muco ha fisiologicamente proprietà difensive meccaniche (impedendo l’adesione dei batteri alle pareti intestinali) e biologiche, grazie alla produzione di enzimi che distruggono i batteri. Pertanto quando si manifesta un processo infettivo, essendo necessario intensificare le difese dell’organismo, la produzione di muco aumenta. Tra i germi maggiormente implicati si annoverano Campylobacter, Salmonella, Shigella, Yersinia. Queste forme si presentano con mucorrea abbondante, febbre, crampi addominali, diarrea, nausea e vomito.
  • Tossinfezioni alimentari: tra le infezioni del tratto intestinali, le tossinfezioni sono le più frequenti e sono una frequente causa di mucorrea. Si tratta di processi infiammatori sostenuti dall’ingestione di tossine batteriche preformate rilasciate negli alimenti; tra le più frequenti c’è l’ingestione dell’enterotossina rilasciata dallo Staaphylococco aureus (secondaria soprattutto all’ingestione di dolci con crema pasticcera contaminata).
  • Infezioni virali: anche questo tipo di infezioni possono manifestarsi con mucorrea, associate a diarrea, dolori addominali, vomito e febbre. Le forme virali sono più frequenti nel bambino (sostenute da Rotavirus, Adenovirus) e possono dare piccoli focolai epidemici familiari.
  • Infezioni parassitarie: sono più rare nei paesi industrializzati, più frequenti nei paesi tropicali; tra le più frequenti si annoverano le teniasi e forme protozaoarie da Entamoeba histolytica.
  • Malattie infiammatorie croniche (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn): si tratta di due patologie poco diffuse, la cui incidenza è tuttavia in costante aumento negli anni. Insorgono prevalentemente in età adolescenziale, con un secondo picco di incidenza dopo la quinta decade di vita. Sono caratterizzate dalla presenza di un’infiammazione cronica dell’intestino che si manifesta con mucorrea e numerosi altri sintomi (rettorragia, dolori addominali, astenia, perdita di peso, malassorbimento, artralgie, e altre manifestazioni sistemiche).

Neoplasie intestinali

  • Polipo intestinale: i polipi sono delle lesioni neoplastiche che derivano dall’eccessiva proliferazione della mucosa intestinale e che si presentano come delle piccole escrescenze. Queste lesioni sono molto diffuse nella popolazione adulta e nella gran parte dei casi sono dei tumori benigni, che tuttavia possono avere un’evoluzione in senso maligno, pertanto, quando individuati, devono essere rimossi tempestivamente per scongiurare questo rischio. Il più delle volte decorrono in maniera del tutto asintomatica e sono individuati accidentalmente nel corso di una colonscopia eseguita per screening, talvolta possono manifestarsi con mucorrea o con l’emissione di modeste quantità di sangue nelle feci, non visibili ad occhio nudo
  • Carcinoma colo-rettale: è uno dei tumori più diffusi nella popolazione generale, che nelle fasi iniziali può decorrere in maniera del tutto asintomatica, oppure manifestarsi con l’emissione di modiche quantità di sangue nelle feci (non visibile ad occhio nudo), spesso accompagnato da mucorrea. Pertanto l’individuazione tempestiva di questi di questi segni può essere utile, per riconoscere e trattare la neoplasia agli stadi iniziali, quando si hanno maggiori probabilità di guarigione.

Malattie retto-anali

  • Ulcere anali e ragadi: sono lesioni di continuo della mucosa anale e rettale inferiore, con perdita del rivestimento superficiale ed esposizione dei tessuti sottostanti. Queste lesioni possono comparire dopo lunghi periodi di diarrea, oppure in seguito all’emissione abituale di feci caprine (dure), soprattutto nei soggetti stitici.
  • Proctite: è l’infiammazione della mucosa del retto, che può accompagnarsi a dolore rettale, emorragie rettali, perdite di pus, tenesmo rettale (sensazione di bisogno continuo di defecare). Come risposta all’infiammazione, le pareti ano-rettali aumentano la produzione di muco.
  • Diverticolosi e diverticolite: la diverticolosi è una condizione molto diffusa nei paesi industrializzati. Si tratta di una condizione caratterizzata dalla presenza di uno o più diverticoli (estroflessione della parete intestinale), che decorre in maniera asintomatica, o può manifestarsi con mucorrea, perdite ematiche nelle feci, dolori addominali. Talvolta il diverticolo può infiammarsi (diverticolite) dando origine ad una condizione medica acuta (forti dolori addominali, parete addominale tesa e contratta, febbre), che richiede l’immediato intervento medico.
  • Occlusione intestinale: deriva dalla presenza di un ostacolo che impedisce il normale transito intestinale. Le condizioni che possono favorirne l’insorgenza sono numerose, quali un fecaloma (è un ammasso di feci dure, che ristagna nel retto, soprattutto negli anziani), un carcinoma del colon-retto, che può raggiungere dimensioni considerevoli, fino ad occludere l’intestino, ernie, volvoli (avvolgimento dell’intestino attorno al proprio asse). L’occlusione intestinale si manifesta con forti dolori addominali, associati a nausea e vomito.
  • Fibrosi cistica: è una patologia congenita, geneticamente determinata, che si manifesta in età infantile, con infezioni respiratorie frequenti, insufficienza pancreatica, malassorbimento e spesso si associa la mucorrea.

Sintomi

La mucorrea può essere riconosciuta per

  • l’emissione di filamenti di muco di colorito biancastro, grigio o giallo, viscoso, frammisto a feci normoconformate, dure o molli, del colore abituale, più scuro o rosso;
  • riconoscimento di muco filante, biancastro sulla carta igienica, e scarsamente visibile nelle feci, espressione più spesso di stipsi, o patologie del canale anale (ragadi);
  • emissione isolata di muco, non frammisto a feci, espressione più spesso delle malattie infiammatorie croniche (soprattutto rettocolite ulcerosa).

A questo segno, possono associarsi altri sintomi, differenti in base alla causa scatenante, tra i più frequenti:

  • Sintomi gastrointestinali:
    • dolori addominali,
    • crampi,
    • distensione addominale,
    • cambiamento dell’alvo,
    • cambiamento della consistenza delle feci,
    • cambiamento del colore delle feci, emissione di sangue nelle feci,
    • emissione di feci maleodoranti,
    • incontinenza fecale,
    • nausea e vomito;
  • Sintomi sistemici:

Più raramente, quando la mucorrea è associata a sintomi severi dall’insorgenza brusca, può essere espressione di condizioni patologiche gravi che richiedono un immediato intervento medico:

  • alterazioni del livello di coscienza: confusione, letargia, allucinazioni, delirio;
  • febbre molto alta;
  • anuria (riduzione della produzione urinaria) e tachicardia, che possono essere espressione di una grave disidratazione;
  • addome rigido, ligneo, che può essere espressione di una grave infezione estesa al peritoneo;
  • vomito ematico o dall’aspetto fecaloide, che può essere espressione di un’occlusione intestinale.

Diagnosi

La diagnosi eziologica può essere molto complessa: se in alcuni casi sarà sufficiente eseguire pochi esami, in altri casi sarà necessario eseguire numerosi approfondimenti prima di giungere ad una diagnosi definitiva.

  • Anamnesi ed esame obiettivo: sono le prime indagini da eseguire. La raccolta di informazioni relative ad eventuali sintomi associati, alle abitudini alimentari, alla presenza di eventuali patologie associate e la constatazione dello stato di salute generale, attraverso un esame obiettivo ben eseguito, permettono al medico di orientare l’ipotesi diagnostica verso una causa, piuttosto che un’altra.
  • Esame chimico-fisico e microscopico delle feci: è un esame imprescindibile, che permette di studiare un piccolo campione di feci, per verificare la presenza di
    • leucociti (spesso espressione di un’infezione),
    • altri markers infiammatori (come la calprotectina, indicativi di patologie infiammatorie croniche),
    • grassi fecali (indicativi di una patologia da malassorbimento),
    • sangue microscopico (espressione di una patologia neoplastica benigna o maligna, o di un diverticolo),
    • batteri, virus o parassiti (espressione di una patologia infettiva).
  • Esame del sangue: può essere richiesto un prelievo ematico per valutare l’ematocrito (per definire lo stato di idratazione, in caso di diarrea), i globuli bianchi (per definire la presenza di un’infezione sistemica), VES/PCR (se alterati possono essere espressione di una patologia infiammatoria sistemica, come il morbo di Crohn), anticorpi specifici per la diagnosi di celiachia, markers neoplastici.
  • Eco-addome: è in genere il primo esame strumentale che viene effettuato, per studiare l’apparato digerente, al fine di individuare alterazioni grossolane, che verranno successivamente studiate con indagini strumentali più accurate.
  • Colonscopia: è un esame di secondo livello, che prevede l’inserimento di una sonda per via anale, allo scopo di visionare in maniera diretta la parete intestinale. Trattandosi di un esame invasivo, deve essere eseguito quando altri esami non invasivi indichino alterazioni, che richiedono un approfondimento diagnostico. Per esempio è necessario per la diagnosi delle patologie infiammatorie (morbo di Crohn e Rettocolite ulcerosa), o per escludere anomalie intestinali rilevanti e dunque porre diagnosi di sindrome del colon irritabile. Infine è imprescindibile per la diagnosi di neoplasia benigna o maligna, infatti permette di raccogliere un prelievo bioptico, per l’analisi istologica e, nel caso di una neoformazione benigna, è anche un esame terapeutico, perché consente l’asportazione del polipo.
  • RX diretta addome: è un esame poco utilizzato, effettuato in regime di urgenza, quando la mucorrea è associata a sintomi allarmanti, per escludere una perforazione o un’occlusione intestinale.
  • TC addome: è usato come esame di secondo livello, usato per studiare in maniera approfondita l’anatomia dell’apparato digerente, come nel caso di diverticoli infiammati, o per la stadiazione delle neoplasie.
  • Prove allergiche: devono essere effettuate quando si sospetta una malattia allergica.

Cura e rimedi

Il trattamento sarà diverso a seconda della causa alla base della mucorrea, per esempio:

  • antibiotici, per le gastroenteriti batteriche,
  • reidratazione orale o parenterale in caso di grave disidratazione,
  • alimentazione priva di glutine in caso di celiachia,
  • chirurgia in caso di neoplasie.

In ogni caso alcuni cambiamenti dello stile di vita possono essere utili a ridurre la quantità di muco nelle feci, soprattutto nelle cause funzionali (colon irritabile o alimentazione scorretta):

  • aumento dell’introito di liquidi,
  • utilizzo di probiotici a base di Bifidobacterium e Lactobacillus per riequilibrare la flora intestinale;
  • preferenza verso alimenti a basso contenuto di grassi e ricchi di fibre (frutta e verdura, cibi integrali);
  • pratica di una regolare attività fisica aerobica.

A cura della dott.ssa Mariangela Caporusso

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