Leptospirosi nell’uomo: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 319 giorni

Introduzione

La leptospirosi è una malattia infettiva acuta causata da spirochete del genere Leptospira.

Ci sono dieci diversi tipi di leptospira che causano malattie negli esseri umani e sono sono trasmesse da animali domestici e selvatici (i ratti rappresentano sicuramente il rischio maggiore); la trasmissione avviene per contatto tra l’urina di un animale portatore e una mucosa o una ferita.

Nei Paesi occidentali i pochi contagi si registrano in soggetti che per lavoro si trovano a operare in ambienti a rischio, o viaggiatori di ritorno da zone con diffusione maggiore e/o standard igienici insufficienti.

Cause

I batteri che causano la leptospirosi si diffondono attraverso l’urina di animali infetti tramite cui possono contaminare acqua e suolo, sopravvivendo nell’ambiente per settimane o mesi. Varie specie di animali, sia selvatici che domestici, sono portatrici del batterio, anche se il serbatoio più importante è sicuramente il ratto.

Un elenco non esaustivo di tali specie include:

  • Bestiame,
  • Maiali,
  • Cavalli,
  • Cani,
  • Roditori,
  • Animali selvatici,

I batteri, dopo la prima infezione, si localizzano a livello dei tubuli renali dell’ospite; gli animali infetti possono non avere alcun sintomo della malattia e potrebbero eliminare i batteri nell’ambiente in maniera continua o a intermittenza per un periodo che va da alcuni mesi fino a svariati anni.

L’uomo si contagia tramite:

  • Contatto con l’urina (o altri liquidi corporei di animali infetti, eccetto la saliva),
  • Contatto con acqua, suolo o cibo contaminati con l’urina degli animali infetti (principalmente ratti, ma non solo).

La trasmissione può avvenire anche per inalazione o attraverso il morso di un animale infetto e la probabilità che avvenga il contagio dipende dalla carica infettante con cui si viene a contatto. I batteri NON possono penetrare atttaverso la cute sana, quindi il solo contatto con l’acqua contaminata da urine infette non è sufficiente alla trasmissione dell’infezione; diverso è invece il caso di contatto con graffi e ferite.

A differenza di quanto si pensa normalmente il contagio in laghi è fortemente improbabile e pressoché impossibile nel mare, grazie al potere disinfettante del sale.

La trasmissione da uomo a uomo è più che altro aneddotica.

Sintomi

La leptospirosi umana può manifestarsi con una varietà di sintomi:

Molti di questi sintomi possono indirizzare verso altre malattie e alcune persone infette, poi, possono essere completamente asintomatiche.

Il tempo tra l’esposizione alla fonte contaminata e l’insorgenza della malattia varia da 2 giorni a 4 settimane (incubazione).

La leptospirosi può avere due fasi,

  1. in genere inizia improvvisamente, con febbre e altri sintomi (brividi, cefalea, dolori muscolari, vomito o diarrea),
  2. il paziente può migliore per un certo periodo per poi ri-peggiorare. La seconda fase, se si manifesta, è più grave; il malato può avere insufficienza renale o epatica o meningite. Questa fase è anche detta morbo di Weil.

La malattia dura da qualche giorno a 3 settimane o più. Senza trattamento, la guarigione può richiedere diversi mesi.

Quando chiamare il medico

Individui con sintomi suggestivi di leptospirosi devono consultare un medico, così come soggetti esposti a rischi specifici.

Pericoli

Nove pazienti su dieci sviluppano forme senza l’interessamento del fegato che guariscono completamente; in un caso su 10, invece, i sintomi e le complicazioni sono più severe ed esiste il concreto rischio che l’infezione possa risultare fatale (insufficienza renale, shock emorragico, miocardite).

Cura e terapia

La leptospirosi viene trattata con antibiotici, come doxiciclina o penicillina, che dovranno essere somministrati nelle prime fasi della malattia.

Individui con sintomi particolarmente gravi potranno richiede la somministrazione endovena degli antibiotici.

Prevenzione

l rischio di leptospirosi può essere notevolmente ridotto evitando di nuotare in acque che potrebbero essere contaminate dall’urina di animali, nonché eliminando il contatto con animali potenzialmente infetti.

Indumenti protettivi o scarpe dovranno essere indossati da chi è esposto per motivi di lavoro o per attività ricreative ad acqua o suolo contaminati.

Prevenzione negli animali da compagnia

  • Per aiutare a prevenire la leptospirosi, tenere sotto controllo i roditori (ratti, topi o altri parassiti). I roditori possono essere portatori e diffondere i batteri all’origine della leptospirosi.
  • Vaccinare il proprio animale contro la leptospirosi. Il vaccino non protegge al 100%. Ciò si verifica perché ci sono vari ceppi di leptospire (i batteri all’origine della malattia) e il vaccino non immunizza contro tutti. È importante ripetere il vaccino anche se l’animale contrae la leptospirosi perché potrebbe comunque infettarsi di nuovo con un ceppo diverso.
  • I proprietari dovrebbero anche mettere in atto misure di prevenzione per evitare di ammalarsi o far ammalare altri a causa del proprio animale. La principale via di contagio della leptospirosi all’uomo è attraverso il contatto diretto o indiretto con tessuti, organi o urina di animali contaminati.
  • In alcuni casi, la diffusione delle leptospire nell’urina può persistere fino a 3 mesi dall’infezione a causa di un trattamento inadeguato. Contattare il veterinario e il medico se preoccupati di una possibile esposizione a un animale contagioso.

Assicurarsi inoltre di seguire le seguenti linee guida per la prevenzione:

  • Non maneggiare o toccare urina, sangue o tessuti del proprio animale infetto prima che sia stato adeguatamente trattato.
  • Se necessario esporsi al contatto con tessuti o urina, indossare indumenti protettivi, come guanti e stivali, specie se a rischio professionale (veterinari, allevatori e operai addetti alle fogne).
  • Come regola generale, lavarsi sempre le mani dopo aver maneggiato il proprio animale o qualunque oggetto potenzialmente contaminato dai suoi escrementi.
  • Per la pulizia di superfici che possano essere state contaminate o avere urina di un animale infetto, usare un detergente antibatterico o una soluzione a base di candeggina al 10%.
  • Assicurarsi che il proprio animale, se ammalato, assuma tutti i farmaci e farlo controllare dal veterinario.

Fonti Principali:

Traduzioni a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Ieri sera a cena mio fratello per farmi uno scherzo ha fatto leccare il mio piatto al cane (vaccinato e vive sempre in casa, a parte ovviamente per i suoi bisognini) e poi senza dirmi nulla mi ha fatto fare tutta la cena come se niente fosse.

    Adesso sono preoccupatissimo, devo andare in PS? Rischio di morire?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso puoi stare ragionevolmente tranquillo, “incidenti” di questo genere capitano a ogni famiglia con animali domestici ed è esperienza comune che si rivelano in genere privi di conseguenze (anche se ovviamente è consigliabile attenzione dal punto di vista igienico).

      Sentirei semplicemente il medico curante, magari per telefono.

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