Infarto intestinale: sintomi, sopravvivenza e mortalità

Ultimo Aggiornamento: 50 giorni

Introduzione

L’ (od ischemia intestinale) si verifica quando i vasi sanguigni che affluiscono all’intestino si contraggono o si ostruiscono, riducendo o interrompendo così l’afflusso di sangue.

I sintomi che compaiono sono molto variabili e di norma proporzionati alla gravità dell’ostruzione:

  • dolore addominale più o meno forte,
  • diarrea (talvolta con sangue),
  • cancrena.

L’ischemia può colpire l’intestino tenue o il colon, oppure entrambi e se non curata può causare complicazioni molto gravi; l’interruzione improvvisa della circolazione diretta verso l’intestino è in ogni caso una situazione d’emergenza che richiede immediata assistenza ospedaliera e, in particolare, chirurgica.

Si è assistito a un’evoluzione profonda negli ultimi 50 anni nell’approccio a questa patologia e la diagnosi avviene ora molto più facilmente che in passato; questo aumento della consapevolezza ha aumentato in modo concreto e significativo la probabilità di prognosi positiva per il paziente, anche se purtroppo si tratta di una patologia legata ancora a un rischio molto elevato di danni intestinali permanenti e morte.

Nel caso di colite ischemica (colon), la forma più comune di infarto intestinale, la percentuale di sopravvivenza è decisamente elevata; nel caso di infarto all’intestino tenue invece la sopravvivenza è del 10% circa in assenza di una tempestiva diagnosi, mentre anche in strutture di eccellenza e a seguito di corretta diagnosi la sopravvivenza è pari indicativamente al 20-50% a seconda delle caratteristiche dell’infarto ().

Cause

L’intestino è un complesso organo lungo ben 8 m (più di 9 se consideriamo l’intero tubo digerente) e le sue funzioni vanno al di là della semplice digestione del cibo:

  • assorbimento dei nutrienti,
  • eliminazione di fibra e rifiuti attraverso le feci,
  • prima linea del sistema immunitario,

Questa molteplicità di compiti richiede per un corretto funzionamento grandi quantità di ossigeno ed energia, forniti senza soluzione di continuità da una fitta rete di di vasi sanguigni:

  • arterie che portano sangue ricco di ossigeno e molecole energetiche,
  • vene che portano via anidride carbonica.

L’ischemia intestinale si verifica quando la circolazione arteriosa diretta verso l’intestino diminuisce o si arresta completamente. Se le cellule dell’apparato digerente ricevono meno sangue, manca loro l’ossigeno, si indeboliscono e muoiono, danneggiando irreparabilmente l’organo.

Più raramente il blocco è causato da un’ostruzione in uscita (vene), che causa ovviamente disturbi della circolazione anche a monte dell’interruzione.

Esistono forme diverse di infarto intestinale, vediamole una per una.

Infarto del colon (colite ischemica)

L’ischemia del colon si verifica quando la circolazione diretta verso questa parte dell’intestino attraverso l’arteria mesenterica inferiore rallenta o si blocca del tutto.

Si tratta di una forma relativamente rara nella popolazione generale, ma molto più comune nella popolazione anziana (con più di 60 anni) dove rappresenta la forma più comune di infarto intestinale.

La causa esatta della diminuzione del flusso di sangue diretto al colon non è sempre diagnosticabile, ma quelle più comuni sono:

  • alterazioni occlusive
  • alterazioni non occlusive
    • ipotensione (pressione molto bassa) connessa allo scompenso cardiaco, a interventi chirurgici maggiori, a traumi o shock; spesso è asintomatica.

Ischemia mesenterica acuta

L’ischemia mesenterica acuta colpisce l’intestino tenue, si presenta all’improvviso con un dolore che può essere severo e i fattori di rischio principali sono:

  • cause tromboemboliche
    • coagulo formatosi in altro punto dell’organismo e che arriva a ostruire l’arteria (causati per esempio da insufficienza cardiaca congestizia, aritmie, infarto cardiaco…) che è la causa più frequente,
    • ostruzione o coagulo che si forma nell’arteria stessa,
    • coagulo che si forma nella vena mesenterica,
  • calo della pressione arteriose, che fa diminuire l’afflusso di sangue all’intestino.

Ischemia mesenterica cronica

L’ischemia mesenterica cronica (o angina intestinale) è provocata dall’aterosclerosi, cioè dall’accumulo graduale di depositi di grasso sulle pareti di un’arteria. L’ischemia mesenterica cronica può trasformarsi in ischemia mesenterica acuta se si forma un trombo in una delle arterie malate.

Trombosi venosa mesenterica

Questa forma di ischemia intestinale si verifica quando si forma un trombo nella vena che parte dall’intestino (vena mesenterica). L’ostruzione di questa vena impedisce il normale deflusso del sangue un uscita dall’intestino.

Si tratta di una forma poco comune, che rende conto del 5-15% dei casi di ischemia mesenterica.

La causa va spesso cercata in una condizione indipendente, ad esempio:

  • ipercoagulabilità (dovuta a tumori, policitemia vera, carenza di fattori della coagulazione, …),
  • recenti interventi chirurgici addominali,
  • sepsi,
  • tumori in grado di ostruire il passaggio del sangue per compressione,
  • malattie dell’apparato digerente, come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la pancreatite o la diverticolite,

Fattori di rischio

Dal punto di vista diagnostico è molto importante individuare i fattori di rischio principali attraverso l’anamnesi, perchè anche solo il sospetto di un possibile infarto intestinale può salvare una vita.

Tra i fattori in grado di aumentare il rischio di ischemia intestinale ricordiamo:

  • età (sono più soggetti gli individui con più di 50 anni),
  • presenza di malattie cardiache (insufficienza cardiaca, aritmie come la fibrillazione atriale),
  • precedenti di infarto e/o ictus,
  • uso di farmaci, come i contraccettivi ormonali e i farmaci che fanno contrarre o dilatare i vasi sanguigni, ad esempio alcuni di quelli usati per combattere le allergie e l’emicrania.
  • qualsiasi fattore di rischio per l’aterosclerosi (fumo, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, obesità, dieta ricca di grassi, …),
  • soggetti a rischio di trombosi (per esempio per traumi, riposo forzato, …),
  • problemi di coagulazione.

Sintomi

I sintomi possono manifestarsi all’improvviso (infarto acuto) oppure gradualmente (ischemia cronica), ma di fatto non esiste un quadro preciso che possa condurre a una diagnosi certa, né tantomeno permettere una previsione della prognosi.

La forma più comune di infarto intestinale è l’ischemia del colon, che si manifesta generalmente con la comparsa di un improvviso dolore da lieve a moderato sul lato sinistro dell’addome, spesso accompagnato dall’impellente necessità di defecare.

Spesso nelle feci compare sangue rosso vivo o tendente al marrone.

La prognosi relativa a questa forma di infarto intestinale è buona per la maggior parte dei casi, ma è una situazione che richiede comunque una valutazione ospedaliera perchè può essere indispensabile intervenire con rapidità per scongiurare conseguenze fatali.

Nel caso di ischemia non occlusiva acuta intestinale in genere i sintomi passano in secondo piano rispetto al quadro generale del paziente, che potrebbe avere insufficienza cardiaca, ipotensione (bassa pressione sanguigna), un attacco di cuore o una grave aritmia cardiaca ( battito cardiaco irregolare). Un paziente in queste condizioni spesso non accusa o non avverte il caratteristico dolore addominale.

Ischemia acuta

I sintomi caratteristici dell’infarto intestinale sono:

Ischemia cronica

L’ischemia intestinale cronica è tipicamente associata a un dolore addominale sordo (diffuso), con crampi che possono iniziare da 10 a 30 minuti dopo aver mangiato per raggiungere il picco dopo circa 1-3 ore.

Il dolore può aumentare gradualmente d’intensità, al punto che i pazienti sono portati a saltare i pasti e perdere così peso. Tra gli altri sintomi che potrebbero comparire ricordiamo:

  • dolore all’addome che peggiora nel corso delle settimane e dei mesi,
  • diarrea,
  • nausea e/o vomito,
  • gonfiore.

L’ischemia intestinale cronica può trasformarsi in ischemia acuta. In questo caso si può iniziare improvvisamente ad avere un forte mal di pancia, dopo settimane o mesi di dolore intermittente dopo i pasti.

Quando chiamare il medico

Un improvviso e severo dolore addominale richiede immediata valutazione ospedaliera; il dolore è in genere descritto come insopportabile, al punto da non permettere al paziente di stare fermo o trovare in qualche modo sollievo.

Se invece il mal di pancia è lieve ed ha caratteristiche prevedibili, ad esempio inizia sempre subito dopo i pasti, andate dal medico. Dopo la prima visita, il medico di famiglia vi prescriverà una visita specialistica da un gastroenterologo (medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato digerente) o da un chirurgo vascolare (medico specializzato nella cura dei disturbi dell’apparato circolatorio).

Pericoli

Una diagnosi precoce può davvero fare la differenza a livello di prognosi e complicazioni, che possono comprendere:

  • Necrosi (morte) del tessuto intestinale, se la circolazione diretta all’intestino si interrompe completamente.
  • Stenosi del colon, se l’ischemia lascia delle cicatrici, da trattare in modo più o meno invasivo in base all’evoluzione nei 12-24 mesi successivi.
  • Infezioni gravi (peritonite).

Circa il 20% dei pazienti con colite ischemica possono andare incontro a una forma cronica, caratterizzata da infezioni frequenti, diarrea con sangue, perdita di peso e dolore addominale cronico; il trattamento in questi casi è prettamente chirurgico, con la rimozione della zona colpita.

Purtroppo può risultare fatale, con una mortalità stimata come segue

  • colite ischemica
    • non cancrenosa 6%,
    • cancrenosa 50-75% (100% in assenza di chirugia)
  • ischemia mesenterica
    • trombosi venosa 32% dei casi,
    • embolismo arterioso 54% dei casi,
    • trombosi arteriosa 77%,
    • ischemia non occlusiva 73%

Diagnosi

L’infarto intestinale rappresenta solo una piccola percentuale delle cause di improvvisa insorgenza di dolore addominale, rendendo quindi spesso difficile una corretta diagnosi; gli eventuali fattori di rischio rivestono una grande importanza durante la valutazione medica, che possono orientare il dottore alla prescrizione urgente di approfondimenti diagnostici:

  • esami del sangue,
  • colonscopia,
  • ecografia,
  • tecniche di imaging (TC, risonanza, …),
  • angiografia.

La TC, condotta prima e dopo perfusione di mezzo di contrasto endovena, rappresenta probabilmente l’esame di riferimento per la diagnosi di infarto intestinale.

In alcuni casi, quando è forte il sospetto, si procede a un intervento di chirurgia esplorativa, per individuare e rimuovere i tessuti danneggiati. La chirurgia esplorativa permette di eseguire la diagnosi e la terapia nel corso di un unico intervento.

Cura e terapia

Nell’infarto intestinale che colpisce l’intestino tenue è essenziale che la diagnosi venga formulata il prima possibile:

  • nel caso in cui l’occlusione sia causata da un trombo può essere tentato un trattamento anticoagulante e trombolitico,
  • mentre nel caso di pazienti con ischemia non occlusiva (per esempio causata da un abbassamento della pressione) è necessario intervenire per ripristinare il normale afflusso di sangue all’organo attraverso una correzione della pressione o degli altri fattori coinvolti.

In caso di diagnosi tardiva, oltre le 6-8 ore, l’intervento chirurgico d’urgenza è l’unico approccio praticabile; l’obiettivo è quello di individuare il più rapidamente possibile la porzione d’intestino colpita dalla riduzione del flusso ematico, distinguendole grazie al colore che vira progressivamente dal consueto rosa a colori più intensi (viola, nero), segno di danno tissutale più o meno avanzato.

Una volta individuata è necessario ripristinare il torrente circolatorio e, quando necessario, provvedere alla rimozione delle porzioni di intestino con danni irrecuperabili.

Nel caso di infarto intestinale colico la presenza di una rete circolatoria ridondante permette un margine di intervento superiore e si riesce spesso ad evitare l’invasività della chirurgia, in quanto si assiste spesso al progressivo passaggio da un episodio acuto a una forma cronica, con conseguente adattamento dei tessuti. In questi casi può guarire spontaneamente senza alcuna terapia, fatto salvo l’eventuale ricorso ad antibiotici in caso di infezione e un’accurata prescrizione relativa al miglioramento dello stile di vita per evitare possibili recidive.

Se gli esami suggeriscono la presenza di un disturbo della coagulazione il paziente dovrà rimanere per sempre in terapia anticoagulante.

Prevenzione

Si può diminuire il rischio di ischemia intestinale modificando lo stile di vita in modo da prevenire l’aterosclerosi:

  • Seguite una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali. Limitate gli zuccheri, il colesterolo e i grassi.
  • Non fumate. Se fumate, chiedete al medico di aiutarvi a smettere, ad esempio con un aiuto psicologico, con farmaci e prodotti sostitutivi della nicotina.
  • Fate esercizio fisico con regolarità. Cercate di muovervi per almeno mezz’ora quasi tutti i giorni.
  • Tenete sotto controllo il peso.
  • Tenete sotto controllo gli altri problemi di salute. Se soffrite di ipertensione, colesterolo alto diabete o altre malattie che predispongono all’aterosclerosi, cercate di tenerle sotto controllo insieme al vostro medico.

Fonti Principali:

A cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Soffro da sempre di colon irritabile, ma onestamente non ho ancora capito se la fibra (frutta e verdura) faccia bene o male…

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nel caso di colon irritabile molti aspetti della dieta sono soggettivi, fibra compresa.

      Molto in generale si tende ad oggi a partire da una dieta prima di FODMAP

      http://etlc.info/alimentazione/colon-irritabile-dieta-rimedi/

      per poi verificare un alimento alla volta eventuali possibili reintroduzioni.

      La fibra è sicuramente da evitare durante le fasi acute di diarrea, mentre per il resto può aiutare (ma va introdotta e aumentata gradualmente).

  2. Anonimo

    Prof ho bisogno di aiuto
    3 anni dopo più ricoveri urgenti petNr coliche mi è .stato riscontrato un infarto intestinale. Nel.2016 ho avuto coliche due volte.al. mese.ora.sono più frequenti.quale dieta? Ho 81.anni. Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La ringrazio per la fiducia, ma sono casi che richiedono assistenza medica anche per quanto riguarda le indicazioni sulla dieta; ne può parlare con fiducia al suo medico o a un medico dietologo (in questo caso direi forse non il nutrizionista).

  3. Anonimo

    2 giorni fa un mio amcio è stato operato, asportazione di un tumore benigno al colon in laparatomia, finito l’intervento perdeva molto sangue dalle ferite, riportato in sala operatoria e con una tac hanno scoperto di aver tagliato una vena come se nn bastasse oggi è tornato di nuovo in sala operatoria e da notizie trapelate sembrerebbe che abbia un infarto intestinale e setticemia, può essere dovuto dall’intervento?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma sono situazioni su cui non è possibile dare una risposta senza conoscere nei dettagli quanto accaduto (e personalmente nemmeno così avrei le competenze per farlo).

  4. Anonimo

    Salve!sono una donna di 35 anno e da circa due anni averto un dolore lacerante zona ombelico e dintorni.Al inizio e successo una volta in 2014 che è durato 5 minuti…poi capitando ancora dopo un Po di mesi mi sono reccata dal mio dottore che mi ha fatto prendere trattamenti per colon irritabile normix ,collinox,movicol,spasmomen …etc…oggi dopo tutto questo tempo devo dire che la situazione è peggioratissima…ogni giorno ho delle fitte dei dolori per qui mi sono reccata tante volte al pronto soccorso dicendomi sempre colon iritabile…Premetto che io sono una donna che ho sempre fatto sport anche intenso come il crossfit…oggi come oggi anche andando a lavorare o semplicemente camminare ho dei dolori teribili …Ho fatto visite come chirurgiche,da ginecologo ,endocrinologo (ho l’ipotiroidismo cronico)ben due ecografie parete addome,tac addome,rx addome e polmoni,e infine visita gastroenterologica che ancora non sanno cosa è….Purtroppo sono molto delusa che con questi tempi con tutto che si spende per le visite…sono ancora messa così male e non so ancora cosa ho…VERGOGNA PER LA MALASANITÀ!!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi perdoni, ma perchè esclude che si tratti proprio di colon irritabile?

  5. Anonimo

    Buongiorno ho 21 anni e martedì scorso ho avuto una forma influenzale improvvisa con rialzo febbrile e sensazione di dover vomitare. Si è risolto tutto nell’arco di un giorno ma da allora mi vengono delle fitte alla pancia, zona alta e anche dietro verso la schiena, soprattutto dopo i pasti. In passato ho sofferto di duodenite. Se faccio un respiro profondo ogni tanto mi da sollievo. Mi chiedevo se basta una alimentazione sana( non coca cola no caffe ecc…di cui di solito abuso)e in più pasti piccoli per correggere il problema o se devo approfondire. devo partire domani per andare a fare del volontariato e sono un po preoccupata grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In prima battuta provi sicuramente a migliorare lo stile di vita (e mantenerlo!), ma farei il punto con il medico per valutare se sia necessario aiutarsi con farmaci.

  6. Anonimo

    buongiorno ho 18 anni , da circa 3-4 giorni ho dolori al lato sinistro addome superiore mercoledi sono andata in bagno per defecare e ho notato tracce di sangue rosso vivo sulla carta igenica e nel WC giovedi invece non cera presenza di sangue mentre oggi ho notato striatura di sangue rosso vivo nelle feci cosa puo essere ?ho tanta paura !
    il medico curante mi ha detto che si tratta di emorroidi anche perche sono un po stitica
    Due mesi fa sono andata ad un gastroenterologo perche soffro di gastrite visto che ho fatto la gastroscopia

  7. Anonimo

    Salve, sono una ragazza di 18 anni, e spesso soffro di dolori addominali forti. Funo dall’infanzia ho manifestato coliti che mi portavano spesso a vomitare o provare fortissime nausee di cui soffro ancora insieme al reflusso acido. Ho provato a fare vari esami , tra cui intolleranze varie risultate tutte negative. Ci sarebbe un sospetto di morbo di crohn da cui sembrerei essere affetta dati i valori della calciprotectina superiori alla norma (inoltre mia madre soffre di morbo di crohn nella zona del cieco e ha fatto e sta facendo tuttora terapie cortisoniche). Mio padre e tutta la sua famiglia soffrono di diverticolite (tutte opzione valutate dal mio medico , il quale però non vuole approfondire con determinati esami esempio gastroscopia o colon perché dice che sono troppo giovane). Per altro faccio utilizzo di pillola anticoncezionale. Avrei piacere a sentire un suo parere dato che tra diagnosi di intestini irritabili e problemi legati alla somatizzazione dello stress non ho risolto nulla, ad oggi infatti mi ritrovo molto spesso a combattere con stati dolorosi che non mi permettono nemmeno di stare in piedi.
    Cosa ne pensa?

    1. Anonimo

      Non che io ricordi, forse era stato consultato privatamente per un’opinione su una gastroscopia , che poi peró non si era conclusa ma aveva chiesto di fare il breath test per il lattosio e m aveva chiesto di tenere un diario alimentare

    2. Anonimo

      Ero andata ancora nel reparto di pediatria ai tempi, e tutto si era “risolto” con diagnosi di intestino irritabile. Da quel momento ad oggi mi sono rivolta solo al medico di famiglia perché ogni volta che andavo al pronto soccorso venivo rimandata a casa senza risposte e con infermieri scorbutici che dicevano a mia madre di essere troppo apprensiva e che si trattava solo di mal di pancia. Quello che non mi convince è che i miei stati dolorosi non sono presenti per forza in momenti di stress ma sempre dopo un lasso di tempo di massimo un’ora dopo qualsiasi pasto (soprattutto quando si tratta di alimenti che contengono tante fibre)

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno , data la familiarità per malattie infiammatorie intestinali ritengo opportuno fare una nuova valutazione gastroenterologica e in caso un colonscopia. saluti

  8. Anonimo

    Salve, volevo fare una domanda.. e da molto tempo che mi è venuto questo dubbio praticamente mio zio che aveva intorno ai 65 anni dopo un infarto intestinale e un post operazione di 9 giorni non c’è l ha fatta ma ora mi è da molto che ho questo dubbio può essere che l infarto intestinale sia stato causato dall uva? Perché lui dopo aver mangiato l uva e iniziato a sentirsi male se gentilmente qualcuno mi possa togliere questa curiosita

    1. Anonimo

      Ma se non avrebbe fatto l intervento la speranza di salvarsi quanto sarebbe stata?

    2. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’infarto intestinale è una patologia praticamente mortale in assenza di intervento, una parte di intestino “muore” per cui è necessario intervenire chirurgicamente.

    3. Anonimo

      Ma le possibilità di sopravvivenza da uno a dieci quante è dopo l operazione?

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non sono a conoscenza di statistiche esatte, ma è purtroppo un evento con mortalità elevatissima.

    5. Anonimo

      Buongiorno ma le cause principali quali sono? Scusate se vi stresso ma non sapendo esistesse l infarto intestinale e sopratutto aver preso a mio zio ne sono rimasto molto male.. un ultima domanda anche a lui i dolori gli sono venuti all improvisso ma è stato operato dopo 24 ore sarebbe andato meglio se sarebbe stato operato subito?

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Prima si interviene meglio è, ma purtroppo spesso la diagnosi arriva dopo molto tempo (24 ore è già un’ottima tempistica).

  9. Anonimo

    Salve ho 18 anni e ho sofferto per un anno di colon irritabile a causa di integratori per una dieta ma sono guarita.
    E’ da un po’ di giorni che mangio schifezze come patatine con salse strane,crepes fritti e roba varia, oggi si e’ presentato questo dolore forte allo stomaco e alla pancia, devo preoccuparmi o e’ causato dal cibo? Ho anche acidita’

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, verosimilmente sono disturbi causati dall’eccessivo ‘cibo spazzatura’ che ha mangiato. Adesso torni ad alimentarsi
      in maniera sana e completa e sicuramente la situazione migliorerà. saluti

  10. Anonimo

    mio marito è deceduto l’8 luglio per ischemia agli arti inferiori aveva vene varicose era malato di cancro ai polmoni soffriva anche alle braccia aveva sempre macchie di sangue prendeva la cardioaspirina è successo tutto velocemente dal giovedi’ al venerdi’ mattina èdeceduto per infarto e ictus dopo aver subito intervento .

  11. Anonimo

    Mio padre un mese e mezzo fa è stato operato aneurisma addominale con anestesia totale ,perché ne aveva due e più (cosi hanno detto),ha accusato dolori alla pancia , ma riconducibili al bisogno di defecare….., poi il giorno delle dimissioni,ha accusato dolore alla gamba sx,e questo per molti giorni in convalescenza,il dolore alla gamba persiste,ed in in visita ieri ,gli è stato detto che una delle due diramazioni è chiusa ,ma vedrà che mezz’ora al giorno di camminare le farà bene e fra sei mesi le passa tutto, perché la strada ,dove arriva poca benzina si allarga, mio padre 80 ,e stato operato al cuore con 5 by-pass,in visita ieri gli è stato chiestorsione se aveva subito interventi all’intestino.?…non ci vedo chiaro…….ho letto ,profanamente,che se non c’è una buona circolazione all’intestino c’è possibilità di ischemia….vorrei sapere come comportarmi e che accertamenti è bene fare,perché vuol dire che dopo 6 ore di intervento non glielo hanno fatto bene

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se è stato operato di aneurisma addominale immagino abbiano fatto una tac per valutare la vascolarizzazione dell’addome, e, se ci fosse stata qualche anomalia oltre all’ aneurisma. si sarebbe vista. Inoltre che diramazione di quale vaso è chiusa? Tuttavia se dovesse ancora ad avere fastidi e se le gambe dovessero continuare a fare male potrebbe essere opportuno fare o ripetere un doppler dei vasi agli arti inferiori. saluti

  12. Anonimo

    Buongiorno Dr, sono 3 anni che ho delle coliche o comunque dolori forti fossa iliaca sx durante la notte. Ho fatt TC, RM e Colonscopia, non risulta nulla, ho provato varie cure ma ancora tuttora non ho benefici. C’ è qualche altro esame che possa riuscire a vedere la causa oltre a quelli già effettuati? I vari gastroenterologi dicono fattore nervoso…..non è possibile, sonbo stressata si perché dormo si e no 3 h per notte …grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo le confermo che la spiegazione che le hanno dato è plausibile, quindi raccomando di entrare comunque nell’ordine di idee che potrebbe essere così.

      Può valutare di fare il punto con un internista.

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