Tutte le domande e le risposte per Helicobacter Pylori: sintomi, terapia e diagnosi
  1. Anonimo

    ok grazie!proverò!

  2. Anonimo

    Salve ho 34 anni e da circa due anni soffrpo di dolori allo stomaco. Non sono bruciori ma dolori esempio se mi provoco pressione alla bocca dello stomaco o sulle costole verso la zona cardiaca. Ho effetuato c.ca due anni fa’ la gastroscopia che ha evidenziato un epidema gastrico ma non la presenza di H.Pilory. Ora dal mese di settembre 2010 i dolori sono tornati e sono piuttosto fastidiosi, sto controllando l’alimentazione sia nei cibi che nelle quantita’ e assumo il pantoprazolo da 40mg da c.ca una settimana ma nulla cambia. Parlando fra colleghi e ricollegandomi al fatto che spesso la fitta allo stomaco sembra mi arrivi alla scapola mi hanno fatto sorgere il dubbio che possa essere H.P.
    Fatto sta’ che lo stato non e’ dei migliori e la cosa mi preoccupa non poco.
    Sono in cura con eutirox 125mg in quanto sono in ipotiroidismo e il tutto coincide con un periodo di stress da lavoro notevole.
    Cosa ne pensa ???
    Ringrazio in anticipo

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Possibile helicobacter, anche se potrebbe essere più semplicemente di origine nervosa.

  3. Anonimo

    carla
    salve ho 26 anni e da circa un mese soffro di un dolore alla bocca dello stomaco (non bruciore). è quasi una fitta ke quando mi prende arriva sin sopra al collo e alla schiena. il tutto accompagnato da mal di testa , tremori e mancamento d’aria. la sera è + insistente tanto da farmi mangiare un sol bobbone di cena….e poi mi devo x forza fermare. ho fatto i test della tiroide ma sn negativi, il mio medico dice ke sia ansia, dandomi della valeriana, ma nn è servita a nulla xkè comunque ho dolori, e poi sn una persona di solito molto calma. ho prenotato di mia iniziativa una gastroscopia, perchè sn convita ke io nn soffri d’ansia! lei cosa pensa???? grazie!

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      A mio avviso possibile reflusso gastroesofageo, con o senza ernia iatale/helicobacter.

  4. Anonimo

    Salve,

    vorrei chiedere se esistono altri esami meno invasivi rispetto alla gastroscopia per accertarsi se si è ancora affetti da esofagite(ad es. partendo da analisi del sangue).

    Grazie mille.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Nessuna in grado di fornire le stesse informazioni visive fornite dalla gastroscopia, ma esistono test non invasivi per specifiche condizioni (helicobacter, ernia iatale, …).

  5. Anonimo

    salve ho 40 anni, ho fatto la gastroscopia circa una settimana fa risultato: ulcere duodenali, esofagite grado a,. ernia iatale da scivolamento,gastrite e positivo helicobacter. La cura è:Mepral mattina e sera prima dei pasti x 2 settimane e poi una a digiuno x 2 mesi, Maalox tc colazione ,pranzo e cena una compr. x 2 settimane. Dopo 3 giorni dalla cura devo prendere x una settimana Klacid 500 e Zimox 1cpr x colazione e cena. La mia domanda e questa: dopo quanto tempo incominciano i dolori a scomparire e poi con la gastroscopia si vede se c’è qualche tumore? La ringrazio anticipatamente x la risposta.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In teoria già dopo i primi giorni di Mepral dovrebbe averne beneficio; verifichi inoltre la cura dell’helicobacter, che oltre ai 2 antibiotici prevede di norma di continuare con l’inibitore di pompa (Mepral nel suo caso).

  6. Anonimo

    in effetti continua a prendere il Mepral, però dopo una settimana di cura sento ancora un pò di dolori all’ addome e dietro sotto le spalle……e normale?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, servono almeno 2-3 settimane per poter valutare.

  7. Anonimo

    salve ho 24 anni e già dall’ anno scorso soffro di gastrite.All’ inizio ho fatto la cura con gaviscon ed ho avuto ottimi risultati,dopo un anno i sintomi sono ritornati (forti dolori alla bocca dello stomaco,dentro le costole e si irradia dietro le scapole e poi pancia gonfia) x 2 settimane ho fatto la cura con gaviscon e lansoprazolo 30 mg ed ha funzionato ma dopo un mese e mezzo i sintomi sono ritornati..il mio medico dice di fare la gastroscopia..ma se non riuscirò a farla?premetto sono una persona molto ansiosa e un pò ipocondriaca…pensate sia qualkosa di grave?
    aspetto un vostro consiglio grazie mille

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non credo proprio sia qualche cosa di grave, potrebbe essere per esempio una semplice ernia iatale.

  8. Anonimo

    ho letto il suo consiglio e la ringrazio tanto

  9. Anonimo

    47 anni, uomo.
    Un metro e settanta, sessanta chili.
    Ipocondriaco.

    Effettuata gastroscopia e diagnosticata ulcera duodenale da HP.
    Farmaci prescritti:
    – mix di antibiotici per n. 7 giorni (amoxillina e claritromicina) – cura ultimata
    – due compresse al dì da 20 mg di esomeprazolo per 4 settimane (siamo alla terza)
    – fermenti lattici (che continuo ad assumere)

    Il fatto:
    dopo lunga astinenza da vino e caffè, quache giorno fa ne ho consumato un po’
    (un caffè e 150 ml di vino durante i pasti) e ho mangiato più del normale.

    Problemi:
    – dopo l’episodio avverto dolori non importanti ma fastidiosi prima e dopo i pasti in zona epigastrica oppure alla schiena, più o meno alla stessa altezza.
    – dopo l’episodio, mangio tutto con molta paura e ho perso quasi un chilo.

    Paure:
    – il pancreas (prenotati test per lipasi e amilasi)

    Richieste:
    – una o più parole di conforto.

    Cordialità.
    Vito Loconsole

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      A mio avviso nulla di preoccupante, la cura ancora in corso di esomeprazolo mi fa pensare che sia quasi impossibile aver “sentito” caffè e vino, quindi probabilmente è stato un caso.
      Prosegua con la cura e, eventualmente, ripeta l’esame per l’helicobacter al termine della cura.

    2. Anonimo

      Grazie.

  10. Anonimo

    Buona sera, sono Monica e ho una mamma affetta da HP; nonostante le cure di antobiotico (amoxicillina e claritromicina per eccellenza) e omaprazolo (come inibitore pompa proteica) la prima volta e idem la seconda (assumendo il veclam al posto della claritromicina che, non so di preciso, se e’ la stessa….forse si) il risultato sia breath test che analisi feci e’ sempre positivo. Ho consigliato di procedere a un tampone per vedere quali antibiotici, nel suo caso, siano piu’ resistenti prima di iniziare l’ennesima cura. Mi domando al posto della claritromicina non esiste un altro antibiotico da associare alla amoxicillina, tipo,non so, il tiritazolo o timitazolo (non ricordo bene il suo nome ) e esomeprozolo come inibitore al posto del omaprazolo? Mi ricordo che in una trasmissione cui si parlava del HP per l’appunto c’erano altri tipi di inibitori (quali appunto esomeprazolo) che hanno un’azione anche battericida oltre a quella nota di bloccare la secrezione dell’acido di cui il batterio e’ ghiotto. Aggiungo inoltre che mia madre non ha mai avuto sintomatologie tipiche dell’ HP se non qualche dolore addominale..e finisco chiedendole,inoltre, puo’ il dottore di famiglia (di mia madre per l’appunto)rifiutarsisi di somministrare una cura senza l’esito di una’analisi gastroscopica. E’ possibile che mia madre, insomma, con un’analisi feci e breath test positivi deve andare da gastroenterologo prima e venire fino in toscana dal mio dottore, dopo,per trovare la cura che debelli sto maledetto HP, solo perche’ il suo dottore si rifiuta di accordare i farmaci se non ha sta benedetta gastroscopia? Io mi scuso per essere stata cosi’ lunga nell’esporre i fatti, ma sta storia dell’HP e dei suoi maledetti danni che lascia se non curato, non mi fa stare bene….Se puo’, darmi lei una mano per togliermi questi dubbi le sarei infinitamente grata e nell’attesa la saluto.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      I protocolli di trattamento sono in effetti diversi, proprio per venire incontro a casi di resistenza come quello in oggetto; sicuramente è quindi possibile trovare antibiotici ed inibitori di pompa alternativi.
      Il medico di base può, a suo giudizio, rifiutarsi di prescrivere una cura che andrebbe a gravare sul bilancio del Sistema Sanitario Nazionale nel caso in cui ritenga indispensabili ulteriori accertamenti o per altri motivi. Il problema non è tanto la prescrizione in sè, quanto la prescrizione attraverso la mutua.