Fibroadenoma al seno (mammario): sintomi, cause e cura

a cura di Dr. Ruggiero Dimonte -Ultimo Aggiornamento: 28 aprile 2019

Introduzione

Il fibroadenoma è un tumore benigno solido della mammella che colpisce le donne soprattutto in giovane età.

Si presenta sotto forma di neoformazione nodulare (forma di una nocciola) dalla superficie regolare e arrotondata; le cause che ne causano la formazione sono:

  • familiarità per patologia mammaria,
  • predisposizione genetica,
  • alterazione del normale equilibrio ormonale tra estrogeni e progesterone.

Clinicamente il fibroadenoma si presenta come un nodulo al seno caratterizzato da:

  • forma rotondeggiante od ovalare,
  • dimensioni di pochi cm,
  • indolore,
  • superficie liscia con bordi regolari,
  • mobile sui piani circostanti e sotto la cute,
  • consistenza morbida o più teso-elastica.

La diagnosi si avvale di anamnesi ed esame obiettivo, coadiuvati da esami strumentali radiologici come la mammografia o l’ecografia mammaria.

In caso di lesione sospetta può essere indicato un esame citologico od istologico mediante agoaspirato o agobiopsia.

Nella maggior parte dei casi il fibroadenoma non richiede alcun trattamento, ma la sua evoluzione va seguita nel tempo attraverso controlli periodici. In talune circostanze, come nel sospetto di malignità o nel caso raggiunga dimensioni ragguardevoli, viene posta indicazione all’asportazione chirurgica.

Cause e classificazione

Il fibroadenoma tende a svilupparsi tipicamente nelle giovani donne a partire dai 15 anni, con incidenza massima tra i 20 e i 40 anni; la diffusione tende poi a calare col passare degli anni, raggiungendo un valore minimo nel periodo post-menopausa (correlazione con i livelli ormonali estrogeni-progesterone).

Le cause più probabili che portano allo sviluppo di un fibroadenoma sono:

  • predisposizione genetica,
  • familiarità (rischio aumentato se si ha un parente prossimo che ha sviluppato un fibroadenoma o altri tumori della mammella),
  • livelli di estrogeni: proprio le giovani donne sono i soggetti con livelli più alti di estrogeni; questo fattore spiegherebbe le caratteristiche epidemiologiche della malattia (alta incidenza in giovane età, e bassa incidenza nel periodo post-menopausa).

Può essere classificato in due forme principali:

  • Fibroadenoma semplice, in cui si presenta come una massa benigna che si accresce molto lentamente talvolta fino ad arrestarsi con dimensioni che rimangono costanti vita natural durante;
  • Fibroadenoma complesso, in cui la crescita si mantiene costante con un piccolo aumento del rischio che si possa verificare una trasformazione maligna della lesione. In questa forma la struttura istologica della lesione tende ad essere più complessa, presentandosi con aree cistiche ripiene di liquido e aree di micro calcificazione (deposito di sali di calcio).

La forma complessa è quella associata alle dimensioni maggiori e richiede controlli periodici a breve periodo.

Spesso nelle donne predisposte possono svilupparsi più fibroadenomi, in una o entrambe le mammelle, con possibile evoluzione verso la patologia della mastopatia fibrocistica.
Si parla di “fibroadenomi giganti” quando le dimensioni della lesione superano i 5cm di diametro.

Sintomi

Il fibroadenoma si presenta come una massa palpabile in una o entrambe le ghiandole mammarie; il nodulo può avere diversa consistenza e al tatto può apparire

  • morbido,
  • teso-elastico,
  • o più o meno rigido (in caso di calcificazioni contestuali diffuse).

La superficie è liscia e i contorni definiti e regolari (tipiche caratteristiche di un tumore benigno); si caratterizza per l’assenza di dolore, se non nelle forme avanzate con dimensioni notevolmente aumentate (le dimensioni medie sono di 1-2 cm, ma possono aumentare sino ai 6-7 cm).

In specifiche situazioni le dimensioni del fibroadenoma possono variare in breve tempo:

  • In gravidanza, con la modifica dell’equilibrio ormonale predefinito, si può assistere ad una crescita importante in poche settimane;
  • In fase post-menopausa la lesione può regredire rimpicciolendosi sino a rendersi non più palpabile.

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con la raccolta dell’anamnesi, che consiste in una sorta di intervista medico-paziente in cui vengono poste diverse domande alla paziente al fine di ricostruirne la storia clinica recente e passata. Nel caso del fibroadenoma è importante indagare su:

  • età di comparsa del fibroadenoma,
  • familiarità per fibroadenoma o altre patologie mammarie,
  • eventuali modificazioni dei caratteri della lesione,
  • presenza di patologie sottostanti,
  • stato di gravidanza o menopausa,
  • età del menarca, regolarità del ciclo mestruale.

L’esame obiettivo è fondamentale per lo studio della patologia mammaria; oltre che alle mammelle l’esame deve estendersi anche alle ascelle, agli spazi sovraclaveari e al collo, alla ricerca di masse attribuibili a linfonodi aumentati di volume.

Durante l’ispezione il medico osserva, a paziente in posizione seduta, la simmetria delle mammelle, le loro dimensioni e la loro forma. Vanno valutate anche le possibili secrezioni dal capezzolo o la presenza di un processo infiammatorio con

  • rossore,
  • gonfiore
  • e dolore (segni caratteristici di una mastite).

La palpazione viene eseguita a paziente seduta e distesa: usando il palmo della mano e i polpastrelli si palpano in sequenza le due mammelle (comprensive di areola e capezzolo) senza dimenticare il prolungamento ascellare di ciascuna ghiandola.

Possibili segni di un nodulo al seno sospetto sono:

  • cambiamenti di forma e dimensioni della mammella,
  • ispessimenti e nodularità a livello ascellare,
  • secrezione anomala (siero-ematica) dai capezzoli non correlate ad eventuale gravidanza o allattamento,
  • cute avvallata, raggrinzita o retrazione di un capezzolo precedentemente normale (si parla di superficie a “buccia d’arancia), da sospetta infiltrazione di vasi linfatici superficiali

Questo esame obiettivo è opportuno che venga eseguito da ogni donna a sviluppo avvenuto all’incirca ogni 2-3 mesi attraverso l’auto-palpazione; in presenza di un nodulo o di una massa è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Anche se frequentemente si tratta di lesioni benigne è importante non sottovalutare mai tale comparsa.

Gli esami radiodiagnostici dirimenti sono:

  • Mammografia: utilizza radiazioni ionizzanti che permettono lo studio della mammella anche in termini di screening. A partire dai 30-40 anni ogni donna deve sottoporsi ad una mammografia ed in caso di negatività ripeterla a distanza di 3-4 anni secondo le indicazioni del medico.
  • Ecografia mammaria: esame non invasivo, ripetibile e che non utilizza radiazioni ionizzanti (quindi assolutamente non nocivo) che permette l’approfondimento diagnostico soprattutto nel sospetto di lesioni a contenuto cistico-liquido.
  • Esame citologico mediante ago aspirato.
  • Biopsia: permette una diagnosi definitiva e completa della lesione a livello istologico.
Fibroadenoma, analisi istopatologica

By Department of Pathology, Calicut Medical College – , ,

Cura

Nella maggior parte dei casi per il fibroadenoma non è richiesto alcun tipo di intervento, mentre si rivela sufficiente tenere sotto controllo la patologia con mammografie e visite specialistiche a stretto follow-up.

Nei casi di fibroadenoma complesso o con lesione che aumenta le sue dimensioni in poco tempo si renderà necessaria l’analisi istologica, che potrà fornire dati conclusivi all’eventuale indicazione di asportazione chirurgica (ad esempio in caso di sospetta malignità in alcuni focolai del fibroadenoma).

Dal punto di vista chirurgico è possibile eseguire:

  • Crioablazione, metodica relativamente recente che prevede il congelamento e distruzione della lesione. Il maggior inconveniente è l’impossibilità dell’analisi istologica del pezzo operatorio.
  • Terapia ad ultrasuoni, metodica poca invasiva, ma come per la crioablazione presenta l’impossibilità dell’analisi istologica.
  • Escissione semplice o quadrantectomia: l’approccio più indicato e più eseguito in caso di fibroadenomi di grosse dimensioni o sospetti. Ha il grande vantaggio della possibilità di anali istologica.

Dal punto di vista farmacologico può risultare utile l’assunzione di terapia anticoncezionale, che ha di poter ridurre la dimensione dei fibroadenomi.

Fonti e bibliografia

  • Patologia chirurgica: Patel-Leger e coll. Ed. Masson

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