Fenilchetonuria (PKU): alimentazione e dieta, sintomi, diagnosi, gravidanza

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 3 marzo 2018

Introduzione

La fenilchetonuria (PKU) è una problema genetico che si presenta fin dalla nascita e causa l’accumulo di uno specifico aminoacido (la fenilalanina) nell’organismo. La fenilchetonuria è causata dalla mutazione del gene che serve per creare l’enzima che smaltisce la fenilalanina.

Dal punto di vista biologico gli aminoacidi sono i “mattoncini” che costituiscono le proteine (proteinogenici) e se ne contano 20, detti “standard” e codificati dal codice genetico umano; a questi possiamo aggiungerne ulteriori 2 o 3 considerati “speciali” che elevano il totale a 22 o 23.

La fenilalanina fa parte dei 20 aminoacidi standard, ma un eccesso di questa molecola può causare gravi complicazioni e chi è affetto dalla fenilchetonuria, perché incapace di smaltirlo correttamente; indipendentemente dall’età diventa necessario attenersi a una dieta che limita l’apporto di fenilalanina, che si trova principalmente negli alimenti che contengono proteine.

In Italia, come nella maggior parte dei Paesi occidentali, si effettua lo screening neonatale per la fenilchetonuria: si tratta di una malattia rara, ma la diagnosi precoce può essere utile per prevenire problemi di salute gravi.

Ricostruzione grafico-tridimensionale dell'aminoacido fenilalanina

iStock.com/Molekuul

Cause

La fenilchetonuria è causata da una mutazione genetica: il gene difettoso contiene le istruzioni per produrre l’enzima necessario per smaltire la fenilalanina (un aminoacido, cioè uno dei “mattoncini” che formano le proteine). Nei pazienti affetti dalla PKU il gene è difettoso, quindi l’enzima è carente o quasi del tutto mancante. Senza l’enzima necessario per smaltire la fenilalanina, questo aminoacido può accumularsi e causare rischi quando il paziente affetto dalla PKU consuma alimenti ricchi di proteine, come la carne, il latte, i formaggi, i legumi, …

La PKU viene trasmessa dai genitori al figlio, secondo un modello recessivo, il che significa che per sviluppare la malattia entrambi i genitori devono possedere e trasmettere una versione mutata del gene PAH.

Se entrambi i genitori hanno la fenilchetonuria, anche tutti i figli la manifesteranno a loro volta.

Molto più spesso si verifica invece la situazione che prevede che uno o entrambi i genitori possiedano solo una copia del gene difettoso, quindi si è portatore ma non si manifesta la malattia. Se solo uno dei genitori è portatore e l’altro ha due copie sane il bambino non svilupperà la PKU.

Se entrambi i genitori sono portatori,

  • Vi è una probabilità del 25% che ogni genitore passi il gene PAH normale e in questo caso il bambino non avrà la malattia e non sarà portatore.
  • Vi è anche una probabilità del 25% che i genitori portatori passino entrambi il gene mutato, causando la malattia nel bambino
  • Vi è infine una probabilità del 50% che un bambino erediti il gene mutato solo da un genitore, in questo il figlio diventerà a sua volte un vettore.

Sintomi

I neonati affetti dalla fenilchetonuria non presentano alcun sintomo alla nascita, ma verso i 3-6 mesi iniziano a manifestare una progressiva perdita di interesse verso quanto li circonda.

Verso i 12 mesi si inizia a rilevare un ritardo nello sviluppo e una pelle che appare più pallida.

Nel caso in cui non venga intrapreso un regime dietetico adeguato il bimbo potrà sviluppare

  • ritardo mentale,
  • problemi comportamentali o sociali,
  • convulsioni, tremori o spasmi degli arti,
  • iperattività,
  • ritardo della crescita,
  • reazioni cutanee (eczema),
  • microcefalia (dimensioni ridotte della testa),
  • odore di muffa in alito, dalla pelle o dalle urine, causato dall’eccesso di fenilalanina nell’organismo,
  • pelle pallida e occhi azzurri, causati dal fatto che la fenilalanina non si trasforma in melanina, il pigmento responsabile del colore dei capelli e della pelle.

La forma più grave del disturbo è detta fenilchetonuria classica. I bambini colpiti che non vengono curati di solito iniziano a soffrire di ritardo mentale conclamato e permanente.

Le forme meno gravi di PKU, spesso definite fenilchetonuria lieve o moderata, presentano un rischio inferiore di lesioni cerebrali permanenti, ma la maggior parte dei bambini affetti da queste forme ha comunque bisogno di seguire una dieta speciale per prevenire il ritardo mentale e altre complicazioni.

Quando chiamare il medico

Con lo screening neonatale è improbabile che la malattia non venga diagnosticata nei giorni seguenti alla nascita, quindi nel caso dei bambini è ovviamente raccomandato attenersi scrupolosamente alle indicazioni dietetiche che verranno fornite dal pediatra dell’ospedale.

Nel caso degli adulti potrebbe essere utile fare il punto con uno specialista, soprattutto se la dieta è stata interrotta in adolescenza come si consigliava in passato; ad oggi si è invece orientati a continuare uno stretto regime alimentare per tutta la vita, in quanto sono disponibili evidenze relative a un miglioramento dell’attività cerebrale e del comportamento, nonché un rallentamento della degenerazione del sistema nervoso centrale negli adulti che presentano un eccesso di fenilalanina.

Per le donne in età fertile che sanno di essere affette dalla PKU il consiglio è valido a maggior ragione: i medici consigliano di ritornare alla dieta speciale prima del concepimento. La PKU materna, anche se molto lieve, può comportare rischi gravi per la salute del feto. Le gestanti che soffrono di PKU e non seguono la dieta speciale presentano un rischio di aborto maggiore della norma.

Pericoli

Se non viene curata, la fenilchetonuria può causare:

  • danni cerebrali irreversibili e ritardo mentale pronunciato entro i primi mesi di vita,
  • problemi comportamentali e convulsioni nei bambini più grandi.

Gravidanza

Le gestanti che soffrono di PKU sono a rischio per quanto concerne un’altra forma di fenilchetonuria, detta fenilchetonuria materna. In passato, a chi soffriva di PKU poteva essere consigliato di smettere di seguire la dieta a basso tenore di fenilalanina una volta compiuti i 10 anni. Attualmente, invece, i medici sanno che se la gestante non segue la dieta prima della gravidanza e durante la gravidanza, i livelli di fenilalanina nel sangue possono innalzarsi troppo e causare problemi al feto. Per questo e per altri motivi i medici consigliano di seguire la dieta a basso tenore di fenilalanina per tutta la vita.

I figli delle gestanti con livelli di fenilalanina alti possono presentare complicazioni già subito dopo la nascita, a prescindere dal fatto che venga ereditato o meno il gene difettoso.

Questi bambini, tuttavia, presentano un rischio maggior di essere colpiti già alla nascita da:

  • ritardo mentale,
  • microcefalia (dimensioni della testa troppo piccole),
  • malformazioni cardiache,
  • basso peso alla nascita,
  • problemi comportamentali.

Seguendo una dieta rigorosa anche una donna affetta dalla malattia può tranquillamente affrontare una gravidanza senza timore.

Diagnosi

La fenilchetonuria è quasi sempre diagnosticata tramite gli esami di screening sul sangue dei neonati (in molti paesi, tra cui l’Italia, si tratta di esami obbligatori effettuati in ospedale).

Se soffrite di PKU o qualcuno in famiglia ne soffre, il medico potrebbe consigliarvi di effettuare gli esami di screening preconcezionali, perché si possono individuare i portatori sani con l’esame del sangue.

Screening neonatale

A pochi giorni dal parto ogni neonato viene sottoposto in ospedale al cosiddetto “screening neonatale”, una serie di esami che consentono la diagnosi precoce di numerose malattie congenite (ossia presenti alla nascita), ma che potrebbero manifestarsi con sintomi specifici solo dopo mesi o anni.

Viene in genere eseguito dopo circa quarantotto ore di vita è permette di individuare e curare precocemente malattie che, se non diagnosticate, possono causare complicazioni gravi e permanenti; tra le patologie cercate è presente anche la PKU.

Dal 1992 (legge-quadro n. 104 del 5-5-1992) questo esame deve essere eseguito su tutti i neonati italiani (Fonte: ).

Se viene diagnosticata la malattia il bambino dovrà eseguire ulteriori esami, del sangue e delle urine, per confermare la diagnosi. Verranno suggeriti anche test genetici ai genitori e verrà consigliato un latte specifico privo dell’amminoacido.

Cura e terapia

La terapia principale per la fenilchetonuria è una dieta molto stretta con un apporto di fenilalanina controllato ed estremamente limitato. La fenilalanina è un aminoacido che si trova perlopiù negli alimenti che contengono proteine.

Un tempo i medici ritenevano le persone malate potessero abbandonare la dieta speciale già durante l’adolescenza, ma oggi invece consigliano di seguirla per tutta la vita. Senza questa dieta speciale, che ha un apporto bilanciato di sostanze nutritive, il paziente non riceve una quantità sufficiente di aminoacidi, sostanze nutritive necessarie per la crescita e per la salute in generale. Ad esempio l’aminoacido tirosina, in condizioni normali, è un sottoprodotto del metabolismo della fenilalanina, ma questo processo non si verifica nei pazienti affetti dalla PKU.

La quantità sicura di fenilalanina tollerata varia a seconda del paziente. Il medico deciderà qual è quella giusta per voi controllando a cadenza regolare la dieta, i grafici di crescita e i livelli di fenilalanina nel sangue. Per controllare i livelli di questa sostanza nel sangue e la loro variazione nel tempo saranno necessari esami del sangue frequenti, soprattutto durante gli scatti di crescita del bambino e durante la gravidanza. In generale i medici consigliano di consumare al massimo la quantità di fenilalanina necessaria per la crescita e per i processi normali dell’organismo.

Ai soggetti affetti da PKU non sarà possibile assumere abbastanza nutrienti essenziali dal solo cibo, vengono quindi in genere associati integratori (di norma in forma liquida); a seconda dell’età e della condizione verranno scelte formulazioni diverse e adatte a soddisfare fabbisogni ed esigenze nutrizionali. In genere l’integrazione è necessaria quotidianamente per tutta la vita.

Alimenti permessi

  • fecola di mais,
  • tapioca,
  • alimenti ipoproteici,
  • la maggior parte della frutta e della verdura,
  • oli,
  • burro,
  • margarina,
  • bevande commerciali,
  • tè,
  • caffè,
  • succhi di frutta,
  • zucchero,
  • miele,
  • marmellate,
  • spezie,
  • sale,
  • caramelle.

Alimenti da consumare con moderazione:

  • cereali,
  • riso,
  • mais,
  • patate,
  • piselli,
  • soia,
  • avocado,
  • banana,
  • maracuja,
  • broccoli,
  • cavoletti di Bruxelles,
  • asparagi,
  • spinaci,
  • panna.

Alimenti da evitare

La quantità di fenilalanina sicura per gli adulti è molto bassa, quindi è fondamentale evitare tutti gli alimenti ad alto contenuto di proteine, ad esempio:

  • farine, pane, pasta e biscotti normali,
  • legumi secchi (tutti),
  • yogurt,
  • formaggio,
  • tutti i tipi di carne e pesce,
  • tutti i tipi di uova,
  • tutti i tipi di molluschi e crostacei,
  • frutta secca (tra cui le noci),
  • latte,
  • soia,
  • cioccolato,
  • piselli,
  • birra.

I bambini e gli adulti dovrebbero inoltre evitare i farmaci e gli alimenti che contengono l’aspartame, ad esempio la maggior parte delle bevande light. Questa sostanza, che si trova in molti dolcificanti artificiali, rilascia la fenilalanina quando viene digerita.

Il riso, la pasta e i cracker a ridotto contenuto proteico quasi sempre possono essere consumati senza calcolare il contenuto di fenilalanina.

È fondamentale ricordare che tutti gli eccessi sono dannosi. Anche se consumate un alimento permesso dalla dieta, mangiarne troppo in una volta sola può essere pericoloso. Quando pianificate la dieta, tenete in considerazione la quantità totale di fenilalanina contenuta in tutto ciò che mangiate.

Latte in polvere per neonati

Probabilmente a questo punto vi chiederete come si fa, e come fanno ad esempio i neonati, ad assumere le sostanze nutritive necessarie con tutte queste restrizioni. La risposta sta negli integratori, cioè bevande o polveri speciali per le persone affette dalla PKU. Gli integratori non contengono la fenilalanina, ma le proteine e altre sostanze nutritive essenziali in una forma sicura per chi è affetto dalla PKU.

I tipi di latte in polvere normali e il latte materno contengono la fenilalanina, quindi i neonati affetti dalla fenilchetonuria devono consumare un latte speciale senza fenilalanina. Il dietologo può calcolare con sicurezza la quantità di latte materno o di latte in polvere normale da mescolare con quello senza fenilalanina. I genitori possono svezzare il bambino malato con alimenti a basso tenore di fenilalanina negli stessi momenti previsti per lo svezzamento degli altri bambini. Questi alimenti vanno a sostituire la fenilalanina che il bambino assume tramite il latte materno o il latte in polvere e devono essere conteggiati con precisione nel consumo di fenilalanina giornaliero.

Farmaci

È registrato un farmaco per la terapia della PKU, la sapropterina (Kuvan®) in grado di aumentare la tolleranza alla fenilalanina, ma purtroppo non è efficace per tutti i pazienti.

Prevenzione

Essendo una malattia genetica non è possibile fare nulla a livello di stile di vita per prevenire la trasmissione ai figli, ma è invece possibile fare molto per prevenire complicazioni a seguito della diagnosi.

Seguite una dieta a ridotto contenuto di fenilalanina. Le donne affette dalla fenilchetonuria possono prevenire le malformazioni neonatali seguendo, o ritornando a seguire, una dieta a ridotto apporto di fenilalanina prima del concepimento. Anche se la fenilchetonuria è lieve, infatti, possono mettere il feto a rischio, se non seguono la dieta speciale. Se soffrite o avete sofferto di fenilchetonuria, chiedete consiglio al medico prima di cercare il concepimento.

Chiedete consiglio a un genetista. Se avete sofferto di fenilchetonuria, se un vostro parente stretto ne soffre o se avete un figlio malato, potrebbe esservi utile il counseling genetico preconcezionale. Il genetista potrà aiutarvi a capire meglio come avviene la trasmissione ereditaria della PKU; potrà aiutarvi inoltre a capire quando rischiate di mettere al mondo un figlio malato e aiutarvi in materia di pianificazione famigliare.

Fonti Principali:

Adattamento dall’inglese a cura di Elisa Bruno

Consulenza dietetica:

Dott. Giuliano Parpaglioni
Biologo nutrizionista, Master internazionale di II livello in nutrizione e dietetica
Riceve a Brescia, Milano e Desenzano del Garda
340 418.93.93

[email protected]

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Io e mio marito stiamo cercando una gravidanza, come facciamo a sapere se ne siamo affetti?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Attraverso esami genetici è possibile scoprire se i futuri genitori siano portatori sani della malattia.