Epatiti: sintomi, cause, contagio, pericoli e cura

Ultimo Aggiornamento: 109 giorni

Introduzione

L’ è un’infiammazione del tessuto epatico: la parola deriva dal greco hepar, che significa fegato, e -itis, che significa infiammazione.

Viene suddivisa in base a un criterio temporale in

  • cronica, se dura più di sei mesi,
  • e acuta, se dura meno.

L’epatite acuta a volte può risolversi da sola, mentre in altri pazienti progredisce in epatite cronica o, raramente, direttamente in epatite fulminante. Nel corso del tempo la forma cronica può progredire in

Le cause di epatite possono essere suddivise in infettive e non infettive.

La causa più comune di epatite a livello mondiale sono i virus. Esistono cinque tipi principali di epatite virale, tipo

  • A,
  • B,
  • C,
  • D
  • ed E.

Le cause non infettive includono invece

L’epatite acuta può in alcuni casi non presentare alcuna manifestazione clinica, mentre in altri casi si manifesta con segni caratteristici come

  • ittero, una colorazione giallastra di cute e sclere (bianco degli occhi),
  • feci chiare,
  • urine scure
  • e fegato ingrossato, palpabile e in alcuni casi dolente.

L’epatite cronica si presenta invece con segni e sintomi specifici della disfunzione epatica di lunga data come

  • facili sanguinamenti,
  • ascite
  • e edemi degli arti inferiori, in particolare nei casi in cui l’epatite cronica sia evoluta in cirrosi.

Cause

Epatiti infettive

L’epatite virale è il tipo più comune di epatite in tutto il mondo. È causata da cinque diversi virus: A, B, C, D ed E.

Il virus dell’epatite A e dell’epatite E vengono entrambi trasmessi per via oro-fecale, mediante ingestione di cibi contaminati da feci umane non adeguatamente lavati. Sono più comuni nei Paesi in via di sviluppo e sono solitamente malattie auto-limitanti che non portano all’epatite cronica. L’epatite A è tutt’oggi molto comune in Italia, in particolare nei Paesi del sud, per il consumo di alimenti crudi o poco cotti, come i molluschi. Il virus dell’epatite E è invece poco frequente nelle nostre aree geografiche ed è più tipico di Paesi del sud-est asiatico come l’India.

L’epatite B, l’epatite C e l’epatite D vengono invece trasmesse attraverso il sangue, ad esempio con l’uso di siringhe usate (tossicodipendenti), con trasfusioni non controllate (come succedeva in passato) o venendo a contatto diretto con il sangue infetto su ferite o tagli. Altre modalità di contagio possono essere l’utilizzo di materiali non sterili con cui vengono fatti tatuaggi, fori dei lobi auricolari, fori nasali, piercing e agopuntura, la via sessuale, più tipica dell’epatite B, e quella da madre a figlio durante l’attraversamento del canale del parto o trans-placentare durante la gravidanza.

Non è invece stata documentata la trasmissione del virus mediante la saliva, a meno che questa non entri in contatto diretto con ferite o tagli.

L’epatite B e C possono presentarsi sia in modo acuto che cronico.

Negli adulti, l’infezione da epatite B è più comunemente auto-limitante. Meno del 5% progredisce verso lo stato cronico. L’epatite cronica può a sua volta progredire a cirrosi epatica in un 30% dei casi e direttamente a epatocarcinoma nel 5% dei casi. A differenza dell’adulto, l’infezione nel neonato e nel bambino causa frequentemente un’infezione cronica, in quanto il sistema immunitario non è ancora adeguatamente sviluppato.

La maggior parte dei casi di epatite C, al contrario di ciò che succede nella B, porta a un’infezione cronica. La forma cronica di epatite C è una comune causa di cirrosi epatica nel mondo. Negli Stati Uniti è la seconda causa di cirrosi epatica, superata solo all’epatite alcolica.

L’epatite D è un virus difettoso, che richiede la co-presenza dell’epatite B per potersi replicare.

Altri agenti eziologici, molto meno frequenti, in grado di causa epatite infettiva sono

Epatiti non infettive

Epatite alcolica

È una causa molto comune di epatite, provocata dall’eccessivo consumo di alcol protratto per  lunghi periodi di tempo. Quando diventa cronica è la causa più comune di cirrosi epatica, che può a sua volta evolvere in epatocarcinoma.

L’epatite si sviluppa solitamente in seguito ad anni di esposizione all’alcol, con un consumo maggiore a 30-40 grammi al giorno nell’uomo e 20 grammi al giorno nella donna.

Epatite tossica e farmaco-indotta

Molti agenti chimici, tra cui farmaci, tossine industriali o anche bevande a base di erbe, possono
causare epatite. Lo spettro delle lesioni epatiche indotte da farmaci e tossine varia dall’epatite acuta all’epatite cronica, fino all’insufficienza epatica acuta. Le tossine e i farmaci possono causare danno al fegato attraverso vari meccanismi, tra cui il danno diretto alle cellule e l’alterazione del metabolismo cellulare.

Alcuni farmaci come il paracetamolo mostrano un danno epatico dipendente dalla dose assunta, mentre altri, come l’isoniazide, causano reazioni imprevedibili non dipendenti dalla dose che variano da individuo a individuo.

I farmaci che più di frequente possono dare epatite sono

Steatoepatite non alcolica (NASH)

La steatoepatite non alcolica si verifica in persone con poca o nessuna storia di uso di alcol. È invece fortemente associata con la sindrome metabolica, l’obesità, l’insulino-resistenza, il diabete, e l’ipertrigliceridemia.

Dal 10 al 25% dei pazienti con NASH sviluppano cirrosi. La NASH è riconosciuta come la terza causa più comune di malattia del fegato negli Stati Uniti.

Epatite autoimmune

L’epatite autoimmune è una malattia cronica causata da una risposta immunitaria anomala rivolta contro cellule del fegato. Presenta una certa predisposizione genetica, con associazione a HLA DR3 e DR4.

La risposta immunitaria anomala viene solitamente scatenata da farmaci (come nitrofurantoina, idralazina e metildopa), da trapianto di fegato, o da virus (tra cui il virus dell’epatite A, il virus Epstein-Barr e il morbillo).

Sintomi

L’epatite ha un ampio spettro di presentazioni cliniche, che variano da una completa mancanza di sintomi a grave insufficienza epatica. La forma acuta di epatite è generalmente caratterizzata da sintomi costituzionali tipicamente autolimitanti, mentre l’epatite cronica può manifestare segni e sintomi specifici della disfunzione epatica di lunga data.

Epatite acuta

L’epatite virale acuta si suddivide da un punto di vista clinico in diverse fasi

  • Fase prodromica: Ha durata variabile che va da 3-4 giorni a 2-3 settimane, ma talvolta può anche mancare. Si presenta con sintomi non specifici e simil-influenzali che includono:
  • Fase sintomatica o conclamata: È in questa fase che si presentano i sintomi più tipici e caratteristici dell’epatite. In media si sviluppano dopo circa 1-2 settimane dalla fase prodromica e possono durare fino a 4 settimane. I sintomi più importanti sono
    • ittero (ingiallimento della cute e della sclera (bianco degli occhi)),
    • feci chiare,
    • urine, scure, color “marsala”,
    • fegato ingrandito, palpabile e talvolta dolente,
    • lieve ingrandimento della milza, anch’essa palpabile in alcuni casi.
  • Fase di recupero: È caratterizzata dalla risoluzione dei segni e sintomi clinici dell’epatite.

Il decorso dell’epatite acuta è favorevole e nella maggior parte dei casi porta a completa guarigione del fegato sia dal punto di vista anatomico che funzionale. Solitamente la guarigione dell’epatite acuta avviene entro 20-45 giorni dall’insorgenza dell’ittero.

La convalescenza è molto spesso lunga e alcuni disturbi possono protrarsi sensibilmente nel tempo. Tra questi possiamo trovare

  • difficoltà nella digestione,
  • lieve colorazione giallastra delle sclere (subittero),
  • sensazione di “peso” al fianco destro,
  • malessere generale.

I casi di epatite indotta da farmaci possono manifestarsi anche con segni sistemici di una reazione allergica comprendenti rash cutaneo, febbre, sierositi (infiammazione delle membrane che rivestono alcuni organi), eosinofili elevati (un tipo di globuli bianchi) e soppressione dell’attività del midollo osseo.

Epatite cronica

L’epatite cronica viene definita come il persistere dell’infiammazione epatica per più di 6 mesi. È spesso asintomatica all’inizio del suo decorso e viene rilevata solo da studi di laboratorio del fegato a fini di screening o per valutare sintomi non specifici. Con il progredire dell’infiammazione, i pazienti possono sviluppare sintomi costituzionali simili a quelli dell’epatite acuta, come

  • affaticamento,
  • nausea,
  • vomito,
  • scarso appetito,
  • dolori articolari.

L’ittero può o meno essere presente, ma solitamente è un segno di malattia molto avanzata. L’epatite cronica può interferire anche con le funzioni ormonali del fegato. Questo può manifestarsi con

L’epatite cronica può nel tempo diventare cirrosi epatica, una condizione in cui le funzioni del fegato vengono irrimediabilmente compromesse. Questo può tradursi in

La cirrosi può portare a sua volta ad altre complicazioni potenzialmente letali come l’encefalopatia epatica, le varici esofagee, la sindrome epatorenale e l’epatocarcinoma.

Complicanze – Epatite fulminante

L’epatite fulminante è la morte massiva di gran parte delle cellule epatiche in un brevissimo periodo di tempo.

È una complicanza rara e pericolosa per la vita dell’epatite acuta, che può verificarsi nei casi di epatite B, D ed E, autoimmune e indotta da farmaci e tossine.

Si verifica più frequentemente in casi di co-infezione da epatite B e D e in donne in gravidanza con epatite E.

Si manifesta con i classici sintomi dell’epatite acuta, a cui si aggiungono

  • coagulopatie, soprattutto sanguinamenti,
  • encefalopatia, che si manifesta con

La mortalità dovuta all’epatite fulminante è molto elevata e l’unica speranza terapeutica è un tempestivo trapianto epatico.

Diagnosi

La diagnosi di epatite viene effettuata sulla base di alcuni o tutti i seguenti elementi: anamnesi medica comprendente anamnesi sessuale e di uso di sostanze, segni e sintomi clinici, esami del sangue, imaging e biopsia epatica.

In generale per le epatiti virali sono sufficienti gli esami del sangue e il quadro clinico del paziente per la diagnosi. Per le altre cause di epatite gli esami del sangue potrebbero non essere esaustivi. In questi casi, è spesso necessario ricorrere alla biopsia per stabilire la diagnosi, in quanto l’analisi anatomopatologica è in grado di rivelare il modello preciso dell’infiammazione e della fibrosi epatica, utile per discriminare tra le diverse forme. Tuttavia, la biopsia epatica non è tipicamente il test diagnostico iniziale in quanto è una tecnica invasiva ed è associata a un piccolo ma significativo rischio di sanguinamento, tra l’altro aumentato nei pazienti con danno epatico e cirrosi.

Le analisi del sangue comprendono

  • enzimi epatici (transaminasi AST e ALT),
  • sierologia (studio degli anticorpi),
  • PCR per la valutazione della presenza di DNA / RNA dei virus dell’epatite.

Le tecniche di imaging che vengono più comunemente utilizzate in corso di epatite sono

La TC e la RM sono in grado di fornire un livello superiore di dettaglio, ma sono più costose e devono essere utilizzate solo in un secondo momento per casi dubbi.

Cura

Ogni paziente che presenta epatite costituisce un caso a sé stante e, di conseguenza, non è possibile né auspicabile l’attuazione di interventi terapeutici generalizzati, che andranno invece personalizzati a seconda della causa scatenante.

Di seguito verranno riportati i principi generali di terapia di ogni singola causa, che è possibile approfondire negli articoli specifici

  • Epatiti virali: Nei casi di epatite acuta il trattamento è spesso solo sintomatico, in quanto nella maggior parte dei casi si ha una risoluzione spontanea dell’infezione. Nei casi di epatite cronica (B, C e D) vengono utilizzate terapia specifiche a base di Interferone alfa e antivirali specifici per il tipo di epatite (es. Entecavir e Tenofovir per l’epatite B e Sofosbuvir e Ledipasvir per l’epatite C).
  • Epatite alcolica: l’unico trattamento risolutivo è la completa astinenza dall’alcool. Vengono inoltre somministrati integratori alimentari, pentoxifillina e cortisone. Nel caso in cui l’epatite alcolica abbia determinato cirrosi e questa sia in fase avanzata, l’unico trattamento è il trapianto epatico.
  • Steatoepatite non alcolica (NASH): l’aspetto importante è ristabilire adeguate abitudini alimentari per ottenere un calo ponderale. Tra i farmaci più usati ci sono quelli per il controllo dell’insulino-resistenza come la metformina e i glitazoni.
  • Epatite autoimmune: la terapia si basa sull’utilizzo di immunosoppressori come il prednisone, l’azatioprina o il budesonide.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan

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