Encefalite: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 37 giorni

Introduzione

Infezioni, e meno frequentemente altri fattori, possono dare luogo a pericolosi processi infiammatori del cervello e del midollo spinale. L’infiammazione può dare origine a una varietà di sintomi, tra cui

  • febbre,
  • cefalea,
  • convulsioni,
  • modifiche del comportamento o confusione
  • e, in casi estremi, danni cerebrali con ictus o addirittura morte.

L’infezione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, viene detta meningite. L’infiammazione del cervello in quanto tale è detta encefalite. Con mielite, si intende l’infiammazione del midollo spinale. L’infiammazione di ambedue (cervello e midollo spinale) si chiama encefalomielite.

La prognosi dipende in genere

  • dall’agente infettivo specifico,
  • dalla gravità della malattia
  • e dalla prontezza con cui viene iniziato il trattamento.

Nella maggior parte dei casi chi è colpito da un’encefalite molto lieve può guarire completamente, anche se il recupero può essere lento.

Il recupero comunque dipende da causa ed estensione dell’infiammazione.

Causa

Non è sempre chiaro cosa determini un’encefalite.

Quando viene identificata, la causa di solito è un’infezione o un problema del sistema immunitario (le difese naturali dell’organismo).

Chiunque può ammalarsi di encefalite, ma soggetti con sistemi immunitari depressi, per esempio individui con HIV o in terapia con farmaci immunosoppressori, hanno un rischio maggiore.

Di seguito, alcune tra le cause più comuni.

Infezioni

L’encefalite può svilupparsi a seguito della diffusione di un’infezione al cervello.

Si tratta in molti casi di infezioni molto comuni e in genere blande e in questi casi l’encefalite ne è una complicazione molto rara.

Perlopiù, si tratta di virus, in particolare:

Un’encefalite dovuta a virus è detta “encefalite virale”.

L’encefalite può anche, sia pur raramente, essere dovuta a batteri, funghi o parassiti.

Tutte queste infezioni possono essere contratte da altre persone, ma l’encefalite di per sé non passa da un soggetto all’altro.

Problemi del sistema immunitario

Il sistema immunitario protegge il corpo da malattie e infezioni. Il sistema attacca i germi che entrano nel corpo, impedendo loro di causare infezioni gravi.

Molto raramente, tuttavia, qualcosa va storto e il sistema immunitario attacca per errore il cervello, causando l’encefalite.

Ciò può dipendere da:

  • un’infezione preesistente di un’altra parte del corpo (in genere, qualche settimana prima), tra quelle menzionate in precedenza,
  • una crescita tumorale (benigna o maligna) in un qualche distretto corporeo,
  • una vaccinazione (si tratta di un evento rarissimo, i benefici di una vaccinazione sono di gran lunga maggiori del rischio di encefalite),
  • altre cause sconosciute.

L’encefalite dovuta a una reazione a una precedente infezione è nota come “encefalite post-infettiva”. Se causata da un tumore o di origine ignota, viene detta “encefalite autoimmune”.

Trasmissione

Alcune forme batteriche di meningite ed encefalite sono contagiose e possono diffondersi per contatto con la saliva, lo scolo nasale, le feci o secrezioni del tratto respiratorio e della gola (spesso il contagio avviene tramite baci, colpi di tosse, condivisione di bicchieri, posate o oggetti personali come spazzolini da denti, rossetti o sigarette).

Poiché queste malattie possono insorgere improvvisamente e progredire rapidamente, chiunque manifesti sintomi di possibile meningite o encefalite dovrà ricorrere immediatamente al medico o al pronto soccorso.

Sintomi

Spesso la malattia si manifesta con i sintomi di una modesta influenza.

Nei casi più gravi, il soggetto colpito da encefalite può manifestare i seguenti sintomi:

  • disturbi della parola o dell’udito,
  • sdoppiamento della vista,
  • allucinazioni,
  • cambiamenti della personalità,
  • perdita di coscienza,
  • perdita di sensibilità in alcune parti del corpo,
  • debolezza muscolare,
  • paralisi parziale di braccia e gambe,
  • demenza grave improvvisa,
  • convulsioni
  • e perdita di memoria.

In un bambino piccolo, tra i sintomi e segni importanti di meningite o encefalite, ci sono

  • febbre,
  • letargia,
  • vomito,
  • rigidità del corpo,
  • irritabilità inspiegabile o non usuale
  • e una fontanella (il punto morbido in cima alla testa) tesa o sporgente.

Diagnosi

Dopo un esame obiettivo e l’anamnesi con analisi delle attività degli ultimi giorni/settimane (recente esposizione a insetti o animali, contatti con ammalati, viaggi, condizioni mediche preesistenti, farmaci assunti), il medico può ricorrere a una varietà di esami diagnostici per stabilire la presenza dell’infezione e dell’infiammazione.

La tempestività della diagnosi è vitale, perché i sintomi dell’encefalite possono comparire all’improvviso ed evolvere in lesioni del cervello, dell’udito e/o dei centri del linguaggio, cecità o perfino morte.

L’esame neurologico richiede una serie di esami finalizzati a stabilire le funzionalità motoria e sensitiva, di nervi, udito, parola, vista, coordinamento, equilibrio e stato mentale, nonché modifiche del tono dell’umore o del comportamento. Il medico può esaminare la funzionalità del sistema nervoso tramite l’analisi della forza e della sensibilità, avvalendosi di oggetti come un diapason, una fonte di luce, un martelletto per i riflessi e spilli.

Esami di laboratorio del sangue, delle urine e delle secrezioni corporee possono aiutare a identificare infezioni del cervello e/o del midollo spinale e a determinare la presenza di anticorpi e proteine estranee.

Questi esami possono anche escludere condizioni metaboliche con sintomi simili. Per esempio, un tampone faringeo può servire a identificare organismi virali o batterici all’origine di meningiti o encefaliti. Il tampone faringeo consiste nel passare sulla parte posteriore della gola un bastoncino sterile, che viene poi posto in un mezzo di coltura, in cui si lasciano proliferare eventuali virus e batteri. I risultati sono in genere disponibili nell’arco di 2 o 3 giorni.

L’analisi del liquido cerebrospinale che circonda e protegge cervello e midollo spinale può identificare infezioni, infiammazioni acute o croniche e altre malattie del cervello e/o del midollo. La puntura lombare è una procedura che consiste nel prelevare piccole quantità di questo liquido tramite un ago speciale, introdotto nella zona inferiore (lombare) della schiena. La pelle viene anestetizzata prima di eseguire il prelievo. L’analisi del liquido, completamente trasparente nei soggetti normali, serve a rilevare la presenza di batteri o sangue, misurare i livelli di glucosio (meningiti batteriche o fungine possono far ridurre i livelli di glucosio) e i globuli bianchi (livelli elevati sono indicativi di infezioni). Si tratta di una procedura ospedaliera che richiede circa 45 minuti. Poiché un ritardo nel trattamento può essere fatale, il paziente viene perlopiù posto sotto antibiotici o antivirali in attesa dei risultati finali dell’analisi microbiologica.

La diagnostica per immagini del cervello può mostrare segni di infiammazione, sanguinamento interno o emorragia, o altre anomalie cerebrali. Per meningite ed encefalite, vengono generalmente usate procedure non invasive, non dolorose.

La tomografia computerizzata, o TAC, usa raggi X e tecnologie informatiche per generare rapidamente immagini bidimensionali nitide di organi, ossa e tessuti. Occasionalmente, viene iniettato un mezzo di contrasto nel circolo sanguigno per evidenziare i vari tessuti del cervello e rilevare segni di encefalite o di infiammazione delle meningi. La TAC può anche mostrare irregolarità ossee e vascolari, alcuni tumori e cisti cerebrali, ernie del disco, stenosi spinali (restringimenti del canale vertebrale), trombosi o sanguinamenti intracranici in soggetti con ictus, danni cerebrali da trauma cranico e altri disturbi. In caso di anomalie riscontrate con l’esame neurologico, spesso viene svolta una TAC per l’individuazione di edema cerebrale, emorragie o ascessi che, se presenti, rendono potenzialmente rischiosa la puntura lombare.

La risonanza magnetica (RM) impiega onde radio generate da un computer e un potente campo magnetico per produrre immagini dettagliate delle strutture corporee, compresi i tessuti, gli organi, le ossa e i nervi.. Questa metodica non utilizza radiazioni e produce immagini ben migliori del tessuto cerebrale. Questo esame può non essere disponibile in situazioni di emergenza, per cui su pazienti in condizioni critiche viene in genere eseguita prima la TAC. Le immagini, più definite di quelle generate con la TAC, possono aiutare a identificare infiammazioni di cervello e midollo, infezioni, tumori, malattie degli occhi e irregolarità dei vasi che possono determinare un ictus. Maggiori dettagli possono essere ottenuti iniettando prima dell’esame un mezzo di contrasto.

L’elettroencefalografia (EEG) può aiutare a identificare onde cerebrali anomale monitorando l’attività elettrica del cervello attraverso il cranio. Tra le sue tante funzionalità, l’EEG viene usato per diagnosticare convulsioni o modelli indicativi di infezioni virali specifiche come il virus herpes, e convulsioni subcliniche che potrebbero contribuire ad anomalie del livello di coscienza nei pazienti in condizioni critiche.

Cura

Una diagnosi presunta di encefalite impone un trattamento medico tempestivo e aggressivo.

Meningite ed encefalite possono progredire rapidamente e dar luogo a danni neurologici gravi e irreversibili.

L’encefalite virale viene tratta con farmaci antivirali come acyclovir e ganciclovir.

Le convulsioni possono richiedere trattamenti farmacologici specifici. L’edema cerebrale può essere ridotto con corticosteroidi. La respirazione artificiale può essere adottata in casi con difficoltà respiratorie.

Le encefaliti autoimmuni sono trattate con ulteriori farmaci immunosoppressori e ricerca di un eventuale tumore se appropriato.

Bisognerà valutare il tipo di riabilitazione necessaria, che potrà includere le funzioni cognitive, fisiche, la parola e terapie occupazionali, una volta superata la fase acuta.
Fonti principali:

  • , licensed under the

Adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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