Dolori alle articolazioni: prevenzione e trattamento

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

Il dolore articolare è un sintomo molto frequente nella popolazione, tanto che circa il 58% dei soggetti di età superiore ai 65 anni presenterà disturbi alle articolazioni durante la propria vita.

  • Il dolore ad un’unica articolazione è indicato con il termine artralgia,
  • mentre quando sono interessate più articolazioni la sintomatologia è definita
    • oligoartralgia, se colpite due o tre articolazioni,
    • poliartralgia, se colpite quattro o più articolazioni.

Se insorto in modo rapido e in tempi recenti, il dolore articolare è considerato acuto; invece, se perdura da un mese o più, la condizione è definita cronica o persistente.

Nei giovani le cause principali di dolore articolare sono l’artrite reattiva e le connettivopatie come il lupus eritematoso sistemico, negli adulti è più frequente l’artrite reumatoide e negli anziani diventano preponderanti l’artrosi e la polimialgia reumatica.

Da un punto di vista generale l’artrosi (od osteoartrite) è la forma più diffusa di artrite, con cui circa 5 milioni di italiani (circa il 10% della popolazione) si trovano a fare i conti ogni giorno; si presenta manifestando sintomi come:

  • dolore,
  • limitazione del movimento,
  • rigidità,
  • deformità della o della articolazioni colpite.

Da molto tempo questo disturbo non è più considerato una semplice conseguenza dell’invecchiamento e i ricercatori stanno quindi prendendo in considerazione le diverse cause e i numerosi fattori di rischio connessi allo sviluppo della patologia:

  • anomalie muscolo-scheletriche,
  • anomalie genetiche,
  • obesità,
  • lesioni da stress derivanti da un uso eccessivo.

Ovviamente non si può intervenire né sul patrimonio genetico né sulle malformazioni scheletriche, ma è invece possibile modificare il proprio stile di vita, in modo tale da proteggere le articolazioni e contribuire alla prevenzione dell’osteoartrite.

Spesso, un’accurata valutazione della storia del paziente e un dettagliato esame clinico permettono la formulazione di una diagnosi corretta, tuttavia in alcuni casi sono necessarie ulteriori indagini, tra cui specifici esami di laboratorio e tecniche di diagnostica per immagini.

Ricostruzione grafica del corpo femminile con in evidenza le principali articolazioni

iStock.com/sankalpmaya

Cause

Le cause e le patologie sottostanti al dolore articolare sono numerose, ma è possibile classificarle prendendo in considerazione il tempo di insorgenza (dolore acuto o cronico) e il numero di articolazioni coinvolte (monoarticolare o poliarticolare).

Le possibili cause di dolore articolare acuto sono:

  • traumi,
  • esacerbazione di un’artrosi (lesioni degenerative delle articolazioni con evoluzione cronica; l’articolazione del ginocchio è la sede più colpita, seguita dalle articolazioni interfalangee prossimali e distali delle dita della mano),
  • artrite infettiva batterica,
  • sindrome di Reiter (artrite che segue dopo alcune settimane un’infezione gastroenterica o urogenitale associate a congiuntivite),
  • lupus eritematoso sistemico (malattia autoimmunitaria che può colpire qualsiasi organo; più frequentemente sono interessati le articolazioni, la cute, il rene e le cellule del sangue),
  • artrite reumatoide (infiammazione articolare su base immunitaria, in genere poliarticolare simmetrica, che se non trattata può portare all’anchilosi e alla perdita della funzione articolare),
  • febbre reumatica acuta (in questo caso è caratteristica una poliartrite migrante in cui il dolore articolare si sposta da una grossa articolazione all’altra nel corso della malattia),
  • gotta (precipitazione a livello articolare di cristalli di urato monosodico),
  • pseudogotta (precipitazione a livello articolare di cristalli di calcio pirofosfato).

Il dolore monoarticolare cronico può invece essere dovuto a:

  • artrosi,
  • artite reumatoide (tuttavia è una presentazione inusuale per questa patologia),
  • alterazioni di strutture all’interno dell’articolazione (per esempio strappo di un menisco),
  • traumi,
  • pseudogotta,
  • infezione cronica articolare,
  • tumori muscoloscheletrici.

Il dolore poliarticolare cronico invece è associato a:

  • artrosi,
  • artite reumatoide,
  • gotta cronica tofacea (aggregati di urati che possono formarsi oltre che nella cartilagine articolare anche nella cute),
  • artrite psoriasica (classico è il coinvolgimento delle falangi distali delle dita),
  • spondilite anchilosante (malattia infiammatoria che colpisce prevalentemente la colonna lombare e l’articolazione sacro-iliaca),
  • lupus eritematoso sistemico,
  • polimialgia reumatica (malattia infiammatoria la cui causa è sconosciuta; è caratterizzata da dolore e rigidità dei cingoli scapolare e pelvico, accompagnati da sintomi sistemici).

Fattori di rischio

  • Età: L’incidenza delle patologie reumatiche aumenta con l’età, circa il 58% dei soggetti di età superiore ai 65 anni presenterà disturbi alle articolazioni. Inoltre, l’artrosi è la causa più frequente di disabilità nel soggetto anziano.
  • Familiarità: Diverse patologie articolari sono multifattoriali, cioè determinate sia da fattori ambientali che da una predisposizione genetica di fondo; esiste dunque una familiarità e il rischio di svilupparle aumenta quando ne sono affetti i familiari, soprattutto se di primo grado. Tra esse ricordiamo:
    • artrosi,
    • artrite reumatoide,
    • lupus eritematoso sistemico,
    • artrite psoriasica.
  • Altre patologie: Alcune malattie possono determinare un danno articolare, in modo diretto o indiretto; per esempio l’osteoporosi è un fattore di rischio per fratture e l’insufficienza renale favorisce l’accumulo di acido urico nell’organismo e l’insorgenza di una patologia gottosa.
  • Farmaci: Un dolore articolare può essere scatenato in seguito all’assunzione di determinati farmaci, per esempio: chinidina, aciclovir assunto cronicamente, chinoloni, IL2, cimetidina, rifabutina, interferone, inibitori di proteasi dell’HIV, inibitori di aromatasi, nicardipina. Inoltre, alcuni tipi di diuretici possono facilitare lo sviluppo della gotta e l’uso cronico di cortisone è un fattore di rischio per lo sviluppo di un’artrite settica.

Sintomi

Il dolore localizzato a livello di un’articolazione non è necessariamente dovuto ad un problema articolare, cioè interessante strutture proprie delle articolazioni (membrana sinoviale, cartilagine articolare, legamenti intra-articolari, capsula articolare), possono invece essere coinvolte strutture adiacenti non articolari (legamenti extra-articolari, tendini, fasce muscolari, muscoli, cute sovrastante).

È possibile differenziare il dolore articolare e il dolore non articolare caratterizzandone la qualità e valutando gli eventuali sintomi associati.

Le patologie articolari sono generalmente contraddistinte da

  • presenza di un dolore profondo e diffuso,
  • possibile limitazione dell’estensione del movimento, passivo o attivo.

Possono inoltre essere associate alla presenza di

  • crepitii,
  • instabilità,
  • deformità
  • e gonfiore.

Se la malattia scatenante è di tipo infiammatorio ci saranno i sintomi tipici della flogosi:

  • dolore,
  • rossore della cute sovrastante,
  • calore
  • e tumefazione.

La presenza di deformità articolari indica spesso un processo patologico aggressivo o di vecchia data.

Un altro sintomo caratteristico delle malattie reumatiche è la rigidità post-inattività (in genere al mattino appena svegli):

  • se dura più di un’ora è definita rigidità infiammatoria (come ad esempio nel caso dell’artrite reumatoide),
  • mentre se dura meno di 30 minuti è chiamata rigidità meccanica (come ad esempio nell’artrosi).

Alcune malattie sistemiche che coinvolgono le articolazioni, come è il caso dell’artrite reumatoide, possono infine essere accompagnate da sintomi sistemici tra cui

Diagnosi

Anamnesi

Un elemento in grado di orientare la diagnosi è l’età del paziente:

  • nei giovani sono più frequenti connettivopatie come il lupus eritematoso sistemico (LES) e artriti infettive come l’artrite reattiva (o sindrome di Reiter),
  • a 40-50 anni è più caratteristica l’artrite reumatoide,
  • mentre negli anziani le malattie predominanti sono l’artrosi, la polimialgia reumatica, la gotta e patologie indotte da farmaci.

Anche il genere può essere utile per indirizzarsi sulla causa sottostante:

  • la gotta e le spondiloentesoartriti come la spondilite anchilosante sono più frequenti negli uomini,
  • mentre l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico sono caratteristiche del sesso femminile, con un rapporto femmine:maschi che può raggiungere il 9:1.

Data la frequente familiarità è ovviamente opportuno investigare se in famiglia ci siano casi di malattie articolari.

Il medico si focalizzerà quindi sul problema attivo, chiedendo al paziente una descrizione dettagliata  delle articolazioni coinvolte ed eventualmente da che articolazione è iniziato il dolore e il seguente pattern di diffusione. Il paziente dovrà indicare il tipo di dolore e l’intensità (il dolore può essere quantificato con un punteggio crescente) e da quanto tempo è presente.

Infine risulta importante conoscere i farmaci assunti dal paziente, dal momento che possono essere coinvolti nell’insorgenza del danno articolare.

Esame clinico

Attraverso la visita clinica, che si basa sull’ispezione, la palpazione e l’applicazione di specifiche manovre, il medico cercherà di identificare

  • le strutture anatomiche coinvolte,
  • la possibile natura della patologia sottostante
  • e l’eventuale presenza di manifestazioni extra-articolari.

Esami di laboratorio

Eventuali esami del sangue devono essere prescritti solo dopo un’ipotesi diagnostica, perché inutili se utilizzati come screening o per valutare un paziente con vaghi disturbi reumatici, dal momento che non sono specifici.

  • L’emocromo con formula leucocitaria e gli indici di infiammazione (PCR, VES) possono aiutare a capire se la patologia sottostante sia di tipo sistemico e infiammatorio.
  • La determinazione della concentrazione di acido urico nel sangue può essere richiesta nel sospetto di gotta.
  • Nell’ipotesi di artrite reumatoide si valuteranno il fattore reumatoide e gli anticorpi anti-peptide ciclico citrullinato (CCP).
  • Gli anticorpi anti-nucleo (ANA), i livelli di complemento e gli anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili (ANCA) possono essere utili nel sospetto di una connettivopatia.

L’analisi del liquido sinoviale, prelevato mediante artrocentesi, è indicata nelle monoartriti acute o quando si ipotizza una artrite da deposito di cristalli (di urato o di calcio) o infettiva. Sono valutati l’aspetto, la viscosità e il numero di cellule del liquido e sono fornite importanti informazioni per giungere ad una diagnosi definitiva.

Tecniche di imaging

Alcune articolazioni non sono ben apprezzabili con l’esame obiettivo e possono essere valutate solo con tecniche di diagnostica per immagini.

  • La radiografia standard è indicata in caso di trauma, di interessamento monoarticolare o nel sospetto di un’infezione cronica. Al contrario, questa metodica risulta poco utile in un’artrite infiammatoria acuta, poiché i segni di danno spesso non sono visualizzabili negli stadi iniziali. Si noti che alcune articolazioni non risultato apprezzabili attraverso questa metodica, soprattutto quelle dello scheletro assile, e in questi casi può essere indicata l’esecuzione di una TC (tomografia computerizzata).
  • L’ecografia, tecnica non invasiva ed economica, e la RMN (risonanza magnetica nucleare) possono essere richieste per valutare eventuali alterazioni dei tessuti molli periarticolari (per esempio tendini e legamenti).
  • La scintigrafia si avvale dell’uso di radiofarmaci che si accumulano preferenzialmente in determinati tessuti che si desiderano studiare. La scintigrafia ossea fornisce informazioni sullo stato metabolico dell’osso ed è utile per una valutazione total-body del paziente. È una tecnica molto sensibile, riesce a evidenziare anomalie che alla radiografia potrebbero sfuggire, ma poco specifica e spesso non dà informazioni ben definite sulla causa sottostante.

Cura

È importante che la terapia sia mirata a trattare le cause che scatenano il dolore articolare, quindi specifica per ogni patologia sottostante, e non sia solo sintomatica (mediante antidolorifici come FANS e oppioidi).

  • Per esempio, nell’artrosi può essere indicata una terapia non farmacologica (termale, ginnastica), o farmacologica (acido ialuronico per via intra-articolare).
  • Il trattamento dell’artrite reumatoide si basa invece su cortisonici, farmaci immunosoppressori/immunomodulanti (metotrexato o farmaci biotecnologici) e antimalarici.
  • L’artrite infettiva, nella maggior parte dei casi di tipo batterico, deve invece essere trattata con antibiotici, se possibile mirati verso il microrganismo responsabile.

Rimedi e prevenzione

Vediamo infine alcuni consigli dall’ americana, volti a preservare la salute delle articolazioni:

  1. Mantenete il peso forma. Maggiore è il vostro peso, maggiore è lo stress articolare, soprattutto a carico di
  2. Fate movimento. L’esercizio fisico protegge le articolazioni perché rinforza i muscoli che le circondano. Se i muscoli sono più forti, le articolazioni non fanno attrito le une contro le altre e quindi la cartilagine non si usura.
  3. State dritti con la schiena. Una buona postura protegge le articolazioni di
    1. collo,
    2. schiena,
    3. femore,
    4. ginocchia.
  4. Usate le articolazioni maggiori. Quando sollevate o trasportate un peso, cercate di usare le articolazioni ed i muscoli più forti e più grandi, in questo modo riuscirete a evitare le lesioni e lo stress a carico delle articolazioni più piccole.
  5. Concedetevi momenti di pausa. Alternate alcuni momenti di riposo ai momenti di attività fisica intensa. Lo stress sulle articolazioni, se ripetuto per lunghi periodi, può accelerare il processo di usura che provoca l’osteoartrite.
  6. Ascoltate il vostro corpo. Se provate dolore, non fate finta di niente. Il dolore dopo l’attività o l’esercizio fisico può essere un sintomo di stress eccessivo delle articolazioni.
  7. Non siate statici. Se cambiate posizione regolarmente, riuscite a diminuire la rigidità dei muscoli e delle articolazioni.
  8. Non cercate di fare tutto e subito. Non iniziate attività per cui il vostro organismo non è preparato. Cominciate le nuove attività lentamente e in condizioni di sicurezza finché il vostro corpo non inizia a reagire: in questo modo diminuirete il rischio di lesioni.
  9. Indossate tutte le protezioni utili. Non lasciate a casa il casco e le polsiere. Assicuratevi di avere protezioni comode e della vostra taglia.
  10. Chiedete aiuto. Non cercate di fare lavori che non riuscite a gestire da soli. Fatevi dare una mano da qualcun altro.

 

Fonti principali:

  • ; Hardin JG; in Clinical Methods: The History, Physical, and Laboratory Examinations, Walker HK, Hall WD, Hurst JW, editors, 3rd edition. Boston: Butterworths; 1990. Chapter 160.
  • ; Schaible HG, Richter F, Ebersberger A, Boettger MK, Vanegas H, Natura G, Vazquez E, Segond von Banchet G.; Exp Brain Res. Jun 2009.
  • Approach to Articular and Musculoskeletal Disorders; Cush JJ, Lipsky PE; Harrison’s Principles of Internal Medicine, 18th edition; McGraw Hill Medical, New York, 2012.

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Grazie mille. Chiedevo almeno delucidazione riguardanto l’esito.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      È proprio su questi aspetti che per scelta non esprimo mai giudizi, mi dispiace.

  2. Anonimo

    Va bene l’Aulin per i dolori che mi vengono dopo la corsa?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      L’Aulin ha un buon potere antinfiammatorio, ma per alcuni potenziali effetti collaterali è ormai considerato di seconda scelta. Detto questo andrebbe a mio avviso capito meglio il problema, se dopo la corsa accusa dolori tali da richiedere un antinfiammatorio va capita la causa, se i dolori sono lievi non farei uso di antinfiammatori, ma piuttosto rimodulerei gli allenamenti per un pieno recupero (che non significa necessariamente ridurli).