Pene: malattie e infezioni

Ultimo Aggiornamento: 18 giorni

Il pene

Il pene è uno degli organi esterni dell’apparato riproduttore maschile; da un punto di vista clinico è formato da tre parti:

  • la base, cioè la parte attaccata alla parete addominale,
  • l’asta,
  • il glande, cioè la sommità di forma conica.

L’apertura dell’uretra, il tubicino che consente il passaggio dello sperma e dell’urina, si trova sulla sommità del glande.

L’asta del pene è di forma cilindrica ed è costituita da tre camere interne, fatte di tessuto spugnoso ed erettile. Il tessuto contiene migliaia di corpi cavernosi, cavità che si riempiono di sangue quando si è eccitati, e con l’afflusso del sangue il pene si irrigidisce: l’erezione permette la penetrazione durante i rapporti. La pelle del pene è ampia ed elastica e quindi si adatta all’erezione.

Lo sperma, che contiene gli spermatozoi (le cellule riproduttive maschili), viene eiaculato dal pene quando si raggiunge l’orgasmo. I disturbi del pene possono influire negativamente sulla funzionalità sessuale e sulla fertilità, vediamo i più comuni:

Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmesse si consiglia invece di fare riferimento all’articolo dedicato.

Balanite

La balanite è un’infiammazione della pelle che copre la sommità del pene. Un disturbo simile è la balanopostite, cioè l’infiammazione del glande e del frenulo.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • rossore, gonfiore e dolore intorno alla testa del glande,
  • perdite maleodoranti,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • odore sgradevole,
  • dolore durante la minzione.

L’infiammazione cronica del glande e del prepuzio può causare lesioni che a loro volta provocano il restringimento del prepuzio (fimosi) e dell’uretra (il tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dalla vescica). L’infiammazione può anche far gonfiare il frenulo e provocare quindi lesioni al pene.

La balanite colpisce soprattutto gli uomini e i ragazzi non circoncisi (che non si sono fatti rimuovere chirurgicamente il prepuzio) e/o che non prestano sufficiente attenzione all’igiene.

Nei casi di fimosi pre-esistente la comparsa di infezioni è più frequente, perchè al di sotto del prepuzio può accumularsi materiale di rifiuto (smegma, formato da sudore, cellule morte, batteri) impossibile da lavare o rimuovere.

Tra le altre cause possiamo avere:

I pazienti diabetici sono esposto ad un aumentato rischio di sviluppo di balanite, perché il glucosio (lo zucchero) presente nelle urine che rimane sotto il prepuzio diventa un terreno di coltura ideale per lo sviluppo di batteri e funghi.

Per la diagnosi è in genere sufficiente la visita medica, eventualmente specialistica (urologica o dermatologica).

La terapia della balanite dipende dalla causa del disturbo:

  • Se c’è un’infezione la terapia comprenderà un antibiotico o un antimicotico specifico.
  • Potrà essere necessario applicare anche un cortisone topico, per diminuire l’infiammazione.
  • Se l’infiammazione è particolarmente grave o persistente, potrà essere consigliata la circoncisione.

È possibile prevenire le ricadute con qualche piccola accortezza:

  • evitare sostanze irritanti,
  • usare detergenti intimi specifici e delicati,
  • evitare i preservativi in lattice in caso di allergia,
  • mantenere una corretta e frequente igiene intima, scoprendo sempre il glande per procedere a una meticolosa pulizia,
  • usare il preservativo in caso di rapporti con partner occasionali, per ridurre il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse,
  • nel caso di neonati procedere a un pronto cambio del pannolino quando viene sporcato, per evitare il contatto tra urina/feci e pene.

Per approfondimenti fare riferimento all’articolo specifico (Balanite: sintomi, cura e cause).

Candida

La candida è un’infezione micotica (da funghi) che colpisce molto più frequentemente le donne, ma che occasionalmente può diventare fonte di disturbi anche nell’uomo; è causata da un microrganismo che è comunemente presente sulla pelle (candida albicans), ma che in determinate condizioni può prendere il sopravvento e causare fastidiosi sintomi.

Fattori di rischio che aumentano la probabilità di manifestare un’infezione da candida sono:

Nella maggior parte dei casi l’infezione può essere asintomatica, ma in alcuni uomini potrebbero manifestarsi:

  • irritazione, bruciore o prurito sotto il prepuzio o sulla punta del pene,
  • rossore sotto il prepuzio o sulla punta del pene,
  • comparsa di materiale di rifiuto sotto il prepuzione, che assomiglia a ricotta,
  • tipicamente caratterizzato da un un odore sgradevole,
  • difficoltà a scoprire il glande (fimosi).

Il trattamento richiede in genere l’applicazione di creme antimicotiche o, nei casi più severi, l’assunzione di antimicotici per via orale.

Anche se non c’è completa unanimità in proposito, si ritiene che il contagio possa avvenire anche durante i rapporti sessuali, quindi la terapia viene spesso consigliata e prescritta a entrambi i partner anche in assenza di sintomi.

La prevenzione richiede una regolare igiene intima e l’utilizzo del preservativo in caso di rapporti occasionali; si raccomanda inoltre di asciugare accuratamente il pene dopo averlo lavato, poiché le infezioni fungine trovano ambiente più fertile in condizioni caldo-umide.

Per approfondimenti fare riferimento all’articolo specifico (Candida nell’uomo).

Priapismo

Il priapismo è un’erezione continua, spesso dolorosa, che può continuare per alcune ore o addirittura alcuni giorni.

L’erezione in questo caso non è necessariamente connessa all’eccitazione, ma soprattutto non viene meno a seguito dell’orgasmo.

Si tratta di una condizione che deve essere gestita il prima possibile in ambiente ospedaliero perché se trascurata (per 24 ore o anche meno), può essere causa di danni permanenti, con possibile disfunzione erettile cronica.

Si tratta di un fenomeno che si verifica quando il sangue non defluisce dai corpi cavernosi del pene, a causa di disturbi e/o danni al sistema nervoso, al sistema circolatorio o a entrambi.

Tra i fattori di rischio più importanti troviamo

Lo scopo della terapia è ovviamente quello di attenuare l’erezione, salvaguardando la funzionalità dell’organo. Nella maggior parte dei casi sarà sufficiente un drenaggio del sangue mediante siringa, quando non sufficiente si procederà alla somministrazione di farmaci vasocostrittori.

In assenza di risultati si potrà eventualmente ricorrere alla chirurgia.

Sindrome di La Peyronie

Nei pazienti affetti dalla sindrome di La Peyronie si forma una placca o un rigonfiamento duro sul pene, che ne causano la progressiva curvatura.

La malattia è poco comune e più frequente nei soggetti di età compresa tra i 40 e i 60 anni, ma potrebbe essere legata a una qualche predisposizione genetica; si ritiene che possa essere causata da traumi accidentali e/o ripetuti, per esempio durante i rapporti sessuali o l’attività sportiva, anche se va detto che nella maggior parte dei casi il paziente non è in grado di individuare specifici eventi che possano spiegare l’ipotesi.

Durante il processo di guarigione si assiste alla formazione di una placca di tessuto cicatriziale, che altera la normale curvatura ed elasticità del pene, deformandolo in caso di erezione. La placca compare come un’area di irritazione e infiammazione localizzata e può trasformarsi in una lesione più dura, che è causa della perdita di elasticità del pene nella zona colpita. Questo causa dolore e talvolta difficoltà durante i rapporti sessuali, senza contare lo stress emotivo e le possibili ricadute negative sul desiderio e sulla funzionalità sessuale.

In alcuni soggetti la malattia può andare incontro a regressione spontanea nell’arco di 6-15 mesi, molto più frequentemente invece il disturbo cronicizza e peggiora nel tempo.

La terapia prevede diversi approcci possibili, selezionati in base all’età, ai sintomi e alla gravità del disturbo; la maggior parte dei medici consiglia di aspettare 1-2 anni o più prima di tentare di correggerla chirurgicamente. In molti casi l’intervento chirurgico produce risultati positivi, ma si possono verificare delle complicazioni e molti dei problemi connessi alla sindrome (ad esempio l’accorciamento del pene) non vengono corretti dall’intervento, quindi rimane una soluzione presa in considerazione quando gli approcci farmacologici non hanno sortito effetti.

La terapia non chirurgica per la sindrome di Peyronie comporta l’iniezione di farmaci direttamente nella placca (per esempio infiltrazioni di cortisone), per cercare di ammorbidire il tessuto colpito, diminuire il dolore e correggere la curvature del pene. È possibile usare le protesi peniene nei casi in cui il disturbo impedisca al paziente di raggiungere o mantenere l’erezione.

Fimosi e parafimosi

La fimosi è una condizione in cui il prepuzio (la pelle che ricopre l’asta del pene nella sua parte terminale) è talmente stretto che non è possibile ritrarlo per scoprire il glande.

È molto comune tra i bambini, in cui è spesso congenita (ossia presente fin dalla nascita) e tende a risolversi spontaneamente nei primi anni di vita; è molto importante evitare di forzare il prepuzio, perchè farlo significa rischiare traumi dolorosi e inutili.

Nei bambini più grandi e negli adulti può essere il risultato di un’infezione o di una lesione causata da un trauma o da un’infiammazione, come ad esempio:

  • eczema (un’irritazione della pelle che causa secchezza e fragilità cutanea),
  • psoriasi,
  • lichen planus,
  • lichen sclerosus.

Tra le infezioni che sono più spesso causa di fimosi ricordiamo infine la balanite e la balanopostite, ma negli adulti l’infezione può essere anche di tipo sessualmente trasmesso.

Non rappresenta in genere un grosso problema, a meno che non causi sintomi come rossore, gonfiore e fastidio. La terapia della fimosi spesso è limitata a esercizi manuali di stiramento del prepuzio, ripetuti per un certo periodo di tempo, eventualmente coadiuvati dall’utilizzo di creme elasticizzanti.

Quando non fosse sufficiente si può ricorrere alla circoncisione; una possibilità alternativa chirurgica meno invasiva è la frenuloplastica, dove si procede alla separazione chirurgica d prepuzio e glande.

È necessario un intervento medico tempestivo solamente se il disturbo impedisce od ostacola la minzione.

La parafimosi si verifica invece se il prepuzio, una volta ritratto, non riesce a ritornare nella posizione originaria; può comparire dopo un’erezione o dopo un rapporto, oppure può essere causata da un trauma al glande.

Si tratta di una situazione di emergenza che può causare gravi complicazioni se non viene curata, il pene comincia a far male e a gonfiarsi e iniziano i problemi circolatori. Nei casi più gravi, infine, il mancato afflusso di sangue può causare la morte dei tessuti (cancrena) e può rendere necessaria l’amputazione del pene.

La terapia della parafimosi mira a far diminuire il gonfiore, per esempio attraverso l’uso di ghiaccio e di una leggera pressione applicata sul glande per favorire la fuoriuscita del sangue e degli altri liquidi. Se non fosse sufficiente sarà necessario il ricordo a farmaci drenanti o, come ultima possibilità l’intervento chirurgico.

Per approfondimenti fare riferimento all’articolo specifico (Fimosi).

Tumore del pene

Il tumore del pene è una forma di cancro molto rara che si verifica quando cellule anomale presenti nel pene iniziano a dividersi e a proliferare in modo incontrollato.

Colpisce in particolar modo uomini con più di 60 anni e, benchè rimanga poco diffuso, si è assistito negli ultimi decenni a un significativo aumento dei casi, forse da legare ai cambiamenti registrati in tema di pratiche e comportamenti sessuali.

La causa del tumore al pene non è nota con esattezza, ma si sa che la probabilità di ammalarsi può aumentare in presenza di determinati fattori di rischio:

  • Circoncisione. Chi non è circonciso corre un maggior rischio di ammalarsi.
  • Papillomavirus (HPV). Il papillomavirus è il responsabile della comparsa delle verruche genitali; alcuni tipi di HPV possono infettare gli organi genitali e la zona anale e possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore al pene (come aumenta il rischio di tumore della cervice nelle donne).
  • Fumo. Il fumo espone tutto l’organismo, e non solo i polmoni, a diverse sostanze cancerogene, che possono promuovere la comparsa di tumori.
  • Infezioni, ad esempio frequenti balaniti.
  • Fimosi. In questo disturbo il prepuzio si restringe ed è difficile ritrarlo.
  • Età. La maggior parte dei casi di tumore al pene si verifica in persone di età superiore ai 60 anni.

Tra i principali sintomi del tumore al pene troviamo

  • la comparsa di un’escrescenza o un’ulcerazione sul pene che non guarisce entro quattro settimane,
  • sanguinamento dal pene o da sotto il prepuzio,
  • perdite maleodoranti,
  • ispessimento della pelle del pene o del prepuzio che rende difficile scoprire il glande (fimosi),
  • un cambiamento del colore della pelle del pene o del prepuzio,
  • eruzione cutanea.

Il trattamento viene valutato e deciso in base alla dimensione raggiunta dal tumore e dalla sua aggressività (misurata anche attraverso la velocità con cui cresce); gli oncologi hanno a disposizione numerose scelte, tra cui:

La terapia più frequente è probabilmente la rimozione chirurgica del cancro, che può avvenire attraverso numerosi approcci.

Non è possibile prevenire con sicurezza la comparsa del tumore, ma intraprendere e mantenere uno stile di vita sano può ridurre sensibilmente il rischio di comparsa:

  • smettere di fumare,
  • praticare una regolare igiene intima,
  • circoncisione,
  • uso regolare del preservativo per ridurre il rischio di contrarre l’HPV e altre malattie sessualmente trasmesse.

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Da ieri sento un fortissimo prurito al pene, tanto da non riuscire a resistere (stanotte non sono riuscito a dormire). Dato che mi vergogno un po’ di andare dal medico, cosa potrei usare, almeno per provare?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Purtroppo è necessaria una diagnosi precisa, perché solo in base a questa si può definire una terapia senza il rischio di peggiorare la situazione (herpes, candida, balanite, … sono disturbi che possono richiedere approcci differenti).

  2. Anonimo

    Il preservativo protegge da tutte le MST?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      Purtroppo no (ad esempio HPV e sifilide rimangono a rischio).

  3. Anonimo

    La candida è trasmissibile attraverso rapporti sessuali? È possibile manifestarla sul pene?

    1. Dr. Roberto Gindro (farmacista)
      Dr. Roberto Gindro (farmacista)

      1. La questione è dibattuta, ma secondo alcuni specialisti sarebbe possibile.
      2. Molto spesso si manifesta come balanite o balanopostite, infezione che colpisce prepuzio e glande.

  4. Anonimo

    io ho 19 anni, ieri pomeriggio la mia ragazza mi ha praticato masturbazione/sesso orale, dopo vado in bagno per pulirmi e noto il prepuzio gonfio sia la parte sotto che sopra al glande, quando lo scopro sembra ancora più gonfio perchè la pelle tipo si accartoccia.
    oggi è diminuito però se provo ad effettuare masturbazione anche leggera nel punto in cui è più gonfio non sento dolore ma fastidio sopportabile.
    vorrei chiedervi che fare, se aspettare ancora 2-3 giorni senza stuzzicarlo o cosa grazie

    l’atto è durato mezz’ora buona

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe essere un principio di infezione, si faccia valutare dal medico.