Distrofia muscolare e distrofia di Duchenne: sintomi e cause

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 5 maggio 2018

Introduzione

Sono circa 20 mila le persone in Italia che soffrono di distrofia muscolare, una malattia che colpisce i muscoli deputati al controllo del movimento; è una malattia progressiva, in cui si assiste a una progressiva degenerazione muscolare che causa una crescente disabilità motoria.

Nei casi più gravi si può arrivare fino a una condizione di incapacità respiratoria, che deve essere gestita con l’utilizzo di sistemi respiratori meccanici; l’indebolimento muscolare può infine colpire il muscolo più importante di tutti, il cuore.

La ricerca scientifica ha individutato circa 30 malattie di origine genetica e comprese sotto il nome di “distrofia muscolare”, che si differenziano fra loro per

  • sintomi,
  • gravità,
  • incidenza sulla popolazione,
  • età di comparsa (infantile, adolescenziale, altre in età adulta).

Questa malattia ha in ogni caso uno spiccato carattere ereditario.

La (DMD, è un medico francese che descrisse per primo la malattia già nel 1868) è la più comune e la più grave dal punto di vista della progressione.

La distrofia muscolare da lui descritta è una malattia rara, di origine genetica. La malattia colpisce i maschi, salvo pochissimi casi eccezionali, perché consiste nell’alterazione di un gene localizzato sul cromosoma X che porta le informazioni per produrre la distrofina, una proteina di elevate dimensioni che funge da collante tra le cellule muscolari.

Solo i maschi mostrano quindi i sintomi della DMD (uno ogni 3500 maschi, in Italia sono circa 5000 i soggetti colpiti); le donne possono invece essere portatrici sane in quanto, avendo due cromosomi X, il gene sano può compensare la produzione di distrofina che il gene mutato dell’altro cromosoma non è in grado di garantire.

Cause

L’alterazione genetica che è alla base delle distrofia di Duchenne inibisce la produzione di ed una sua carenza rende la membrana cellulare più suscettibile durante la contrazione dei muscoli in movimento, rendendo così le cellule più fragili e soggette a rottura.

Quando le membrane delle cellule muscolari si rompono rilasciano il loro contenuto nello spazio circostante, dove si osserva l’attivazione del sistema immunitario che interviene distruggendo le sostanze anomale.

Quanto descritto è un processo degenerativo che non riesce ad essere compensato dai meccanismi  di riparazione spontanea propri dei muscoli e dei tessuti; alla lunga il tessuto muscolare viene quindi progressivamente sostituito da tessuto adiposo e connettivo, con il risultato che

  • la contrazione muscolare è inibita,
  • la forza muscolare progressivamente si riduce,
  • così come il tono muscolare.

Sintomi

La distrofia muscolare di Duchenne si presenta nella prima infanzia, di solito intorno ai 2 o 3 anni di vita: i primi muscoli ad essere colpiti sono quelli della fascia lombare e pelvica.

I genitori possono accorgersi di alcuni segnali come la difficoltà del bambino ad alzarsi, a saltare e a fare le scale. Anche l’andatura può essere un segnale d’allarme, il bambino può dare l’impressione di ciondolare e di stancarsi molto facilmente e manifesta la tendenza a portare l’addome in avanti.

È inoltre possibile che progressivamente si manifesti un aumento di volume e di consistenza dei polpacci.

La progressione della malattia investe anche la colonna vertebrale, con un’accentuazione della , fisiologicamente presente nei bambini, a causa dell’indebolimento della fascia muscolare pelvica.

Oltre a questi sintomi è possibile che il bambino manifesti un ritardo dello sviluppo motorio o del linguaggio, perché la distrofina è presente anche nel sistema nervoso; in questo caso l’andamento è tuttavia meno progressivo rispetto a quanto accade per il sistema muscolare.

La distrofia muscolare di Duchenne può colpire in realtà tutti i gruppi muscolari, ma non in modo omogeneo, questo fa sì che si possano avere delle retrazioni articolari che procurano la .

Questo quadro clinico è piuttosto frequente e con il progredire della malattia si può avere anche un aggravamento della scoliosi stessa fino a giungere ad una compromissione dell’attività respiratoria; spesso in questa fase si rende necessaria la ventilazione meccanica notturna e diurna, perché il bambino non è più in grado di respirare autonomamente.

Nella maggioranza dei casi entro i 12 anni il bambino non riesce più ad essere autonomo nei movimenti, anche perché progressivamente vengono interessati anche i muscoli degli arti superiori e in alcuni casi molto gravi anche il cuore.

L’aspettativa di vita è calcolata proprio sul grado di coinvolgimento del muscolo cardiaco e dell’apparato respiratorio.

Diagnosi

Esistono dei segnali d’allarme che i genitori possono cogliere nel bambino:

  • difficoltà ad alzarsi da terra,
  • reazione a una specifica manovra, detta , per aiutarsi da seduto,
  • difficoltà a correre ed a saltare.

Dati questi segnali è possibile eseguire un esame del sangue alla ricerca della creatinfosfochinasi (CK), un enzima che è presente nel muscolo e la cui presenza nel sangue è indice di degradazione muscolare in atto. Non è detto tuttavia che dipenda solo dalla distrofia muscolare, è per questo che l’iter diagnostico non si ferma qui ma va ulteriormente approfondito con altre indagini.

La biopsia muscolare viene eseguita per verificare l’assenza di distrofina e sarà quest’analisi a confermare la malattia: la sola analisi genetica non è sufficiente nella maggior parte dei casi per diagnosticare la distrofia di Duchenne, perché passibile di falsi negativi.

È possibile tuttavia, una volta diagnosticata la malattia, eseguire l’analisi genetica sulla madre per vedere se è portatrice ella stessa di questa patologia: esiste infatti la remota possibilità che la distrofia muscolare non venga ereditata dai genitori, ma sia invece dovuta ad una mutazione spontanea.

Un’analisi genetica, soprattutto nei casi in cui i genitori vogliano un altro figlio, è comunque consigliabile: la si può eseguire anche sul feto a partire dall’undicesima settimana.

Cura e terapia

È indispensabile monitorare il bambino, possibilmente con l’aiuto di un’équipe di specialisti fra i quali sarebbe opportuno vi fosse anche uno psicologo a sostegno anche della famiglia.

Ad oggi non esiste una vera e propria cura specifica, ma si fa uso di alcuni farmaci steroidei (cortisone) che prolungano la capacità motoria e sembrano alleviare i maggiori sintomi collaterali come la stanchezza. Il cortisone sembra anche rallentare la comparsa di problemi respiratori e cardiaci.

In genere questi farmaci hanno degli effetti collaterali, che però risultano essere ben tollerati dalla maggioranza dei pazienti:

  • aumento di peso,
  • disturbi psico-comportamentali,
  • cataratta,
  • diminuzione della densità ossea,

Due farmaci noti, usati per trattare la distrofia muscolare di Duchenne, sono il prednisone ed il deflazacort: quest’ultimo sembra essere preferito perché legato ad un minor aumento di peso, aspetto non trascurabile nel bambino, per il quale il movimento è un aspetto molto importante per la sua crescita personale e sociale.

Da pochi anni è stato infine introdotto un farmaco specifico, , per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne in soggetti ancora deambulanti di età superiore ai 5 anni; il farmaco è utile nei casi in cui sia presente un’alterazione genetica detta “mutazione non senso” responsabile di circa il 10-15% dei soggetti affetti da distrofia.

Recenti ricerche hanno dimostrato l’utilità di un’integrazione di creatina, che può migliorare la forza muscolare in alcune persone colpite da distrofia muscolare, senza particolare effetti collaterali (la creatina è una sostanza normalmente presente nel corpo che aiuta a fornire energia alle cellule nervose e muscolari).

Ai genitori è comunque di solito consigliato di lasciare libero il bambino di muoversi come crede, nei limiti dell’incolumità ovviamente.

Con la progressione della malattia si assiste a un indebolimento muscolare che porta a perdita di mobilità e forza; queste difficoltà vengono in genere supportate da:

  • esercizio fisico a basso impatto, come il nuoto,
  • fisioterapia, che può essere utile per mantenere la forza muscolare, preservando flessibilità e prevenendo la rigidità articolare,
  • aiuti fisici, come ad esempio una sedia a rotelle o stampelle,
  • terapia occupazionale

I pazienti distrofici devono sottoporsi a controlli abituali, anche per tenere monitorata la situazione respiratoria e cardiaca. In caso di deficit respiratorio ci si può avvalere della ventilazione meccanica non invasiva (soprattutto durante il sonno); nei casi più gravi quando la situazione richiede un intervento permanente si può arrivare alla tracheotomia. L’introduzione delle macchine respiratorie ha innalzato la stima di sopravvivenza oltre i 30 anni.

Per quanto riguarda gli eventuali problemi cardiaci, nelle prime fasi della loro manifestazione, si effettua una terapia farmacologica a base di ACE inibitori anche se la progressione della malattia rende poi nel tempo inutili questi farmaci; nei pazienti distrofici poi non è possibile eseguire un trapianto di cuore.

La ricerca

In Italia e nel mondo esistono diversi gruppi di ricerca che stanno portando avanti studi su più fronti, oltre a studiare la patogenesi della malattia vengono studiate e sperimentate nuove terapie: ad esempio per quanto riguarda la distrofia muscolare nei bambini dovuta a deficienza di distrofina, proteina fondamentale per la costituzione e la funzionalità dei muscoli, si sta cercando di ripristinare e ricostruire parzialmente la molecola per ottenere una forma meno grave di malattia.

L’impegno della ricerca inoltre è investito anche nel cercare di standardizzare il più possibile le terapie ed i trattamenti dei pazienti affetti da queste malattie genetiche, affinché tutti possano avere la stessa possibilità di cura.

In conclusione si può dire che attualmente esistono dei rimedi tampone che cercano di limitare quelli che sono i sintomi invalidanti e di rallentare l’inesorabile progressione della malattia, molto importante comunque è investire tempo nell’ottimizzare la deambulazione in quanto essa è strettamente correlata ai problemi respiratori che potrebbero insorgere.

Per approfondire:

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    ho avuto un figlio che poi è morto all’età di 13 anni per la distrofia muscolare, circa 15 anni fa.Allora dagli esami eseguiti in famiglia, io risultavo portatrice,una delle mie figlie sana,l’altra portatrice.Poichè la portatrice è in attesa di un figlio, abbiamo rifatto le analisi questa volta sul DNA, in precedenza sul muscolo.Ora , è possibile che io sia risultata sana e anche mia figlia non lo sia più mentre è risultata positiva colei che in precedenza era negativa? ma ciò che mi stupisce è il fatto che io abbia partorito un figli malato pur essendo sana, parlano di una mutazione genetica, ma allora la mutazione è avvenuta anche nella seconda gravidanza? visto che mia figlia è portatrice…ora sono preoccupata..sarà cosi..?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In tutta onestà sono un po’ stupito ed effettivamente sembrano un po’ troppe coincidenze per spiegare una mutazione casuale.

  2. Anonimo

    Salve dottore mio figlio di 14 anni da mesi soffre di questi dolori alle gambe polpacci e sopra le coscie ha un cpk di 220 nn altissimo ma dal momento che non svolge alcuna attivita fisica e neanche ed fisica a scuola proprio per questi dolori cosa puo essere che analisi dobbiamo fare

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Assume farmaci?
      Altri disturbi?

  3. Anonimo

    salve dottore , ho fatto gli esami del sangue l’altro giorno è fortunatamente ho il cpk giusto , anche se ho dolori muscolare posso escludere la distrofia muscolare ?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Per quale ragione ipotizzava proprio questa malattia?

  4. Anonimo

    Salve dottore io scrivo x conto di mia madre .. È un po di tempo che ha tutte due le mani molto gonfie e adesso anche un po i polsi e oggi mi ha anche detto un po di male alle ginocchia la prossima settimana fa tutti gli esami e radiografia mani .. Lei fa le pulizie quindi è sempre in movimento e magari può essere solo infiamazzione secondo lei ,?? Non mi aspetto una diagnosi dottore ma solo un parere o un consiglio per farmi stare tranquilla .. Lei ha 46 anni

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, è possibile che sia solo un’infiammazione, ma avendo colpito entrambe le mani e le ginocchia è corretto indagare più a fondo (non penso a problemi di distrofia, quando più di artrite).

  5. Anonimo

    Salve dottore mio fratello ha 30 anni e soffre la distrofia muscolare e nn cammina bene soprattutto il piede sinistra chi trova difficoltà a fare il passo è a volte cade da quando aveva 5 anni …vorrei avere informazioni se c’è un nuovo farmaco che può aiutarlo ad amiliorare la suo salute …e grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo non sono a conoscenza di nulla di nuovo, ma è un campo che non seguo, raccomando invece di fare sempre riferimento ad un centro specializzato.

  6. Anonimo

    Buona sera Dottore, da un po di tempo mi bloccano i muscoli delle gambe specialmente la notte. Durante il giorno quasi mai e se solo per pochi secondi molto leggeri e indolente. Preciso che la salute va bene seza grandi problemi. Ho il ritmo del cuore che non funziona al massimo pero nonho mai avuto problemi. Prendo delle pasticche ma poi nielatro. Cosa mi puo dire per i sintomi dei muscoli. Da nove anni vivo in Biellorussia. Grazie per la Sua risposta.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, i sintomi alle gambe potrebbero essere dovuti a squilibri elettrolitici, difetti del rachide lombo-sacrale o altro.Che tipo di problema ha al cuore? che farmaci assume?

  7. Anonimo

    Salve, io ho i muscoli del polpaccio tirati e mi fanno male, cosa può essere?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Ha fatto sforzi?

    2. Anonimo

      Su Internet ho sentito parlare dei DOMS, cosa sono? Grazie.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Dolori muscolari causati in genere da un’attività fisica (o da un’intensità) a cui il fisico non è abituato; sono benigni e destinati a sparire in 2-3 giorni al massimo.

    4. Anonimo

      Si possono assumere farmaci per i DOMS?

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Tutto si può fare, ma in genere non è necessario.

  8. Anonimo

    Salve , ho 47 anni , da parecchio tempo , ho una stanchezza cronica , soprattutto di sera , anche dopo non aver lavorato. Mi si addormentano il mignolo e l’anulare della mano sinistra, e il braccio mi da lieve dolore . Perdo forza alle gambe e , mi stanco anche a salire una rampata di scale. Non riesco a riposare la notte e ho anche il sintomo delle gambe senza riposo . Ho anche il cpk alto . Ultimammente , più frequentemente , mi vengono sensazioni di capogiro e sbandamento . poi ho anche dei fastidi alla faccia zona mandibolare (non continui) .Ho notato che la stanchezza è più forte quando stò rilassato , infatti non riesco a vedere un fil o leggere perché mi si chiudono gli occhi . Grazie e cordiali saluti

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Capita anche durante i periodi di ferie?

  9. Anonimo

    Buon giorno dottore ho la bambina che quando cammina li fa male la coscia e mentre cammina zoppica allarga il braccio dx e gora il piede sx tutto all interno labimba ha sei anni

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Indispensabile farla visitare dal pediatra.

  10. Anonimo

    Cosa posso prendere per dei crampi notturni? Ho 75 anni e sono ragionevolmente in salute, ma soprattutto d’estate soffro molto di dolori alle gambe di notte.