Difterite: vaccino, sintomi, cura

Introduzione

La difterite è un’infezione batterica potenzialmente mortale che colpisce principalmente naso, gola e talvolta anche la pelle.

PUBBLICITA'

È estremamente contagiosa e si diffonde attraverso

La difterite è oggi molto rara in Europa occidentale, perché la maggior parte della popolazione è stata vaccinata. Tende a essere un problema in quelle parti del mondo in cui vengono vaccinati pochi soggetti, come l’Africa, l’Asia meridionale e l’ex Unione Sovietica (Nel 1993 e nel 1994 furono registrati più di 50.000 casi di difterite durante una grave epidemia che colpì i paesi dell’ex Unione Sovietica).

I bambini di età inferiore ai cinque anni e gli anziani over 60 corrono maggiori rischi di contrarre l’infezione, sono a rischio anche le persone che vivono in ambienti affollati od in condizioni igieniche precarie, quelle denutrite ed i bambini e gli adulti che non sono stati vaccinati o non hanno ricevuto le dosi di richiamo del vaccino.

Cause

L’infezione è causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae.

Il contagio è inter-umano (da un soggetto all’altro) ed avviene in genere attraverso le goccioline respiratorie emesse tossendo o starnutendo. Ci si può infettare venendo in contatto con ulcere aperte (lesioni della pelle) o indumenti che ne sono venuti a contatto. È possibile anche contrarre la difterite per contatto con un oggetto contaminato dal batterio, per esempio un giocattolo.

iStock.com/Dr_Microbe

Sintomi

Il periodo di incubazione (il periodo che trascorre tra l’esposizione al batterio e l’infezione vera e propria) va generalmente dai 2 a 4 giorni, ma può variare dalle 24 ore ai 6 giorni.

Nei primi stadi la difterite può essere scambiata per un brutto mal di gola, tra i primi sintomi troviamo una lieve febbre e il gonfiore delle tonsille.

La tossina, cioè il veleno prodotto dai batteri, può causare la formazione di una membrana spessa all’interno del naso, della gola o delle vie respiratorie. Questa membrana di solito è grigiastra o nera e può causare difficoltà nella respirazione e nella deglutizione. La formazione di questa membrana è una caratteristica che distingue la difterite da altre infezioni più comuni (come ad esempio quelle da streptococchi) che provocano il mal di gola.

Durante il decorso dell’infezione il paziente può:

Trasmissione

La difterite è una malattia estremamente contagiosa, la persona infetta la trasmette con facilità agli altri starnutendo, tossendo o addirittura ridendo. Può anche diffondersi tra le persone che usano gli stessi fazzoletti, asciugamani o bicchieri della persona infetta.

Le persone contagiate dal batterio della difterite possono trasmettere la malattia agli altri per un periodo che può durare fino a quattro settimane, anche se non presentano alcun sintomo.

Quando chiamare il medico

Chiamate immediatamente il medico se voi o vostro figlio presentaste i sintomi della difterite, se i sintomi si presentano su qualcun altro, se un vostro famigliare è stato esposto alla difterite oppure se pensate che voi o un membro della vostra famiglia siate a rischio. È importante ricordare che la maggior parte delle infezioni della gola non sono casi di difterite, soprattutto nei paesi in cui il vaccino contro questa malattia è ormai la prassi.

Se non siete sicuri che vostro figlio sia già stato vaccinato contro la difterite andate dal medico e, se è il caso, fatelo vaccinare. Inoltre assicuratevi di aver seguito tutte le dosi di richiamo. Alcune ricerche internazionali hanno dimostrato che, in percentuale significativa, gli adulti over 40 non sono adeguatamente protetti contro la difterite e il tetano.

Pericoli

Nei casi in cui l’infezione non si limita a colpire la gola, la tossina della difterite si diffonde nel sangue e può causare complicazioni potenzialmente letali a carico di altri organi: la tossina può provocare danni al cuore, intaccando la capacità di pompare il sangue, oppure la capacità dei reni di filtrare le scorie. Può anche provocare danni al sistema nervoso, che a loro volta possono risolversi con una paralisi.

La difterite può essere fatale per una percentuale variabile tra il 40 e il 50% delle persone che non vengono curate.

Cura e terapia

In genere, la diagnosi viene posta clinicamente, osservando segni e sintomi. Può essere eseguito un tampone faringeo (gola) per evidenziare il batterio della difterite. Potrà essere prelevato anche un campione da una lesione cutanea (ulcera), da sottoporre a coltura batterica per confermare la diagnosi.

È importante avviare il trattamento tempestivamente, non appena c’è il sospetto medico di difterite, senza aspettare le conferme di laboratorio. Negli Stati Uniti, prima che ci fosse un trattamento anti-difterico, la mortalità della malattia raggiungeva il 50%.

Oggi il trattamento della difterite avviene in ospedale e consiste in:

Se l’infezione è già in uno stadio avanzato i pazienti potrebbero aver bisogno di ventilazione artificiale per respirare; nei casi in cui le tossine si siano già diffuse nel cuore, nei reni o nel sistema nervoso centrale i pazienti potrebbero aver necessità di liquidi somministrati per endovena, di ossigeno o di farmaci per il muscolo cardiaco.

I pazienti con difterite in genere vengono tenuti in isolamento fino a non essere più contagiosi; in genere, ciò avviene dopo 48 ore di antibiotici. Dopo aver completato il ciclo di antibiotici, il medico eseguirà comunque delle analisi per assicurarsi di aver eradicato completamente il batterio.

Ai famigliari, come pure alle altre persone che hanno trascorso molto tempo con il malato, non ancora vaccinati, oppure molto piccoli o anziani, deve essere impedito qualsiasi contatto con il paziente. Ai soggetti entrati in contatto con il malato verrà probabilmente prescritto un trattamento di copertura attraverso:

Con il ricovero immediato ed un intervento rapido la maggior parte dei pazienti guarisce completamente. Dopo che gli antibiotici e l’antitossina hanno fatto effetto alcuni malati dovranno ancora stare a letto a riposo per un po’ (da 4 a 6 settimane, oppure finché non saranno completamente guariti). Il riposo è importante soprattutto se la malattia ha colpito il cuore. La difterite, infatti, può avere come complicazione la miocardite, cioè l’infiammazione del muscolo cardiaco.

Nonostante il trattamento, la mortalità si aggira intorno a un malato su 10.

Dopo la guarigione ci si dovrebbe comunque far vaccinare contro la difterite per prevenire le ricadute, non è infatti garantita l’immunizzazione definitiva, pur avendo già contratto la malattia.

Prevenzione

La prevenzione della difterite si basa quasi esclusivamente sulla vaccinazione dei bambini con il vaccino trivalente DTP contro la difterite, il tetano e la pertosse e degli adulti non ancora vaccinati con il vaccino bivalente contro la difterite e il tetano. La maggior parte dei casi di difterite si verifica in persone non vaccinate oppure che non hanno ricevuto tutte le dosi previste del vaccino.

Il calendario dei vaccini prevede:

Il vaccino è ben tollerato da quasi tutti i bambini, ma a volte può causare effetti collaterali di lieve entità, come ad esempio rossore o dolore nella zona in cui è stato iniettato, febbre di lieve intensità oppure irritabilità e sbalzi d’umore generalizzati. Le complicazioni gravi, come le reazioni allergiche, sono rare.

Fonti principali:

A cura di Elisa Bruno

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie.