Raffreddore: rimedi, sintomi e cura

Ultimo Aggiornamento: 48 giorni

Introduzione

Si tira su con il naso, si starnutisce e magari si ha anche mal di gola e una tosse fastidiosa: il comune può colpirci tutti, di tanto in tanto.

Il classico raffreddore è un’infezione virale del tratto respiratorio superiore, ossia di naso e gola. Tipicamente non è pericoloso, anche se talvolta viene percepito come tale.

I sintomi caratteristici del raffreddore sono:

  • congestione nasale,
  • scolo nasale,
  • pizzicore in gola,
  • starnuti.

A secondo del virus causa del raffreddore, è anche possibile avere:

  • tosse,
  • riduzione dell’appetito,
  • cefalea,
  • dolori muscolari,
  • scolo retronasale,
  • mal di gola.

Negli adulti e nei bambini più grandi, di solito la febbre è assente o scarsa. I bambini piccoli spesso hanno febbre, con temperature di 37,5-39°.

I bambini in età prescolare hanno un rischio maggiore di contrarre frequentemente un raffreddore, ma anche gli adulti sani possono contrarre un paio di raffreddori all’anno; si tratta del più frequente motivo di assenza da scuola dei bambini e dal lavoro degli adulti e i genitori spesso vengono contagiati dai propri figli.

Non esiste una cura per il raffreddore comune, ma in genere è un disturbo che tende a risolversi spontaneamente entro 7-10 giorni; possono risultare utili i seguenti rimedi:

  • riposo,
  • bere molto per mantenersi idratati,
  • gargarismi con acqua salata tiepida,
  • utilizzo di farmaci per automedicazione per dare sollievo ai sintomi.
Fotografia di una famiglia a letto colpita da raffreddore

iStock.com/ElenaNichizhenova

Raffreddore nel neonato

Bambini e neonati sono soggetti particolarmente a rischio di contrarre raffreddore e altre malattie respiratorie, perchè il loro sistema immunitario è ancora immaturo e più suscettibile alle infezioni.

Anche se può spaventare, in genere il raffreddore non è un grosso problema nemmeno nei neonati, anche se può durare un po’ di più rispetto agli adulti (fino a due settimane); può effettivamente capitare che il virus causi complicazioni (otiti, o anche polmoniti), ma non è così frequente.

I sintomi tendono a essere gli stessi dell’adulto (nasino congestionato, starnuti ed eventualmente febbre); in genere non servono trattamenti e la malattia tende a risolversi in modo spontaneo.

In questi casi di norma non sono necessari antibiotici, perchè la causa è virale e non batterica, ma si raccomanda di contattare il pediatra nel caso in cui:

  • un neonato con meno di tre mesi manifesti una febbre di 38° o superiore,
  • un lattante di età compresa tra 3-6 mesi abbia una temperatura corporea superiore a 39°.
  • i sintomi persistano da più di tre settimane,
  • i sintomi sembrano migliorare per poi peggiorare nuovamente,
  • compaia un dolore toracico o sangue nell’espettorato della tosse,
  • compaiano difficoltà respiratorie (rivolgersi in Pronto Soccorso),
  • compaiano segni di dolore alle orecchie (pianto inconsolabile, soprattutto notturno),
  • si manifesti qualsiasi sintomo dubbio.

Al di là di eventuali rimedi prescritti dal pediatra (come i lavaggi di acqua fisiologica) può essere utile:

  • aiutare il neonato a riposare,
  • mantenerlo idratato (continuare ad allattare al seno, offrire acqua e altre bevande ai bimbi più grandi),
  • umidificare l’aria della sua cameretta o della camera dei genitori per i più piccoli,
  • non eccedere con la temperatura ambientale e le coperte.

Cause

Benché i virus che possono provocare il raffreddore siano più di 100, la causa più frequente è il rhinovirus (dal greco rhin, che significa “naso”), molto contagioso, che secondo le stime causa circa il 30-50% di tutti i casi di raffreddore.

I sintomi del raffreddore negli adulti sono anche causati da virus che sono responsabili di altre malattie più gravi. Questi virus sono:

  • adenovirus,
  • coxsackievirus,
  • echovirus,
  • orthomyxovirus (compresi i virus influenzali A e B, che causano l’influenza),
  • paramyxovirus (tra cui diversi virus parainfluenzali),
  • RSV,
  • enterovirus.

Fattori di rischio

I virus del raffreddore sono quasi sempre presenti nell’ambiente, ma i seguenti fattori possono aumentare le probabilità di contrarre un raffreddore:

  • Età: lattanti e bambini in età prescolare sono particolarmente sensibili al raffreddore perché non hanno ancora sviluppato la resistenza a tanti dei virus possibili causa dell’infezione. Ma non è solo il sistema immunitario a rendere i bambini piccoli vulnerabili. Essi passano infatti molto tempo con loro coetanei e spesso non seguono norme igieniche elementari come lavarsi le mani e coprirsi bocca e naso se tossiscono o starnutiscono. Il raffreddore nei neonati può essere un problema perché interferisce con l’allattamento o la respirazione dal naso.
  • Sesso. Alcuni referti indicano una predominanza maschile di infezione nei bambini di età inferiore ai 3 anni, che diventa una predominanza femminile nei bambini di età superiore ai 3 anni. Negli adulti, non vi è alcuna differenza evidente nei tassi di infezione tra uomini e donne.
  • Immunità: crescendo, si sviluppa la resistenza immunitaria a molti virus causa di raffreddore. Diminuisce così la frequenza di raffreddori rispetto all’infanzia. Tuttavia, sarà sempre possibile ammalarsi se esposti a virus del raffreddore o se si ha un sistema immunitario depresso.
  • Stagione: sia i bambini che gli adulti sono più sensibili al raffreddore in autunno e in inverno. Questo avviene perché i bambini vanno a scuola e la maggioranza delle persone trascorre più tempo in ambienti chiusi. Nei climi caldi, in cui non c’è il freddo a tenere la gente al chiuso, il raffreddore è più frequente nelle stagioni piovose.
  • L’aria secca (sia in ambienti interni, sia in quelli esterni) può abbassare la resistenza alle infezioni dei virus che causano il raffreddore.
  • fumatori hanno infatti maggiori probabilità di raffreddarsi rispetto alle persone che non fumano. i loro sintomi probabilmente saranno più gravi, dureranno di più e con maggiori probabilità provocheranno la bronchite o addirittura la polmonite. Il fumo aumenta il rischio di infezione respiratoria di circa il 50%.
  • Le patologie croniche di base, tra cui disturbi anatomici, metabolici, genetici e immunologici aumentano il rischio e la gravità delle infezioni.
  • Malattie allergiche che colpiscono il naso o la gola possono aumentare le probabilità di essere infettati dal virus del raffreddore.

Anche se esiste una connessione tra il numero di casi di raffreddore comune e le stagioni autunno e inverno, non vi è alcuna evidenza sperimentale che l’esposizione a basse temperature aumenti le probabilità di contrarre il raffreddore. Inoltre non esistono evidenze che dimostrano che la probabilità di contrarre un raffreddore sia legata alle tonsille o alle adenoidi.

Nonostante quello che si pensa comunemente quindi se non indossate la giacca o un maglione quando fa freddo, se ve ne state in mezzo a una corrente d’aria mentre dormite, oppure se uscite all’aperto con i capelli bagnati non necessariamente prenderete il raffreddore.

Il freddo può tuttavia effettivamente rendere il rivestimento interno del naso secco e più vulnerabile alle infezioni virali, ma il raffreddore è una malattia causata da un virus e non dal raffreddamento in sé.

Fattori protettitivi

Numerosi studi di ricerca dimostrano che le persone che svolgono attività fisica regolarmente contraggono un numero significativamente ridotto di infezioni delle vie respiratorie, come il raffreddore comune, rispetto a coloro che non svolgono attività fisica.

Trasmissione

Il raffreddore è molto contagioso.

Per lo più si diffonde per contatto con goccioline contenenti un virus del raffreddore. Queste goccioline possono anche essere inalate.

Si può prendere il raffreddore quando:

  • Un soggetto raffreddato nelle vicinanze starnutisce, tossisce o si soffia il naso e si inalano le goccioline emesse.
  • Ci si tocca il naso, gli occhi o la bocca dopo aver toccato qualcosa di contaminato dal virus, come un giocattolo o la maniglia di una porta.

Un soggetto raffreddato è molto contagioso nei primi due o tre giorni di malattia, mentre il raffreddore non è solitamente più contagioso dopo la prima settimana. I sintomi iniziano generalmente 2 o 3 giorni dopo il contatto con il virus (tempo di incubazione), anche se in alcuni casi può passare anche più tempo.

I tassi di infezione sono di circa 50% all’interno della famiglia e 0-50% all’interno delle scuole, questo significa che per la trasmissione è necessario un contatto a lungo termine con individui infetti. Brevi esposizioni ad altri in luoghi come cinema, centri commerciali, case di amici o studi medici sono associati a un basso rischio di trasmissione. Poiché i bambini producono anticorpi per un minor numero di sierotipi, coloro che frequentano la scuola sono i maggiori portatori di infezione da rhinovirus.

Sintomi

L’incubazione è pari a circa 12-72 ore e la completa guarigione di solito avviene entro 7 giorni per gli adolescenti e gli adulti ed entro 10-14 giorni per i bambini.

Occasionalmente, la tosse e la congestione nel bambino si protraggono per 2-3 settimane.

I primi sintomi del raffreddore spesso sono

  • il bruciore alla gola,
  • il naso pieno o che cola,
  • gli starnuti.

Differenze legate all’età nella manifestazione dei sintomi sono le seguenti:

  • Neonati e bambini in età prescolare – Probabilità di febbre, spesso 38-39°C.
  • Neonati e bambini ai primi passi – Possono presentare solo secrezione nasale.
  • Bambini in età scolare – Di solito lamentano congestione nasale, tosse e naso che cola.

I bambini raffreddati possono anche avere

Il muco nasale può essere molto acquoso, oppure più spesso e di colore giallastro o verdastro.

Negli adulti:

  • La secchezza o l’irritazione nasale può rappresentare il primo sintomo.
  • Mal di gola o irritazione della gola, sintomo iniziale comune e fastidioso.
  • Secrezione nasale che può essere chiara e acquosa o muco-purulenta (giallo o verde), congestione nasale e starnuti che si intensificano dopo 2-3 giorni.
  • Mal di testa.
  • Senso di pressione al volto e all’orecchio.
  • Perdita del senso dell’olfatto e del gusto.
  • Tosse (30% degli individui infetti).
  • Raucedine (20%).
  • Vomito provocato da tosse.
  • Irritabilità o irrequietezza.
  • Febbre (insolita, quando presente, generalmente di basso grado).
  • Probabile presenza di naso rosso con abbondante secrezione nasale.
  • Presenza di linfonodi cervicali lievemente ingranditi, non dolenti.

Durata

I sintomi del raffreddore di solito compaiono 2 o 3 giorni dopo l’esposizione alla fonte dell’infezione.

La maggior parte dei raffreddori guarisce in una settimana, ma alcuni possono durare fino a 2 settimane.

Diagnosi

Raffreddore od influenza?

Sintomi Raffreddore Influenza
Febbre Rara Usuale; alta (38-39°C, occasionalmente alta, specialmente nei bambini piccoli); dura da 3 a 4 giorni
Mal di testa Raro Comune
Malessere e dolori generali Lievi Usuali; spesso intensi
Affaticamento, debolezza A volte Usuale; può durare fino a 2-3 settimane
Spossatezza Mai Usuale; all’inizio della malattia
Naso intasato Comune A volte
Starnuti Usuali A volte
Mal di gola Comune A volte
Dolore al petto, tosse Da lieve a moderato; tosse secca e stizzosa Comune; può diventare forte

Raffreddore, sinusite o allergia?

Segni/Sintomi SINUSITE ALLERGIA RAFFREDDORE
Pressione/dolore facciale Talvolta Talvolta
Durata della malattia Più di 10-14 giorni Variabile Meno di 10 giorni
Scolo nasale Biancastro o colorato Trasparente, sottile, liquido Denso, biancastro o sottile
Febbre Talvolta No Talvolta
Cefalea Spesso Talvolta Talvolta
Dolore all’arcata dentale superiore Talvolta No No
Alito cattivo Talvolta No No
Tosse Talvolta Talvolta
Congestione nasale Talvolta
Starnuti No Talvolta

Gravidanza

Il raffreddore è una delle infezioni più comuni ; in genere ha decorso assolutamente benigno e si risolve spontaneamente, solo raramente possono insorgere complicazioni quali otiti, sinusiti, faringiti, bronchiti e polmoniti.

Non esistendo farmaci specifici per abbreviare il decorso, vengono prescritti solo farmaci sintomatici, che tuttavia in gravidanza vanno valutati con particolare cautela perchè diverse categorie comunemente usate in questi casi (antistaminici, decongestionanti, …) sono controindicate nelle donne incinte.

La terapia antibiotica è in indicata solo in caso di una infezione batterica secondaria accertata e, come profilassi, in casi selezionati.

Complicazioni

Il raffreddore guarisce nell’arco di pochi giorni o settimane, a prescindere dall’assunzione di farmaci, ma l’infezione virale può spianare la strada alla contaminazione dell’organismo ad opera di altri agenti infettivi, causanti anche sinusiti, otiti e bronchiti.

La sinusite con tosse perdurante è una complicanza frequente. In soggetti sofferenti di asma, bronchite cronica o enfisema, tali condizioni possono peggiorare a causa del raffreddore e il peggioramento dei sintomi può protrarsi anche per parecchie settimane oltre la sua risoluzione.

Dopo un raffreddore, una tosse post-infezione, di solito non produttiva, può persistere per settimane o mesi e impedire di dormire. Questa tosse è stata associata con sintomi di tipo asmatico e può essere trattata con farmaci antiasmatici. Consultare un medico a fronte di una tosse del genere.

Quando chiamare il medico

È consigliabile chiamare il proprio medico se si accusano i seguenti sintomi del raffreddore e dell’influenza:

In generale, i bambini soffrono di più degli adulti per un comune raffreddore e spesso sviluppano complicanze, come le infezioni dell’orecchio. Il bambino non ha bisogno di essere visitato da un medico per un raffreddore comune di routine. Ma è necessario consultare subito un medico se il bambino presenta uno dei seguenti segni o sintomi:

  • Febbre alta (sopra 39°) o persistente oltre 3 giorni
  • Febbre che aumenta ripetutamente oltre i 40°C nei bambini di qualsiasi età
  • Sintomi che si protraggono oltre 10 giorni
  • Segni di disidratazione, come urinare meno spesso del solito
  • Vomito o dolore addominale
  • Sonnolenza insolita
  • Forte mal di testa
  • Torcicollo
  • Difficoltà di respirazione, come respiro accelerato o rantoli
  • Pianto persistente
  • Tosse persistente
  • Pelle di colore bluastro
  • Dolore o secrezione da un orecchio
  • Alterazioni dello stato mentale (come sopore, irritabilità o convulsioni)
  • Sintomi simil-influenzali che migliorano ma recidivano con febbre e un peggioramento della tosse
  • Peggioramento di una malattia cronica (come il diabete o una cardiopatia)

Negli adulti:

  • Febbre alta persistente, superiore ai 39°C, con stanchezza e dolori muscolari
  • Sintomi che durano per più di 10 giorni o peggiorano invece di migliorare
  • Problemi nella respirazione o respiro corto
  • Dolore o pressione al petto
  • Svenimento o sensazione di stare per svenire
  • Confusione o disorientamento
  • Vomito grave o persistente
  • Grave dolore del seno sul volto o sulla fronte
  • Ghiandole molto gonfie nel collo o alla mandibola

Cura e terapia

Il tempo è il miglior medico.

Questo modo di dire potrebbe non essere sempre vero ma, nel caso del raffreddore, si avvicina molto alla realtà. I farmaci non sono in grado di curare il raffreddore, ma possono essere usati per alleviare i sintomi come il dolore muscolare, il mal di testa e la febbre. Potete usare o dare a vostro figlio o usare voi stessi paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®) o ibuprofene (Nureflex®, Antalfebal) facendo attenzione ai consigli del foglietto illustrativo riguardanti l’età e il peso o, meglio ancora, rivolgendovi al vostro farmacista.

L’aspirina non dovrebbe mai essere somministrata ai bambini di età inferiore ai 16 anni perché tale uso potrebbe aumentare il rischio di contrarre la , una malattia rara ma così grave da rivelarsi talvolta letale.

Per alleviare i sintomi del raffreddore, potreste essere tentati di somministrare a vostro figlio dei farmaci da banco come i decongestionanti e gli antistaminici, però tenete presente che le prove scientifiche della loro efficacia sono scarse o addirittura assenti. In realtà i decongestionanti possono provocare allucinazioni, irritabilità e irregolarità del battito cardiaco nei neonati, e non dovrebbero essere usati per i bambini di età inferiore ai dodici anni senza un opportuno parere medico.

Via libera al loro uso per gli adulti, con l’avvertenza di limitare l’assunzione di decongestionanti locali (Rinazina®, Rinogutt®, Vick Sinex®, …) a pochi giorni di utilizzo; una buona alternativa è rappresentata da formulazioni orali che combinano antidolorifici e decongestionanti, come ad esempio Tachifludec o Nurofen Influenza e Raffreddore. Si tratta di farmaci limitati all’utilizzo nel paziente adulto.

Se si deve lavorare o andare a scuola in genere questo non è causa di allungamento nei tempi di recupero, ma si raccomanda di lavarsi spesso le mani e usare fazzoletti di carta per ridurre il rischio di trasmissione alle altre persone.

Antibiotici e raffreddore

Gli antibiotici sono necessari solo se il proprio medico diagnostica un’infezione batterica. Il medico può prescrivere altri farmaci o dare consigli su come alleviare i sintomi del raffreddore, ma gli antibiotici non sono necessari per trattare un raffreddore o uno scolo nasale.

Poiché il comune raffreddore è causato da un virus, gli antibiotici non saranno di nessun aiuto. Quasi sempre uno scolo nasale o un raffreddore guariranno da soli, quindi è meglio aspettare e prendere antibiotici solo se effettivamente necessari. L’assunzione di antibiotici non necessari può essere pericolosa e dare effetti indesiderati come diarrea, eruzioni cutanee, nausea e dolore gastrico. Effetti collaterali più gravi possono verificarsi occasionalmente, per esempio reazioni allergiche potenzialmente mortali, tossicità renale e intense reazioni cutanee.

Ogni volta che si assume o si somministra ad un bambino un antibiotico si aumenta il rischio di rendere resistenti agli antibiotici i batteri abitualmente ospiti dell’organismo (sulla pelle, nell’intestino, in bocca, nel naso,…). I comuni antibiotici non riescono a guarire le infezioni causate da questi batteri resistenti.

Rimedi naturali

Tra i modi migliori per alleviare il disagio provocato dal raffreddore in bambini ed adulti si possono usare:

  • lavaggi delle narici con acqua fisiologica per alleviare la congestione nasale (sono in vendita in qualsiasi farmacia e vengono anche definite gocce nasali di soluzione salina),
  • un umidificatore per aumentare l’umidità dell’aria,
  • unguenti balsamici per i bimbi più grandi e gli adulti,
  • caramelle disinfettanti per alleviare il mal di gola (per i bambini di età superiore ai 3 anni e gli adulti),
  • un bagno caldo o una borsa dell’acqua calda per alleviare i dolori,
  • vapori caldi per facilitare la respirazione.

E il famoso brodino caldo? Non c’è alcuna prova che bere un brodino possa curare il raffreddore, ma i malati ci credono ciecamente da più di 800 anni. Perché? Il brodo di pollo contiene un aminoacido (la cisteina) in grado di ispessire il muco e alcune ricerche dimostrano che il brodino contribuisce a tenere sotto controllo i globuli bianchi responsabili della congestione (i neutrofili).

La cosa migliore da fare, però, è non preoccuparsi di mangiare troppo o di morire di fame, quando si ha il raffreddore e la febbre. Occorre solo fare in modo di mangiare quando si ha fame e assumere molti liquidi, come acqua o succo di frutta, che aiuteranno a reintegrare quelli persi con la febbre e con la produzione di muco. Evitate bevande contenenti caffeina, come Coca Cola® e Red Bull®, che aumentano la frequenza di minzione e quindi il rischio di disidratazione.

I ricercatori non hanno ancora determinato se l’assunzione di integratori di zinco o di vitamina C possa abbreviare la durata dei sintomi e diminuire la loro gravità, ma dosi massicce assunte quotidianamente possono causare effetti collaterali.

I risultati della maggior parte delle ricerche riguardanti i rimedi erboristici, come ad esempio l’echinacea, sono negativi oppure ; inoltre finora sono stati realizzati pochi studi scientifici con una progettazione corretta riguardanti i bambini.

Ad oggi le disponibili sull’utilità di assumere integratori probiotici (fermenti lattici) per la prevenzione di raffreddore e altre malattie respiratorie sono deboli, anche se per certi versi interessanti e promettenti.

Consultatevi con il medico prima di somministrare a vostro figlio un qualsiasi rimedio erboristico, oppure una dose superiore a quella giornaliera raccomandata (RDA) di una qualsiasi vitamina o integratore.

Se fumate sarebbe opportuno fare il possibile per smettere o ridurre, almeno durante la malattia; il fumo può irritare ulteriormente la gola e aumentare la tosse.

Prevenzione

Non esiste alcun vaccino che possa prevenire i raffreddori, perché sono molti i virus che possono provocarli. Per diminuire il rischio è possibile:

  • cercare di stare lontano dai fumatori o dalle persone raffreddate. I virus possono percorrere fino a tre metri e mezzo nell’aria quando una persona raffreddata tossisce o starnutisce e il fumo passivo può predisporre bambini ed adulti al contagio.
  • Lavarsi le mani accuratamente e con frequenza, soprattutto dopo essersi soffiati il naso.
  • Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o starnutisce.
  • Non usare gli stessi asciugamani o stoviglie di chi ha il raffreddore e non bere dallo stesso bicchiere, lattina o bottiglia di altre persone: non si può sapere in anticipo se qualcuno si è preso un raffreddore e sta già diffondendo il virus.
  • Non usare i fazzoletti già usati da altri.

 

Fonti:

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  1. Anonimo

    Mi prendo almeno 10-12 raffreddori all’anno e il mio medico sa solo dirmi che sarà un po’ di immunodepressione dovuta allo stress; sicuramente ha ragione, sono molto stressata, ma non c’è nulla che io possa prendere per aumentare le mie difese (sento parlare di propoli, echinacea, …)?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non esiste nulla che funzioni davvero in questo senso, né tra gli integratori, né tra i farmaci.

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