Criptococcosi: cause, sintomi, pericoli e cura

a cura di Dr.ssa Elisabetta Fabiani -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La criptococcosi è un’infezione, generalmente polmonare o disseminata, causata dal fungo capsulato Cryptococcus neoformans o C. gattii. L’infezione è ubiquitaria, in quanto il fungo è presente in tutto il mondo, ma interessa principalmente pazienti con sistema immunitario indebolito (da AIDS, tumori, terapie farmacologiche, …).

L’infezione in genere si contrae con l’inalazione delle spore (forme di resistenza ambientale) del micete, pertanto la criptococcosi generalmente interessa i polmoni. L’infezione si diffonde poi con maggiore frequenza ad alcuni organi:

  • cervello,
  • tessuti che rivestono il cervello e il midollo spinale (meningi), provocando la meningite,
  • pelle e ad altri tessuti.

In persone con sistema immunitario in salute in genere il contatto con il fungo non è causa di malattia, che decorre quindi senza sintomi; in pazienti immunocompromessi al contrario può causare:

  • polmonite,
  • dolore addominale,
  • tosse,
  • mal di testa,
  • febbre leggera,
  • nausea,
  • demenza,
  • offuscamento della vista
  • e confusione.

La prognosi è ottima per i soggetti non immunodepressi, dove si assiste a guarigione spontanea in una settimana circa, mentre in pazienti immunodepressi l’infezione può essere fatale.

Criptococcosi

iStock.com/Dr_Microbe

Cause

La criptococcosi è acquisita per inalazione e quindi colpisce tipicamente i polmoni. Alcuni pazienti presentano lesioni polmonari primarie asintomatiche e autolimitantesi; in pazienti immunocompetenti, queste lesioni polmonari isolate di norma guariscono spontaneamente senza disseminazione, anche in assenza di terapia antimicotica.

I funghi coinvolti nella genesi dell’infezione sono:

  • Il Cryptococcus neoformans, responsabile della maggioranza delle infezioni nei soggetti immunodepressi, può trovarsi nel suolo contaminato da escrementi di uccelli, in particolare quelli di piccioni, anche se non sembra infettare naturalmente i volatili.
  • Il C. gattii è invece associato soprattutto ad alberi, specialmente a eucalipti e, a differenza del C. neoformans, non è associato a uccelli ed è più probabilmente causa della malattia negli ospiti immunocompetenti (cioè con sistema immunitario in salute).

Nonostante la diffusione del Cryptococcus, l’infezione era relativamente rara fino all’inizio dell’epidemia di AIDS.

La criptococcosi è la micosi potenzialmente fatale più comune nelle persone affette da AIDS; il micete infetta anche altre persone con sistema immunitario indebolito, a causa per esempio di:

Si noti in ogni caso che la criptococcosi, in particolare quando causata dal Cryptococcus gattii, può anche svilupparsi in soggetti con sistema immunitario normale.

Sintomi

I tempi di incubazione variano in relazione al tipo di criptococco che ha causata la malattia:

  • i sintomi di infezione da C. gattii si presentano dai 2 ai 11 mesi dopo l’esposizione al fungo,
  • il tempo di incubazione per C. neoformans non è noto con precisione..

La criptococcosi produce solitamente sintomi modesti e vaghi. I soggetti possono non riscontrare sintomi o soffrire di cefalea e stato confusionale.

La sintomatologia varia inoltre in funzione della sede dell’infezione:

  • Infezione polmonare: l’infezione polmonare primaria può essere asintomatica in alcuni soggetti, spesso riscontrata casualmente in una radiografia del torace eseguita di routine, dove può presentarsi con la presenza di un nodulo polmonare solitario che può simulare un tumore o la tubercolosi; altri possibili sintomi sono rappresentati da tosse o dolore al torace e, se l’infezione è grave, respirazione faticosa (dispnea). L’infezione polmonare criptococcica associata all’AIDS può manifestarsi invece come una grave polmonite progressiva con dispnea acuta e un quadro radiografico caratteristico.
  • Meningite: la meningite criptococcica è la forma di criptococcosi più frequentemente diagnosticata; a seguito dell’inalazione, Cryptococcus può diffondere in altri organi, di frequente al cervello e alle meningi causando sintomi piuttosto vaghi e aspecifici come
    • cefalea,
    • visione annebbiata,
    • stato confusionale,
    • depressione,
    • agitazione e altre alterazioni comportamentali.

    Poiché l’infiammazione non è molto estesa, la febbre è solitamente bassa o assente.

    Fatta eccezione delle paralisi oculari o facciali, i sintomi più seri sono rari fino a uno stadio relativamente avanzato, quando possono comparire

    • coma,
    • convulsioni,
    • cecità per l’edema cerebrale o per diretto coinvolgimento delle vie ottiche.
  • Infezione cutanea: la diffusione dermatologica si può manifestare con lesioni pustolose, papulari (a volte piene di pus), nodulari, o ulcerate, che possono talvolta somigliare ad acne, mollusco contagioso o al carcinoma basocellulare.

L’infezione polmonare di rado è pericolosa.

La meningite invece è potenzialmente fatale e richiede una terapia aggressiva.

Siti focali di disseminazione possono anche verificarsi:

  • nella cute,
  • nelle estremità delle ossa lunghe,
  • nelle articolazioni,
  • nel fegato,
  • nella milza,
  • nei reni,
  • nella prostata,
  • in altri tessuti.

Tranne quelle della pelle, queste lesioni di solito causano pochi o del tutto assenti sintomi. Raramente, si verifica un coinvolgimento con infezione del rene (pielonefrite).

Diagnosi

La diagnosi clinica non è semplice, perché i quadri clinici sono spesso dominati da sintomi vaghi e aspecifici; può essere di aiuto la presenza dei sintomi più suggestivi dell’infezione in pazienti immunocompetenti, mentre in pazienti immunocompromessi si dimostra un quadro caratterizzato da una più grave infezione progressiva.

Per diagnosticare l’infezione, il medico preleva campioni di tessuto e liquidi corporei da sottoporre a coltura e ad analisi. Può essere eseguita un’analisi del sangue e del liquido cerebrospinale per ricercare certe sostanze rilasciate dal Cryptococcus. Solitamente si procede con alcuni accertamenti tra cui:

  • radiografia al torace,
  • raccolta delle urine,
  • puntura lombare,
  • TC cerebrale,
  • Biopsia polmonare,
  • broncoscopia.

in seguito si procede con la ricerca del microorganismo attraverso:

  • coltura del liquido cerebrospinale, espettorato, urina e sangue,
  • colorazioni su campioni di tessuto fissato,
  • ricerca su siero e su liquor dell’antigene criptococcico.

Cura

Per il trattamento della criptococcosi è necessario fare ricorso a farmaci antimicotici, ma la terapia viene generalmente impostata in base al caso specifico e in particolare:

  • Soggetti con sistema immunitario normale: Se l’infezione colpisce solo una piccola parte dei polmoni e non produce alcun sintomo non sarebbe in genere necessario alcun trattamento, anche se spesso si procede ugualmente per abbreviare la durata della malattia e ridurre il rischio di diffusione dell’infezione
  • Soggetti con sistema immunitario compromesso: In questo caso una terapia è assolutamente indispensabile e può richiedere che venga protratta per diversi mesi.

Prevenzione

L’unica strategia preventiva degna di nota è la scrupolosa attenzione da parte dei soggetti immunodepressi ad evitare la frequentazione di aree contaminate da escrementi di uccelli ed il contatto con gli uccelli stessi.

Non esistono ulteriori raccomandazioni formali per la prevenzione di Criptococcosi.

 

A cura della Dr.ssa Elisabetta Fabiani, medico chirurgo

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