Colecistite acuta e cronica: sintomi, dieta ed intervento

Ultimo Aggiornamento: 138 giorni

Introduzione

La è un’infiammazione della cistifellea, di solito provocata da un che ostruisce il normale deflusso della bile.

La è un organo a forma di pera posto sotto il fegato. Serve da deposito per la bile, un fluido prodotto dal fegato e utile all’organismo per digerire correttamente i grassi. Dopo i pasti, durante la digestione, la cistifellea è in grado di sospingere la bile verso l’intestino per contribuire ai processi digestivi. Il problema più comune che può affliggere quest’organo è la formazione di calcoli, ossia pietroline più o meno grandi in grado di incastrarsi nei canali deputati al passaggio della bile impedendone il normale scorrimento e causando così un’infiammazione della colecisti (colecistite).

In molti casi l’unica strategia terapeutica è la rimozione della colecisti, che non è un organo indispensabile alla vita, né impatta in modo così rilevante sul benessere del paziente.

I sintomi più comuni della colecistite sono:

La colecistite può essere

  • acuta
  • cronica (che è in genere causata da una forma acuta non curata o da ripetuti episodi).

Cause

Colecistite acuta

I calcoli alla colecisti sono un disturbo molto diffuso nella popolazione, ma nella maggior parte dei casi la loro presenza non causa alcun sintomo al paziente, che quindi non è nemmeno consapevole di averli.

Nel caso in cui i calcoli ostruiscano il principale canale che permette il passaggio della bile (dotto cistico), questa andrà ad accumularsi nella cistifellea aumentandone gradualmente la pressione interna e causando così l’infiammazione dell’organo.

In un caso su cinque può comparire anche una sovrainfezione batterica.

Nel 5% dei casi di colecistite acuta l’infiammazione può essere dovuta a cause diverse e, generalmente, più pericolose (colecistite alitiasica):

  • interventi chirurgici maggiori con danni accidentali alla cistifellea,
  • malattie gravi, ad esempio traumi, ustioni e infezioni estese a tutto l’organismo (sepsi),
  • nutrizione tramite flebo per lunghi periodi,
  • digiuno prolungato,
  • carenze immunitarie dovute per esempo all’AIDS.

La colecistite può anche colpire i bambini, in questo caso in genere è provocata da un virus o da un’altra forma di infezione.

Fattori di rischio

Alcuni soggetti sono associati a un rischio maggiore di sviluppo di calcoli:

  • donne,
  • gravidanza,
  • terapie ormonali (per esempio pillola anticoncezionale),
  • famigliarità,
  • malattie epatiche,
  • età,
  • obesità,
  • cambiamenti di peso repentini,
  • diabete.

Colecistite cronica

Nella maggior parte dei casi la colecistite cronica è causata da ripetuti attacchi della forma acuta, in genere dovuti alla presenza di calcoli biliari nella cistifellea.

Questi frequenti episodi causano gradualmente un ispessimento delle pareti dell’organo, che quindi inizia a restringersi e perdere l’efficacia nella capacità di concentrare, immagazzinar e rilasciare la bile.

Si verifica più spesso nelle donne che negli uomini ed è più comune dopo i 40 anni.

Sintomi

Molti pazienti che presentano calcoli alla colecisti non manifestano alcun sintomo, mentre in alcuni casi possono verificarsi coliche biliari caratterizzate da un dolore che colpisce l’addome sul lato destro. Può essere episodico, in genere di breve durata, dovuto per esempio a quando si esagera a tavola.

Il sintomo caratteristico della colecistite è lo stesso tipo di dolore che colpisce il lato destro dell’addome, ma che in genere è più prolungato e severo rispetto alla semplice colica biliare, e che può riflettersi anche a livello della spalla destra.

Il dolore raggiunge il picco dopo un tempo variabile da un quarto d’ora ad un’ora per poi mantenersi costante. La maggior parte dei pazienti avverte un dolore molto intenso alla pressione e, alla richiesta di fare un respiro profondo, il dolore può aggravarsi.

Alcuni soggetti possono manifestare anche:

  • febbre,
  • nausea e vomito,
  • sudorazione,
  • perdita di appetito,
  • ittero (colorazione gialla della pelle),
  • gonfiore,
  • alterata colorazione delle feci, che risultano più chiare.

Tipicamente l’attacco si attenua dopo due o tre giorni e si risolve completamente nel giro di una settimana; se l’episodio acuto continua può essere sintomo di una complicazione grave.

Negli anziani i primi o unici sintomi della colecistite possono essere più generici e comprendere ad esempio a:

  • diminuzione dell’appetito,
  • stanchezza,
  • debolezza,
  • vomito.

Più rara la febbre.

La colecistite alitiasica (non causata dalla presenza di calcoli) causa un dolore improvviso e lancinante nella parte alta dell’addome in pazienti che in precedenza non manifestavano alcun sintomo di problemi alla cistifellea. L’infiammazione spesso è molto grave e può causare la cancrena o la perforazione della cistifellea, complicazioni che se non curate possono risultare fatali. Nei pazienti affetti da altri problemi gravi (compresi quelli che si trovano in terapia intensiva per altri motivi) la colecistite alitiasica può passare inosservata.

Quando chiamare il medico

È necessario contattare rapidamente il medico in caso di improvviso e forte dolore addominale, soprattutto se non migliora dopo qualche ora o se è accompagnato da altri sintomi caratteristici come ittero e/o febbre.

Nell’impossibilità di contattare il medico farsi accompagnare in Pronto Soccorso.

Pericoli

In assenza di una diagnosi e un appropriato trattamento alcuni casi di colecistite possono essere causa di gravi e pericolose complicazioni:

  • cancrena, con morte del tessuto della colecisti, che può ulteriormente causare complicazioni se l’infezione si diffonde nell’intero organismo (sepsi).
  • perforazione della cistifellea, con diffusione dell’infezione nell’addome (peritonite) e formazione di ascessi.

È infine possibile l’infiammazione del pancreas (pancreatite).

Diagnosi

La diagnosi è in genere formulata attraverso:

  • anamnesi (ricostruzione storia clinica del paziente, rilevazione fattori di rischio, stato di salute, storia clinica, …),
  • visita medica per l’osservazione di segni e sintomi caratteristici (come il segno di Murphy),
  • esami strumentali, primo fra tutti l’ecografia.

L’ecografia è il modo migliore per scoprire i calcoli biliari, ma può anche individuare la presenza di liquidi intorno alla cistifellea oppure l’ispessimento delle pareti, sintomi tipici della colecistite acuta. In molti casi, quando la bacchetta dell’ecografia viene appoggiata sull’addome in corrispondenza della cistifellea, i pazienti lamentano dolore.

Sono talvolta necessari esami di imaging più sofisticati o di altro genere (risonanza magnetica, radiografia, …).

La manovra di Murphy garantisce al medico una buona sensibilità nella diagnosi di colecistite acuta; viene effettuata attraverso una leggera pressione della colecisti del paziente mentre gli viene richiesto di inspirare profondamente, causando un dolore improvviso che lo costringerà all’interruzione dell’atto respiratorio. La patologia per cui più facilmente si osserva la positività della manovra di Murphy è la colecistite acuta, mentre in caso di colecistite cronica o semplice colica biliare il dolore sarà più sfumato.

Gli esami del sangue possono in alcuni casi mostrare un aumento di:

  • gammaGT,
  • leucociti,
  • bilirubina (totale e diretta).

Gli altri esami possono individuare alcune complicazioni, ad esempio l’aumento di un enzima pancreatico (lipasi o amilasi) dovuto alla pancreatite. Se i globuli rossi sono alti, possono essere sintomo di infiammazione, ascesso, cancrena o perforazione della cistifellea.

Cura e terapia

Il trattamento dei pazienti con colecistite, acuta o cronica che sia, è di norma essenzialmente ospedaliero.

L’approccio iniziale al paziente prevede un digiuno assoluto, con somministrazione di fluidi per via endovenosa per la prevenzione della disidratazione ed eventualmente antidolorifici e antibiotici (questi ultimi spesso non necessari) per il sollievo dai sintomi e la prevenzione di infezioni.

In alcuni frangenti può essere necessario il ricorso al sondino nasogastrico, utile per svuotare lo stomaco e diminuire l’accumulo di liquidi nell’intestino se questo non si contraesse normalmente.

La , cioè la rimozione chirurgica della cistifellea, è il trattamento di prima scelta della colecistite e viene quasi sempre effettuato a meno di gravi controindicazioni all’intervento chirurgico; può essere effettuata subito, entro un paio di giorni o nel giro di qualche settimana (a seconda dei rischi di complicazioni, dello stato di salute, dei sintomi, …).

Rimandare l’intervento di solito diventa necessario per i pazienti affetti da disturbi che lo rendono rischioso (ad esempio se affetti da disturbi cardiaci, polmonari o renali). Se si sospetta una complicazione come un ascesso, la cancrena o la perforazione, è invece necessario intervenire d’urgenza perchè i rischi delle complicanze superano quelli legati all’intervento.

Di solito l’operazione viene effettuata usando un tubicino flessibile, munito di telecamera a un’estremità e detto laparoscopio. Il laparoscopio, altri tubicini e gli strumenti chirurgici usati per rimuovere la cistifellea vengono inseriti attraverso piccole incisioni praticate nell’addome.

Nei casi di grave infiammazione, shock o rischi insormontabili legati all’anestesia generale un radiologo interventista può intervenire inserendo un catetere di drenaggio percutaneo nella colecisti e trattando il paziente con con antibiotici fino a risoluzione dell’infiammazione acuta. Una colecistectomia può quindi essere valutata in seguito, se lo stato di salute dovesse migliorare.

Alcuni pazienti potrebbero soffrire di coliche biliari anche dopo la rimozione della cistifellea e dei calcoli e la causa non è nota con esattezza, ma in genere i fastidi sono tutto sommato sopportabili/gestibili e tendono a sparire con il tempo.

Si può vivere senza cistifellea?

Per gli esseri umani la presenza della cistifellea non è indispensabile né alla digestione né ad altro; la bile può ancora scorrere dal fegato verso l’intestino, anche in assenza del deposito principale.

In genere è possibile seguire una dieta pressoché normale una volta superata l’iniziale convalescenza, anche se in alcuni casi può essere utile limitare il consumo di grassi (per evitare dolori addominali e piccoli fastidi).

Raramente può svilupparsi un problema di diarrea.

Prevenzione e dieta

La patologia non è sempre evitabile, ma una dieta povera di grassi è sicuramente la strategia più consigliabile per tutti i soggetti a rischio, a maggior ragione per chi dovesse già aver sviluppato episodi di colecistite acuta e non si fosse ancora sottoposto all’intervento.

I pazienti in sovrappeso, soprattutto se obesi, sono a maggior rischio di sviluppo di infiammazione della colecisti, quindi una dieta ipocalorica e alla pratica di un regolare esercizio fisico può aiutare a prevenire il disturbo (è necessario tuttavia evitare perdite di peso molto rapide, che invece aumentano il rischio).

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    Salve , volevo dirle che devo essere operata alla colecisti , martedì 13 mi hanno fatto i prelievi elettrocardiogramma radiografia al torace e la visita col chirurgo , martedì 20 ho la visita con l’anestesista , dopo quanto tempo dovrebbero chiamarmi per l’intervento? … Io sto nella lista dei “veloci” .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Dipende da un ospedale all’altro e dalle relative liste d’attesa.

    2. Anonimo

      Ciao dottore io ho 21 ho un problema vado spesso e molto nel bagno che potrebbe essere ?

    3. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se ha episodi di diarrea potrebbe trattarsi di influenza intestinale. Solitamente si autolimita in 3 – 4 giorni. Si mantenga ben idratato e assuma qualche prodotto per riequilibrare la flora intestinale. saluti

    4. Anonimo

      No diarrea vado normale tipo 4 5 volte al giorno tutti i giorni 3 volte dipende

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Consuma molta frutta, verdura e pane/pasta integrali?

    6. Anonimo

      No assolutamente niente sono andata dal chirurgho e mi devo fare il test alle feci e addome completo

    7. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Bene, s ne sapremo di più dopo questi esami.

  2. Anonimo

    Salve , sono stata ricoverata 3 settimane fa per un motivo ancora sconosciuto. Soffro di calcoli biliari alla cistifellea, 2 di 1cm l’uno. Ho programmato l intervento a fine novembre. Sono entrata al P.S con dolori addominali e febbricola da un mese (ha superato i 38 solo la prima volta e successivamente mai i 37),ora ho smesso di misurarla. Sono arrivati alla conclusione del colon irritabile, ho fatto la colonscopia -negativa, esame delle feci 3/3 negativa, urinocultura positiva. Ho fatto la cura di ciproxin per due settimane ma nulla, cura di 6 giorni di normix ma il dolore permane. Non forte ma c’è. Ho mal di schiena quasi fisso. Ho casi di endometriosi in famiglia ma la visita ginecologica è andata bene anche se da gennaio a questa parte ho il ciclo mestruale ogni 25/27 giorni non abbondante. Ho avuto i globuli bianchi alti , anche quelli rossi ma dopo 2 giorni è arrivato il ciclo mestruale inaspettatamente in anticipo di ben 12 giorni. Mi hanno detto che è stato un periodo di forte stress ma rimango ancora dubbiosa. Ultima cosa , dalle analisi il got e l amilasi erano regolari. Sapreste dirmi qualcosa in più? Grazie.

  3. Anonimo

    Non so se può essere utile ma ho l addome gonfio e problemi di meteorismo

  4. Anonimo

    Salve dottore. Da un anno e mezzo purtroppo dopo ogni pasto tendo a rimettere. Dovrei fare gastroscopia ma purtroppo la mia ansia nel farla mi blocca. In quest ultima settimana ho anche un gonfiore nella parte del fegato con frequenti nausea. Cosa può essere?

  5. Anonimo

    ho 75 anni e dall’esame addome completo mi e stato refertato : fegato di normali dimensioni con presensa in S3 ein S7 di due sfumate areole iperecorgene del dt max di 6mm in S3 e di 11 in S 7 compatibii con angiomi ..Colecisti formazione litiasica (dt max (mm VBI E VBP non dilatate) stesso referto anche nel 2014 e 2015. Ho anche IPB che da tre anni curo prostata aumentata di volume DT 5,2 cm. -DAP 5 CM- dl 3,7 cm con lobo medio che impronta il pavimento vescicale ad ecostruttura disomogenea con microcalcificazioni .Residuo post-minzionale pari a 36 ml in atto non versamento liguido in addome Regione pancreatica e aorta addominale non valutabile per sovrapposto meteorismo..Al momento non coliche solo all’improvviso dolore all,addome che si estende al lato destro e retrosternale , . Salutandovi vi ringrazio . Antonio

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, dall’esame ecografico risulta che c’è un calcolo in colecisti , per cui non è possibile escludere del tutto che sia quello la causa del dolore. E’ consigliabile fare anche analisi del sangue per valutare la funzionalità epato-biliare. Ne parli con il suo medico. saluti

  6. Anonimo

    Dall’ultima ecografia addome completo è risultato un calcolo alla colecisti di 8mm di formazione litiasica che ho efettuato nel settembre 2016 , lo stesso calcolo della stessa misura nell’eco del 2015 . In questi periodi nom mi ha dato alcun problema da circa un mese invece dopo l’evacuazione di feci mattutina dolenzia al quadrante addominale che dura una decina di minuti e leggera dolenzia alla colecisti, e freddo nel corpo , non febbre il calcolo può causarmi tali sintomi ? Ringraziandola la saluto. Antonio.Palermo 05.11.2016

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Non è possibile escluderlo. Ha anche disturbi digestivi?

  7. Anonimo

    Salve dottore,
    Sono una ragazza di 26 anni,
    sono almeno 4,5 giorni che ho fastidi nella parte destra, da sotto il fegato fin dietro la schiena e presenza di bocca amara che va e viene. Oggi pero si e espanso anche piu a sinistra. Potrebbe trattarsi della cistifellea? O dipende dall’ intestino? Io soffro spesso di renella. Seguo una buona alimentazione. Solo ieri sono stata abbastanza bene. Mercoledì ho anche un ecografia di routine addome completo.
    La ringrazio in anticipo

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Renella, cistifellea, stomaco, colon irritabile, … sono tutte cause plausibili; bene l’ecografia, ma farei anche il punto con il medico.

    2. Anonimo

      La ringrazio. Lo farò presente sia all’ ecoglgrafo ed ovviamente alla dottoressa di famiglia.

    3. Anonimo

      Salve dottore,
      Volevo aggiornarla. Dall’ecografia risulta che ho la cistifellea aliastica.
      Ho letto che è un infiammazione più acuta dei calcoli. Occorre eseguire per forza l’asportazione? Domani passero dal medico la ringrazio in anticipo

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Colecisti alitiasica significa semplicemente che NON ci sono calcoli all’interno; se il referto ulteriore non parla di infiammazione significa che non c’è.

    5. Anonimo

      La ringrazio. Però continuo a sentire costanti dolori in quella zona, può essere in tal caso renella?

    6. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe, dovrebbe fare un’ecografia renale per verificarlo.

  8. Anonimo

    buongiorno mio figlio ha 14 anni e devono togliere cistifellea, operazione èdolorosa? dopo ,con moderazione e dieta, potrà mangiare un pò di tutto ? grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. No, non è particolarmente dolorosa.
      2. Assolutamente sì.

  9. Anonimo

    Buongiorno,
    Ho 37 anni, e da una settimana ho fenomeni di bocca amara, e nussun altro sintomo. Potrebbe questo sintomo essere legato a qualche patologia grave?.
    Grazie

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, potrebbe essere dovuto a un reflusso gastro esofageo, ma è consigliabile sentire il suo medico. saluti

  10. Anonimo

    Buona sera chiedo un aiuto che da due ani cio un dolore forte allo stomaco con tutta la parte su del adome una volta al mese cosi in pratica mi tiene uno o due ore ma a volte e successo tre volte che o vomitato e mi a tenuto per tutta la notte o fatto esami di sangue e ecografia e non rizulta niente però doloce ce mi potete dare un aiuto

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      E’ una possibilità, ma i dolori addominali riconoscono diverse cause, bisogna valutare direttamente col medico per orientarsi

  11. Anonimo

    Salve dottore mi scusi per disturbo volevo chiedere 2giorni che soffro di diarrea e nausea mi sento debole.. Ho fatto tutti controli di stomaco ma non mi hanno trovato niente ora pensavo se poteva essere tutto questo causato da cistifellea?? Per favore mi fatte sapere qualcosa sono molto depressa e impaurito ringrazio dottore

La sezione commenti è attualmente chiusa.