Cisti sebacea: infiammazione, asportazione e altri rimedi

Ultimo Aggiornamento: 22 giorni

Introduzione

La è una lesione cutanea non neoplastica, dall’aspetto nodulare (si presenta come una protuberanza), dello stesso colore della cute, di consistenza aumentata rispetto alla pelle circostante, che può insorgere in qualsiasi area cutanea, sebbene le regioni più frequentemente interessate siano

  • volto,
  • dorso,
  • collo.

Le cisti sebacee sono molto comuni nella popolazione e il più delle volte non è possibile individuare una causa scatenante l’insorgenza.

Sono comunemente asintomatiche e non pericolose, tuttavia a volte possono raggiungere dimensioni considerevoli, tali da risultare un problema prettamente estetico, oppure possono infiammarsi e determinare l’insorgenza di dolore e complicanze locali, che richiedono l’intervento medico.

Fotografia di una cisti sebacea sulla schiena di una donna

iStock.com/jarabee123

Cause

Le cisti sebacee sono molto diffuse nella popolazione generale, interessando maggiormente i giovani adulti. L’insorgenza di queste cisti in età pediatrica non è comune, infatti, le ghiandole sebacee, da cui originano, in età infantile sono inattive, poiché la loro funzione dipende dall’aumento della produzione ormonale di androgeni, considerevole solo a partire dalla pubertà.

In generale possono essere definite “cisti” tutte quelle lesioni costituite da una parete di rivestimento (epitelio) che circoscrive una cavità ripiena all’interno di materiale fluido o semifluido; possono insorgere a livello cutaneo o di un qualsiasi organo. Per definizione le cisti sono delle lesioni benigne che, nella grande maggioranza dei casi, non hanno potenziale neoplastico, pertanto sono lesioni estremamente tranquille.

Nello specifico le cisti sebacee derivano dalle ghiandole sebacee: si tratta di ghiandole (organelli deputati alla produzione ed espulsione di un secreto) fisiologicamente distribuite su tutto l’ambito cutaneo (fatta eccezione per i palmi delle mani e le piante dei piedi), con una maggiore distribuzione a livello del viso e della schiena. Queste ghiandole sono deputate alla formazione del sebo (secreto untuoso, a contenuto prevalentemente lipidico) che si stratifica sulla cute, rendendola più o meno untuosa a seconda della quantità prodotta, con funzioni primariamente protettive.

Le cisti sono lesioni che originano dalla proliferazione delle cellule di rivestimento epiteliale verso gli strati più profondi della cute, favorendo l’insorgenza di una invaginazione a crescita lenta; gradualmente l’invaginazione diventa sempre più grande, in parte per la proliferazione cellulare, in parte perché al suo interno si accumula il secreto fisiologicamente rilasciato dalle cellule di rivestimento, fino a formare una lesione clinicamente rilevante.

Nel caso specifico delle cisti sebacee, a proliferare sono le cellule del corpo ghiandolare, oppure quelle che rivestono i dotti escretori delle ghiandole stesse, a causa di un danno o un’ostruzione del dotto stesso, che rende difficoltoso il deflusso del secreto sebaceo.

Tra le cause che possono favorirne l’insorgenza si riconoscono:

  • traumi della regione interessata,
  • cicatrici,
  • graffi,
  • malformazioni duttali,
  • danni a carico delle ghiandole nel corso di un intervento chirurgico,
  • patologie cutanee predisponenti, come l’acne (associata ad un’intensa secrezione sebacea).

Infine tra le condizioni predisponenti è importante ricordare alcune patologie sistemiche, caratterizzate da un’aumentata probabilità di manifestarsi con cisti sebacee, prevalentemente multiple:

  • sindrome di Gardner: patologia genetica, caratterizzata dalla presenza di multipli polipi intestinali, con potenziale evoluzione in senso maligno, associata a neoplasie benigne cutanee (fibromi, lipomi), ossei (osteomi) ed altre neoplasie;
  • sindrome del nevo basocellulare (di Gorlin): sindrome genetica, caratterizzata dalla comparsa di multiple neoplasie, per lo più il carcinoma basocellulare cutaneo, ad insorgenza precoce, associata ad alterazioni ossee, oculari, nervose ed endocrine.

Sebbene esistano fattori che possano essere correlati all’insorgenza delle cisti, trattandosi di lesioni a crescita molto lenta e potendo impiegare diverse settimane, o mesi per raggiungere dimensioni clinicamente significative, il più delle volte è difficile individuare con esattezza il fattore scatenante.

Sintomi

La cisti sebacea si presenta come una rilevatezza cutanea (protuberanza), nodulare, con caratteristiche tipiche:

  • dimensioni: molto variabili, solitamente da 1 a 5 cm, talvolta tuttavia possono raggiungere dimensioni anche maggiori;
  • colore: solitamente la cisti si presenta dello stesso colore della cute circostante, talvolta può assumere un colorito giallastro, a volte più bianco. Infine talora la cisti può essere sormontata da un punto nero centrale;
  • consistenza: la cisti ha una consistenza aumentata rispetto alla cute circostante, tuttavia una consistenza più dura viene raggiunta nel caso in cui la cisti sia infiammata;
  • mobilità: la lesione è mobile rispetto al piano cutaneo, poiché non è fissa ad altre strutture; qualora la lesione dovesse essere fissa o poco mobile, potrebbe essere suggestiva di una lesione neoplastica maligna.

Solitamente le cisti decorrono in maniera del tutto asintomatica, tuttavia quelle di dimensioni maggiori possono creare un senso di tensione, o di disconforto a livello della regione interessata. Raramente può associarsi una sintomatologia dolorosa, soprattutto nel caso in cui la cisti subisca un trauma.

Complicazioni

La complicanza più frequente è l’infiammazione della ghiandola, spesso secondariamente a un trauma. Una cisti infiammata è molto sintomatica e presenta i tipici segni di una generica infiammazione:

  • tumor (gonfiore), la cisti si presenta francamente tumefatta, di consistenza aumentata, a causa dell’accumulo del liquido infiammatorio (essudato);
  • rubor (rossore), la cute che sovrasta la cisti è fortemente arrossata (eritematosa);
  • calor (calore), la regione cutanea sovrastante la cisti risulta molto calda al tatto;
  • dolor (dolore), i tessuti sovrastanti la cisti sono posti in tensione, a causa dell’essudazione di liquidi infiammatori, causando forte dolore e tensione.

Talvolta può sopraggiungere un’infezione batterica, a causa dell’ingresso di microrganismi dall’esterno, che si manifesta, assieme ai segni di infiammazione, con una intensa fuoriuscita di materiale purulento, giallastro e spesso maleodorante.

Prognosi

La prognosi delle cisti sebacee è buona, non si tratta infatti di lesioni pericolose, ma possono avere un decorso variabile:

  • possono rimanere di dimensioni contenute e persistere come tali per tutta la vita, senza mai presentare complicanze, e non richiedere alcun tipo di trattamento;
  • possono crescere progressivamente e lentamente nel tempo, fino a raggiungere dimensioni molto grandi, rappresentando un problema estetico oppure causando disconforto locale;
  • possono complicarsi con la sopraggiunta di un processo infiammatorio e, in tal caso, richiedere l’intervento del medico per l’intensità e gravità della sintomatologia.

Le cisti asportate chirurgicamente solitamente non si riformano, ma in alcuni casi potrebbero recidivare.

Diagnosi

Data la notevole frequenza di queste lesioni, il più delle volte l’osservazione da parte di un medico esperto e l’esame obiettivo (valutazione di dimensione, colore, consistenza, mobilità), soprattutto se affiancati da un’anamnesi positiva per traumi locali, o malattie sistemiche predisponenti, sono sufficienti per orientare la diagnosi verso una cisti sebacea.

Talvolta, tuttavia, i segni clinici non sono così palesemente espressivi di una cisti sebacea, potendo risultare complessa la diagnosi differenziale:

  • altri tipi di cisti cutanee, per esempio le cisti epidermoidi, che originano dalle cellule epiteliali cutanee superficiali e pertanto ripiene di cheratina (proteina prodotta da tali cellule, con funzione di protezione meccanica), che solitamente hanno una maggiore consistenza e le cisti Pilar, che originano dalle cellule del bulbo pilifero;
  • neoplasie cutanee: come per esempio carcinomi basocellulari, spinocellulari, o altri più rari.

Pertanto può essere utile l’esecuzione di indagini strumentali per approfondire lo studio della lesione:

  • ecografia: è l’esame di primo livello, che consente di studiare in maniera più approfondita la lesione, conoscerne gli aspetti di benignità o malignità, riconoscerne l’origine;
  • TC: è un esame raramente utilizzato, soprattutto per le lesioni più grandi e profonde, in previsione di un intervento chirurgico, per conoscere meglio i rapporti che la lesione contrae con le strutture circostanti;
  • biopsia: quando la lesione risulta fortemente sospetta e con le precedenti indagini non si riesce a definire la benignità o la malignità della lesione, può essere richiesto il prelievo parziale della lesione, al fine di essere analizzato al microscopio, per porre una diagnosi certa.

Cura e rimedi

Solitamente le cisti non vanno incontro a regressione, né spontanea, né secondariamente ad uno specifico trattamento, pertanto l’unico vero accorgimento è quello di

  • evitare traumi e graffi, non manipolare la cisti e non premerla, al fine di farne uscire il contenuto, per evitare l’infiammazione. Infatti queste manovre potrebbero favorire un ulteriore danno a carico del dotto della ghiandola incistata, o della ghiandola stessa, favorendone la crescita, oppure potrebbero favorire l’ingresso di batteri negli strati più profondi, promuovendone l’infezione;
  • avere una buona igiene della lesione, per evitare che possa infettarsi. Pertanto è consigliato lavare la regione con ovatta imbevuta di detergenti antisettici e applicare garze calde per 20-30 minuti, per 3-4 volte al giorno, che favorisce una migliore circolazione cutanea.

Qualora la cisti

  • raggiunga dimensioni eccessive,
  • risulti dolente, provochi tensione o disconforto locale,
  • sia antiestetica,
  • abbia diagnosi incerta,

è possibile ricorrere alla chirurgia.

L’intervento chirurgico è condotto in anestesia locale, e può prevedere:

  • incisione ampia, con completa asportazione della cisti, da cui residua una cicatrice estesa, ma il tasso di recidiva è molto basso;
  • incisione minima, con escissione subtotale della cisti, da cui residua una cicatrice di modeste dimensioni, con un buon risultato estetico, ma con un maggior tasso di recidiva;
  • laser con biopsia: il laser è utilizzato per creare un piccolo foro, attraverso cui viene drenato il materiale contenuto nella lesione, infine le pareti della cisti vengono rimosse circa un mese più tardi.

Nel caso in cui la cisti sia infetta, sarà necessario:

  • procedere con l’assunzione di antibiotico per via orale, ad esempio Augmentin (amoxicillina e acido clavulanico) o altro,
  • praticare l’incisione aperta della cisti, in modo da favorire la fuoriuscita del materiale purulento con chiusura cutanea a posteriori solo quando tutto il materiale purulento sarà stato drenato, avendo cura di proteggere la zona con garze sterili ed evitare il contatto con l’acqua.

A cura della dott.ssa Mariangela Caporusso

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