Cellulite: sintomi, cause e cura

Ultimo Aggiornamento: 44 giorni

Introduzione

Quando si parla di cellulite non si intende soltanto il classico inestetismo della pelle che coinvolge (e spesso inutilmente affligge) la popolazione femminile. Con il termine medico di (in inglese “cellulitis”) si riconosce una malattia completamente diversa per origine e manifestazioni cliniche.

La cellulite è infatti un’infezione batterica della pelle, in particolare del derma profondo e del tessuto sottocutaneo. Interessa qualunque parte del corpo, ma le regioni colpite più comunemente sono le gambe, dove si presenta con arrossamento della cute che si può espandere con il passare del tempo e una sensazione di calore con indolenzimento.

Cause

I batteri si possono introdurre nella pelle attraverso

  • una ferita aperta,
  • in seguito alla puntura di un insetto,
  • pregressi interventi chirurgici.

L’interruzione della barriera cutanea può avvenire per la presenza di:

Tuttavia, in molti casi, non esiste un punto preciso in cui i batteri entrano nella pelle. Una volta penetrati nel tessuto sottocutaneo, causano arrossamento e rigonfiamento che possono diffondersi rapidamente.

Fattori di rischio

Diversi fattori di rischio possono portare allo sviluppo di una cellulite, ma il più comune è rappresentato dall’accumulo di liquidi (edema), in particolare per quanto riguarda la linfa che fuoriesce dai vasi linfatici, che favorisce la crescita dei batteri.

I fattori di rischio sono:

  • presenza di ferite, ulcere, ustioni, traumi che vanno ad interrompere la barriera della cute,
  • infezioni tra le dita dei piedi (interdigitali) causate da funghi come il Trichophyton, nel caso del piede d’atleta (chiamato anche tinea pedis o tricofitosi),
  • gonfiore cronico alle gambe (linfedema),
  • precedenti episodi di cellulite e dermatite,
  • insufficienza venosa,
  • precedente rimozione chirurgica di vene varicose (flebectomia).

Alcuni studi hanno evidenziato come gli individui obesi abbiano un aumentato rischio di contrarre la cellulite, soprattutto per il fatto che possono presentare spesso linfedema. Allo stesso modo si ritiene che anche il diabete mellito sia uno dei fattori di rischio della cellulite.

I tossicodipendenti rappresentano una categoria a rischio per lo sviluppo di cellulite: l’assunzione di droga per via endovenosa causa continue lesioni alla pelle che possono rapidamente provocare infezioni.

I soggetti immunodepressi (affetti da AIDS, malattie epatiche, malattie renali croniche, malattie del sangue come leucemie) sono maggiormente predisposti alla cellulite, per la facilità di diffusione dell’infezione. Anche l’uso di farmaci corticosteroidi può indebolire il sistema immunitario di individui altrimenti sani.

Trasmissione

Diversi tipi di batteri causano cellulite, ma i più comuni sono gli streptococchi beta-emolitici di gruppo A (in particolar modo lo Streptococcus pyogenes) e lo Stafilococco aureus, anche nella variante resistente alla meticillina (Methicillin-resistant Staphyloccoccus aureus, MRSA).

Data la difficoltà di individuarli con esami colturali, spesso i batteri in causa restano sconosciuti. A volte la cellulite può svilupparsi nel punto esatto in cui è avvenuta la puntura di un insetto o a causa della ripetuta esposizione all’acqua che provoca piccole ferite nella pelle.

Sintomi

La cellulite si presenta quasi sempre in una sola gamba (unilaterale); i segni/sintomi tipici sono quelli che caratterizzano un’infiammazione ed includono:

  • arrossamento poco demarcato, rappresentato da un eritema che si diffonde rapidamente sulla pelle,
  • sensazione di calore che si percepisce sotto la pelle,
  • tumefazione nel sito di infezione,
  • indolenzimento della gamba.

Ulteriori caratteristiche cliniche sono espresse da

  • linfonodi ingrossati (linfoadenopatia),
  • una sensazione di gonfiore nell’area colpita,
  • formazione di bolle e vescicole.

Certi batteri, inoltre, possono causare una produzione di pus che si accumula al di sotto della pelle e si manifesta sotto forma di ascesso. La presenza di febbre, sopra i 38°C, è variabile da individuo a individuo e in base alla gravità della malattia.

L’erisipela presenta le stesse caratteristiche ed è da considerarsi una cellulite: è un’infezione superficiale della pelle e dei vasi linfatici, che si presenta come un’area di colore rosso, con i limiti leggermente marcati. I batteri che causano la malattia sono gli stessi che determinano la cellulite, così come sono condivisi i fattori di rischio, la diagnosi e la gestione del trattamento.

La cellulite, inoltre, può essere scambiata per un ematoma, una condizione comune in soggetti con un precedente trauma o sottoposti a terapia anticoagulante: in questo caso è necessario affidarsi alle immagini di un’ecografia che chiarirà la natura della lesione.

Diagnosi

Nonostante sia una problematica piuttosto comune, la cellulite può non essere semplice da individuare e, di conseguenza, da trattare. La diagnosi infatti è data principalmente dall’esame clinico obiettivo, con una visita ambulatoriale. Non sono necessari esami di laboratorio, analisi del sangue o delle urine, così come ulteriori indagini strumentali con raggi X.

Il medico osserva l’aspetto della lesione e può disegnarne i limiti con una penna sulla pelle per monitorare se l’infezione andrà nella direzione di un peggioramento (la lesione si espande) o di un miglioramento, cioè se le dimensioni della zona arrossata si riducono.

Tuttavia, in caso di un’infezione della pelle più severa, possono essere eseguiti studi più approfonditi come la TAC (tomografia computerizzata) o l’ecografia per osservare meglio aree più profonde dell’infezione ed individuare, per esempio, la formazione di ascessi.

Complicazioni

Ascesso

I batteri che causano la cellulite possono determinare una raccolta di pus (essudato purulento) nel derma o nel tessuto sottocutaneo. La distinzione fra ascesso e cellulite può essere fatta durante l’esame clinico obiettivo o utilizzando l’ecografia ed è importante per capire la natura della malattia e la conseguente terapia adeguata.

Gli ascessi, infatti, sono dovuti di solito allo Streptococcus aureus e sono principalmente trattati con un’incisione chirurgica e un drenaggio. Ascessi e cellulite possono coesistere nello stesso individuo, portando al fallimento del trattamento e alla necessità di un’analisi più attenta, che può prevedere l’utilizzo di esami strumentali (radiografia, ecografia) e di una terapia farmacologica più specifica.

Cellulite orbitaria

Si tratta di un’infezione della regione circostante l’occhio che può essere causata da una ferita al volto, alle palpebre, anche in seguito ad una puntura di insetto. È di facile riscontro nei bambini come complicanza di una sinusite e si presenta clinicamente con febbre, dolore all’occhio e alle palpebre, evidente gonfiore di tutta la regione periorbitale, riduzione della vista e dei movimenti oculari.

Patereccio

È causato da piccole lesioni alle estremità delle dita delle mani o dei piedi che a loro volta si infettano con i batteri normalmente già presenti sulla pelle o trasportati attraverso punture e schegge.

Si forma un’area di infiammazione tipica con

  • arrossamento,
  • dolore,
  • gonfiore
  • e sensazione di calore.

Nelle mani viene comunemente chiamato “giradito” quando si forma in seguito al distacco dello strato superficiale della pelle a contatto con la saliva. Le forme più gravi sono quelle che si estendono a tutto il dito (unghia compresa) e in profondità fino a livello dei tendini.

Fascite necrotizzante

Benché rara, è una malattia seria della pelle e del connettivo. L’infezione progredisce rapidamente ed è dannosa, con un’elevata mortalità.

Assomiglia alla cellulite, con il tipico arrossamento cutaneo che si espande, ma a volte lo strato superiore della pelle può venire risparmiato. Si presenta con

  • un forte dolore,
  • edema,
  • formazione di bolle,
  • perdita di tessuto
  • e febbre.

È importante riconoscere la fascite necrotizzante perché è necessario un tempestivo trattamento chirurgico.

Cura

La cellulite viene trattata con antibiotici che risultano efficaci per uccidere i batteri coinvolti nell’infezione. Si utilizzano cefalexina, fenossimetilpenicillina, amoxicillina/acido clavulanico (Augmentin) o, in caso di allergia alla penicillina, clindamicina.

Gli antibiotici possono essere somministrati per bocca (nella maggior parte dei casi, in compresse o sciroppi), ma nelle infezioni più gravi è necessario il ricovero ospedaliero per la somministrazione di antibiotici per via endovenosa. Se un soggetto ha frequenti episodi di cellulite, a volte l’antibiotico può essere assunto per diverse settimane o persino mesi per aiutare nella prevenzione di altre infezioni.

Quando si verifica un peggioramento dell’infezione con la formazione di un ascesso, questo deve essere drenato appena possibile.

Prevenzione

  1. Mantenere la pelle idratata per prevenire fessurazioni e perdite dello strato cutaneo più superficiale.
  2. Prevenire la formazione di ferite.
  3. Gli individui con un gonfiore cronico alle gambe dovrebbero tenere sollevato l’arto o usare calze compressive che facilitano la circolazione.
  4. Assumere antibiotici in maniera preventiva quando prescritti dal proprio medico di famiglia.

 

A cura del Dottor Tommaso Casotti

Fonti

  • Linder KA, Malani PN. . JAMA, 2017 May 23;317(20):2142
  • Raff AB, Kroshinsky D. . JAMA, 2016 Jul 19;316(3):325-37

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  1. Anonimo

    Quindi questo articolo non c’entra nulla con buccia d’arancia e simili, giusto? Non devo preoccuparmi di complicazioni pericolose in quel caso?

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