Ascesso perianale: sintomi, cause, diagnosi e cura

a cura di Dr. Alberto Carturan -Ultimo Aggiornamento: 11 novembre 2018

Cos’è l’ascesso anale

L’ascesso anale è un accumulo di pus localizzato in prossimità dell’ano o nella parte terminale del canale rettale; nella maggior parte dei casi è il risultato dell’infezione delle ghiandole anali, che, infiammandosi, danno vita alla raccolta di pus.

Il più comune tipo di ascesso anale è l’ascesso perianale, ovvero quello situato intorno all’ano, in prossimità del margine dell’orifizio anale. Gli ascessi anali situati nei tessuti più profondi, come l’ischio-rettale, l’inter-sfinterico e il pelvico-rettale, sono invece meno comuni e meno visibili.

L’ascesso perianale si presenta nella maggior parte dei casi come un dolore intenso e pulsante in prossimità dell’ano, che peggiora quando si sta seduti o quando viene palpata la cute circostante, che appare tra l’altro di colore rosso, gonfia e talvolta anche calda al tatto.

Possono inoltre manifestarsi:

La principale complicanza dell’ascesso perianale è la fistola anale, un’anomala comunicazione  che può essere descritta come un piccolo tunnel, tra il canale anale e la cute vicino all’ano. È una complicanza molto frequente, tanto che si stima che interessi circa 1 paziente su 2 con ascesso perianale non adeguatamente trattato.

 

 

 

Rappresentazione grafica semplificata della fistola

Fistola anale (iStock.com/TimoninaIryna)

Solitamente l’osservazione, la palpazione dell’ano e dei tessuti circostanti e l’esplorazione rettale sono sufficienti al medico per porre diagnosi di ascesso anale. Per una sua corretta localizzazione vengono usati comuni esami di imaging, come l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica.

Il trattamento di tutti i tipi di ascesso si basa sull’incisione chirurgica e sul drenaggio.

Cause

In una percentuale pari a circa il 90% dei pazienti l’ascesso anale è il risultato dell’infiammazione delle ghiandole anali.

Le ghiandole anali, dette anche ghiandole di Hermann e Desfosses (in onore dei loro scopritori), sono minuscole strutture anatomiche situate nel canale anale, tra lo sfintere anale interno e lo sfintere anale esterno, che hanno la funzione di secernere muco per agevolare il passaggio delle feci.

L’infiammazione delle ghiandole anali è generalmente conseguenza di due eventi

  1. Ostruzione del deflusso ghiandolare all’interno del canale anale, che a sua volta può essere provocato da
    • prolungato ristagno di un’eccessiva quantità di materiale fecale nell’ampolla rettale,
    • ostruzione ghiandolare da parte di muco che si insinua nei condotti ghiandolari,
    • presenza di corpi estranei nel canale rettale e nel canale anale.

    L’ostruzione delle ghiandole anali provoca la stasi del secreto ghiandolare, che a sua volta predispone l’infezione delle ghiandole anali da parte dei batteri che normalmente sono presenti nel canale rettale.

  2. Diretta infezione delle ghiandole anali da parte di batteri. Avviene più raramente e in questo caso può essere causata anche da batteri che non sono comuni commensali della flora rettale e anale. Questo tipo di infezione viene predisposta da stati di immunodepressione del paziente.

Al di fuori dell’infiammazione delle ghiandole anali, le restanti cause in grado di innescare la comparsa di un ascesso anale sono

Sintomi

Il sintomo principale dell’ascesso perianale è il dolore, generalmente descritto come continuo durante tutto l’arco della giornata e in grado di accentuarsi quando

  • si è seduti,
  • viene palpata la cute intorno all’ano.

Il dolore si localizza nella regione limitrofa all’ano e si presenta come intenso e pulsante.

Atri sintomi che possono manifestarsi in caso di ascesso perianale sono:

  • irritazione cutanea intorno all’ano, che si presenta gonfia, arrossata e calda,
  • perdita di pus e/o materiale sieroso dall’ano,
  • stitichezza (il dolore induce il paziente a rimandare l’evacuazione per lunghi periodi, fino a causare una stitichezza cronica),
  • febbre, talvolta con brividi,
  • malessere generale.

Fistola anale

La fistola anale è la principale complicanza dell’ascesso anale e si verifica nel 50% dei casi.

Viene definita come un’anomala comunicazione, simile un piccolo tunnel, che si forma tra il canale anale e la cute vicino all’ano. Sono fino a cinque volte più frequenti nel sesso maschile e le fasce d’età che vengono più frequentemente coinvolte sono quelle comprese tra i 30 e i 40 anni.

La fistola perianale e l’ascesso sono due entità cliniche fortemente interconnesse, tanto che si può dire che rappresentano due diversi stadi di una stessa patologia:

  • l’ascesso consiste nella fase acuta dell’infezione delle ghiandole anali secernenti muco,
  • mentre la fistola rappresenta un’evoluzione cronica di tale processo. Senza la presenza dell’ascesso, la fistola non si può formare.

Le fistole anali si manifestano con un dolore sordo ma continuo nella regione anale, che aumenta durante la defecazione. Altri sintomi con cui si può manifestare sono:

  • prurito e gonfiore peri-anale,
  • perdita di pus, materiale sieroso, sangue o feci dalla fistola,
  • macerazione della cute attorno alla fistola,
  • stipsi,
  • tenesmo (sensazione di dover defecare anche se non necessario),
  • febbre
  • e malessere generale.

Il trattamento della fistola è chirurgico e consiste in

  • un completo drenaggio dell’ascesso,
  • chiusura del tramite fistoloso.

La riuscita del trattamento della fistola è strettamente dipendente dal trattamento dell’ascesso: se prima non si risolve l’ascesso perianale, la fistola è destinata inevitabilmente a riformarsi.

Diagnosi

Di norma l’attenta osservazione e palpazione della regione anale e dei tessuti circostanti, insieme all’esplorazione rettale e l’analisi dei segni e sintomi del paziente, sono sufficienti al medico per porre diagnosi di ascesso anale.

In alcuni casi, soprattutto nell’ottica di programmare un intervento chirurgico di drenaggio, possono essere richiesti alcuni esami di imaging per identificare

  • l’esatta sede dell’ascesso,
  • il rapporto che contrae con i tessuti e gli organi circostanti.

Con questi obiettivi vengono talvolta richiesti:

  • ecografia,
  • TAC,
  • risonanza magnetica.

Cura

Il trattamento di tutti i tipi di ascesso si basa sull’incisione chirurgica e sul loro drenaggio.

L’ascesso chirurgico è un’urgenza medica, per questo motivo è importante programmare l’intervento il più precocemente possibile, per evitare che l’ascesso si rompa infettando le strutture circostanti.

  • Gli ascessi perianali superficiali possono essere tranquillamente drenati in regime ambulatoriale, utilizzando semplicemente un anestetico locale per alleviare il dolore.
  • Gli ascessi anali di grandi dimensioni o più profondi, invece, richiedono il ricovero in ospedale e la programmazione di un intervento chirurgico più complesso, che necessita quasi sempre di un’anestesia spinale o, in rari casi, generale.

Al termine dell’intervento si lascia in genere in sede un drenaggio, in modo che il materiale purulento possa fuoriuscire completamente. Lasciare infatti anche solo una piccola quantità di materiale purulento in sede predispone alla ricomparsa dell’ascesso.

Devono in seguito essere effettuate anche medicazioni periodiche sull’incisione chirurgica per evitare che si sovra-infetti. Dapprima le medicazioni vengono effettuate a cadenza giornaliera, poi settimanale, fino alla completa guarigione della ferita.

A seguito dell’intervento chirurgico il disagio è solitamente lieve e può essere controllato con farmaci antidolorifici, mentre non è normalmente necessaria un’antibiotico-terapia, nonostante la natura infettiva del processo.

Sebbene nella maggior parte dei casi l’intervento riesca perfettamente, solo il 30% circa degli ascessi guarisce completamente senza ulteriori complicazioni, che consistono essenzialmente in nuove recidive.

Fonti e bibliografia

  • Whiteford, M. H. . 1, 102–109 (2007).
  • Sahnan, K., Adegbola, S. O., Tozer, P. J., Watfah, J. & Phillips, R. K. S. . 475, 1–6 (2017).

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