Adenovirus: sintomi e cura in bambini e adulti

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 8 febbraio 2019

Introduzione

La famiglia degli adenovirus è stata identificata come agente patologico dell’uomo nel 1953. Comprende circa 100 diversi sierotipi, di cui circa la metà in grado di attaccare l’uomo; sono virus a DNA, a elevato potere patogeno, e ampiamente diffusi nell’intera popolazione mondiale.

Le manifestazioni cliniche di infezione da adenovirus sono varie e dipendono dal sierotipo con cui si viene a contatto, ciascuno dei quali si va a localizzare in uno specifico distretto dell’organismo. Sono quindi in grado di causare numerosi disturbi di varia natura e un individuo che entri in contatto con uno specifico sierotipo rimane comunque successivamente soggetto ad infezioni provocate da altri virus della stessa famiglia.

Nella maggior parte dei casi i sintomi sono quelli tipici delle malattie da raffreddamento (infezioni respiratorie), ma oltre a queste gli adenovirus sono in grado di causare

  • gastroenterite,
  • congiuntivite,
  • cistite
  • e altre.

Le forme respiratorie vanno dal semplice raffreddore alla polmonite, passando da altre affezioni come il croup e la bronchite; i pazienti con sistema immunitario compromesso sono infine particolarmente suscettibili a sviluppare complicanze più gravi, oltre a rimanere contagiosi per diverse settimane o più.

Il contagio e la diffusione dell’infezione avvengono in genere attraverso:

  • contatti diretti con pazienti colpiti,
    • indiretti (stretta di mani, …),
    • diretti (inspirazione di particelle di saliva emesse con tosse, starnuti, …),
  • contatti con fomiti, ossia toccando un oggetto o una superficie contaminata e poi portando le mani alla bocca, agli occhi o al naso prima di essersele lavate.

Alcune famiglie di adenovirus possono diffondersi attraverso le feci di una persona infetta, ad esempio durante il cambio del pannolino di un neonato; più rara è infine la diffusione attraverso l’acqua presente in piscine, …

Ricostruzione grafica di un adenovirus

iStock.com/gaetan stoffel

Sintomi

Gli adenovirus si rendono responsabili di numerose infezioni virali:

Più raramente vengono colpiti anche altri organi tra cui

Gli adenovirus raramente causano malattie gravi e ancora più raramente hanno esiti fatali, ma

  • neonati,
  • soggetti con sistema immunitario indebolito,
  • pazienti cardiopatici o con altre malattie croniche,

sono più soggetti a contrarre infezioni severe e sviluppare complicazioni.

Trasmissione

La trasmissione di un adenovirus può essere

  • interumana (i virus si trasmettono per via aerea, tra un soggetto infetto e uno sano),
  • indiretta.

Il contagio può quindi avvenire attraverso

  • ravvicinati contatti personali,
  • aria e in particolare le goccioline espulse con tosse e starnuti,
  • toccando un oggetto o una superficie contaminata dal virus e portando poi le mani alla bocca, al naso o agli occhi prima di essersi lavati le mani.

Alcuni ceppi possono diffondersi attraverso le feci di un paziente infetto, ad esempio, durante il cambio del pannolino, oppure ancora attraverso l’acqua (per esempio in piscina), ma questa è una situazione sicuramente meno comune.

Un soggetto può continuare a diffondere il virus anche per molto tempo dopo la guarigione, soprattutto in caso di sistema immunitario indebolito; questo “spargimento del virus” si verifica quindi anche senza più alcun sintomo.

Gli adenovirus sono virus particolarmente resistenti e possono permanere a lungo su supericifi quali

  • asciugamani,
  • strumenti medici e chirurgici,
  • luoghi pubblici come i mezzi di trasporto,

È infine possibile il contagio anche per via alimentare, poiché questi virus resistono all’ambiente acido dello stomaco e agli enzimi presenti.

Epidemiologicamente è stata riscontrata una stagionalità caratteristica, anche se poco comune in Italia: il maggior numero di casi si presenta tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate, stagione durante la quale è per esempio comune l’infezione all’occhio.

Diagnosi

La diagnosi di laboratorio è semplice e poco invasiva, ma è raro che sia necessario farvi ricorso.

È sufficiente prelevare un tampone faringeo o congiuntivale, oppure esaminare l’aspirato naso-bronchiale, urina o feci.

Molto raramente si fa ricorso a biopsie.

Cura e rimedi

Non esiste una terapia specifica per infezioni da adenovirus; sono disponibili vaccini, ma non per uso civile, mentre altri sono in fase di sviluppo.

La terapia utilizzata è sintomatica e di sostegno: si cerca di alleviare il fastidio dei singoli sintomi (ad esempio con antipiretici per abbassare la febbre, come la Tachipirina), ma in assenza di complicanze il riposo a letto è sufficiente per permettere all’organismo di contrastare ed eradicare l’infezione.

L’uso di antibiotici è tendenzialmente inutile, in quanto inefficaci contro i virus.

Prevenzione

Non esiste ad oggi un vaccino che sia disponibile per la popolazione, mentre è stata messa a punto una e in pochi altri casi in grado di proteggerei dagli adenovirus 4 e 7.

La prevenzione è quindi più che altro comportamentale, attraverso pochi piccoli accorgimenti igienici:

È possibile proteggere se stessi e altri da adenovirus e altre malattie respiratorie seguendo alcuni semplici passi:

  1. Lavare le mani spesso e con sapone e acqua (o con disinfettanti a base alcolica se non fosse disponibile l’acqua).
  2. Coprire la bocca e il naso quando si tossisce/starnutisce.
  3. Evitare di toccare occhi, naso o bocca con le mani non lavate.
  4. Evitare un contatto stretto con persone malate.
  5. Rimanere a casa quando si è malati.

Un lavaggio frequente e accurato delle mani è particolarmente importanti in contesti sociali come strutture sanitarie e dedicate all’infanzia.

Fondamentale è la clorazione delle piscine per impedire la diffusione degli adenovirus e altri agenti patogeni.

Fonte principale

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Salve, ho una bambina di 8 anni e lo scorso anno,all’inizio dell’estate, ha contratto l’adenovirus. Dopo il ricovero ospedaliero per la cura( necessario a causa della forte febbre e dell’insorgere di una forte chetonemia) la mia piccola tutt’ora oggi sembra non aver del tutto debellato il virus e ancora accisa stanchezza. Come posso aiutarla a stare meglio?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Stanchezza a parte sono presenti altri sintomi?

    2. Anonimo

      salve, ha una costante presenza di occhiaie (molto più evidenti perchè di carnaggione chiara) . Ho chiesto al medico se riteneva opportuno aiutarla con delle vitamine,ma lui non è molto favorevole! Vorrei farle un controllo con un esame del sangue… cosa mi consiglia di fare …dato che all’ultimo controllo a settembre lei presentava ancora un’ anomalia al valore relativo agli anticorpi che segnalano un’infezione.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Condivido lo scetticismo del medico verso i multivitaminici, più utile farla bere molto e possibilmente farle assumere molta frutta e verdura; sono piuttosto sicuro che con la primavera migliorerà decisamente.
      Gli esami del sangue potrebbero essere interessanti, ma sicuramente non sono fondamentali.

  2. Anonimo

    anche mia figlia di 3 anni e mezzo ha contratto l’adenovirus ad aprile, in ospedale in attesa delle risposte colturali per sospetta meningite è stata curata con bombe di antibiotici, ora sono trascorsi due mesi dalle dimissioni ma è ancora molto molto stanca e non riesce piu a contenere la pipì della notte, il pannolino le è stato tolto da più di un anno….
    Cìè qualche correlazione? Si può fare qualcosa per aiutarla a riprendersi? Quanto dura no i postumi?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Alimentazione più corretta possibile, bere molto ed offrirle la possibilità (senza forzarla) di attività che la distraggano; non dia peso con la bimba agli incidenti notturni, ma se proprio persistessero ne parli con la pediatra.