Trapianto di fegato: indicazioni, intervento, rigetto

Introduzione

Il trapianto di fegato è l’intervento chirurgico con cui si asporta un fegato lesionato o malato e lo si sostituisce con un fegato sano prelevato da un’altra persona, detta donatore. Il trapianto di fegato è un intervento relativamente comune, la cui riuscita permette di condurre un’esistenza normale attraverso il recupero di una soddisfacente qualità di vita.

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A distanza di un anno una percentuale variabile tra l’80 e l’85 per cento degli organi impiantati funziona regolarmente, mentre nei restanti pazienti possono verificarsi malfunzionamenti dell’organo impiantato o rigetti d’organo (l’organismo non accetta il nuovo fegato); in questi casi il medico e l’équipe del centro trapianti decideranno se sia possibile effettuare un secondo tentativo.

A che cosa serve il fegato?

Il fegato è un prezioso organo utile a

Il fegato è l’organo più grande dell’organismo (se non consideriamo la pelle).

iStock.com/magicmine

Cause

Negli adulti la causa più frequente del ricorso al trapianto di fegato è la cirrosi, una condizione patologica che può essere causata da disturbi diversi che distruggono le cellule epatiche sane, rimpiazzandole con tessuto cicatriziale.

Tra le cause più comuni di cirrosi ricordiamo:

Il sistema di difese naturali dell’organismo (sistema immunitario) combatte le malattie distruggendo gli agenti patogeni, ad esempio i batteri e i virus. I disturbi epatici autoimmuni si verificano quando il sistema immunitario non riconosce il fegato come parte dell’organismo e lo attacca, scambiandolo per un corpo estraneo.

I disturbi ereditari vengono trasmessi ai figli insieme al patrimonio genetico.

Nei bambini la ragione più frequente di ricorso al trapianto di fegato è l’atresia biliare, una condizione caratterizzata dall’assenza dei dotti biliari, oppure da una loro ostruzione. I dotti biliari sono i tubicini che permettono il passaggio della bile dal fegato, alla cistifellea e all’intestino tenue. Se i dotti biliari sono ostruiti, la bile si accumula nel fegato e provoca la cirrosi.

Tra gli altri motivi per cui si deve ricorrere al trapianto di fegato ricordiamo:

Sintomi

Tra i sintomi più comuni legati alla presenza di disturbi al fegato ricordiamo:

Non si può vivere con un fegato malato, se l’organo smette di funzionare correttamente potrebbe essere necessario il trapianto.

La decisione del trapianto

Il medico che vi segue deciderà se dovete recarvi in un centro trapianti per essere valutati da un’équipe specializzata. L’équipe comprende

I medici vi visiteranno e vi sottoporranno agli esami di rito (esami del sangue, radiografie, …) per capire meglio se il trapianto sia utile e praticabile nel vostro caso specifico.

L’équipe medica controllerà anche se:

Anche se siete selezionati per il trapianto, potrete sempre scegliere di non sottoporvi all’intervento. Per aiutarvi a decidere, l’équipe medica vi spiegherà in dettaglio:

Durante il periodo di valutazione e mentre attenderete il trapianto, dovrete cercare di mantenervi in buona salute. Il medico vi consiglierà che cosa fare in attesa dell’organo da trapiantare.

Stabilire l’idoneità ad un trapianto di fegato

I vari centri trapianti stabiliscono regole diverse per selezionare i pazienti da sottoporre all’intervento, in generale potreste tuttavia non essere idonei e/o selezionati se:

Quanto tempo passa per trovare un fegato?

Se dovete ricevere un trapianto il vostro nome sarà inserito in una lista nazionale. Il tempo necessario per trovare un fegato compatibile può dipendere

I pazienti che hanno bisogno urgente di un fegato nuovo perché sono in pericolo di vita sono ovviamente posti in cima alla lista.

Molti pazienti, quindi, dovranno aspettare molto tempo prima di ricevere il trapianto.

Il medico vi dirà che cosa fare per mantenervi in buona salute in attesa del trapianto.

Donatori

La maggior parte degli organi da trapiantare appartiene a persone decedute da poco tempo: questo tipo di donatore è detto donatore deceduto.

In alcuni casi, tuttavia, una persona viva e sana può donare parte del proprio fegato a un paziente, di solito a un famigliare. Questo tipo di donatore è detto donatore vivente.

Entrambi i tipi di trapianti di solito danno buoni risultati.

Tutti i donatori, anche quelli deceduti, vengono sottoposti a esami prima dell’espianto: gli esami servono per accertarsi che il fegato del donatore funzioni correttamente, che il gruppo sanguigno sia compatibile col vostro e che l’organo sia delle dimensioni giuste, e quindi ci sia la maggior compatibilità possibile.

Gli adulti di norma ricevono un fegato intero da un donatore deceduto. In alcuni casi, tuttavia, può essere usata solo una parte di fegato del donatore deceduto, perché il paziente che riceve il trapianto è più magro o più basso. In altri casi il fegato del donatore deceduto è diviso in due parti: quella più piccola va a un bambino, mentre quella più grande a un adulto.

Intervento

Quando si rende disponibile un fegato dovrete recarvi tempestivamente in ospedale per prepararvi all’intervento.

L’intervento può durare fino a 12 ore: il chirurgo asporterà il fegato malato e lo sostituirà con il fegato del donatore.

Dopo l’intervento

Dovrete rimanere ricoverati in ospedale per una o due settimane per capire se il nuovo fegato funziona correttamente; dovrete assumere diversi farmaci per prevenire le infezioni e il rigetto dell’organo (rispettivamente antibiotici e immunosoppressori).

Il medico controllerà se ci sono sintomi di emorragie, infezioni o rigetto; durante il ricovero imparerete come prendervi cura della vostra salute una volta dimessi e come usare i farmaci che dovrete assumere in seguito per proteggere il fegato nuovo.

Dopo le dimissioni

Dopo le dimissioni dovrete vedere frequentemente il medico, che controllerà se il fegato funziona correttamente. Dovrete effettuare regolarmente gli esami del sangue per capire se il fegato è danneggiato dal rigetto, dalle infezioni o da eventuali problemi dei dotti biliari o dei vasi sanguigni.

Per salvaguardare la salute del fegato, è necessario:

  1. evitare il contatto con malati infettivi e riferire al medico tutte le malattie di cui soffrite,
  2. seguire una dieta sana, fare esercizio fisico, non fumare e non bere alcolici,
  3. assumere i farmaci seguendo attentamente le prescrizioni,
  4. chiedere consiglio al medico prima di assumere qualsiasi altro farmaco, compresi quelli da banco,
  5. seguire sempre i consigli del medico,
  6. fare gli esami del sangue e tutti gli altri esami consigliati dal medico,
  7. usare un filtro solare per prevenire il tumore alla pelle ed eseguire tutti gli esami di screening per il tumore.

Rigetto ed altre complicazioni

Il è la reazione del sistema immunitario contro il nuovo fegato, dopo il trapianto, infatti, può succedere che il sistema immunitario cerchi di distruggere l’organo appena impiantato.

Prevenzione del rigetto

Per impedire all’organismo di attaccare il nuovo fegato dovrete assumere per tutta la vita i farmaci antirigetto, anche definiti immunosoppressori.

Gli immunosoppressori hanno degli effetti collaterali?

I farmaci antirigetto hanno diversi effetti collaterali gravi, ad esempio indeboliscono il sistema immunitario, quindi sarete maggiormente soggetti alle infezioni.

Tra gli altri possibili effetti collaterali ricordiamo:

Il medico e l’équipe chirurgica vi sorveglieranno attentamente ed interverranno contro gli eventuali effetti collaterali.

Sintomi del rigetto

Se l’organismo rigetta il nuovo fegato, probabilmente vi sentirete stanchi, avrete poco appetito o avrete mal di stomaco.

Tra gli altri sintomi ricordiamo:

Il rigetto, in alcuni casi, può essere asintomatico, i medici quindi vi sottoporranno agli esami del sangue; di solito è anche necessaria una biopsia epatica per capire se l’organismo rigetta il nuovo organo. Durante la biopsia il medico preleva un minuscolo campione di fegato e lo esamina al microscopio.

Altri effetti collaterali e problemi

Il fegato trapiantato può essere danneggiato dalla ricaduta del disturbo che ha portato al trapianto; ad esempio il virus dell’epatite C può ricomparire e danneggiare il fegato nuovo in un paziente che ha sofferto di epatite C prima del trapianto.

Tra gli altri problemi possibili ricordiamo:

Ritornerò alla vita di sempre?

Dopo un trapianto riuscito la maggior parte dei pazienti può ritornare alla vita di sempre ed alcuni ritornano anche a lavorare.

Recuperare pienamente le forze, però, può richiedere mesi, soprattutto se prima del trapianto eravate molto debilitati. Il medico comunque saprà prevedere quanto durerà indicativamente la vostra convalescenza.

L’assistenza psicologica e/o i gruppi di aiuto possono essere utili per aiutarvi a convivere con un fegato nuovo.

Fonte principale:  (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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