Tutte le domande e le risposte per Ernia inguinale: sintomi, intervento e dolore
  1. Anonimo

    Salve, 20 gg orsono sono stato operato di ernia con intervento ernioplastica inguinale con mesh e plug sec Trabucco, idrocele sinistro.Volevo sapere a parte il dolore che mi ritrovo, che prendendo antidolorifici mi fa vivere abbastanza bene, leggendo su vostri articoli del taglio praticato di circa 7 centimetri , io di centimetri ne hò almeno il doppio, chiedo è il tipo d’intervento avuto per un taglio cosi grande. Grazie per l’attenzione Aurelio

  2. Anonimo

    Gentile Sig. Forgiarini,
    premesso che non ho trovato il riferimento da lei indicato relativo ai 7 cm, non mi occupo di chirurgia e non sono in grado di darle esauriente risposta, anche se ritengo che nel suo caso un’ernia particolarmente pronunciata possa aver richiesto un taglio particolarmente lungo. In ogni caso, ribadisco, è solo un’ipotesi.

  3. Anonimo

    io sono operato al estero per ernia inguinale indiretta nel 1997. io faccio profesione di muratore e mi trovo ancora nel situazioni peggiori perche tutto e strapato e la cosa e ingradita di piu. Io chiedo se faccio un altro intervento poso svolgere mio profesione o lo devo cambiare in modo che non si ripeta piu .grazie per atenzione Moli

  4. Anonimo

    Premesso che non mi occupo personalmente di chirurgia, penso che la situazione sia recuperabile con un secondo intervento ed una corretta convalescenza: l’ideale è comunque sentire il parere di un chirurgo di fiducia.

  5. Anonimo

    Salve,

    Non so se il mio problema è proprio ernia inguinale. Ho notato che sul mio monte di Venere, ci sono le macchie nere (non si scompare mai), poi ci sono le dimensione piccole o grandi che fanno spesso gonfiore, bollicine rosso se tocco a volte sento il dolore ( mi è sembrata come se fossero i brufoli ma in fondo non lo erano). All’inizio pensavo che scomparisse per un breve periodo invece da sempre così. Vorrei capire per qual’e la causa. Grazie!

  6. Anonimo

    Difficile ipotizzare una diagnosi a distanza, ma escluderei un’ernia inguinale.
    Dalla sua descrizione sembrerebbe un’infezione, ma è consigliabile rivolgersi al medico per una diagnosi più precisa.

  7. Anonimo

    Salve,
    La contatto per una richiesta di chiarimento. Da circa un mese mi sono accorta di avere un ringonfiamento all’inguine, precisamente al lato superiore destro della vagina. Non ho disturbi, ma ho notato che la sera tende ad aumentare di dimensioni. Ho pensato si trattasse di ernia inguinale, ma non sono ancora andata dal mio medico curante.
    Volevo un suo parere e un consiglio: devo fare un’ecografia, (se si quale) o è sufficiente una visita dal mio medico?
    In attesa di una risposta,
    Le porgo Cordiali Saluti.

  8. Anonimo

    Suggerirei inizialmente una visita dal suo medico di base, che dopo una valutazione visiva ed al tatto saprà suggerirle lo specialista o l’approfondimento diagnostico più opportuno.

  9. Anonimo

    Gradirei conoscere una Vs diagnosi a riguardo di una sintomatologia dolorosa che persiste da otto mesi sulla cicatrice di intervento per erniplastica subita nel 1994. Da ecografie recentissime risulta tutt’oggi un intervento ben eseguito. Tale dolore sta interessando anche il testicolo di cui l’urologo ritiene mobile in canale inguinale come al sn, dove anche li’ si evidenzia la presenza di un’altra ernia ancora lievemente fastidiosa. L’urologo consiglia: intervento di fissaggio del testicolo dx, sucessivo intervento di erniopastica sn e ultimo intervento di fissaggio testicolo sn. Cosa dovrei fare, prima di sottopormi, visto i numerosi interventi da subire e non sicuro che questi risolvano il caso, visto che i canale inguinali, dopo 40 anni rimasti aperti, pur i testicoli posizionati in certe occasioni si rifugiano nell’inguine e non hanno mai dato fastidio, se non il fatto di riportarli in sede inguinali con le mie stesse mani? Grazie mille

  10. Anonimo

    Gentile Sig. Giorgio,

    non mi ritengo purtroppo in grado di darLe un esauriente valutazione medico-chirurgica in proposito, tuttavia sono dell’idea che potrebbe essere utile un secondo parere specialistico e sopratutto una valutazione da parte sua del rapporto costo/rischio/beneficio, quest’ultimo relativamente alla gravità dei sintomi da Lei patiti.