Dialisi peritoneale a domicilio: vantaggi, procedura e rischi

Introduzione

Quando i reni non sono più in grado di assolvere alla loro funzione (insufficienza renale), che è quella di eliminare attraverso l’urina le sostanze di rifiuto presenti nel sangue, è necessario ricorrere alla dialisi, una procedura medica in grado di filtrare le tossine dal sangue.

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Nella dialisi peritoneale i vasi sanguigni della parete addominale (peritoneo, che più o meno corrisponde alla pancia) assolvono alla funzione dei reni con l’aiuto di un liquido apposito (dialisato), che viene filtrato dallo spazio peritoneale.

Il medico deciderà l’approccio più adatto per il paziente in base a

La dialisi peritoneale può essere l’opzione migliore se il paziente non riesce a tollerare i rapidi cambiamenti dell’equilibrio dei fluidi connessi all’emodialisi, ma in molti casi il nefrologo può offrire la scelta al paziente: le 2 tecniche sono ugualmente efficaci per la maggior parte dei pazienti, pur presentando caratteristiche specifiche, vantaggi e svantaggi:

La dialisi peritoneale può NON essere indicata se:

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Vantaggi

Rispetto all’emodialisi, la procedura di filtraggio del sangue usata con maggior frequenza, la dialisi peritoneale presenta diversi vantaggi:

Svantaggi

La dialisi peritoneale non può essere eseguita da tutti i pazienti che soffrono di insufficienza renale, perchè sono necessarie una certa abilità manuale (oppure una persona che si prenda cura del paziente), nonché la capacità di prendersi cura di se stessi a domicilio.

Uno dei principali svantaggi di questo approccio è che deve essere eseguito ogni giorno, requisito che alla lunga può diventare stressante.

Può essere causa di aumento di peso.

Alcuni pazienti possono poi accettare con difficoltà la presenza di un sottile tubo (catetere) lasciato in modo permanente a livello addominale (pancia), anche se di norma può essere nascosto sotto i vestiti.

Un altro importante svantaggio è il rischio legato alla possibilità di sviluppare una peritonite (infezione della sottile membrana che riveste l’addome).

Ricordiamo infine che il liquido di dialisi può causare una riduzione dei livelli proteici del sangue, che ha come conseguenza la possibile comparsa di stanchezza e in casi particolari malnutrizione.

Rischi della dialisi peritoneale

La maggior parte delle persone che si sottopone alla dialisi si trova ad affrontare diversi problemi di salute gravi, tra cui le patologie che hanno causato l’insufficienza renale e l’insufficienza renale stessa. La dialisi serve per aumentare la durata media della vita di molti pazienti, però l’aspettativa di vita per chi deve sottoporsi a questa terapia è purtroppo sempre minore rispetto a quella media della popolazione.

Le principali complicazioni della dialisi peritoneale sono:

Procedura

Preparazione

Prima di iniziare ad effettuare la dialisi peritoneale il paziente verrà sottoposto a un semplice intervento chirurgico per l’impianto del catetere, il sottile tubicino di plastica che permette il passaggio del dialisato dall’addome all’esterno. L’intervento di impianto del catetere sarà eseguito in anestesia locale o generale. Di solito il chirurgo impianta il catetere all’altezza dell’ombelico.

Il chirurgo probabilmente consiglierà di attendere almeno due settimane prima dell’inizio della dialisi, in modo che la cicatrice intorno al catetere possa guarire completamente.

Nelle prime settimane il paziente viene seguito da vicino dal personale sanitario, che lo aiuterà a prendere confidenza con l’attrezzatura necessaria; solo al termine di questo addestramento, quando il paziente si sentirà sufficientemente confidente, inizierà a praticare personalmente la dialisi peritoneale.

Materiale

Il paziente in genere necessita almeno di:

Dialisi peritoneale

Durante la dialisi peritoneale una soluzione liquida sterile (dialisato) passa nel catetere e raggiunge l’addome. La soluzione rimane nell’addome per un periodo di tempo stabilito dai medici (tempo di pausa). Durante il tempo di pausa i rifiuti, le sostanze chimiche ed i liquidi in eccesso contenuti nel sangue attraversano i capillari (minuscoli vasi sanguigni) nella membrana che riveste la cavità addominale (peritoneo) raggiungono la soluzione, che contiene uno zucchero in grado dii attirare i rifiuti e i liquidi in eccesso dai capillari del peritoneo verso l’addome.

Il paziente può avvertire un leggero gonfiore addominale dovuto alla presenza del liquido sterile, che tuttavia in genere non risulta fastidioso.

Una volta terminato il tempo di pausa la soluzione, insieme alle sostanze di scarto estratte dal sangue e ai liquidi in eccesso, passa in un sacchetto di raccolta. Il processo di riempimento e di svuotamento dell’addome è detto scambio.

A seconda del metodo prescelto per la dialisi peritoneale è previsto un diverso numero di scambi al giorno. I due schemi di scambi usati con maggior frequenza sono: la CAPD (dialisi peritoneale continua) e la CCPD (dialisi peritoneale continua ciclica). Alcuni pazienti usano una combinazione di questi due metodi.

Dialisi peritoneale continua ambulatoriale (CAPD)

Con questo tipo di dialisi peritoneale l’addome è riempito con il fluido apposito, che poi viene tolto. La gravità fa muovere il dialisato nel catetere e lo fa entrare e uscire dall’addome del paziente, in quanto la sacca con la soluzione liquida viene posta a un’altezza superiore rispetto all’addome del paziente, mentre la sacca per raccogliere il fluido in uscita verrà posta più in basso.

Gli scambi comportano quindi le fasi seguenti:

  1. riempimento dell’addome con il dialisato,
  2. accumulo del fluido nell’addome,
  3. fuoriuscita del fluido.

Il fluido viene scaricato poche ore più tardi e sostituito con il dialisato pulito; lo scambio richiede solitamente circa 30-40 minuti e deve in genere essere ripetuto 3-4 volte al giorno.

Tra uno scambio e l’altro il paziente è libero di continuare le normali attività.

Dialisi peritoneale notturna continua (CCPD)

Nel caso della dialisi peritoneale continua ciclica, un’apparecchiatura apposita (cycler) esegue un certo numero di scambi durante la notte, mentre il paziente dorme.

  1. Il dispositivo riempie automaticamente l’addome con la soluzione per la dialisi,
  2. consente al dialisato di accumularsi
  3. e poi di riversarsi nel sacchetto di drenaggio che il paziente svuoterà la mattina successiva. Una certa quantità di fluido rimarrà nell’addome fino alla notte successiva.

Il trattamento può essere interrotto nel caso in cui il paziente necessiti di urinare durante la notte; nel caso di problemi tecnici o di interruzione dell’energia elettrica ci sono ampi margini di tempo (24 ore) per dare modo al paziente di intervenire o di rivolgersi al reparto di nefrologia.

In questo modo il paziente può muoversi con più flessibilità durante la giornata, ma in compenso deve rimanere attaccato all’apparecchiatura per 8-10 ore durante la notte. Al mattino si inizia con uno scambio, il cui tempo di pausa dura tutta la giornata. Durante la giornata il paziente non deve usare nessuna apparecchiatura.

Il tipo di dialisi peritoneale migliore dipende dallo stile di vita, dalle preferenze personali e dalle condizioni di salute del paziente. È inoltre possibile adeguare il programma di dialisi alle proprie necessità, combinando le due forme sopra presentate; ad esempio, se state facendo la CCPD, potete fare uno scambio in più al pomeriggio per rimuovere i rifiuti e prevenire un assorbimento eccessivo del liquido.

Efficacia

Diversi fattori influiscono sulla capacità della dialisi peritoneale di rimuovere i rifiuti e i liquidi in eccesso dal sangue. Tra di essi ricordiamo:

Nel caso di pazienti con un peso importante potrebbe essere necessario combinare i due approcci descritti per ottenere un risultato soddisfacente.

Per capire se la dialisi riesce a rimuovere una quantità sufficiente di prodotti di scarto l’équipe medica eseguirà diversi esami; gli esami sono importanti soprattutto durante le prime settimane di dialisi, per capire se state ricevendo un dosaggio sufficiente di dialisato.

Se i risultati degli esami indicano che il programma di dialisi non è in grado di rimuovere una quantità sufficiente di sostanze di rifiuto, il nefrologo può modificare lo schema utilizzato, ad esempio può aumentare il numero di scambi o il volume di soluzione usato in ogni scambio, oppure ancora usare una soluzione con una maggior concentrazione di destrosio.

I risultati della dialisi e lo stato di salute generale del paziente in genere migliorano seguendo un’alimentazione corretta:

Queste sono indicazioni generali, ma ogni paziente è un caso unico, che richiede un’attenta pianificazione della dieta con il proprio specialista; a questo proposito si raccomanda di NON assumere alcun integratore se non espressamente prescritto o avallato dal proprio nefrologo, nemmeno se naturale.

Impatto sullo stile di vita

Il paziente che inizia la dialisi probabilmente non sarà più in grado di mantenere gli stessi ritmi lavorativi e le stesse abitudini di prima, anche perchè potrebbe subentrare stanchezza oltre alla necessità di pianificare la propria giornata in base agli scambi necessari.

Nel caso di dialisi peritoneale notturna sarà probabilmente necessario andare a dormire presto e impostare ogni sera il cycler per la notte.

In alcuni casi può essere necessario un supporto psicologico, soprattutto nei primi mesi, ma in genere il paziente in dialisi riesce comunque a mantenere una qualità di vita più che soddisfacente.

Fonte principale:

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