Anestesia totale o generale: effetti collaterali, rischi e preparazione

Ultimo Aggiornamento: 44 giorni

Introduzione

Per si intende un trattamento che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade.

Il sonno che viene indotto dall’anestesia generale è tuttavia ben diverso dal sonno regolare, il cervello anestetizzato non conserva ricordi e non risponde ai segnali del dolore, a differenza di quanto succederebbe normalmente in caso di stimoli forti come quelli causati da un intervento chirurgico, tanto che si preferisce parlare dal punto di vista medico di uno stato di coma farmacologicamente indotto.

Da un punto di vista generale possiamo individuare tre componenti necessarie:

  • ipnosi attraverso un farmaco ipnoinducente,
  • analgesia attraverso un farmaco analgesico,
  • rilassamento muscolare attraverso un farmaco miorilassante,

anche se in alcuni casi un unico farmaco può svolgere contemporaneamente due di queste funzioni.

L’anestesia generale è comunemente prodotta da farmaci iniettati per via endovenosa o da gas inalati.

Cause

Altre forme di anestesia possono consistere in una sedazione leggera oppure possono basarsi su iniezioni che consentono di intorpidire selettivamente una regione del corpo (epidurale e spinale, per esempio).

Il medico può raccomandare l’anestesia generale principalmente, ma non solo, per le procedure che:

  • richiedono molto tempo,
  • influiscono sul respiro, come gli interventi al petto o all’addome superiore.

Attraverso questo approccio si mira a ottenere:

  • analgesia (perdita di risposta al dolore),
  • amnesia (perdita di memoria),
  • immobilità (perdita di riflessi motori),
  • ipnosi (incoscienza),
  • paralisi (rilassamento muscolare scheletrico).

Procedura

Visita anestesiologica

La visita anestesiologica viene condotta dal medico anestesista qualche giorno prima dell’intervento e permette di pianificare con attenzione l’anestesia totale, ottenendo il miglior compromesso possibile tra rischi e benefici per il singolo paziente.

Verranno effettuate una serie di domande inerenti:

  • lo stato di salute generale, inclusi eventuali cambiamenti recenti,
  • allergie a farmaci o altro,
  • informazioni e abitudini, come altezza, peso, abitudine al fumo, consumo di alcolici, …
  • disturbi di salute cronici:
    • pressione alta,
    • diabete,
    • malattie cardiache,
    • asma,
    • sindrome delle apnee notturne,
  • interventi subiti in passato,
  • passate esperienze con l’anestesia e relativi eventuali problemi.

L’anestesia generale attenua la naturale inclinazione del corpo a mantenere gli alimenti nello stomaco e fuori dai polmoni, quindi il paziente verrà istruito sui tempi necessari di digiuno (generalmente 6-8 ore per il cibo, poco meno per l’acqua).

Altrettanto, se non più importante, è la discussione sui farmaci in uso: potrebbe essere necessario evitare alcuni farmaci, ad esempio i fluidificanti del sangue come l’aspirina e soprattutto gli anticoagulanti come Coumadin, per diversi giorni prima dell’intervento.

Prima dell’anestesia generale

Poco prima di essere sottoposti a un’operazione chirurgica in genere al paziente viene somministrata una qualche forma di pre-anestesia, in cui uno o più farmaci tranquillanti permettono al paziente di essere portato in sala operatoria con relativa tranquillità.

Questo approccio è particolarmente importante nel caso di pazienti particolarmente ansiosi.

Durante l’anestesia generale

A questo punto verrà somministrato l’anestetico generale in forma di:

  • liquido che viene iniettato nelle vene attraverso un ago-cannula precedentemente posizionato in un braccio,
  • gas, attraverso una maschera appoggiata sul viso del paziente.

L’anestetico ha effetto molto rapido, il paziente perde conoscenza in meno di un minuto senza alcuna sensazione sgradevole (come se si addormentasse).

Una volta che il paziente si è addormentato viene inserito un tubo nella bocca e attraverso la trachea per essere sicuri di garantire abbastanza ossigeno e per proteggere i polmoni da secrezioni.

L’anestesista rimarrà con il paziente durante tutta la procedura, continuando a somministrare l’anestetico per garantire continuamente uno stato controllato di incoscienza e somministrando eventualmente antidolorifici in grado di garantire assenza di dolore al risveglio.

Durante tutta l’operazione il battito cardiaco, la pressione del sangue e la concentrazione dell’ossigeno nel sangue saranno controllati scrupolosamente dall’anestesista attraverso l’aiuto di speciali strumenti medici.

Dopo l’anestesia generale

Al termine dell’intervento l’anestesista interromperà gradualmente la somministrazione dell’anestetico e il paziente si risveglierà a poco a poco, a seconda delle circostanze già in camera o in una sala apposita; il risveglio è quindi ottenuto attraverso la progressiva eliminazione dall’organismo dei residui dei farmaci anestetici usati.

Gli anestetici generali possono influenzare memoria, concentrazione e riflessi per un giorno o due, quindi è importante per il paziente accertarsi di avere un adulto responsabile che possa aiutarlo per almeno 24 ore dopo l’operazione se la dimissione avvenisse in giornata.

Sarà inoltre consigliato di evitare la guida, il consumo di alcolici e la firma di documenti legali per 24-48 ore.

Smaltire l’anestesia

Uno dei dubbi più frequenti dei pazienti sottoposti ad anestesia generale sono i tempi di smaltimento della stessa; da questo punto di vista spesso sopravvivono da anni paure infondate, in quanto i farmaci ad oggi in uso sono ritenuti particolarmente “maneggevoli” e di rapidissimo smaltimento, nell’ordine di qualche ora.

Spesso a creare problemi nel tempo sono i possibili effetti collaterali e conseguenze dell’intervento, dei farmaci prescritti e della patologia in sé, non dell’anestesia; anche lo stress post-operatorio può avere un peso rilevante.

Quanto scritto è inoltre dimostrato dal fatto che in pazienti in salute anche una serie di anestesie totali ravvicinate in genere non causano alcuna conseguenza (mentre possono provocare confusione nel paziente anziano).

Effetti collaterali

Gli anestetici generali sono conosciuti per avere alcuni effetti collaterali piuttosto comuni, spesso descritti dall’anestesista durante la visita anestesiologica a cui ci si sottopone prima dell’intervento.

La maggior parte degli effetti indesiderati si verifica immediatamente dopo l’operazione e ha durata estremamente limitata, tra cui:

  • Nausea e vomito, che si verificano immediatamente e sono destinante a passare entro qualche ora, solo raramente possono durare fino a 24 ore.
  • Brividi e freddo, sensazione che può durare alcuni minuti o qualche ora.
  • Confusione e perdita di memoria, particolarmente comune nelle persone anziane o in soggetti con problemi di memoria pre-esistenti; si tratta in genere di un disturbo temporaneo, che tuttavia a volte può durare anche a lungo.
  • Disturbi della vescica, con difficoltà a urinare (in alcuni contesti può essere necessario al temporaneo ricorso al catetere).
  • Vertigini, trattate in genere attraverso la somministrazione di fluidi.
  • Lividi e dolore nella zona dell’ago cannula o dove siano stati iniettati altri farmaci, si tratta di fastidi con risoluzione spontanea senza necessità di trattamento.
  • Mal di gola, a causa del tubo inserito in gola a supporto della respirazione.
  • Danni alla bocca o ai denti, che si verificano in una piccola percentuale di pazienti, attraverso la presenza di piccoli tagli alle labbra, alla lingua o (raramente) ai denti, causati dal passaggio del tubo.

Pericoli

Nonostante gli enormi progressi in termini di sicurezza degli ultimi anni, il paziente è comunque esposto ad alcune complicazioni più o meno gravi associate all’utilizzo degli anestetici generali; si tratta di eventi rari, che si verificano in meno di 1 caso ogni 10.000.

Tra le complicazioni gravi ricordiamo:

  • Anafilassi, ossia una grave reazione allergica che può diventare fatale.
  • Una reazione ereditaria all’anestesia che causa difficoltà respiratorie.
  • La possibilità di svegliarsi durante l’intervento, che approfondiremo di seguito.
  • Morte, che si verifica in meno di un caso su 100000.

È più probabile andare incontro a rischi maggiori in caso di:

  • intervento di chirurgia maggiore,
  • intervento condotto in regime di emergenza,
  • paziente affetto da malattie croniche e/o gravi,
  • pazienti fumatori,
  • pazienti sovrappeso.

In quest’ottica è consigliabile smettere di fumare e consumare alcolici nelle settimane che precedono l’intervento, così da ridurre i rischi connessi.

Può anche venire consigliato di perdere peso e, quando possibile, aumentare i livelli di attività fisica nelle settimane precedenti l’operazione chirurgica, in quanto ciò riduce anche il rischio connesso.

Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio

Il risveglio intraoperatorio (Anesthetic Awareness) è una rara condizione che si verifica quando un paziente recupera uno stato di coscienza durante l’intervento e con esso la possibilità di avvertire dolore e sensazioni di pressione, ma non la capacità di avvertire il team chirurgico; questa è la situazione peggiore, che si verifica se:

  • il farmaco usato per indurre il paziente in uno stato di incoscienza non funziona,
  • il farmaco usato per prevenire il dolore non funziona o è sotto-dosato,
  • ma il farmaco usato per provocare paralisi invece manifesta normalmente il suo effetto.

Si stima che circa un paziente su mille possa vivere una qualche forma di questo fenomeno, ma i casi gravi di awareness sono ormai rarissimi e la ricerca è tuttora impegnata nella comprensione e nella prevenzione di questo fenomeno.

Tra i fattori in grado di aumentare il rischio che accada troviamo:

  • anestesie condotte da medici tirocinanti senza supervisione,
  • utilizzo di farmaci induttori di paralisi
  • interventi in regime d’urgenza (parto cesareo, operazioni cardiache, …),
  • errori di dosaggio dei farmaci,
  • tolleranza ai farmaci del paziente, che è più probabile in caso di:
    • giovane età,
    • obesità,
    • fumo,
    • abuso di alcolici, oppiacei o anfetamine.

Video di approfondimento

Fonti principali:

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  1. Anonimo

    salve dottore io sono una ragazza di 16 anni non ho mai avuto nessun problema di salute di qualsiasi tipo, pochi mesi fa avevo cominciato a fare la pulizia dei denti il mio dentista mi aveva fissato un certo numero di appuntamenti da fare. mi ha sempre fatto l’anestesia soltanto che al terzo appuntamento quando sono ritornata a casa di notte quando ero andata a letto mi sentivo soffocare e mi stringeva moltissimo il cuore sentivo quasi di svenire ero rimasta cosi per un paio di minuti. volevo chiedere aiuto ai miei genitori ma proprio non riuscivo a muovermi mi sentivo paralizzata. la volta successiva avevo raccontato ciò al mio dentista soltanto che non mi ha dato nessuna risposto e gli appuntamenti che avevo da fare, gli a annullati tutti

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, ne ha parlato col suo medico di base? potrebbe fare dei controlli nel caso si tratti di un’allergia all’anestetico locale.

    2. Anonimo

      Salve,bere uno o due bicchieri tre ore prima di una operazione può avere effetti collaterali?

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può aumentare PERICOLOSAMENTE l’effetto dei farmaci anestetici. Eviti assolutamente.

  2. Anonimo

    Salve stanotte intorno alle 2 ho fatto uso di cocaina (una striscia) e venerdì mattina alle 7.30 dovrò sottopormi ad un anestesia generale per un intervento di mastoplastica addittiva. può interferire ? rispondetemi appena possibile grazie sono molto preoccupata.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso prendermi la responsabilità di una risposta, mi dispiace, ma raccomando di segnalarlo all’anestesista.

    2. Anonimo

      non e meglio risolvere il problema di tossicodependenza, invece del intervento mastoplastico ?!

  3. Anonimo

    Buongiorno Dottore,

    dopo una anestesia totale nel 2008 si sono manifestati vari problemi:

    – diabete due (con attacchi ricorrenti di sudore e di stanchezza,
    vedi altro messaggio stesso giorno e Nick sotto l’argomento ‘Metformina’)
    – dolori articolari ricorrenti (anca/schiena/gambe) più una
    leggera ma visibile atrofia muscolare zona piega del braccio

    Si può ancora richiedere la cartella clinica per capire che anestetico e stato utilizzato, per evitare almeno ulteriori problemi causa eventuali reazioni allergici al anestetico precedentemente impiegato?

    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non conosco gli eventuali limiti di legge sulla conservazione della cartella sanitaria, ma può senza dubbio provare a rivolgersi all’ospedale.

      Anche il medico ritiene che la causa sia stata l’anestesia? Onestamente non ne sarei così sicuro.

    2. Anonimo

      Grazie della risposta.
      P.S. I medici consultato (anestesisti, diabetologi, ortopedici ecc) si sono mostrato piu infastidito che interessato, alla domanda se chi sia un probabile collegamenti fra disturbo e avvenuta anestesia. Anche se il ragionamento sembra semplice ma valido: se prima i disturbi non c’erano ma dopo si…

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Prima di *un intervento* non c’erano i sintomi, dopo sì, non mi focalizzerei solo sull’anestesia che è solo una parte di quanto successo in quei giorni.

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, sinceramente non c’è nessun nesso logico nel pensare che l’anestesia possa aver causato i sintomi che dice, anche perchè non mi risulta che i farmaci utilizzati nell’anestesia creino diabete o dolori articolari, tra l’altro in modo persistente, per anni dopo l’intervento; per cui credo che le cause siano da ricercare altrove, e non è detto che si possano identificare, specie quelle del diabete, che rimangono sconosciute in oltre il 90% dei casi.

    5. Anonimo

      Salve Dottoressa,

      il problema delle articolazione era abbastanza marcato dopo intervento/dimissione (camminavo con difficoltà, come se mi avessero sparato in scena) – ma non lo collegava il intervento in se. Era presumibilmente dovuto a un mal posizionamento su tavola operatoria, o dopo sul letto ospedaliero (ero ancora incosciente per via della anestesia).

      Se la Diabete Melitto era già in agguato, aspettando solo il giusto stress da intervento per scatenarsi, possibile. Le analisi di sangue di qualche mese prima del intervento non lo indicavano. Per dire qualcosa di più preciso servirebbe cartella clinica (descrizione del anestetico usato) e in oltre campione del medicinale concretamente durante l’intervento, per analizzare lo stato del prodotto: cosa che (se mai) non è (più) possibile. Perciò, la domanda se la ‘colpa’ era del stato generale del fisico del paziente, del anestetico o del operato del anestesista è aperto a speculazione (che non interessa più di tanto, fuorché lo scopo di capire e ottimizzare processi).

      Grazie

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido gran parte di quello che ha scritto, ma come già detto è davvero improbabile che la causa vada cercata nell’anestesia.

    7. Anonimo

      Salve,tra un paio di giorni dovrei affrontare un aborto in anestesia generale, e la cosa mi spaventa moltissimo,sto avendo attacchi d’ansia da bloccarmi i movimenti,sono terrorizzata al idea dell,’anestesia totate e di nn svegliarmi dopo l’intervento. Grazie

    8. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non ha motivo di preoccuparsi, gli standard di sicurezza sono elevatissimi e vedrà che non succederà nulla.

    9. Anonimo

      Grazie ma la paura mi assale sempre più quanto dura l intervento in media e che tipo di anestesia in questo genere di cose viene usata grazie

    10. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Stia tranquilla solitamente è un intervento rapido e comunque non si accorgerà di nulla essendo in anestesia.

  4. Anonimo

    Buongiorno,
    io devo effettuare un’addominoplastica post-dimagrimento a dicembre. Ho 38 anni, ho perso circa 65 kg, non ho fatto alcun tipo di operazione allo stomaco per aiutare il dimagrimento.
    Ho in mente una possibile gravidanza l’anno prossimo, diciamo tra 6 mesi-1 anno.
    Le domande che ho sono tre:
    1) Quanto tempo ci vuole per smaltire completamente l’anestesia generale e poter rimanere incinta senza rischi per il bambino?
    2) Quanto tempo deve passare dall’operazione per poter pensare una gravidanza senza rovinare i risultati dell’addominoplastica? Perché alcuni dicono pochi mesi, altri 1 anno o più…
    3) Avendo in mente una gravidanza sarebbe preferibile rimandare l’addominoplastica a dopo o si può fare senza problemi anche prima^
    Grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’anestesia si smaltisce in poco tempo, per cui non costituisce un problema; per il resto non saprei cosa rispondere perché dipende dall’entità e dal tipo di intervento che hanno deciso di eseguire, per cui sono domande a cui possono rispondere con più precisione i chirurghi plastici che l’hanno valutata.

    2. Anonimo

      Il chirurgo mi ha detto che basta aspettare sei mesi per avere una gravidanza, e che è indifferente se fare l’addominoplastica prima o dopo. Però sentendo altri pareri e documentandomi su altre fonti leggo che è preferibile aspettare almeno 1 anno dopo l’operazione per una gravidanza, che c’è il rischio che dopo la gravidanza la pelle torni di nuovo flaccida, e che è sconsigliato fare questo genere di operazione se si ha in mente una gravidanza in tempi relativamente brevi… Pertanto sono un po’ confusa in merito… l’operazione è un’addominoplastica che prevede una sola cicatrice orizzontale piuttosto bassa e nascosta dagli slip.

  5. Anonimo

    Salve, due giorni fa mi è stato asportato un polipo uterino in isteroscopia narcotica… ieri? Tutto bene ma oggi ho vomitato e mi sento molto debole e sudo fredda. È possibile sia dovuto all’anestesia? Grazie per l’attenzione.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, è molto probabile, insieme allo stress post-operatorio; credo che sia ancora in ospedale, ma se così non fosse lo segnali al medico.

    2. Anonimo

      Sono a casa, mi è stato tolto in hospital day! Non riesco a rintracciare il medico. Oggi comunque ho nausea e senso di vomito ma per fortuna non ho vomitato. Volevo dirle che sto prendendo degli antibiotici saranno quelli?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Potrebbe essere sia l’anestesia che i farmaci, se però dovesse peggiorare si faccia valutare, anche eventualmente in pronto soccorso.

  6. Anonimo

    Buonasera dottore , mio nonno è stato operato al cuore stamattina ma ancora non si è svegliato dall’anestesia come mai ?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Buongiorno, credo sia una domanda da fare ai medici del reparto in cui è ricoverato. Probabilmente è ancora sotto anestesia o stava dormendo. saluti

  7. Anonimo

    Salve, mia madre ha fatto una resettoscopia all’utero giovedì scorso, quindi le hanno applicato un’anestesia totale! Ancora oggi ha vomito, il dottore dice che è normale e che è dovuto al’ anestesia che deve ancora espellere! Ma per quanto tempo soffrirà di vomito?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve,mi sembra improbabile che abbia ancora vomito da anestesia dopo diversi giorni. Chieda per sicurezza ai medici che l’hanno operata. saluti

  8. Anonimo

    Buongiorno
    Ieri mattina mamma si è sottoposta all’esportazione di utero e ovaie a causa di un fibroma trovato attaccato all’utero.
    È tutta la notte che vomita, dicono che è anestesia, le hanno dato dei farmaci per smettere di vomitare ma niente… cosa può essere?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, è probabile che si tratti dell’anestesia, è l’effetto collaterale più frequente. Una volta smaltita del tutto starà meglio. saluti

    2. Anonimo

      Se non le passa, pensano di metterle un sondino nasogastrico, dice che è la soluzione migliore?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì, se non migliora il sondino potrebbe essere necessario, almeno per 24 ore.

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