Nuova SARS o MERS (coronavirus): le domande frequenti

Ultimo Aggiornamento: 38 giorni

Cos’è la SARS

La SARS (sindrome acuta respiratoria severa) è una patologia respiratoria di origine virale, anche detta polmonite atipica, riconosciuta come epidemia nel marzo del 2003. È comparsa per la prima volta nella Cina meridionale nel novembre del 2002 e nel 2013 ci sono segnalazioni di nuovi casi di una diversa forma, chiamata dagli addetti ai lavori MERS

Qual è la causa?

È causata da un nuovo ceppo virale, il coronavirus SARS (SARS-CoV). È anche possibile che alcuni casi siano provocati anche da altri agenti patogeni.

Il coronavirus scoperto di recente non è lo stesso che ha provocato la sindrome acuta respiratoria severa nel 2003, tuttavia, proprio come quello della precedente SARS, il nuovo virus è molto simile a quello che colpisce i pipistrelli.

Che cosa sono i coronavirus?

I coronavirus sono una famiglia di virus che, visti al microscopio, hanno la forma di una corona. Questi virus sono una causa frequente di molte delle infezioni delle vie aeree superiori di intensità da lieve a moderata negli esseri umani, e sono connessi a patologie respiratorie, gastrointestinali, epatiche e neurologiche negli animali.

Il nuovo coronavirus è quello che ha provocato la SARS nel 2003?

No. Il virus scoperto di recente non è  lo stesso del 2003 tuttavia, proprio come quello, il nuovo coronavirus è molto simile a quello che colpisce i pipistrelli. Il CDC sta compiendo ricerche su questo nuovo ceppo di virus.

Se di solito i coronavirus causano malattie lievi, perché questo nuovo ceppo può causare una malattia potenzialmente fatale come la SARS?

Attualmente si sa ancora troppo poco del nuovo ceppo di virus per capire quali malattie può provocare. I coronavirus in alcuni casi sono stati collegati alla polmonite nella specie umana, soprattutto in pazienti con il sistema immunitario già compromesso. Questi virus possono anche causare patologie gravi negli animali, ad esempio in gatti, cani, maiali, topi e uccelli.

Per quanto tempo il nuovo coronavirus sopravvive nell’ambiente?

Alcune ricerche preliminari condotte in laboratorio indicano che il virus probabilmente sopravvive nell’ambiente per diversi giorni. Il tempo di sopravvivenza del virus dipende probabilmente da molti fattori diversi tra cui presumibilmente: il tipo di materiale o di fluido corporeo che lo contiene e diversi fattori ambientali come la temperatura o l’umidità.

I ricercatori del CDC e di altre istituzioni stanno mettendo a punto diversi esperimenti standardizzati per misurare per quanto tempo il coronavirus può sopravvivere in situazioni che simulano le condizioni dell’ambiente naturale.

Quali sono sintomi?

Di norma la SARS si manifesta con febbre alta (cioè  con una temperatura maggiore di 38 °C). La febbre a volte può essere accompagnata da brividi o da altri sintomi, come

Nelle primissime fasi della malattia, i pazienti riferiscono anche lievi sintomi respiratori.

La diarrea è riscontrabile in una percentuale variabile dal 10 al 20 per cento delle persone colpite.

Dopo un periodo di tempo variabile da 2 giorni ad una settimana, i pazienti possono iniziare a soffrire di tosse secca (non produttiva, cioè senza catarro), che può essere connessa a oppure può trasformarsi in ipossia (diminuzione patologica dei livelli di ossigeno nel sangue). In una percentuale variabile tra il 10 e il 20 per cento dei casi, il paziente deve ricorrere alla ventilazione assistita.

La maggior parte dei pazienti inizierà a soffrire di polmonite.

Domande su contagio e diffusione

Come si diffonde il virus?

I ricercatori ritengono che la principale modalità  di trasmissione sia il contatto ravvicinato con le persone malate, cioè che il coronavirus si diffonda principalmente attraverso le goccioline (droplet) di saliva emesse a breve distanza (fino a un metro circa) dalla persona malata quando tossisce o starnutisce, che vanno a depositarsi sulle mucose della bocca, del naso o degli occhi delle persone vicine.

Il virus può anche diffondersi quando una persona tocca una superficie o un oggetto contaminato dalle goccioline e poi si porta le mani sulla bocca, sul naso o sugli occhi. Inoltre è possibile che il coronavirus sia trasmesso per via aerea o in altri modi fino ad ora sconosciuti.

Che cosa significa “contatto ravvicinato”?

Si può parlare di contatto ravvicinato quando ci si prende cura di oppure si vive insieme a una persona a cui è stata diagnosticata la SARS oppure a un paziente  un che ha un alto rischio di essere stato in contatto diretto con le secrezioni respiratorie e/o con i fluidi corporei di una persona a cui è stata diagnosticata la malattia.

Tra gli esempi di contatto diretto possiamo avere: baci, abbracci, condivisione di posate, piatti o bicchieri, conversazioni a meno di 3 metri di distanza, visite mediche ecc. Tra le situazioni di contatto diretto non sono comprese tutte quelle attività come incrociare una persona per la strada o rimanere per breve tempo nella stessa sala d’aspetto o nello stesso ambiente chiuso.

Se sono stato esposto al coronavirus dopo quanto tempo mi ammalerò?

Il periodo di tempo che intercorre tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi è definito periodo di incubazione. Il periodo di incubazione si pensava che durasse dai 2 ai 7 giorni, con punte di 10 giorni, sono stati riferiti rarissimi casi di periodi di incubazione durati fino a 14 giorni, tra cui i recenti morti in Francia in cui l’incubazione sembra essere stata di 12 giorni.

Per quanto tempo i malati rimangono contagiosi?

Le informazioni finora in nostro possesso indicano che le persone colpite con ogni probabilità rimangono contagiose finché avvertono i sintomi, come la febbre o la tosse.

I pazienti sono più contagiosi nella seconda settimana di malattia, tuttavia, come precauzione contro l’epidemia, il CDC consiglia ai malati di limitare le interazioni sociali (ad esempio non andando a scuola o al lavoro) fino a 10 giorni dopo che la febbre è scomparsa e i sintomi respiratori sono migliorati.

Chi è affetto può contagiare gli altri già prima della comparsa dei sintomi?

Finora non sono stati riportati casi tra le persone entrate in contatto con un malato prima che questo diventasse sintomatico.

Domande frequenti sulla diagnosi

Esiste un esame per la diagnosi?

Sì, per scoprire il coronavirus SARS possono essere usati diversi esami di laboratorio. Ad esempio l’esame della reazione a catena della polimerasi (RT-PCR) può individuare il virus nei campioni di sangue, feci e muco nasale. Possono inoltre essere eseguiti gli esami sierologici per individuare gli anticorpi al virus prodotti dopo l’infezione. Infine per scoprire il virus sono anche state usate le colture virali.

Che cos’è l’esame PCR?

L’esame PCR (reazione a catena della polimerasi) è una tecnica di laboratorio usata per individuare il material genetico di un agente patogeno infettivo all’interno di campioni prelevati dai pazienti. Questo tipo di esame è diventato uno strumento essenziale per individuare gli agenti patogeni delle malattie infettive.

Che cosa sono gli esami sierologici?

Gli esami sierologici sono una tecnica di laboratorio usata per scoprire se il siero del paziente contiene anticorpi di un agente infettivo e in quale quantità. Gli anticorpi sono sostanze prodotte dal sistema immunitario per combattere una determinata infezione.

Che cosa sono le colture virali e l’isolamento?

Nelle colture virali un piccolo campione di tessuto o di fluido probabilmente infetto viene collocato in un contenitore insieme a un terreno di cellule in cui il virus può crescere. Se il virus cresce, causerà delle alterazioni alle cellule visibili al microscopio.

Esiste una cura?

Il CDC statunitense consiglia di somministrare ai pazienti colpiti la stessa terapia adottata per chi soffre di polmonite atipica grave di origine virale.

Sono in corso esperimenti per capire se vari tipi di farmaci antivirali sono efficaci per combattere il nuovo coronavirus.

Se ci sarà una nuova SARS come potrò proteggermi?

Se ci sarà una nuova epidemia, potrete prendere molte precauzioni di buonsenso, valide tra l’altro per molte malattie infettive. La più importante è lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con un detergente non acquoso che contenga alcool. Vi consigliamo inoltre di non toccarvi gli occhi, il naso e la bocca quando avete le mani sporche e di chiedere alle persone che vi circondano di coprirsi il naso e la bocca con un fazzoletto quando tossiscono o starnutiscono.

Per ulteriori informazioni puoi leggere anche l’articolo SARS e Coronavirus: sintomi, prevenzione e contagio

Fonte Principale: e (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Buongiorno,
    vorrei fare una domanda in merito all’articolo. Nel paragrafo “Domande su contagio e diffusione” si fa riferimento alla possibilità di contrarre la malattia maneggiando oggetti sulla cui superficie siano presenti fluidi corporei infettati. Io faccio spesso acquisti online sfruttando la possibilità che siti internet come ebay danno di poter acquistare oggetti provenienti da vari paesi nel mondo (in particolare Spagna, Regno Unito, Germania, USA e naturalmente Italia) facendomeli consegnare a casa dai corrieri; la mia domanda è questa: è possibile considerare lo shopping online come un veicolo di diffusione di questo tipo di virus dal momento che i pacchi in transito viaggiano per centinaia (a volte migliaia) di chilometri in aereo, treno, nave, camion ammassati insieme ad altri pacchi provenienti da ogni parte del mondo e passano di mano in mano più volte prima di giungere a casa propria? Grazie. Distinti saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È una domanda assolutamente sensata, che tra l’altro mi sono posto anch’io avendo la sua stessa abitudine di acquistare da diversi Paesi; ad oggi mai nessun organismo internazionale sanitario ha mai segnalato rischi di questo genere, perchè le possibilità di un contagio in questo modo è fortemente improbabile (benchè in teoria possibile).

      Salvo casi molto particolari (per esempio a seguito del disastro nucleare di Fukushima), a mio avviso il rischio è del tutto trascurabile.

    2. Anonimo

      Buongiorno,
      grazie per la Sua risposta. Mi perdoni per la piccola divagazione dall’argomento principale, ma visto che ha fatto accenno al disastro di Fukushima vorrei chiedere se anche gli oggetti possono essere portatori di radiazioni nucleari perché se così fosse, con tutti i prodotti che importiamo dal Sud/Est Asiatico…. Mi rendo conto che la domanda ha poco a che fare con la Medicina e la Farmacia però magari Lei sa qualcosa in più che io non so e può essermi d’aiuto in tal senso. Grazie.

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Le fabbriche in zona sono state tutte chiuse e gli oggetti a rischio (si spera) smaltiti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Il CDC è il Centers for Disease Control and Prevention americano, una sorta di Ministero della Salute particolarmente attivo, mentre l’OMS è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’organo sanitario più importante a livello mondiale.

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