Incontinenza urinaria maschile: cause e rimedi

Ultimo Aggiornamento: 74 giorni

Introduzione

L’incontinenza urinaria è la mancanza del controllo della vescica, con conseguenti perdite accidentali di urina. Per esempio, un soggetto può percepire il bisogno improvviso e urgente di urinare subito prima di perdere importanti volumi di urina, come avviene nell’incontinenza da urgenza.

L’incontinenza urinaria spazia dal rappresentare un modesto fastidio all’essere totalmente debilitante. In alcuni uomini il rischio di situazioni imbarazzanti impedisce di godere di molte attività, tra cui l’esercizio fisico, ed è causa di stress emozionali. Quando un soggetto diventa inattivo, aumentano i rischi di altri problemi di salute, come obesità o diabete.

Colpisce 11-34% dei soggetti più anziani. Tra gli anziani, l’incontinenza è quotidiana in 2-11% dei soggetti. Benché sia più frequente nella donna, le probabilità dell’incontinenza nell’uomo aumentano con l’età, perché i problemi della prostata tendono ad aumentare durante l’invecchiamento.

È poi meno probabile che un uomo riferisca al medico problemi di incontinenza, quindi il problema è verosimilmente molto più frequente di quanto riportato dalle statistiche. Parlarne con il medico è il primo passo per ovviare all’incontinenza.

Tratto urinario e principi di funzionamento

Il tratto urinario è il sistema di drenaggio del corpo; rimuove l’urina, un insieme di scorie e acqua in eccesso. Per poter urinare normalmente, tutte le componenti del tratto urinario devono funzionare insieme correttamente e nel giusto ordine.

  • Reni: i reni sono due organi a forma di fagiolo, ciascuno grande circa come un pugno. Si trovano subito sotto la gabbia toracica, uno da ciascun lato della colonna vertebrale. I due reni filtrano ogni giorno circa 120 – 150 litri di sangue da cui producono 1 – 2 litri di urina. I reni lavorano 24 ore al giorno, indipendentemente dalla volontà del soggetto.
  • Ureteri: si tratta di sottili tubi con pareti muscolari, uno per lato della vescica; trasportano ciascuno l’urina da un rene alla vescica.
  • Vescica: la vescica, posta nella pelvi tra le ossa del bacino, è un organo cavo a forma di palloncino, con parete muscolare; si espande via via che si riempie di urina. Benché la funzionalità renale sia indipendente dalla persona, è la persona a controllare lo svuotamento della vescica. Quest’azione è nota come minzione o urinazione. La vescica immagazzina l’urina finché il soggetto non determina momento e posto giusto per urinare. Una vescica normale si comporta come un serbatoio; può contenere fino a 1,5 – 2 tazze di liquido. La frequenza con cui un individuo deve urinare dipende dalla velocità con cui i reni producono l’urina che riempie la vescica. I muscoli della parete vescicale rimangono rilassati durante il riempimento dell’organo. Via via che questo si colma, partono dei segnali al cervello che sollecitano il soggetto a ricercare un gabinetto. Durante la minzione, la vescica si svuota attraverso l’uretra, un piccolo tubo posto in fondo alla vescica.

Tre gruppi muscolari lavorano insieme per arginare l’urina in vescica tra uno svuotamento e l’altro.

Il primo gruppo è la stessa uretra con i suoi muscoli. L’area in cui l’uretra si congiunge alla vescica è il collo vescicale. Questa struttura, composta dal secondo gruppo di muscoli, detto sfintere interno, aiuta a trattenere l’urina in vescica. Il terzo gruppo di muscoli, o sfintere esterno, è costituito dai muscoli del pavimento pelvico, che circondano e sostengono l’uretra.

Per urinare, il cervello segnala ai muscoli della vescica di contrarsi, spremendo l’urina fuori dalla vescica. Contemporaneamente, il cervello ordina agli sfinteri di rilasciarsi. Quando ciò avviene, l’urina esce dalla vescica attraverso l’uretra.

La prostata, infine, è una ghiandola a forma di castagna; fa parte del sistema riproduttivo maschile. È costituita da due o più lobi (o sezioni) racchiusi da una capsula esterna. La prostata si trova davanti al retto e appena sotto la vescica; circonda l’uretra a livello del collo vescicale e produce la componente liquida dello sperma.

Cause

L’incontinenza urinaria nell’uomo si manifesta quando il cervello non gestisce correttamente i segnali per la vescica, gli sfinteri non si chiudono a sufficienza o per ambedue le cause. Il muscolo della vescica può contrarsi troppo o troppo poco per problemi intrinseci o per via dei nervi che ne controllano l’azione. Danni degli sfinteri muscolari o dei nervi preposti al loro controllo possono causarne una funzionalità scarsa. Questi problemi spaziano da semplici a complessi.

Ci sono fattori che aumentano il rischio di sviluppare l’incontinenza, in particolare:

  • difetti congeniti, ossia problemi nello sviluppo del tratto urinario,
  • storia di cancro della prostata (il trattamento chirurgico o la radioterapia del cancro possono causare incontinenza temporanea o permanente del soggetto).

L’incontinenza urinaria non è una malattia, piuttosto può essere sintomatica di alcune condizioni o conseguire a eventi particolari intercorsi nella vita di un individuo. Tra le condizioni o gli eventi che possono aumentare le probabilità di diventare incontinenti, ci sono:

  • ipertrofia prostatica benigna (IPB), una condizione in cui la prostata è ingrossata ma non cancerosa. Nei soggetti affetti da IPB, la prostata comprime e schiaccia l’uretra. Le pareti della vescica tendono a ispessirsi. Col tempo, la vescica si può indebolire, perdere la capacità di svuotarsi completamente e contenere quindi un po’ di urina residua. Il restringimento dell’uretra e lo svuotamento incompleto della vescica possono portare a incontinenza;
  • tosse cronica; la tosse cronica aumenta la pressione sulla vescica e sui muscoli del pavimento pelvico;
  • problemi neurologici; il controllo della minzione può essere compromesso nei soggetti con malattie o condizioni che interferiscono con il cervello e il midollo spinale;
  • inattività fisica, che può portare all’aumento del peso corporeo e contribuire alla debolezza muscolare;
  • obesità, perchè il sovrappeso può sovraccaricare la vescica, determinando il bisogno di urinare prima che la vescica sia piena;
  • età avanzata: i muscoli della vescica di possono indebolire nel tempo, riducendo la capacità della vescica di immagazzinare l’urina.

Classificazione

Si individuano i seguenti tipi di incontinenza:

  • incontinenza da urgenza,
  • incontinenza da sforzo,
  • incontinenza funzionale,
  • incontinenza da traboccamento,
  • incontinenza transitoria.

Incontinenza da urgenza

Si manifesta quando il soggetto urina involontariamente dopo aver avvertito un intenso bisogno, o urgenza, di urinare. Contrazioni involontarie della vescica ne sono una causa frequente. Segnali nervosi anomali potrebbero essere la causa di queste contrazioni vescicali.

Possono agire da fattori scatenanti

  • bere piccole quantità di acqua,
  • toccare l’acqua,
  • sentire l’acqua corrente
  • o ritrovarsi al freddo, anche per un periodo brevissimo (per esempio, il tempo di aprire il banco dei surgelati di un negozio di alimentari).

Ansia o alcuni liquidi, farmaci o condizioni di salute possono peggiorare l’incontinenza da urgenza.

Le condizioni seguenti possono danneggiare il midollo spinale, il cervello, i nervi (vescicali o degli sfinteri), o causare contrazioni involontarie tali da causare incontinenza da urgenza:

  • morbo di Alzheimer, un disturbo delle parti del cervello che controllano le capacità cognitive, la memoria e il linguaggio,
  • lesioni cerebrali o spinali che interrompono i segnali nervosi verso e dalla vescica,
  • sclerosi multipla, una malattia che danneggia il materiale che circonda e protegge le cellule nervose, che rallenta o blocca i messaggi tra il cervello e il corpo,
  • morbo di Parkinson, una malattia in cui le cellule che producono le sostanze chimiche che controllano i movimenti sono danneggiate o distrutte,
  • ictus, una condizione in cui l’ostruzione o la rottura di un’arteria nel cervello o nel collo interrompono il flusso di sangue a parti del cervello, determinando debolezza, paralisi o problemi del linguaggio, della visione o delle funzioni cognitive.

L’incontinenza urinaria è un segno rivelatore di vescica iperattiva. La vescica diventa iperattiva quando nervi anomali inviano segnali alla vescica al momento sbagliato, causando la contrazione dei muscoli senza che il soggetto abbia il tempo di raggiungere un gabinetto.

Incontinenza da sforzo

Questo tipo di incontinenza nasce da movimenti che esercitano pressioni sulla vescica, come tosse, starnuti, risate o attività fisica, causando perdite di urina. Nell’uomo, questo tipo di incontinenza può anche insorgere:

  • dopo chirurgia della prostata,
  • dopo lesioni neurologiche del cervello o del midollo spinale,
  • dopo traumi, tipicamente dopo lesioni del tratto urinario,
  • in età avanzata.

Incontinenza funzionale

Avviene quando una disabilità fisica, ostacoli esterni o problemi cognitivi / di comunicazione impediscono al soggetto di raggiungere per tempo un luogo in cui poter urinare.

  • Per esempio un uomo affetto da morbo di Alzheimer può non essere in grado di programmare correttamente l’impiego del gabinetto.
  • Un soggetto costretto in carrozzina può non riuscire ad arrivarci in tempo.
  • Dolore artritico e gonfiore articolare possono rallentare la deambulazione o l’apertura dei pantaloni.

Incontinenza da traboccamento

Quando la vescica non si svuota correttamente, l’urina trabocca determinando questo tipo di incontinenza.

Muscoli vescicali deboli o un’ostruzione uretrale possono esserne la causa. Un danno nervoso da diabete o altre patologie può indebolire i muscoli della vescica; l’uretra può essere ostruita da tumori e calcoli urinari.

I soggetti con incontinenza da traboccamento hanno magari lo stimolo a urinare spesso, ma la minzione espelle solo piccole quantità di urina oppure si verifica uno sgocciolio costante.

Incontinenza transitoria

Si tratta di un’incontinenza di breve durata. Si tratta in genere di un effetto collaterale di alcuni farmaci, droghe o condizioni temporanee, come:

  • infezioni del tratto urinario, che possono causare irritazioni della vescica con urgenza della minzione,
  • consumo di alcol o caffeina, che può portare a un riempimento rapido della vescica,
  • tosse cronica, che può esercitare una pressione sulla vescica,
  • costipazione, feci dure nel retto possono premere sulla vescica,
  • farmaci per la pressione arteriosa alta, che possono far aumentare la produzione di urina,
  • alterazioni temporanee della coscienza, che riducono le capacità di prendersi cura di sé
    mobilità limitata di breve durata.

Diagnosi

Il soggetto dovrà parlarne con personale sanitario (medico di famiglia, medico interno o urologo) esperto in problemi urologici anche se si sentisse in imbarazzo. Per porre diagnosi, il medico:

  • eseguirà l’anamnesi,
  • farà un esame obiettivo,
  • prescriverà test diagnostici.

Il medico potrebbe richiedere uno o più dei test seguenti, in base all’anamnesi e all’esame obiettivo del soggetto:

  • Esame dell’urina; consiste nell’esame di un campione di urina. Il paziente lo raccoglie in un contenitore speciale a casa, presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. Il medico esamina il campione durante una visita ambulatoriale o lo invia a un laboratorio per l’analisi. Per l’esame, personale infermieristico o tecnico immerge nell’urina una striscia di carta trattata chimicamente, la “striscia reagente”. I tratti della striscia cambiano colore secondo la composizione dell’urina.
  • Urinocoltura; parte di un campione di urina viene posto in un tubo o su una piastra con sostanze che stimolano la crescita dei batteri presenti. Il paziente raccoglie un campione di urina in un contenitore speciale presso un ambulatorio medico o un laboratorio analitico. La prova si svolge presso l’ambulatorio o in appositi laboratori. In genere, sono sufficienti 1-3 giorni per identificare i batteri. L’urinocoltura viene eseguita per determinare il trattamento ottimale se l’esame dell’urina indica la presenza di un’infezione del tratto urinario.
  • Esame del sangue; l’esame del sangue implica il prelievo di un campione presso un ambulatorio o un laboratorio di analisi. L’esame può evidenziare problemi della funzionalità renale o uno squilibrio chimico dell’organismo. È possibile anche dosare il livello di uno specifico antigene prostatico (PSA), una proteina prodotta dalla prostata che tende a essere più alta nei soggetti con cancro prostatico.
  • Esami urodinamici; questi esami comprendono una serie di procedure che valutano come la vescica e l’uretra immagazzinano e rilasciano l’urina. Il medico esegue gli esami urodinamici durante una visita ambulatoriale o in una clinica ambulatoriale o in ospedale. Alcuni di questi esami non richiedono anestesia; altri possono necessitare di anestesia locale. La maggior parte degli esami urodinamici riguarda la capacità della vescica di trattenere l’urina e di svuotarsi progressivamente e completamente; gli esami possono comprendere:
    • uroflussometria, che misura la rapidità con cui la vescica rilascia l’urina,
    • residuo post-minzionale, ossia quanta urina rimane nella vescica dopo la minzione,
    • flusso urinario ridotto o urina residua in vescica sono spesso indicativi di ostacolo alla minzione per IPB.

Cura e rimedi

Il trattamento dipende dal tipo di incontinenza.

Incontinenza da urgenza e da sforzo

Il primo approccio terapeutico all’incontinenza da urgenza può basarsi su una delle tecniche seguenti:

  • modifiche comportamentali e dello stile di vita,
  • addestramento della vescica,
  • esercizi del pavimento pelvico,
  • soppressione dell’urgenza.

Se nessuno di questi si dimostra efficace, possono essere adottate le seguenti ulteriori misure:

  • farmaci,
  • elettrostimolazione nervosa,
  • agenti di riempimento (riempitivi),
  • chirurgia.

Soggetti con incontinenza urinaria possono migliorare grazie a modifiche comportamentali e dello stile di vita.

  • Cibo, dieta e nutrizione; un soggetto affetto da incontinenza da urgenza può cambiare quantità e tipo di liquidi assunti. Si possono limitare gli irritanti vescicali, come le bevande contenenti caffeina (tè, caffè) ed effervescenti, per diminuire le perdite. Si dovrà anche ridurre le bevande alcoliche che aumentano la produzione di urina. Il medico può aiutare a stabilire la giusta quantità di liquidi da assumere in base allo stato di salute, all’attività fisica e alle condizioni ambientali. Per ridurre la necessità di urinare di notte, un soggetto può evitare di bere diverse ore prima di andare a letto.
  • Attività fisica; benché un soggetto affetto da incontinenza da urgenza possa essere riluttante a praticare un’attività fisica, fare regolarmente esercizi fisici è importante per lo stato di salute complessivo e per prevenire e trattare l’incontinenza.
  • Riduzione del peso; un soggetto sovrappeso dovrà analizzare con il medico le strategie per ridurre il peso, aiutando così l’incontinenza.
  • Prevenzione della costipazione. I problemi gastrointestinali, specie la costipazione, possono peggiorare la salute del tratto urinario e portare a incontinenza. È vero anche il contrario: problemi urinari, come l’incontinenza, possono peggiorare quelli gastrointestinali.

Per aiutarsi a prevenire problemi vescicali, smettere di fumare; chi fuma dovrebbe smettere.

A qualunque età, smettere di fumare migliora la salute della vescica e lo stato generale.

Fumare aumenta le probabilità di sviluppare incontinenza da sforzo, perché fa aumentare la tosse. Alcuni soggetti riferiscono che fumare peggiora l’irritazione della vescica. Il fumo causa la maggior parte dei cancri della vescica. Chi fuma per tanti anni è più a rischio di cancro della vescica di chi non fuma o di chi fuma per poco tempo. Chi fuma dovrà chiedere aiuto in modo da non dover cercare di smettere da solo.

Tra gli altri approcci utili ricordiamo:

  • Addestramento della vescica; significa cambiare le abitudini minzionali in modo da ridurre gli episodi di incontinenza. Si può ricorrere al gabinetto a intervalli di tempo regolari (intervallo di svuotamento) in base al diario vescicale del soggetto. Il soggetto potrà poi incrementare gradualmente l’intervallo tra viaggi al gabinetto per aiutare a distendere la vescica in modo da farle trattenere progressivamente più urina.
  • Esercizi del pavimento pelvico; anche noti come esercizi di Kegel, mirano a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico. Muscoli del pavimento pelvico forti trattengono l’urina con maggior efficacia rispetto a muscoli deboli. Gli esercizi di Kegel non richiedono attrezzature particolari. Gli esercizi comportano la contrazione e il rilassamento dei muscoli che controllano il flusso dell’urina. Questi esercizi non devono essere eseguiti durante la minzione. Personale sanitario esperto può essere di ausilio nell’insegnare la tecnica appropriata.
  • Esistono anche appositi biofeedback per imparare come eseguire tali esercizi. Questi biofeedback usano speciali sensori per misurare funzioni corporee, come le contrazioni muscolari che controllano la minzione. Le misurazioni sono visualizzate tramite un monitor sotto forma di grafici; l’impiego dei muscoli corretti è segnalato acusticamente. Questi dati vengono impiegati dal personale sanitario per aiutare il soggetto a cambiare anomalie dei muscoli del pavimento pelvico. L’individuo può esercitarsi a casa per migliorare la funzione muscolare. Gli esercizi possono essere eseguiti da sdraiati, seduti alla scrivania o in piedi. L’efficacia degli esercizi dei muscoli del pavimento pelvico dipende da causa e gravità dell’incontinenza, nonché dalla fattiva esecuzione degli esercizi.
  • Soppressione dell’urgenza. Adottando determinate tecniche, il soggetto può sopprimere l’urgenza a urinare. Questa soppressione dell’urgenza è un modo per addestrare la vescica a mantenere il controllo in modo da non avere attimi di panico nel cercare un gabinetto. Alcuni ricorrono a tecniche di distrazione per allontanare dalla mente l’urgenza. Altri trovano utile ricorrere a respiri profondi e rilassanti. Anche gli esercizi dei muscoli del pavimento pelvico possono aiutare a sopprimere l’urgenza.

Per trattare l’incontinenza da urgenza nell’uomo, possono essere prescritti farmaci che rilassano la vescica, riducono spasmi vescicali o trattano l’incremento di volume della prostata.

  • Antimuscarinici: possono aiutare a rilassare i muscoli della vescica e prevenirne gli spasmi. Appartengono a questo gruppo sostanze come ossibutinina, tolterodina, darifenacina, trospio, fesoterodina e solifenacina. Sono disponibili in compresse, soluzioni e cerotti.
  • Antidepressivi triciclici; farmaci come imipramina possono calmare i segnali nervosi, riducendo gli spasmi dei muscoli vescicali.
  • Alfabloccanti; terazosina, doxazosina, tamsulosina, alfuzosina e silodosina vengono usati per trattare i problemi causati dall’ingrossamento della prostata e dall’ostruzione all’evacuazione vescicale. Questi farmaci rilassano la muscolatura liscia di prostata e collo vescicale, normalizzando il flusso urinario ed evitando contrazioni vescicali anomale che possono dare incontinenza da urgenza.
  • Inibitori della 5-alfa reduttasi; finasteride e dutasteride bloccano la produzione dell’ormone maschile diidrotestosterone, che si accumula nella prostata e può stimolarne l’ingrossamento. Questi farmaci possono aiutare ad alleviare i problemi di incontinenza da urgenza diminuendo le dimensioni della prostata.
  • Beta-3 agonisti: mirabegron è un beta-3 agonista ad assunzione orale che può aiutare a prevenire i sintomi dell’incontinenza da urgenza. Sopprime le contrazioni involontarie della vescica.
  • Botox; il medico può adoperare il Botox (onabotulinumtoxinA), o tossina botulinica tipo A, per trattare l’incontinenza urinaria in soggetti con condizioni neurologiche come lesioni del midollo spinale o sclerosi multipla. L’iniezione in vescica del Botox ne provoca il rilassamento, aumentando le capacità di immagazzinamento e riducendo l’incontinenza. La procedura viene eseguita in modalità ambulatoriale, previa anestesia locale. L’ago per iniettare il Botox viene guidato da un cistoscopio. La tossina è efficace anche fino a 10 mesi.

Se le modifiche comportamentali, stili di vita diversi e farmaci non migliorano la sintomatologia, l’urologo può raccomandare il ricorso all’elettrostimolazione nervosa per prevenire l’incontinenza, l’eccessiva frequenza di minzione e altri sintomi. L’elettrostimolazione modifica i riflessi vescicali tramite impulsi elettrici. I due tipi più comuni di elettrostimolazione nervosa sono

  • stimolazione percutanea del nervo tibiale,
  • stimolazione del nervo sacrale.

La prima stimola per via percutanea con cadenza settimanale il nervo tibiale, posto nella caviglia. La procedura viene eseguita in anestesia locale. L’urologo inserisce uno stimolatore a batterie sotto la pelle vicino al nervo tibiale. L’elettrostimolazione di questo nervo impedisce l’attività vescicale interferendo con la conduzione tra vescica e midollo spinale o cervello. Benché questa tecnica sia considerata sicura, la ricerca continua a studiare i modi esatti in cui previene i sintomi e la durata dell’efficacia.

La stimolazione del nervo sacrale consiste nell’impiantare uno stimolatore a batterie sotto la pelle nel fondo schiena vicino al nervo sacrale. La procedura viene svolta in sede ambulatoriale in anestesia locale. La stimolazione può essere regolata in base alla risposta del singolo paziente, in modo da risultare ottimale. Gli impulsi elettrici entrano nel corpo per minuti od ore, due o più volte al giorno, tramite fili posti sul fondo schiena o appena sopra il pube, tra l’ombelico e i peli pubici. La stimolazione sacrale può aumentare l’apporto di sangue alla vescica, rinforzare i muscoli pelvici che aiutano a controllare la vescica e attivare il rilascio di sostanze naturali che bloccano il dolore. Il paziente può accendere o spegnere lo stimolatore in qualunque momento.

È possibile dotarsi di un dispositivo impiantato che eroga impulsi regolari alla vescica. L’urologo posiziona un filo vicino al coccige e lo collega a uno stimolatore permanente sotto la pelle.

L’incontinenza può essere trattata iniettando riempitivi, come il collagene e sfere di carbonio, vicino allo sfintere urinario. Questi riempitivi ispessiscono i tessuti e aiutano a chiudere l’apertura della vescica. Prima della procedura, è necessario eseguire un test cutaneo per assicurarsi che l’agente di riempimento non generi reazioni allergiche. La procedura viene eseguita in modalità ambulatoriale, previa anestesia locale. Viene impiegato un cistoscopio (uno strumento a tubo per osservare l’interno di uretra e vescica) per guidare l’ago tramite cui iniettare il riempitivo. Nel tempo, alcuni agenti vengono lentamente eliminati dall’organismo; può quindi essere necessario ripetere l’iniezione.

Come ultima opzione, si può ricorrere alla chirurgia. I trattamenti dell’incontinenza urinaria maschile includono lo sfintere urinario artificiale e la sling. La chirurgia richiede l’ambiente ospedaliero e viene eseguita in anestesia regionale o generale. La maggior parte degli uomini può essere dimessa il giorno stesso.

  • Sfintere urinario artificiale: si tratta di un dispositivo impiantato che mantiene chiusa l’uretra finché il soggetto non è pronto a urinare. Comprende tre parti: una cuffia che circonda l’uretra, un piccolo serbatoio a palloncino posto in addome e una pompa sita nello scroto (il sacco che contiene i testicoli). La cuffia contiene un liquido che la fa aderire strettamente all’uretra in modo da impedire la fuoriuscita di urina. Al momento di urinare, il soggetto preme la pompa con le dita per sgonfiare la cuffia. Il liquido entra nel serbatoio e lascia passare l’urina dall’uretra. Quando la vescica è vuota, la cuffia si riempie automaticamente nell’arco di 2-5 minuti per richiudere l’uretra.
  • Sling maschile: l’inserzione di una sling a sostegno dell’uretra, anche nota come procedura di compressione uretrale, può talvolta migliorare il controllo della minzione. La procedura consiste nel mettere un pezzo di tessuto umano o di rete attraverso un’incisione del perineo (l’area tra scroto e retto) a comprimere l’uretra contro il pube. Il chirurgo fissa gli estremi della sling alle ossa pubiche. Il fatto di alzare e comprimere l’uretra può talvolta migliorare il controllo della minzione.

Incontinenza funzionale

Un soggetto con questo tipo di incontinenza può indossare assorbenti protettivi per eliminare l’ansia di raggiungere un gabinetto in tempo.

Questi assorbenti (pannoloni o mutande speciali) sono disponibili nei supermercati e nelle farmacie. Chi è afflitto da questo tipo di incontinenza dovrà analizzarne le cause con il medico e capire come prevenire o trattare l’incontinenza.

Incontinenza da traboccamento

Il trattamento dell’incontinenza da traboccamento da blocco consiste nella rimozione chirurgica dell’ostruzione del tratto urinario causante i sintomi.

Quando il traboccamento non è dovuto a blocchi, può essere necessario l’impiego di un catetere per svuotare la vescica. Il catetere è un tubo sottile e flessibile che si inserisce nella vescica per drenare l’urina. Il personale sanitario illustrerà come usare il catetere. Il soggetto potrà doverlo usare saltuariamente, alcune volte al giorno o in permanenza. I cateteri per uso continuo raccolgono l’urina in una sacca attaccata ai fianchi del soggetto con un laccio.

Chi deve usare un catetere permanente deve far attenzione a riconoscere i sintomi di un’eventuale infezione.

Incontinenza transitoria

Il medico tratta l’incontinenza transitoria secondo la causa. Per esempio, se l’incontinenza è dovuta a un farmaco che aumenta la produzione di urina, si potrà cercare di abbassarne la dose o ricorrere a un’alternativa. Eventuali infezioni del tratto urinario possono essere trattate con antibiotici.

Fonte:  adattamento a cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Gentile dottore, un anno fa ho dovuto fare l’intervento di isterectomia totale. Qualche tempo prima avevo cominciato ad avvertire una forte urgenza ad urinare, ma quasi sempre, il volume era veramente ridicolo in confronto all’impellente bisogno. Una volta, avrei trattenuto molto di più. Purtroppo, tante volte non sono riuscita ad arrivare in tempo in bagno. Dopo l’intervento, speravo che la situazione sarebbe tornata sotto controllo, invece se non è peggiorata, non è nemmeno migliorata. Questa cosa mi provoca disagi e mi limita nei tempi fuori casa. Ho 57 anni, l’ultima ecografia, non ha segnalato alcun problema alla vescica. Di notte vado in bagno almeno due volte, di giorno, cinque o sei. Non arrivo a bere 2 litri di acqua al giorno, forse 1 e, se ho in previsione di stare fuori casa, mi limito, per evitare incidenti. La ringrazio se mi darà un suo parere.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Indispensabile una visita urologica; probabilmente c’è grande margine di recupero, ma va innanzi tutto capita la causa.

  2. Anonimo

    Dott io circa 5 giorni non riesco a trattenere le urine, è sento un forte bruciore, è perdo Guccini di sangue

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, possibile una cistite, si faccia visitare quanto prima per fare l’adeguata terapia.

  3. Anonimo

    Salve dottore sono Vittorio ho 51anni volevo chiederle come mai da quasi 3 mesi vado spesso ad urinarie forse più di otto nove volte al giorno, il mio tenore di vita è sempre lo stesso mattina sveglia alle 7,00 colazione palestra tre volte la settimana lavoro diciamo una vita normale, la verità ho fatto gli esami del sangue circa tre mesi fa ed è tutto ok PSA ok ecografia addome completo inclusa vescica e prostata tutto ok, però da un po’ di tempo come ho detto prima vado molto ad urinare, dottore sarà forse che bevo quasi tre litri d’acqua al giorno ma l’ho sempre bevuta tant ‘acqua, mi può dare lei un consiglio? La ringrazio anticipatamente.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sicuramente tre litri di acqua al giorno sono molti e, così come entra, altrettanto deve uscire.

      Di notte si alza per urinare?

    2. Anonimo

      A volte perché vado a letto molto tardi per il lavoro che faccio è purtroppo dormo poche ore

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La mia sensazione è che la causa siano i tre litri di acqua, ma ovviamente l’ultima parola spetta al medico.

      Posso chiederle come mai beve così tanto?

    4. Anonimo

      Perché mi hanno detto che l’acqua fa bene e anche perché per il lavoro che faccio non vado a letto prima dell’una.

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      È verissimo, l’acqua fa bene, ma a meno di esigenze speciali (per esempio se sudasse moltissimo) mi limiterei a 1.5-2 litri al giorno.

  4. Anonimo

    Salve, ho 46 anni e sono in menopausa da circa 2 anni, ultimamento sento che non riesco piu trattenere l’urine neanche per un po , anche se bevo poco, ma continuo andare in bagno appena si riempe la vescica, prima trattenevo per ore, ora non piu, ma non perdo le gocce, solo non riesco trattenermi.
    cosa vuol dire e c’è un rimedio per tornare alla normalità?
    Grazie

  5. Anonimo

    Buonasera dottore domani sarà l’ultimo giorno di cura, volevo chiederle se sia normale non avere subito dei risultati in quanto il disturbo persiste.. Mi dia un consiglio..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      No, non è normale, lo segnali già domani al medico.

  6. Anonimo

    buongiorno dottore, stamattina sono stato dal medico curante che mi ha prescritto Chino 600mg una compressa al giorno per 5 giorni ed inoltre una visita dal chirurgo per la fimosi.

  7. Anonimo

    Buongiorno Dottore avrei bisogno di qualche informazione. Ho 20 anni e mi sono reso conto da poco di alcune cose. Ogni volta che urino poco dopo mi succede che con qualche movimento (sedermi alla scrivania, abbassarmi) perdo alcune goccioline di urina che si riversano sugli slip. All’ inizio nn ci avevo dato peso ma mi sta davvero dando fastidio. Mi succede anche dopo l’eiaculazione che continua ad uscire un po liquido seminale. Qualche settimana fa ho cercato di avere il mio primo rapporto sessuale e mi sono reso conto di non riuscire a scorrere tutta la pelle del prepuzio in quanto mi procurava dolore, cosa che non succede quando non sono in erezione. Lei cosa ne pensa? La ringrazio

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non posso che consigliare una visita urologica, per valutare:

      1. La salute della prostata, che in certi casi può essere responsabile delle perdite di urina negli slip dopo la minzione.
      2. Un’eventuale fimosi che causa il dolore al prepuzio.

  8. Anonimo

    La ringrazio molto. A questo punto posso pensare di tratti solo di fisiologica immaturità nel controllo della vescica?

  9. Anonimo

    Specifico che è solo da un mese e mezzo che il bimbo ci avvisa x popò (prima faceva addosso anche quella) e che ci sono giorni in cui va da solo in bagno x pipì (raramente) e giorni in cui la trattiene un’ora e mezza/2 e invece altri dove ogni mezz’ora è bagnato di gocce. Un pediatra mi ha parlato di ipertono vescicale che si sistemerà da solo. La frequenza secondo me è cominciata a settembre (va circa dieci volte al dì).

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido la fiducia espressa dagli specialisti e raccomando di caricare d’ansia il bambino, è importante non farglielo vivere come un problema.

      Cosa intende con “La frequenza secondo me è cominciata a settembre”.

    2. Anonimo

      Intendo che prima di settembre non avvisava mai però mi pareva urinasse meno volte rispetto a ora, trattenendo la pipì anche per tre ore. All asilo sono tre settimane che non si bagna e comunque se gli scappa anche tante volte in poco tempo avvisa e non si bagna. Non so se esiste un numero “ideale” di minzioni al GG a questa età. Il diabete sia tipo 1 che insipido sono stati esclusi e le urine sono ben concentrate. Il getto di pipì è continuo e senza fatica a cominciarlo e non intermittente. L urologo dice che pollachiuria e fughe di urina a questa età sono fisiologici. Vorrei però capire come escludere vescica neurologica che molto mi spaventa. Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio parere gli esami e le visite fatte finora sono sufficienti ad escludere problemi più gravi.

  10. Anonimo

    Si da sempre è stato visto da molti pediatri e da ufologi e nefrologi che dicono che fino a 4 anni è normale e fisiologico ma io sono preoccupatissima. Lei che ne pensa?

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