Gestosi (preeclampsia) in gravidanza: sintomi e cause

Introduzione

La pressione sanguigna è una misura della forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie.

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La pressione del sangue di una persona è considerata alta indicativamente quando i valori sono superiori a

In generale, la pressione alta, o ipertensione, contribuisce allo sviluppo di

Quali sono gli effetti della pressione alta in gravidanza?

Anche se molte donne con pressione sanguigna alta in gravidanza partoriscono bambini perfettamente sani, avere valori elevati durante i nove mesi di gestazione è pericoloso sia per la madre che per il feto, favorendo per esempio lo sviluppo di danni ai reni materni, un basso peso alla nascita o un parto prematuro.

Le donne che presentano una pressione troppo alta in gravidanza (spesso chiamata ipertensione gestazionale) e quelle con ipertensione preesistente e/o cronica hanno più probabilità di sviluppare complicazioni rispetto alle future mamme con pressione sanguigna normale; nei casi più gravi la madre sviluppa una condizione che prende il nome di , anche chiamata gestosi, che può arrivare a mettere a repentaglio la propria vita e quella del bimbo che porta in grembo.

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Che cosa è la gestosi?

La gestosi è una condizione che inizia a svilupparsi in genere dopo la 20a settimana di gravidanza e che è correlata all’aumento della pressione sanguigna e della concentrazione delle proteine nelle urine della madre (come risultato di problemi renali).

La sindrome può causare danni all’organismo materno a reni, fegato e cervello, nonché alla placenta. Quando la gestosi provoca crisi epilettiche la condizione prende il nome di , che è la seconda causa di morte materna negli Usa. La preeclampsia negli Stati Uniti è anche una delle principali cause di complicanze fetali, tra cui

Non esiste alcun modo dimostrato di prevenire la gestosi, la maggior parte delle donne che sviluppano segni di preeclampsia sono quindi strettamente monitorate per attenuare o evitare i problemi connessi.

L’unico modo per risolvere la preeclampsia è quello di far nascere il bambino.

Quanto sono comuni sono l’ipertensione e la gestosi in gravidanza?

I problemi di pressione sanguigna si verificano in percentuale variabile tra il 6% e l’8% di tutte le gravidanze negli Stati Uniti, circa il 70% dei quali per le prime gravidanze.

Anche se la percentuale di gravidanze con ipertensione gestazionale ed eclampsia è rimasto circa lo stesso negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni, il tasso di preeclampsia è aumentato di quasi un terzo. Questo aumento è dovuto in parte ad un maggior numero di madri anziane e di nascite gemellari, in cui la gestosi si verifica più frequentemente.

Cause

I soggetti a maggior rischio di sviluppo della gestosi sono le donne con:

Sintomi

Purtroppo non esiste un test unico per prevedere o diagnosticare la gestosi, diventa quindi fondamentale l’osservazione dei segni e dei sintomi correlati:

Tra i sintomi che sembrano verificarsi spesso in caso di gestosi ricordiamo:

Tutte queste sensazioni possono tuttavia essere causate anche da altri disturbi, così come  possono verificarsi anche in gravidanze sane. Visite e controlli periodici aiutano il ginecologo a monitorare la pressione sanguigna ed il livello di proteine nelle urine, per ordinare e analizzare gli esami del sangue che rilevano i segni di gestosi e a monitorare lo sviluppo del feto più da vicino.

Pericoli

In caso di preeclampsia non complicata l’ipertensione e gli altri sintomi della madre di solito tornano alla normalità entro 6 settimane dal parto, tuttavia la ricerca ha dimostrato che le donne interessate dalla condizione sono esposte ad una probabilità di quattro volte più elevata di sviluppare successivamente ipertensione e altri disturbi cardiocircolatori.

La preeclampsia durante la gravidanza è lieve nella maggior parte dei casi, tuttavia il passaggio a forme più gravi può avvenire molto rapidamente, anche in pochi giorni. Sia la preeclampsia che l’eclampsia possono causare seri problemi di salute per la madre e il bambino.

Le donne con preeclampsia sono a maggior rischio di danni a reni, fegato, cervello e altri organi; può inoltre favorire lo sviluppo di

In alcuni casi la preeclampsia può infine portare a insufficienza d’organo o ictus.

Nei casi più gravi la preeclampsia può evolvere ad eclampsia, con il rischio di sviluppo di crisi epilettiche durante le quali sia la madre che il feto sono esposti al rischio di complicazioni potenzialmente fatali.

Anche se la pressione alta e i disturbi correlati durante la gravidanza possono essere seri, la maggior parte delle donne con pressione alta e coloro che sviluppano gestosi hanno gravidanze di successo.

Gestosi post-parto

In alcune donne la preeclampsia si sviluppa tra le 48 ore e le 6 settimane che seguono il parto (preeclampsia postpartum).

La gestosi postpartum può verificarsi sia in donne che ne abbiano sofferto durante la gestazione, sia in quelle con pressione precedentemente normale; uno ha rilevato che poco più della metà delle donne con preeclampsia postpartum non ha avuto preeclampsia durante la gravidanza.

È particolarmente importante la diagnosi e il trattamento precoce di questa condizione, che se trascurata può progredire rapidamente diventano potenzialmente fatale.

Diagnosi

La diagnosi di pre-eclampsia avviene generalmente durante uno dei controlli di routine pianificati nel corso della gravidanza; ad ogni visita uno dei parametri fondamentali monitorati è la pressione del sangue ed anche l’esame delle urine viene periodicamente richiesto per cercare, tra l’altro, l’eventuale presenza di proteine.

L’ipertensione arteriosa durante la gravidanza è generalmente definita come una lettura di valori superiori a 140/90 mmHg.

In base alla gravità della situazione potrebbe essere necessario un breve ricovero ospedaliero per monitorare la situazione ed impostare una terapia che possa garantire la necessaria sicurezza a mamma e feto, oltre alla pianificazione di controlli in modo più frequente.

Dati i pericoli legati allo sviluppo della condizione la ricerca su questo campo è molto attiva, volta soprattutto allo studio di nuove modalità che consentano una diagnosi precoce (si veda ad esempio questa proposta di ).

Cura

Sono numerosi i fattori che guidano la scelta sulla gestione della gestosi, tra cui

Quando l’epoca gestazionale è ancora insufficiente (prima di 37 settimane) si cerca in genere di guadagnare tempo, diversamente spesso l’opzione più sicura è rappresentata da un parto indotto.

Di fatto l’unica “cura” per la gestosi è proprio il parto, benché si possa temporeggiare attraverso il ricorso a farmaci e ad uno stretto monitoraggio: una volta innescato, il pericoloso decorso della preeclampsia non può essere fermato o invertito, ma solo eventualmente rallentato e tamponato.

 

Prevenzione

Se state pensando di cercare un bambino e soffrite di pressione alta, parlate prima con il medico o il ginecologo. Adottate misure per controllare la pressione del sangue prima e durante la gravidanza.

Prima di rimanere incinta

  1. Assicuratevi che la vostra pressione sanguigna sia sotto controllo. Cambiate stile di vita, per esempio può essere utile
  2. Discutete con il medico di come l’ipertensione potrebbe avere conseguenze per voi e il vostro bambino durante la gravidanza, e che cosa potete fare per prevenire o ridurre i problemi.
  3. Se prendete medicine per la pressione sanguigna, chiedete al medico se è necessario modificare la quantità da assumere o smettere di prenderle durante la gravidanza. Gli esperti attualmente consigliano di evitare gli ACE inibitori (captopril, enalapril, lisinopril, perindopril, ramipril, …) e gli antagonisti del recettore angiotensina II (losartan, l’irbesartan, l’olmesartan, il candesartan e il valsartan, …) durante la gravidanza, mentre altri farmaci per la pressione arteriosa possono essere usati senza problemi. Tuttavia non interrompete o modificate le vostre medicine a meno che il medico non vi dica di farlo.

Mentre siete in stato di gravidanza:

  1. Seguite scrupolosamente le indicazioni del ginecologo.
  2. Evitate alcol ed il fumo.
  3. Parlate con il vostro medico di eventuali farmaci da banco che state assumendo o state pensando di prendere.

Fonti e bibliografia

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