Fattore Rh negativo o positivo in gravidanza?

Ultimo Aggiornamento: 39 giorni

Introduzione

L’incompatibilità del è un disturbo che si manifesta durante la gravidanza se il sangue della futura mamma è Rh-negativo, mentre quello del bambino è Rh-positivo.

  • Se la mamma è Rh-negativo
    • ed il padre del bambino è Rh-positivo,
      • il bambino è potenzialmente a rischio.

Rh-negativo (Rh-) ed Rh positivo (Rh+) sono espressioni riferite alla presenza nel sangue del fattore Rh, una proteina presente sui globuli rossi: chi ce l’ha si definisce Rh-positivo, mentre chi non ce l’ha è Rh-negativo.

Il fattore Rh è ereditario, cioè i genitori lo trasmettono ai figli tramite il patrimonio genetico. La maggior parte delle persone è Rh-positiva.

La presenza o l’assenza del fattore Rh non ha alcuna conseguenza sullo stato di salute generale, ma in alcune condizione può essere causa di problemi durante la gravidanza.

Se siete Rh-negative e vostro figlio è Rh-positivo, il vostro organismo reagirà al sangue del bambino identificandolo come un corpo estraneo.

Il vostro organismo produrrà quindi anticorpi in risposta a questa falsa rilevazione, che andranno ad aggredire il sangue Rh-positivo di vostro figlio. Gli anticorpi di solito non causano problemi durante la prima gravidanza perché il bambino, nella maggior parte dei casi, nasce prima che gli anticorpi riescano a svilupparsi.

Tuttavia gli anticorpi, una volta sviluppati, rimangono nel vostro organismo, quindi l’incompatibilità dell’Rh rischia di causare problemi nella seconda gravidanza e in quelle successive (se il figlio che state aspettando è Rh-positivo).

Gli anticorpi sono in grado di attraversare la placenta e attaccare i globuli rossi di vostro figlio, causando una condizione definita anemia emolitica; si tratta di un disturbo in cui l’organismo non riesce a sostituire completamente i globuli rossi distrutti, globuli rossi che sono fondamentali perché responsabili del trasporto di ossigeno in tutto l’organismo.

Se il bambino non ha globuli rossi a sufficienza non è in grado di gestire la necessaria quantità di ossigeno e può quindi andare incontro a problemi gravi, in alcuni casi con esiti fatali.

Sottoponendosi agli esami di screening prescritti durante la gravidanza si possono prevenire i problemi causati dall’incompatibilità dell’Rh. Gli esami di screening permettono al ginecologo di scoprire già nelle prime fasi della gravidanza se siete a rischio ed in questo caso terrà sotto stretto controllo voi e vostro figlio per tutta la gravidanza, prescrivendo eventualmente le terapie necessarie.

Le immunoglobuline Rh sono un farmaco che impedisce all’organismo di produrre gli anticorpi contro il fattore Rh e quindi riescono a prevenire i problemi dovuti all’incompatibilità dell’Rh. Se siete Rh-negative, a ogni gravidanza successiva alla prima dovrete assumerle, tramite iniezioni, se il bambino che starete aspettando sarà Rh-positivo.

Ricordiamo infine che l’esposizione al sangue Rh-positivo può avere anche altre origini, tra cui ricordiamo gli aborti e le trasfusioni di sangue. Se assumete le immunoglobuline Rh subito dopo questi eventi, riuscirete a evitare l’incompatibilità dell’Rh nelle eventuali gravidanze successive.

Cause

L’incompatibilità del fattore Rh è causata dalla differenza del tipo di sangue tra mamma e figlio: il pericolo si verifica quando la donna è Rh-negativa e il figlio è Rh-positivo.

Durante la gravidanza il sangue di vostro figlio può mescolarsi con il vostro, soprattutto durante il parto. Se siete Rh-negative e vostro figlio è Rh-positivo, il vostro organismo reagirà al sangue del bambino attaccandolo, perché lo identificherà come corpo estraneo.

Il vostro organismo creerà anticorpi (proteine) che andranno ad aggredire il sangue Rh-positivo di vostro figlio. Gli anticorpi possono attraversare la placenta e attaccare i globuli rossi di vostro figlio, provocando l’anemia emolitica del bambino.

L’incompatibilità dell’Rh di solito non provoca problemi durante la prima gravidanza, perché il bambino spesso riesce a nascere prima che si sviluppino gli anticorpi.

Tuttavia gli anticorpi contro il fattore Rh, una volta formati, rimangono nel vostro organismo per sempre, quindi c’è un maggior rischio di avere problemi durante le successive gestazioni se il figlio che aspetterete sarà Rh-positivo.

Ad ogni ulteriore gravidanza l’organismo continua a produrre anticorpi contro il fattore Rh, quindi i figli Rh-positivi che concepirete saranno sempre più a rischio di soffrire di problemi gravi, come l’anemia emolitica.

Fattori di rischio

Le donne Rh-negative che concepiscono un figlio con un partner Rh-positivo sono per definizione a rischio.

Il fattore Rh è ereditario, cioè viene trasmesso dai genitori al figlio attraverso il patrimonio genetico. Se voi siete Rh- e il padre del bambino è Rh+, il bambino ha il 50 per cento o più di possibilità di essere Rh-.

Per capire se voi e il padre del bambino siete Rh- o Rh+, potete eseguire un semplice esame del sangue.

Se siete Rh-, il rischio di soffrire di problemi derivanti dall’incompatibilità dell’Rh aumenta se, prima della gravidanza, siete state esposte a sangue Rh+, ad esempio con:

  • una gravidanza precedente (l’esposizione di solito avviene durante il parto),
  • gravidanza ectopica (la gravidanza ectopica è una gravidanza in cui l’embrione si impianta all’esterno dell’utero),
  • aborto spontaneo o volontario,
  • trasfusione di sangue errata o trapianto di cellule staminali del midollo osseo,
  • iniezione o contatto accidentale con aghi o altri oggetti che contengono sangue Rh-positivo,
  • alcuni esami, come l’amniocentesi e il prelievo dei villi coriali,

In teoria è possibile esporsi a sangue Rh-positivo anche in caso di emorragia o di traumi addominali (causati, ad esempio, da un incidente in macchina) durante la gravidanza.

L’amniocentesi è un esame che può essere necessario durante la gestazione; il ginecologo usa una siringa per prelevare una minima quantità dei fluidi dal sacco amniotico che circonda il bambino, per analizzarlo in laboratorio.

Durante la gravidanza può anche essere effettuato il prelievo dei villi coriali. Durante quest’esame il medico inserisce in vagina un tubicino, che va a raggiungere il collo dell’utero e la placenta; viene quindi prelevato un campione di tessuto placentare, usando un delicato meccanismo di suzione.

A meno che siate stati curate con le immunoglobuline Rh dopo ciascuno di questi eventi, siete a rischio per quanto riguarda l’incompatibilità del fattore Rh, sia durante la gravidanza in corso sia nelle eventuali gravidanze future.

Sintomi

L’incompatibilità del fattore Rh non provoca alcun sintomo nella gestante. Nel bambino, invece, può causare l’anemia emolitica, cioè un disturbo in cui l’organismo non riesce a reintegrare i globuli rossi che vanno distrutti.

I globuli rossi sono le cellule del sangue che contengono l’emoglobina, una proteina ricca di ferro che si lega all’ossigeno e lo trasporta in tutto l’organismo. Se c’è carenza di globuli rossi e di emoglobina, il bambino non è in grado di ricevere ossigeno a sufficienza.

L’anemia può causare sintomi di gravità variabile nel neonato, che vanno dall’ittero all’edema (accumulo di liquidi).

  • L’ittero è un disturbo in cui la pelle e la parte bianca degli occhi ingialliscono Quando i globuli rossi vengono distrutti, rilasciano l’emoglobina nel sangue. L’emoglobina viene poi demolita, e trasformata in un composto che si chiama bilirubina: è la bilirubina che dà alla pelle e agli occhi il colorito giallastro. L’eccesso di bilirubina può causare lesioni cerebrali al neonato.
  • L’edema è causato dall’insufficienza cardiaca. Se c’è carenza di globuli rossi che trasportano l’emoglobina, il cuore del bambino deve lavorare di più per pompare il sangue ricco di ossigeno in tutto l’organismo: è questo stress che può causare l’insufficienza cardiaca.
    • L’insufficienza cardiaca può far accumulare i fluidi in molte parti diverse dell’organismo. Se l’edema colpisce un feto o un neonato, il disturbo è detto idrope fetale.

L’anemia emolitica grave può essere fatale per il neonato, al momento del parto o nelle fasi immediatamente successive.

Diagnosi

L’incompatibilità del fattore Rh è diagnosticata con gli esami del sangue, mentre per capire se il bambino soffre di anemia emolitica e la gravità dell’anemia i medici possono usare esami più approfonditi, come l’ecografia.

Specialisti coinvolti

L’incompatibilità del fattore Rh di solito è diagnosticata dai ginecologi, cioè dal personale medico specializzato nella cura delle gestanti. Il ginecologo seguirà voi e il bambino durante tutta la gestazione per escludere problemi connessi all’anemia emolitica: sovrintenderà anche alla terapia, per prevenire problemi con le eventuali gravidanze successive.

I bambini affetti dall’anemia emolitica e dai problemi connessi sono curati da un pediatra o da un ematologo. Il pediatra è il medico specializzato nella cura dei bambini, mentre l’ematologo è un medico specializzato nella cura dei pazienti affetti da disturbi e patologie del sangue.

Esami diagnostici

Se aspettate un bambino vi verrà prescritto un semplice esame del sangue per sapere se siete Rh+ o Rh-.

Se siete Rh-negative, probabilmente dovrete anche effettuare l’esame degli anticorpi, per sapere se nel vostro sangue ci sono gli anticorpi contro il fattore Rh. Se ci sono, significa che in precedenza siete state esposte al sangue Rh-positivo e siete a rischio di incompatibilità con vostro figlio.

Se siete Rh- e non avete gli anticorpi per il fattore Rh, anche il padre del bambino dovrà fare gli esami per scoprire se è Rh- o Rh+. Se anche lui è Rh-, il bambino certamente non sarà Rh+, quindi non ci sarà rischio di incompatibilità.

Tuttavia, se il padre del bambino è Rh-positivo, il bambino ha il 50 per cento o più di probabilità di essere Rh-positivo: quindi c’è un alto rischio di incompatibilità.

Se il padre del bambino è Rh-positivo o non c’è modo di scoprire se lo è, il ginecologo può effettuare un esame detto amniocentesi.

Nell’amniocentesi, il ginecologo inserisce un sottile ago cavo nella parete addominale, per raggiungere l’utero. Preleva un piccolo campione di liquido dal sacco amniotico che circonda il bambino. Il liquido viene esaminato per scoprire se il bambino è Rh-positivo (in casi rarissimi, l’amniocentesi può esporvi al contatto con sangue Rh-positivo).

Il medico può usare quest’esame anche per misurare la bilirubina del bambino. La bilirubina si accumula quando i globuli rossi vengono distrutti troppo velocemente. Più il livello di bilirubina è alto, più il bambino rischia di soffrire di anemia emolitica.

Se si sospetta l’incompatibilità del fattore Rh o se la si diagnostica, dovrete sottoporvi all’esame degli anticorpi anti Rh una o più volte durante la gravidanza. Quest’esame di solito viene eseguito almeno una volta, al sesto o al settimo mese.

I risultati di quest’esame possono dare indicazioni sulla gravità dell’anemia emolitica di vostro figlio. Più gli anticorpi sono alti, più l’anemia emolitica è grave.

Per controllare se vostro figlio soffre di anemia emolitica, il medico può anche usare un esame detto ecodoppler che serve per misurare la velocità con cui il sangue scorre in un’arteria della testa del bambino.

L’ecodoppler usa le onde sonore per misurare la velocità di scorrimento del sangue. Più il sangue scorre velocemente, più il bambino è a rischio di soffrire di anemia emolitica, perché l’anemia costringe il cuore a pompare più sangue.

Cura e terapia

L’incompatibilità del fattore Rh viene curata somministrando alla madre le immunoglobuline Rh, mentre la terapia per i bambini che soffrono di anemia emolitica varia a seconda della gravità del disturbo.

La terapia dell’incompatibilità del fattore Rh viene effettuata per permettervi di mettere al mondo un figlio sano e per diminuire il rischio in caso di eventuali gravidanze future.

Terapia per l’incompatibilità dell’Rh

Se l’incompatibilità del fattore Rh viene diagnosticata durante la gravidanza, riceverete le immunoglobuline Rh al settimo mese di gravidanza e poi di nuovo entro 72 ore dal parto.

Le immunoglobuline Rh vi saranno somministrate anche nel caso in cui il rischio di contatto tra il vostro sangue e quello del bambino sia alto, ad esempio se in passato avete avuto

  • un aborto,
  • una gravidanza ectopica
  • o emorragie durante una gravidanza.

Le immunoglobuline Rh contengono anticorpi anti Rh che si attaccano alle cellule Rh-positive del vostro sangue: grazie alle immunoglobuline il vostro organismo non reagirà alle cellule Rh-positive di vostro figlio come se fossero un corpo estraneo, cioè non produrrà gli anticorpi anti Rh. Le immunoglobuline, per funzionare correttamente, devono essere somministrate al momento giusto.

Dopo che avrete formato gli anticorpi anti Rh, il farmaco non servirà più a nulla: per questo le donne Rh-negative devono ricevere le immunoglobuline in ogni gravidanza e durante qualsiasi altro evento che può far entrare in contatto il loro sangue con quello Rh-positivo.

Le immunoglobuline Rh sono iniettate attraverso una normale iniezioni nei muscoli del braccio o della coscia. Tra gli effetti collaterali più comuni dell’iniezione possiamo avere:

  • dolore nella zona dell’iniezione,
  • febbre leggera.

Il farmaco può anche essere iniettato in vena.

Terapia dell’anemia emolitica

Per curare l’anemia emolitica del bambino ci sono diverse possibilità: nei casi più lievi può non essere necessaria alcuna terapia, se invece si deve ricorrere alla terapia, al bambino possono essere somministrati l’eritropoietina e integratori di ferro al fine di stimolare la produzione di globuli rossi.

Se l’anemia emolitica è grave il bambino può ricevere una trasfusione di sangue attraverso il cordone ombelicale. Se il bambino è molto malato e sta quasi per nascere, il ginecologo può optare per il parto indotto: in questo modo si riuscirà a iniziare tempestivamente la terapia.

Il neonato affetto da anemia grave deve essere curato con una trasfusione a scambio. Il sangue del neonato viene gradualmente rimosso e sostituito da sangue o da plasma provenienti da un donatore.

I neonati possono anche essere curati con luci speciali per diminuire la quantità di bilirubina nel sangue. L’eccesso di bilirubina può provocare l’ittero, l’ingiallimento della pelle e della parte bianca dell’occhio.

Far diminuire il livello di bilirubina nel sangue è fondamentale, perché l’eccesso di questo composto chimico può causare danni al cervello. Spesso, nei neonati affetti da anemia emolitica, si riscontra un eccesso di bilirubina, perché questo composto si forma quando i globuli rossi vengono distrutti dall’organismo.

Prevenzione

Si può prevenire l’incompatibilità del fattore Rh somministrando le immunoglobuline Rh nei tempi corretti; una volta formati gli anticorpi anti Rh, il farmaco purtroppo non serve più a nulla.

Le donne Rh-negative, quindi, devono essere curate con le immunoglobuline Rh

  • durante e dopo la prima gravidanza,
  • durante e dopo le eventuali gravidanze successive,
  • dopo qualsiasi altro evento che fa entrare in contatto il loro sangue con quello Rh-positivo.

Gli esami di screening prenatale, inoltre, sono in grado di prevenire alcuni dei problemi connessi all’incompatibilità dell’Rh, ad esempio il ginecologo può scoprire tempestivamente se voi e vostro figlio siete a rischio.

Se siete a rischio, il ginecologo può tenere la gravidanza sotto stretto controllo per scoprire se il bambino manifesta i sintomi dell’anemia emolitica e per curarlo in caso di necessità.

Fonte Principale: (adattamento a cura di Elisa Bruno)

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  1. Anonimo

    Buona sera dottore, inizierò a breve una serie di esami per la poliabortivitá perché due gravidanze non sono andate a buon fine , volevo chiederle intanto se il mio gruppo sanguigno che è 0positivo è compatibile con quello di mio marito che è rha positivo.cordiali saluti in attesa di sua risposta

  2. Anonimo

    sono rh negativo, il mio compagno rh positivo.. la mia prima gravidanza è stato un aborto voluto.. so che nella prima non avrei avuto rischi.. devo preoccuparmi per le prossime?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, effettivamente c’è la possibilità che abbia sviluppato anticorpi che possano andare a reagire verso il sangue del feto. Per cui ne deve parlare con il ginecologo e fare i controlli del caso, ma ci sono anche i mezzi per superare questo eventuale problema. saluti

    2. Anonimo

      SALVE io sono alla seconda gravidanza sono Arh+ mio marito e’ Arh- il mio primo bambino e’ rh- ora appunto alla seconda gravidanza ho fatto test di coombs e risulta positivo ma il problema non e’ solo se la donna e’rh- ?come mai questa positivita’?non c’e scritto niente riguardo il tipo di anticorpo:non specificato e score 0.5 potrebbe essere degli anticorpi dovuti al fatto che ho una tiroidite di hashimoto autoimmune?grazie

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no infatti non dovrebbero esserci problemi perché lei è Rh+, anche il valore del test di Coombs è trascurabile, sentirei comunque il parere del ginecologo.

    4. Anonimo

      Ho letto che possono essere anticorpi oltre che per L rh per altri fattori tipo anti Kell etc potrebbe essere il mio caso e perché non Hanno specificato niente in questo test ?

    5. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Perché glielo hanno richiesto? suppongo semplici controlli di routine dato lo stato di gravidanza, non hanno specificato nulla perché come già detto è un valore molto basso, che non desta particolari sospetti.

    6. Anonimo

      Ps sono sempre io mary prima X sbaglio ho lasciato anonimo comunque nelle analisi c è scritto di ripetere prelievo tra due settimane …

    7. Anonimo

      La gine mi ha detto che dovevo fare il test di coombs anche se sono rh positivo per questo L ho fatto………

  3. Anonimo

    Buongiorno.
    Cronistoria: io rh negativa, il mio partner rh positivo. Il mio primo bimbo rh positivo. 2 gg dopo il parto mi hanno fatto l’immunoprofilassi anti- d ma mi ero ormai già positivizzata. Ora stiamo pensando di avere un secondo bimbo ma dato che il test di coombs è positivo so che una ipotetica seconda gravidanza potrebbe essere molto rischiosa nel caso in cui il mio secondo figlio fosse ancora rh positivo. Come posso fare?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ne parli con fiducia al ginecologo, credo che ad oggi siano situazioni gestibili con ragionevole tranquillità.

  4. Anonimo

    salve avrei bisogno di un suo parere urgente in quanto la mia gine è all’estero e non riesco a contattarla. Ho il termine circa tra 23 giorni e proprio stamattina ho fatto e ora ritirato esami sangue TEST DI COOMBS INDIRETTO. a fine Luglio ho eseguito l’immunoprofilassi con l’iniezione (io sono rh negativo e mio marito positivo)

    nei mesi scorsi prima dell’immuno profilassi il test era sempre negativo mentre oggi il risultato è il seguente

    Coombs Indiretto POSITIVO
    Identificazione Anticorpo anti-D
    Titolo Anticorpale 1:4

    DEVO CORRERE IN OSPEDALE O è NORMALE?
    HO TANTA PAURA DI FAR MALE AL MIO BIMBO.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma sono situazioni che non mi sento in grado di giudicare.

  5. Anonimo

    Salve dottore, ho effettuato le immunoglobuline sia dopo amniocentesi che a 28 settimane, ma ho visto che anche in seguito a perdite di sangue andrebbero effettuate.. Io verso le 8/9 settimane di gravidanza ho avuto qualche perdita di sangue rosso vivo, ma non credevo che andassero fatte le immunoglobuline anche in quel caso! Avrò fatto danni per il bimbo o per future gravidanze? Sono rh negativa ovviamente …

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Segua con fiducia i consigli del ginecologo, che ovviamente va tenuto al corrente di tutto, ma direi che può stare tranquilla.

  6. Anonimo

    Salve
    Io sono 0 Rh positivo e il mio compagno è a positivo.
    Ci sono problemi di incompatibilità oe se si cosa dovrei fare?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, siete entrambi rh positivo, per cui non c’è problema. saluti.

  7. Anonimo

    Salve,
    Sono Rh-negativo e vorrei sapere quali rischi potrebbe incorrere il mio eventuale futuro figlio avendo il partner con il gruppo sanguigno diverso dal mio. Con quali malattie potrebbe nascere il figlio? HIV? Anemia?
    Grazie in anticipo

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, non c’è pericolo nè di anemia nè di malattie infettive, se il bambino dovesse essere Rh-positivo questo provocherebbe da parte sua una produzione di anticorpi anti Rh, visto che lei è Rh negativo, solitamente questo causa problemi al feto in una successiva seconda gravidanza, ma per ovviare a ciò ci sono delle preparazioni che si possono fare, chieda al ginecologo in caso. Saluti.

  8. Anonimo

    sono rh negativo. il mio compagno rh positivo
    ieri ho fatto immunoprofilassi anti-d (spero di aver detto termine satto, intendo comunque l’iniezione) . non ho avuto nessun effetto collaterale. sto benissimo.

    ma sul foglio illustrativo ho letto rarissimi casi 1 su 10miliardi di malattie virali!!tipo hiv ecc!! ma come è possibile?? è frequente???

    La prossima settimana comuqnue ho gli esami del 3° trimestre e a quanto mi ha prescritto la ginecologa di routine mi controllano anche hiv (io sono sana l’avevo controllata anche prima e appena saputo della gravidanza)
    GRAZIE MILLE

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, stia tranquilla sono casi praticamente inesistenti dati i controlli che vengono praticati.

  9. Anonimo

    Buongiorno
    Mia moglie è rh positiva ed io sono rh negativo, mi può confermare che nel nostro caso non dovrebbe esserci nessun rischio di incompatibilità?

    Grazi

  10. Anonimo

    SONO ALLA MIA PRIMA GRAVIDANZA, SONO RH NEGATIVO, MIO MARITO RH POSITIVO. LA MIA GINECOLOGA OGNI MESE MI FA FARE IL TEST DI COOMBS INDIRETTO. FINO AD ORA SEMPRE NEGATIVO. NEL CASO UN GIORNO FOSSE POSITIVO, DA NOI GLI ESAMI DEL SANGUE VENGONO PRONTI 20-25 GIORNI DOPO AVERLI FATTI…
    LA MIA BAMBINA POTREBBE MORIRE??!?!?!?!? HO TANTA PAURA… LA GINECOLOGA NON MI HA MAI DETTO NULLA….

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non si preoccupi, i tempi sono standard per tutte le gravidanze e sono studiati in modo da permettere di intervenire.

    2. Anonimo

      La ringrazio molto. Infatti vedo la mia ginecologa una volta al mese circa, 4-5 settimane… se fosse positivo comqune la chiamerei prima. grazie ancora gentilissimo

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      “se fosse positivo comqune la chiamerei prima”

      Perfetto, sarebbe la cosa giusta da fare.

    4. Anonimo

      grazie scusi ho sbagliato a digitare volevo scrivere *comunque

      Speriamo i risultati rimangano sempre negativi… controllo sempre test di coombs indiretto, toxotest e urine ogni mese… sa ci impiegano sempre 20giorni ad arrivare i risultati… la gine la vedo ogni mese, 5-6 settimane

  11. Anonimo

    Dpttore volevo chiederle un informazione ho fatto lr analisi persapere il mio gruppo ma non so leggerle mi puo aiutare?sul refertoc è scritto sistema diretto a,sistemarh tipo neg ab0 indiretto neg di che gruppo sono?grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sembrerebbe A negativo, ma senza vedere il referto non posso garantirglielo.

    2. Anonimo

      Buongiorno Dottore,

      Sono alla seconda gravidanza e ho appena ritirato le analisi del sangue, tra cui quello del gruppo sanguigno e RH. Già sapevo di avere il fattore RH negativo, ma in questo ultimo referto c’è un dettaglio aggiunto. Sul referto c’è:
      GRUPPO SANGUIGNO B Negativo CDE Positivo
      Sono perplessa… Cosa comporta questo risultato e ci sono dei motivi di preoccupazione?

      Aggiungo che mio marito ha il fattore RH positivo, così come è risultato anche il nostro primogenito.

      La ringrazio in anticipo e rimango in attesa di una Sua gentile risposta!
      Saluti,
      Svilena

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      A mio avviso non è nulla di diverso rispetto a prima (quantomeno dal punto di vista pratico), ma ovviamente verifichi con il ginecologo.

    4. Anonimo

      La ringrazio di cuore! Sicuramente verificherò con il mio ginecologo!

      Buona giornata!

  12. Anonimo

    Salve Dottore, io sono 0 positivo e mio marito con fattore RH A positivo al primo parto mio figlio è nato con fattore A negativo, come mai e normale!!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, può succedere quando entrambi i genitori sono eterozigoti per questo tratto.

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