Cocaina, gravidanza e concepimento

Introduzione

La cocaina è un anestetico locale ed un forte stimolante del sistema nervoso centrale. È usata come droga ricreativa e, a questo scopo, può essere inalata oppure trasformata in crack e fumata; a prescindere dalla forma esistono enormi rischi legati al suo consumo.

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I neonati nati da madri che fanno uso di cocaina durante la gravidanza sono spesso prematuri, con basso peso alla nascita, ridotta circonferenza del cranio e lunghezza inferiore alla media. Più difficile è invece stimare l’eventuale impatto sullo sviluppo cognitivo e sociale, ma questo non deve causare una sottostima dei potenziali rischi.

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È sicuro far uso di cocaina quando si aspetta un figlio?

No.

I ricercatori finora non sono ancora riusciti a stabilire quale sia la quantità minima di cocaina sufficiente a provocare malattie congenite ed altri effetti collaterali nel bambino, quindi è consigliabile evitare completamente la sostanza durante la gravidanza, a prescindere da forma e dose.

È tuttavia difficile valutare l’entità di tutte le possibili conseguenze legate all’uso materno di droga, determinando gli specifici pericoli per il feto, questo perché legati a diversi potenziali fattori concomitanti come

Nonostante questo è stato dimostrato che i prodotti del metabolismo della cocaina possono essere individuati nelle urine della futura mamma per 30 ore dopo l’uso e nell’organismo del neonato da 2 a 7 giorni dopo l’uso.

La sostanza è in grado di attraversare la placenta ed entrare nell’apparato circolatorio del bambino. È possibile trovarne traccia sia nell’urina sia nei capelli del neonato che ha subito l’esposizione. Il feto ed il neonato la smaltiscono più lentamente rispetto agli adulti, quindi la cocaina rimane nell’organismo del bambino per un tempo maggiore.

Anche la mamma può andare incontro a elevati rischi di salute, a maggior ragione in gravidanza; il consumo di cocaina durante la gestazione è associato a emicranie materne e crisi epilettiche, ma soprattutto i cambiamenti cardiovascolari normalmente presenti vengono esacerbati dal consumo della sostanza, causando per esempio crisi ipertensive.

Oltre a questo ricordiamo ovviamente anche i rischi indipendenti dallo stato di gravidanza, come ad esempio:

La cocaina può provocare aborto spontaneo?

Sì.

L’esposizione alla cocaina durante i primi mesi di gravidanza può far aumentare il rischio di aborto spontaneo. Nelle fasi successive la cocaina può far staccare la placenta dalle pareti dell’utero prima dell’inizio delle doglie. Questa situazione, detta distacco placentare, può causare un’emorragia e può essere fatale sia per la madre sia per il bambino.

La cocaina può inoltre far aumentare il rischio di parto pretermine: i bambini prematuri spesso soffrono di gravi problemi di salute, in particolare di problemi respiratori immediatamente dopo la nascita. Inoltre, prima del parto o nei primi istanti di vita, possono avere un’emorragia intracranica (ictus), in grado di provocare danni permanenti al cervello e altri tipi di disabilità.

Quali malattie congenite può causare?

La maggior parte dei bambini esposti alla cocaina durante la gravidanza nasce senza alcuna malformazione o malattia, ma tra le patologie congenite segnalate in seguito all’uso materno di cocaina sono state riferite malformazioni a carico di:

Il rischio sembra aumentare in caso di consumo frequente della sostanza.

I neonati esposti alla cocaina, soprattutto se il consumo avviene in prossimità del parto, si rivelano più irritabili e nervosi, non riescono a dormire senza interruzioni, hanno disturbi alla vista e problemi con la stimolazione sensoriale. Alcune di queste complicazioni possono continuare per 8-10 settimane dopo il parto o anche per più tempo.

La cocaina può provocare problemi rilevanti anche a carico del sistema nervoso centrale che potrebbero passare inosservati fino a quando il bambino non sarà più grande. Tra di essi ricordiamo i ritardi nell’apprendimento e i disturbi comportamentali. Inoltre, tra i bambini in età scolare, sono stati riferiti casi di anomalie del tono muscolare, ritardi nella crescita, disturbi del linguaggio e maggiori necessità di sostegno scolastico.

Le madri che fanno uso di cocaina durante la gravidanza tendenzialmente mettono al mondo figli che pesano meno, sono più piccoli e hanno teste più piccole rispetto ai loro coetanei nati da madri non dipendenti, questo perché la sostanza può far diminuire la quantità di sostanze nutritive e ossigeno che arrivano al feto I bambini che alla nascita pesano poco corrono maggiori rischi di morire durante il primo mese di vita rispetto ai loro coetanei normopeso. Corrono inoltre maggiori rischi di soffrire di disabilità permanenti, ad esempio problemi di apprendimento, alla vista e all’udito.

Quali altri rischi corre il bambino?

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’uso materno di cocaina durante la gravidanza può aumentare il rischio di andare incontro a:

Queste conseguenze possono quindi avere un impatto diretto sulle possibilità di una piena realizzazione del potenziale di un bambino, anche perché alcuni di questi deficit possono persistere negli anni successivi, con adolescenti prenatalmente esposti mostrando un rischio maggiore per problemi sottili con la lingua e la memoria.

Studi effettuati attraverso l’analisi di scansioni del cervello in età adolescenziale suggeriscono la presenza di differenze rispetto ai risultati emersi da coetanei non esposti.

Se non riesco a smettere durante la gravidanza, mio figlio sarà dipendente?

Tra i figli di donne che hanno fatto uso di cocaina durante la gravidanza sono stati riportati sintomi di astinenza:

Tra i sintomi meno frequenti, troviamo:

I sintomi di solito iniziano nei primissimi giorni di vita del bambino e raggiungono l’apice nel secondo e terzo giorno. Anche se è difficile, vi consigliamo di farvi seguire non appena vi accorgete di essere incinta e di far sapere all’ostetrica che fate uso di cocaina, in modo che sia pronta ad assistere al meglio voi e il vostro bambino appena nascerà.

Anche le altre droghe, ad esempio l’alcol o le sigarette, possono far male al bambino e, se assunte insieme alla cocaina, ne peggiorano gli effetti. L’effetto complessivo della cocaina e delle altre droghe può essere peggiore rispetto a quello della cocaina assunta da sola.

È un problema se il padre del bambino fa uso di cocaina al momento del concepimento?

La cocaina passa nello sperma e può far diminuire il numero degli spermatozoi o aumentare quello degli spermatozoi anormali con conseguenti problemi di fertilità.

Gli autori di una ricerca hanno suggerito che il passaggio della cocaina dallo spermatozoo all’ovulo potrebbe causare problemi nello sviluppo del feto; anche se non è stato dimostrato che le malformazioni siano una conseguenza diretta dell’esposizione del padre alla cocaina, è comunque consigliabile, per sicurezza, che il padre eviti la cocaina nei tre mesi precedenti il concepimento, per permettere la crescita di spermatozoi sani.

C’è modo di sapere prima del parto se mio figlio è sano?

Se siete preoccupate che vostro figlio possa avere una malformazione o un altro problema causato dalla cocaina, vi consigliamo di rivolgervi al vostro ginecologo che sarà in grado di valutare la situazione ed eventualmente consigliarvi delle analisi specifiche.

Un’ecografia  può essere in grado di identificare le malformazioni più gravi causate dall’esposizione alla cocaina durante la gravidanza, tuttavia non esistono analisi da effettuare prima del parto in grado di capire se vostro figlio soffrirà di problemi durante la crescita.

Dovrete essere voi a mettere al corrente il pediatra di tutte le vostre preoccupazioni.

E se uso la cocaina durante l’allattamento?

La cocaina entra nel latte materno ed alcuni bambini possono manifestare i sintomi dell’intossicazione immediatamente dopo l’allattamento al seno.

In base a quanto disponibile in letteratura è quindi sconsigliabile allattare il bambino al seno dopo aver assunto cocaina, analogamente non si dovrebbe applicare la cocaina sui capezzoli come analgesico, perché è pericolosissima per il bambino e potrebbe causare convulsioni.

Fonti principali:

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