Acido folico: gravidanza, alimenti e altro

Ultimo Aggiornamento: 208 giorni

Che cos’è l’acido folico

L’acido folico è una sostanza chimica necessaria per la nostra esistenza che deve essere assunto in quantità adeguata attraverso gli alimenti o con integratori alimentari.

I termini “folacina” e “acido folico” sono sinonimi e sono talvolta indicati anche come vitamina B9. L’acido folico è la forma sintetica della folacina, che in natura si trova in alcuni alimenti, quali

  • verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga),
  • legumi (fagioli, piselli),
  • frutta (kiwi, fragole e arance)
  • frutta secca (come mandorle e noci)
  • fegato e altre frattaglie,
  • uova.

Oltre alla necessità di assumerlo a dosi elevate durante la gravidanza (che approfondiremo nel paragrafo successivo), la sostanza ricopre altri preziosi ruoli nel nostro organismo, vediamo quali sono.

L’acido folico, insieme alla vitamina B12, è indispensabile per la produzione dei globuli rossi; una carenza può causare anemia, ossia una riduzione patologica della quantità di emoglobina nel sangue, che si riflette in una diminuzione della capacità di trasporto di ossigeno nei diversi distretti nell’organismo.

L’acido folico coadiuva anche il corretto funzionamento dei nervi ed è essenziale per la sintesi di DNA (materiale genetico) all’interno di ogni cellula dell’organismo, garantendo così una perfetta suddivisione cellulare. Questa è peraltro una delle ragioni che spiegano l’importanza durante la gravidanza, quando la suddivisione cellulare mantiene ritmi elevatissimi.

La carenza di questa preziosa molecola può causare diversi sintomi:

  • stanchezza (causata dall’anemia),
  • debolezza,
  • diarrea,
  • perdita di appetito,
  • perdita di peso,
  • mal di testa,
  • palpitazioni,
  • fastidio alla lingua,
  • disturbi comportamentali.

La carenza può verificarsi prevalentemente nelle seguenti condizioni:

  • apporto insufficiente con la dieta,
  • aumento del fabbisogno (per esempio durante la gravidanza),
  • ridotto assorbimento (morbo di Crohn).

Acido folico in gravidanza

Gli scienziati sono concordi nell’affermare che l’assunzione di acido folico prima e durante la gravidanza riduca i rischi di malformazioni del tubo neurale (gravi malformazioni embrionali), compresa la spina bifida e l’anencefalia.

  • La spina bifida si verifica quando la colonna vertebrale del feto non si chiude a protezione del midollo spinale; questa chiusura dovrebbe avvenire entro le prime settimane di gravidanza. La spina bifida provoca problemi neurologici e a volte anche vari stadi di ritardo mentale.
  • Nell’anencefalia, invece, il cervello del bambino non si sviluppa correttamente e la maggior parte del tessuto cerebrale (o addirittura tutto il tessuto) è assente. I feti colpiti da anencefalia nascono morti o muoiono poco dopo il parto.

Gli scienziati che rappresentano molte organizzazioni ed enti pubblici e privati, compresa la , il , la e la raccomandano quindi alle donne in età fertile (dai 15 ai 45 anni) di assumere sempre acido folico nella dieta giornaliera, e non solo al momento della gravidanza, quando può essere troppo tardi per prevenire queste malformazioni.

Quando si progetta di cominciare a cercare una gravidanza è fortemente raccomandato iniziare l’assunzione quotidiana di un integratore di acido folico contenente almeno 400 microgrammi della vitamina, possibilmente almeno un mese prima di iniziare la ricerca.

Per donne a rischio, ossia con precedenti famigliari di difetti del tubo neurale o affette da patologie in grado di ridurre l’assorbimento dei nutrienti, si raccomanda l’assunzione di un dosaggio più alto, pari a 4-5 mg al giorno.

Le ricerche hanno dimostrato che l’acido folico, se assunto giornalmente prima della gravidanza e nei primi mesi della stessa, può prevenire fino al 70 per cento delle malformazioni invalidanti o fatali del cervello e del midollo spinale, note come malformazioni del tubo neurale.

In Italia è contenuto in alcune formulazioni registrate come farmaco (Folina, Folidex, Levofolene, …) e come integratori (Elevit, Multicentrum Materna, Multifolico, Folico, …). Il prezzo è di norma molto contenuto e alcune formulazioni sono anche mutuabili.

Gli scienziati hanno ipotizzato un collegamento tra le malformazioni prenatali del tubo neurale e la dieta per la prima volta negli anni Cinquanta. L’incidenza di queste malattie è sempre stata più alta nelle classi sociali più basse, in cui le donne potrebbero seguire diete più povere.

I bambini concepiti in inverno o all’inizio della primavera hanno più probabilità di essere affetti da spina bifida, forse perché la dieta della madre è carente di frutta e verdura fresca (che sono buone sorgenti di folacina) durante le prime settimane di gravidanza.

Nel 1991 alcuni ricercatori inglesi hanno scoperto che il 72 per cento delle donne con precedenti di malformazione prenatale del tubo neurale in una gravidanza presentava un minore rischio di avere un bambino colpito dalla stessa malformazione qualora avesse assunto dosi adeguate di acido folico prima della gravidanza e nelle prime settimane di gravidanza.

Un’altra ricerca ha esaminato l’assunzione di acido folico nelle donne ungheresi. Le prove sperimentali hanno evidenziato che le madri che non avevano mai avuto un bambino affetto da malformazioni del tubo neurale e che avevano assunto un integratore di vitamine e di sali minerali con acido folico erano meno a rischio nelle gravidanze successive rispetto alle donne a cui era stato somministrato un placebo.

Richard B. Johnston Jr, direttore sanitario del ha affermato: “Per essere efficace nella prevenzione delle malformazioni neonatali, l’acido folico dovrebbe essere assunto prima del concepimento e durante le prime quattro settimane di gravidanza. Poiché circa metà delle gravidanze nel nostro paese sono indesiderate, tutte le donne in età fertile dovrebbero assumere acido folico quotidianamente.”

Alimenti contenenti acido folico

Non è consigliabile basarsi unicamente sulla dieta per assumere una quantità di acido folico sufficiente a prevenire gravi malformazioni durante la ricerca di gravidanza, in quanto la letteratura scientifica disponibile dimostra inequivocabilmente l’efficacia di ricorrere anche a un’integrazione giornaliera.

Gli alimenti più ricchi di acido folico sono:

Alimento Microgrammi (per 100 grammi di cibo)
Verdure a foglia verde (carciofi, broccoli, asparagi, spinaci, lattuga) 120-160
Altre verdure 40-100
Frutta (arance, fragole e frutta secca) 50-100
Legumi (fagioli, ceci) 50-300
Cereali 60-120

Purtroppo i folati presenti negli alimenti hanno una ridotta biodisponibilità, ossia vengono assorbiti solo in minima parte dal nostro organismo; le verdure fresche conservate a temperatura ambiente, inoltre, perdono gran parte del contenuto di folati in pochi giorni e ulteriori ingenti perdite si verificano attraverso i processi di cottura.

Anche per questi motivi è indispensabile ricorrere a integrazioni, che garantiscono invece altissimi tassi di assorbimento a livello intestinale.

Anemia, cuore e altri usi

Anemia

I folati sono indispensabili per la produzione di globuli rossi; nonostante questa quotidiana esigenza l’organismo non è in grado di accumulare grandi scorte di acido folico, diventa quindi indispensabile assumere regolarmente attraverso la dieta alimenti che ne siano ricchi, in modo da mantenere livelli sufficienti a disposizione del midollo osseo.

In caso di carenza si sviluppa l’anemia megaloblastica, in cui i globuli rossi hanno una dimensione eccessiva e non sono in grado di svolgere adeguatamente il loro compito, che è quello di trasportare ossigeno a tutti i tessuti dell’organismo.

Rischio cardiaco

La ricerca ha dimostrato che un’integrazione di acido folico è in grado di ridurre i livelli elevati di omocisteina, una proteina presente nel sangue in grado di causare un’infiammazione dei vasi sanguigni e che è stata associata ad un aumento del rischio di infarto o ictus.

Da notare tuttavia che non è stato dimostrato che la riduzione dei livelli di omocisteina riduca proporzionalmente anche il rischio; in altre parole è considerata come indicatore, piuttosto che come fattore di rischio vero e proprio.

Effetti collaterali e controindicazioni

L’acido folico non fa ingrassare, come talvolta purtroppo si legge in giro, e non ha particolari effetti collaterali; potrebbe mascherare una carenza di vitamina B12, ma è un’evenienza tutto sommato poco probabile.

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  1. Anonimo

    Dottore ho preso x 13 giorni 800 mg di acido colico e sono al 5 mese ho sbagliato? È troppo il dosaggio per il bambino? Ora la mia ginecologa mi ha detto di finire prima io balconic 400mg e poi prendere il natalben più ho paura che quei 13 giorni siano stati troppi

  2. Anonimo

    Io prendo citofolin 15mg
    Non è un dosaggio troppo alto?
    Lo prendo dalla 5settimana e sono alla 12 sett.
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se il ginecologo lo ritiene necessario può continuare tranquillamente.

    2. Anonimo

      Grazie della risposta ma Un dosaggio cosi alto Puo dar problemi al feto… ?

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