Testosterone basso: sintomi e come aumentarlo

Ultimo Aggiornamento: 167 giorni

Introduzione

Il è un ormone steroideo prodotto

  • dai testicoli e dal surrene nell’uomo,
  • dalle ovaie e dal surrene nella donna.

Si tratta dell’ormone maschile per eccellenza, ma come appena visto in realtà viene prodotto in minima quantità anche nella donna, dove poi viene in gran parte trasformato in estrogeni.

Le elevate quantità prodotte nell’uomo sono responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari

  • barba,
  • voce profonda,
  • massa muscolare,
  • villosità,

e durante l’intero arco della vita, dalla pubertà in poi, è responsabile della regolazione della quasi totalità degli aspetti che gravitano attorno alla sessualità:

  • sviluppo dei genitali,
  • erezione,
  • produzione dello sperma,
  • desiderio sessuale.

Il suo ruolo non si esaurisce qui, in quanto la sua influenza si estende anche a

  • produzione dei globuli rossi,
  • regolazione del tono dell’umore e dell’aggressività,
  • processi cognitivi (memoria, concentrazione, …),

nonchè della prevenzione da

Anche se la produzione dura per tutta la vita, generalmente superati i 40 anni si registra mediamente una riduzione della produzione stimata attorno all’1% annuo, tanto che nei decenni successivi possono comparire i primi segni e sintomi di un testosterone basso (ipogonadismo, “ipo” per ridotta funzionalità e “gonadismo” per riferirsi ai testicoli, o gonadi):

  • pulsione sessuale e vitalità ridotte,
  • disfunzione erettile,
  • energia diminuita,
  • massa muscolare e densità ossee ridotte,
  • anemia.

La concentrazione di ormone nel sangue è costantemente regolata attraverso fini meccanismi di controllo, che determinano variazioni non solo nell’arco della vita e di alcuni periodi (in base a fattori esterni), ma anche a livello giornaliero secondo i ritmi circadiani:

Grafico relativo alle variazioni del testosterone nell'arco della giornata

Variazioni del testosterone nell’arco della giornata (Di – Opera creata dall’uploader (own work by uploader) * , , )

Sono ormai numerosi gli studi che dimostrano come una supplementazione esterna possa compensare la ridotta produzione dell’organismo e prevenire così questa sintomatologia, tuttavia il dibattito nella comunità scientifica è ancora molto vivo nella ricerca di un’indicazione chiara su quando la prescrizione possa garantire più benefici che rischi.

Livelli di testosterone per età

I livelli dell’ormone raggiungono generalmente il picco durante l’adolescenza e nel giovane adulto. Con l’invecchiamento la quantità circolante diminuisce gradatamente, tipicamente dell’1% circa all’anno a partire dai 30 – 40 anni, per accompagnare nei decenni successivi il soggetto verso l’andropausa (chiamata anche a volte menopausa maschile).

Grafico che mostra la diminuzione del testosterone negli anni

Andamento del testosterone in base all’età (Di – Opera creata dall’uploader (own work by uploader) * , , )

L’andropausa è una sindrome con un decorso particolarmente lungo in quanto il calo del testosterone, a differenza di quanto succede nella controparte femminile con gli ormoni relativi, diminuisce in modo molto lento e graduale.

Vengono progressivamente meno i meccanismi di protezione da diabete, osteoporosi e malattie cardiovascolari, inoltre l’uomo è più incline a irritabilità e depressione (anche per una somatizzazione dei cambiamenti in corso).

In questa fase può essere talvolta difficile distinguere due situazioni con causa simile (testosterone basso), ma entità e prognosi decisamente differenti; alcuni uomini vanno incontro a un calo più marcato dei livelli circolanti dell’ormone e questo può avvenire anche indipendentemente dall’età, in questo caso si parla di ipogonadismo e si tratta a tutti gli effetti di una patologia che può richiedere una terapia sostitutiva.

Questa tabella mostra i valori normali in funzione dell’età secondo la :

  • 0-5 mesi: 75 – 400 ng/dL
  • 6 mesi -9 anni: < 7 – 20 ng/dL
  • 10-11 anni: < 7 – 130 ng/dL
  • 12-13 anni: < 7  -800 ng/dL
  • 14 anni: < 7 – 1,200 ng/dL
  • 15-16 anni: 100 – 1,200 ng/dL
  • 17-18 anni: 300 – 1,200 ng/dL
  • 19 anni o più: 240 – 950 ng/dL

ma la valutazione che spetta all’andrologo tiene sempre conto anche di segni e sintomi manifestati dal paziente, non sempre tanto incisivi da richiedere per forza un intervento farmacologico.

Testosterone libero o totale?

Quando si parla di livelli di testosterone si fa in genere riferimento alla quantità totale circolante nel sangue, ma in realtà la situazione è molto più complessa.

Circa il 98% dell’ormone circola legato a proteine e in particolare:

  • 65% saldamente legato alla SHBG (sex hormone-binding globulin),
  • 33% debolmente legato all’albumina.

Il testosterone legato alla SHBG di fatto NON è biologicamente attivo, in altre parole è come se non fosse presente perchè non in grado di esplicare i suoi effetti.

La frazione attiva (o biodisponibile) è la somma di quello libero con quello legato all’albumina, perchè in questo caso il legame può essere spezzato molto facilmente in caso di bisogno.

È quindi intuitivo comprendere che misurare la frazione biodisponibile (libera di agire, o testosterone libero) permette una miglior valutazione della situazione clinica del paziente, rispetto alla misurazione del totale.

Testosterone basso

Bassi livelli di testosterone possono influire sensibilmente sulla sfera sessuale in quanto causa di:

  • ridotto desiderio sessuale (libido),
  • erezioni spontanee meno frequenti,
  • impotenza (disfunzione erettile) o erezione più debole,
  • infertilità,

ma il paziente può andare incontro anche a numerosi altri problemi:

  • aumento del grasso corporeo,
  • riduzione dei livelli di energia e aumento del senso di stanchezza e affaticamento,
  • riduzione della massa muscolare,
  • depressione e diminuzione dell’autostima,
  • anemia,
  • osteoporosi,
  • disturbi del sonno.

Mentre i sintomi descritti in precedenza entro certi limiti sono considerati un aspetto normale dell’invecchiamento, in alcuni pazienti potrebbero invece essere segnale della presenza di malattie sottostanti, come ad esempio:

  • una reazione a determinati farmaci,
  • malattie della tiroide,
  • depressione,
  • abuso di alcool.

Il modo migliore per diagnosticare un testosterone basso è attraverso un esame del sangue, tenendo però conto che risultati inferiori al minimo possono avere numerose cause:

  • cancro delle ovaie o dei testicoli,
  • insufficienza testicolare,
  • pubertà precoce o ritardata,
  • malattie croniche (come diabete e malattie renali),
  • sindrome delle apnee notturne,
  • obesità grave,
  • ipogonadismo (ghiandole sessuali secernenti poco o nessun ormone),
  • e altro ancora.

È normale preoccuparsi in caso di bassi livelli, tuttavia una riduzione graduale è parte del normale invecchiamento. Nel caso si sospettino altre possibili cause, conviene parlarne con il proprio medico.

Testosterone e donna

I livelli circolanti di questo ormone interessano anche le donne, che tuttavia producono quantità sensibilmente inferiori e sono più sensibili agli androgeni degli uomini. I livelli normali nelle donne sono variabili e, secondo la Mayo Clinic, compresi tra 8-60 ng/dL per le donne in età adulta.

Nella donna i livelli di estrogeni diminuiscono una volta iniziata la menopausa e ciò rende relativamente alti i suoi livelli di androgeni. Anche la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS, dall’inglese PolyCystic Ovary Syndrome) può aumentare i livelli di testosterone.

Nella donna, un eccesso di androgeni nel sangue può determinare effetti fisici evidenti, tra cui:

  • infertilità,
  • perdita di capelli,
  • acne,
  • mestruo irregolare o assente,
  • crescita di peli facciali.

La carenza di testosterone, d’altra parte, anche nella donna può causare

  • problemi di fertilità,
  • debolezza ossea,
  • riduzione o perdita della libido.

Terapia sostitutiva per aumentare il testosterone

La terapia con testosterone è realmente un modo efficace e sicuro per ringiovanire?

Può sicuramente aiutare a contrastare gli effetti dell’ipogonadismo, ma non è chiaro se tale terapia possa anche essere di aiuto in soggetti più anziani, altrimenti sani, perchè in letteratura non esistono prove inconfutabili in tal senso.

Effetti

Obiettivo della terapia con testosterone è:

  • aumentare i livelli di energia,
  • ripristinare il desiderio sessuale,
  • aumentare la massa muscolare,
  • ridurre la massa grassa,
  • migliorare la qualità del sonno,
  • migliorare le erezioni,
  • migliorare il tono dell’umore,
  • prevenire l’osteoporosi.

L’assunzione della terapia sostituiva in soggetti con livelli normali di testosterone non è raccomandata, in quanto non permette un ulteriore miglioramento e si corre invece un rischio maggiore di effetti collaterali importanti.

Da notare infine che i suddetti sintomi, quando associati a livelli ormonali nella norma, sono sicuramente causati da problemi diversi che vanno quindi trattati per quello che sono.

Come individuare i candidati alla terapia sostitutiva?

Ci sono due modi per determinare se un soggetto ha livelli di ormone insufficienti.

Uno è l’esame del sangue e l’altro si basa sull’osservazione di sintomi e segni caratteristici, ma come si è detto in precedenza la correlazione tra questi due modi è ben lungi dall’essere perfetta.

In linea di massima più basso è il testosterone, maggiori sono i sintomi e viceversa, ma ci sono alcuni uomini con bassi livelli di testosterone nel sangue che non hanno sintomi.

La (Società di Endocrinologia) statunitense considera che un livello basso totale equivalga a valori inferiori a 300 ng/dl, anche se non c’è unanimità in proposito e si registrano diverse posizioni più possibiliste verso un uso meno restrittivo del farmaco come terapia sostitutiva.

La società raccomanda la terapia negli uomini che hanno

  • sia bassi livelli nel sangue (meno di 300 ng/dl)
  • sia sintomi di basso testosterone,

ossia solo nel caso di accertato ipogonadismo.

La terapia non è raccomandata negli uomini affetti da

  • cancro della prostata o della mammella,
  • un nodulo prostatico rilevabile con l’esplorazione rettale,
  • un PSA maggiore di 3 ng/ml senza ulteriori indagini,
  • un ematocrito maggiore del 50%, o un sangue spesso e viscoso,
  • apnea ostruttiva notturna non trattata,
  • gravi sintomi a carico del tratto urinario inferiore,
  • insufficienza cardiaca in classe III o IV.

Modalità di somministrazione

In passato l’unica opzione disponibile era l’iniezione, ancora in uso perché economica e in grado di garantire in modo affidabile livelli adeguati in quasi tutti i soggetti, ma con la necessità di sottoporsi a un’iniezione ogni poche settimane e la possibilità di andare incontro a livelli di testosterone altalenanti nel sangue.

Le formulazioni ad uso orale hanno diversi vantaggi (flessibilità del dosaggio, possibilità di interrompere in qualsiasi momento la terapia, autosomministrazione del farmaco) ma sono difficili da dosare correttamente a causa dell’influenza di fegato e reni nel metabolismo dell’ormone.

Le terapie topiche aiutano a mantenere un livello uniforme di testosterone nel sangue. Il cerotto è stato la prima formulazione topica disponibile, ma ha un’elevata incidenza di irritazione cutanea.

La formulazione di uso più comune negli USA è un gel topico; va applicato in genere sulle spalle o sulla parte alta delle braccia una volta al giorno e, rispetto al cerotto, non presenta inconvenienti estetici e pratici.

Sono infine di recente introduzione formulazioni transbuccali, ma la diffusione è al momento limitata per qualche difficoltà di applicazione da parte del paziente.

Rischi

Da un punto di vista generale il trattamento è caratterizzato da un profilo rischio beneficio decisamente favorevole, con rischi limitati ed elevata sicurezza.

Tra i possibili rischi/controindicazioni troviamo:

  • azione sulla prostata:
    • potrebbe aumentare il volume della prostata e di conseguenza il PSA,
    • è comunque controindicato in caso di pregresso tumore alla prostata (benchè su questo aspetto il dibattito sia ancora in corso),
  • aumento dell’emoglobina e dell’ematocrito, con possibile rischio di formazione di trombi in una vena profonda (trombosi venosa profonda); i trombi si possono staccare e, trasportati dal sangue, raggiungere il polmone, bloccandone la circolazione (embolia polmonare),
  • potrebbe favorire l’insorgenza di apnee notturne ed è quindi controindicato in loro presenza,
  • potrebbe causare ritenzione idrica, che è un fattore di rischio in caso di pregresse patologie cardiovascolari,
  • possibilità di ingrossamento delle mammelle (ginecomastia),
  • limitazione della produzione di sperma (effetto collaterale trascurabile nel paziente anziano).

Ricordiamo infine effetti collaterali meno seri, ma di cui è bene essere consapevoli:

  • vertigini,
  • senso si svenimento,
  • alterazioni del tono dell’umore.

Rimedi naturali per aumentare il testosterone

Oltre a scegliere stili di vita sani e affrontare effetti collaterali di farmaci o condizioni mediche non trattate, si può fare poco per potenziare naturalmente i livelli circolanti.

L’esame del sangue è l’unico modo per diagnosticare un basso livello o una ridotta disponibilità biologica dell’ormone, perchè alcuni uomini hanno livelli inferiori alla norma senza segni e sintomi.

In assenza di sintomi in genere non è necessario alcun trattamento.

In caso di testosterone basso e presenza di eclatanti segni e sintomi di ipogonadismo l’urologo valuterà la prescrizione di una terapia sostitutiva, ma vediamo come provare a favorire un aumento in modo naturale.

Sono fattori di rischio per l’ipogonadismo le seguenti condizioni:

Anche senza competenze mediche emerge chiaramente che si tratta (anche) dei principali fattori di rischio cardiovascolari, quindi uno stile di vita sano e un’alimentazione attenta sono il modo più semplice per preservare una corretta produzione ormonale.

Di questi aspetti sono tre quelli che hanno dimostrato un effetto tangibile nell’aumentare la produzione di testosterone:

  • perdere peso se necessario,
  • esercizio fisico,
  • dieta sana.

A questi aggiungiamo anche garantire al proprio organismo un adeguato riposo, che è un aspetto parte integrante di uno stile di vita sano e attivo.

Onestamente sono quantomeno scettico sui numerosi integratori pubblicizzati e proposti a questo scopo, perchè in genere a meno di carenze specifiche non esistono in letteratura grandi evidenze di efficacia.

Per approfondire consiglio il seguente video, curato dal Dr. Militello (andrologo e urologo) che ha collaborato spesso con Etlc.

 

Fonti:

  • , Wikipedia EN
  • , LabTestOnLine

A cura della Dr.ssa Greppi Barbara

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  1. Anonimo

    Il testosterone cambia i lineamenti del volto? Un’eventuale cura di testosterone a 20 anni che migliorie potrebbe comportate a livello estetico? Ovviamente parlo in caso uno avesse carenze di testosterone…

  2. Anonimo

    Buongiorno dottori volevo un informazione fino a qualche mese fa con la mia compagna facevo l amore una volta al giorno e capitava anche due volte avvolte ,come mi sfiorava gia ero in erezione tanto che lei mi diceva che non ce la faceva piu inveve adesso mi e passata un po la voglia e se non si inizia con i preliminari non raggiungo l rezione cosa puo dipendere ? E sapete se ceè qualcosa di naturale efficace che si puo comprare in farmacia grazie

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Le cause possono essere molte, può dipendere da stress, fattori psidcologici oltre che organici, serve una valutazione urologica per orientarsi e capire se è il caso di intervenire e in che modo.

  3. Anonimo

    salve a tutti,
    ho 26 anni e noto negli ultimi tempi una perdita di interesse per il sesso. Ho una vera e propria diminuzione della libido che mi sta provocando grandi problemi a livello relazionale e personale. Ho fatto le analisi ormonali e mi è stato riscontrato un livello di testosterone pari a 337. Nel mio caso potrebbe parlarsi di IPOGONADISMO?
    Grazia a tutti.

    1. Anonimo

      le allego il test ormonale da me effettuato:
      LUTEOTROPINA (LH) 5,09 mUI/mL

      FOLLITROPINA (FSH) 2,44 mIU/mL

      TESTOSTERONE 337,27 ng/dL

      PROLATTINA (PRL) 16,50 ng/ml

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Immagino sia del testosterone, ma avrei bisogno anche quelli degli altri parametri.

    3. Anonimo

      LUTEOTROPINA (LH) 5,09 mUI/mL (valori rif. 20-70 anni: 1,5 – 9,3)
      FOLLITROPINA (FSH) 2,44 mIU/mL (val. rif. 1,4 – 18,1)
      TESTOSTERONE 337,27 ng/dL (val. rif. 241- 827)
      PROLATTINA (PRL) 16,50 ng/ml (val. rif. 2,1-17,7)

      Come sono i valori? e’ tutto ok oppure c’è qualcosa che non va e che determina un calo della libido?

    4. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Come può vedere anche lei sono valori nella norma, nulla che ci faccia pensare ad un quadro in particolare…ovviamente l’ultima parola spetta all’endocrinologo.

  4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
    Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

    Salve, è, se non fatta recentemente, consigliabile fare una valutazione cardiologica, chieda comunque al suo medico che conosce le sue condizioni di salute.

  5. Anonimo

    Buongiorno sono un uomo di anni 60,ho avuto distacco di retina , con 8 operazione , ad un occhio attualmente non vedente. Altro occhio trattamento laser , vedente con occhiali 7/ su10. Posso assumere viagra e che quantità .. ho solo questo problema di salute. Grazie

  6. Anonimo

    Ho 32 ed nell’ultimo anno ho notato che ho difficoltà a raggiungere (mentalmente lo desidero ma fisicamente mi costa molto) e mantenere un’erezione soddisfacente. Ho sofferto due volte di infezioni prostatica che ho curato. La ultima è stata 2 anni fa, avevo percentuali totali di spermatozoi deformi e immobili. Dopo essermi sottoposto ad una cura antibiotici mirati, ho ristabilito livelli di mobilità più che soffisfacenti. Tuttavia a detta dell’andrologo avevo anche un accenno di lupus, per cui ho usato una pomata al testosterone,associata alla cura della prostatite. In quel periodo, avevo una forte libido ed una erezione completa e prolungata. Qualche mese fa, mi è parso di perdere liquido prostatico e forse anche residui di sperma mentre andavo di corpo, sintomo che già all’epoca della prostatite avevo avuto. Successivamente non mi è ricapitato e non ci ho fatto caso anche perchè non avevo rapporti sessuali frequenti che mi proponessero il problema erettivo più volte. Mi domando, se sia possibile che abbia in corso una prostatite senza rendermene conto e se la combinazione di lupus e prostatite sia la causa della situazione. Quale parere medico mi date?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’andrologo aveva escluso altri problemi?
      Già durante il precedente episodio di prostatite aveva difficoltà a mantenere l’erezione?

    2. Anonimo

      Si, all’epoca non avevo nessun altro sintomo, avevo fatto tutti i tests del caso anche per appurare che non avessi infezioni di natura sessuale (massaggio prostatico, e tampone nell’uretra). Può darsi che capitasse raramente che non avessi erezione soddisfacente però era anche un periodo di stress. Ultimamente non ho alcun stress di natura familiare e/o lavorativa, ho desiderio sessuale ma poi l’erezione risulta insoddisfacente (perdita durante i preliminari o durante il rapporto). La mia partner mi aiuta, ma, a meno di stimolazione continua, mi ritrovo a non riuscire a mantenere la erezione a livelli adeguati per entrambi. La unica cosa che l’andrologo all’epoca menzionò fu che possiedo un orifizio dell’uretra stretto, che in futuro avrebbe potuto essere fonte di non so quale problema da prevedere un piccolo intervento chirurgico. Lo aveva messo in relazione al lupus, pero mi era parso comunque di capire che non fosse correlato ad altro. Magari mi può spiegare che cosa questa caratteristica anatomica comporti se è correlata al problema erettivo? Grazie

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, l’eventuale orifizio uretrale stretto non causa problemi di erezione; quello che posso dire è che visto il quadro descritto, e i sintomi precedenti che non sono stati verificati, serve un’ulteriore valutazione specialistica urologica.

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