Gastroscopia: preparazione, sedazione, trans-nasale

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 2 febbraio 2018

Introduzione

Il termine generico endoscopia si riferisce a una particolare tecnica diagnostica usata per guardare più da vicino specifici organi all’interno del corpo.

Il tubo digerente superiore è la parte iniziale del tratto gastrointestinale, cioè dell’apparato digerente, e comprende

  • esofago,
  • stomaco,
  • duodeno (la prima parte dell’intestino tenue).

L’esofago è il condotto che porta il cibo dalla bocca verso lo stomaco e l’intestino tenue, dove verrà digerito.

La gastroscopia è una procedura dove un lungo e sottile tubicino flessibile (chiamato endoscopio) viene inserito nella bocca e poi guidato all’interno del tubo digerente per valutarlo dall’interno; l’endoscopio è infatti dotato di una piccola fonte luminosa e di una videocamera all’estremità che consente al medico che conduce l’esame di visualizzare le immagini in tempo reale sul monitor dello strumento.

Questo approccio può essere utilizzato per:

La durata della procedura è di circa 10-20 minuti nella maggior parte dei casi, ma può avere durata superiore soprattutto quando viene usata a scopo curativo.

La sonda, flessibile e con un diametro di circa 1 cm, passa attraverso faringe, esofago, stomaco fino ad arrivare al duodeno; durante l’esame viene soffiata aria all’interno del tratto digerente per distendere la cavità e consentire una visione ottimale. Questa procedura può soggettivamente provocare un certo fastidio, anche se difficilmente si parla di dolore.

In rari casi si preferisce agire in sedazione profonda, ossia addormentando il paziente.

Le immagini di alta qualità riprese dall’endoscopio vengono visualizzate su uno schermo simile a un televisore, in modo chiaro e dettagliato e per questo motivo la gastroscopia si rivela più precisa e affidabile rispetto agli esami radiografici.

Fotografia di un paziente sdraiato e sottoposto a gastroscopia.

iStock.com/kot63

Anestesia e sedazione

Il gastroenterologo potrebbe somministrare al paziente un sedativo per farlo rilassare e calmare, ma questi rimarrà generalmente abbastanza sveglio per poter cooperare durante la gastroscopia.

Verrà spruzzato in gola un anestetico locale, oppure verrà richiesto di fare dei gargarismi con l’anestetico, per diminuire al massimo il disagio durante il passaggio dell’endoscopio ed un apposito strumento aiuterà a tenere aperta la bocca durante l’intervento.

A differenza di quanto succedeva fino a pochi anni fa, c’è oggi la possibilità, almeno presso alcuni centri e ospedali, di procedere all’esame in stato di sedazione, ossia addormentati, attraverso la somministrazione di farmaci ipnotici (che fanno dormire) e analgesici (che tolgono la sensazione di dolore).

In questi casi la sedazione è somministrata poco prima dell’inizio dell’esame e viene terminata con lo stesso; grazie agli attuali farmaci, a breve durata d’azione, il recupero è molto rapido (10-30 minuti) e non richiede ricovero ospedaliero.

Si distinguono due tipi di approccio all’anestesia:

  • sedazione cosciente, in cui il paziente è sedato (viene drasticamente ridotta l’eventuale ansia), ma rimane collaborativo e vigile;
  • sedazione profonda, che richiede un medico anestesista, che prevede un vero e proprio “sonno” e richiede pertanto una preventiva visita anestesiologica.

Preparazione

Prima dell’esame il medico spiegherà accuratamente come prepararsi alla procedura e verrà fatto il punto sui farmaci assunti dal paziente; in questa fase è necessario elencare TUTTI i medicinali e gli integratori assunti, compresi farmaci da banco e integratori erboristici.

Verranno inoltre richieste:

  • allergie a farmaci o altre sostanze,
  • patologie a carico del cuore, dei polmoni o da altre malattie per cui potrebbe essere necessaria una particolare attenzione prima, durante e dopo la gastroscopia.

È particolarmente importante che i medici sappiano se il paziente sta seguendo una terapia con farmaci per il diabete o anticoagulanti, o l’eventuale presenza di disturbi della coagulazione.

Prima della gastroscopia saranno inoltre fornite istruzioni precise su cosa fare e cosa non fare in preparazione all’esame; probabilmente verranno per esempio sospesi parte o tutti i farmaci assunti, in particolare alcuni farmaci specifici per lo stomaco (inibitori di pompa protonica) a partire già da due settimane prima dell’appuntamento. La sospensione di questi medicinali serve a evitare il rischio di mascherare alcuni specifici problemi gastrici.

Durante l’esecuzione della gastroscopia lo stomaco deve essere vuoto, quindi la sera prima dell’esame è necessario restare piuttosto leggeri; è necessario in genere presentarsi a digiuno da almeno 6-8 ore e sospendere anche l’acqua nelle 2-3 ore precedenti. Il cibo eventualmente presente nello stomaco bloccherebbe la visuale dell’endoscopio e potrebbe innescare il vomito.

Viene di norma richiesto anche di togliere:

  • occhiali,
  • lenti a contatto,
  • dentiere.

Non è in genere necessario svestirsi, ma può essere richiesto di indossare indumenti ospedalieri.

Il paziente viene infine fatto stendere sul lato sinistro del corpo.

Esecuzione della gastroscopia

Immagine esemplificativa di quanto può osservare il medico durante l'esecuzione della gastroscopia

Immagine esemplificativa di quanto può osservare il medico durante l’esecuzione della gastroscopia (Credit: http://www.flickr.com/photos/mindspigot/39220166/sizes/s/)

La parte più fastidiosa dell’esame è probabilmente l’inserimento dell’endoscopio, quando il medico chiederà al paziente di deglutire per favorirne la discesa verso lo stomaco; durante l’esame i medici faranno comunque il possibile per ridurre il disagio e terranno costantemente sotto controllo la pressione sanguigna, il battito cardiaco e il livello di ossigeno nel sangue.

Inserito lentamente e con attenzione l’endoscopio, verrà quindi introdotta dell’aria al suo interno, per permettere al gastroenterologo di vedere meglio; durante l’intervento di solito si prova poco o nessun dolore e non si notano interferenze nella normale attività respiratoria.

Il gastroenterologo userà l’endoscopio per guardare più da vicino i problemi che possono richiedere una valutazione, una diagnosi o una terapia. In alcuni casi potrebbe essere necessario prelevare un campione di tessuto che sarà esaminato al microscopio in un secondo momento: questa procedura prende il nome di biopsia e anche questo intervento, comunque, non è doloroso. In altri casi, l’endoscopio può essere usato per curare un problema, come ad esempio il sanguinamento di un’ulcera.

Dopo la gastroscopia

Una volta terminata l’endoscopia il paziente sarà trasferito in una stanza dove potrà riprendersi gradualmente, fino alla sparizione di eventuali effetti residui dell’anestesia; verranno in seguito fornite le informazioni necessarie per i giorni successivi (ripresa delle attività, alimentazione, …).

Viene di norma consigliato di farsi accompagnare da qualcuno, che possa riportare il paziente a casa dopo la gastroscopia.

Nei giorni successivi verranno infine consegnati i risultati dell’esame e, se praticata, della biopsia.

Rischi

La letteratura disponibile dimostra inequivocabilmente che l’endoscopia è un intervento sicuro, che richiede di solito dai 15 ai 20 minuti per essere eseguito.

Dopo la gastroscopia la gola potrebbe dare leggermente fastidio e si potrebbe percepire un lieve gonfiore allo stomaco e all’addome causato dall’aria introdotta; in genere questi sintomi scompaiono nel giro di 24 ore.

Raramente si verificano complicazioni, soprattutto se viene usata a scopo diagnostico, ma tra di esse possiamo trovare:

  • reazioni collaterali all’anestesia,
  • perforazione, ovvero la puntura della parete intestinale per cui può rivelarsi necessario un intervento di sutura,
  • e sanguinamento.

È assolutamente normale avvertire mal di gola per qualche giorno dopo l’esame, mentre si raccomanda di rivolgersi in Pronto Soccorso nel caso di:

Gastroscopia trans-nasale

Ancora non molto diffusa è la gastroscopia transnasale, esame in cui le possibilità diagnostico terapeutiche si sovrappongono alla gastroscopia tradizionale, ma in cui un gastroscopio di diametro inferiore è introdotto senza necessità di anestesia attraverso il naso; è stata messa a punto dal Dr. Fausto Barberani, primario Gastroenterologo all’ospedale San Camillo di Rieti, per aumentarne la tollerabilità e rendere l’esame meno traumatico.

A seguito dell’esame non sussistono possibili complicazioni che richiedano il periodo di riposo tipico dell’endoscopia gastrica tradizionale ed è possibile mangiare o bere immediatamente e guidare l’auto, proprio grazie all’assenza di sedazione.

Un’esperienza personale

Riporto di seguito un commento ricevuto in data 20.01.2011; il lettore, che ringrazio per la testimonianza, descrive la gastroscopia dopo essere stato sottoposto all’esame personalmente.


Va sempre tenuto conto che ognuno di noi ha una propria soggettività sulle sensazioni di fastidio e soglia del dolore, sicuramente l’essere più collaborativi nei confronti degli operatori rende il tutto più semplice sia per loro che per noi.

Questo tipo di accertamento prevede una leggera sedazione che, nel mio caso specifico, ho rifiutato per successivi impegni nella giornata
L’esame inizia con un’adeguata preparazione del cavo orale che viene in parte anestetizzato localmente, uno degli operatori, nel mio caso, ha provveduto a spruzzare un farmaco anestetico nel cavo orale, seguito da una soluzione già pronta in un bicchiere, con la quale ho dovuto effettuare uno sciacquo abbastanza accurato della bocca; una volta sputato il tutto in un lavandino avevo una sensazione di minore sensibilità alla lingua e alla gola.

Mi hanno quindi fatto stendere su un lettino, mi hanno legato al collo una sorta di salvietta che in corso d’opera avrebbe raccolto la saliva ed eventuali altri liquidi, hanno collegato al dito medio un sensore a pinza che teneva sotto controllo alcuni parametri (principalmente battito cardiaco), quindi mi hanno collocato sulla bocca una sorta di boccaglio in plastica per agevolare l’ingresso della sonda endoscopica (il tutto direi abbastanza ben tollerato).

L’ingresso della sonda avviene attraverso il suddetto boccaglio che porta la sonda direttamente in gola e senza particolare sforzo entra nel primo tratto dell’esofago; a questo punto, come ovvio che sia, si avverte il maggior fastidio determinato dalle contrazioni continue del vomito che perdurano per tutto il tempo della gastroscopia; queste contrazioni possono essere leggermente controllate agendo sulla respirazione: anche se non è facile occorre cercare di inspirare, così facendo si riescono a controllare leggermente gli urti di vomito e a rendere l’esame meno gravoso.

Non si avvertono altri tipi di dolore, la prima volta il tutto può durare qualche minuto in più in quanto, in presenza di particolari sintomi o patologie, il medico procede anche all’asportazione di qualche piccolissimo frammento di tessuto dalle pareti di stomaco ed esofago che non provoca comunque alcun dolore. Per agevolare il passaggio del tubo viene insufflata aria che distende le pareti dei tessuti e che viene, di norma, comunque espulsa nel corso dell’esame attraverso continue flatulenze dalla bocca; quindi una volta esaminato tubo digerente, stomaco (e loro connessioni per eventuale presenza di ernia iatale) il tubo giunge a ispezionare il piloro (una sorta di valvola che dà accesso al duodeno e all’intestino tenue).

Qui si può dire che la gastroscopia giunge al termine, quindi viene estratto lentamente il tubo dell’endoscopio fino alla sua fuoriuscita dal cavo orale
Una volta estratto il tubo i conati di vomito terminano immediatamente e si avverte già una piccola sensazione di benessere anche se ovviamente si resta un po’ “sbattuti” per qualche minuto

Faccio notare che quando hanno effettuato prelievi di tessuto, nell’ora immediatamente successiva non ho potuto ingerire cibo ma solo acqua fresca e provavo in alcuni momenti dei dolori di lievissima entità allo stomaco (simili a piccole pizzicate) se non vi sono prelievi questi modestissimi doloretti non si hanno.

L’aria insufflata, nel mio caso, è stata espulsa nel corso dell’esame stesso, a qualcuno può capitare di espellerla nel giro di qualche mezz’ora e percepire fino a quel momento una sensazione di stomaco gonfio

Tempi di esecuzione:

  • 1° esame circa 10-15 minuti
  • Esame di controllo meno di 10 minuti

I tempi possono comunque variare leggermente in funzione delle patologie riscontrate e dei soggetti.

Conclusioni: Esame sicuramente fastidioso per via dei citati conati di vomito, ma che può essere eseguito tranquillamente senza sedazione, forse più indicata per un pubblico anziano che magari tollera con maggiore difficoltà le contrazioni del vomito

Mi scuso per la testimonianza un po’ prolissa che spero comunque possa essere d’aiuto a tutti coloro che dovranno sottoporsi a questo esame e saranno sicuramente preoccupati di ciò a cui andranno incontro

Mario

Fonte principale:

A cura di Elisa Bruno

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    buongiorno dottore,
    Oggi alle 15 dovrò fare una gastroscopia. Sul foglio c’era scritto di non bere almeno per 4 ore prima dell’esame così alle 10 ho bevuto un te e poi basta. Sono però emetofobico e quindi mi farò sedare. Con la sedazione non avvertirò i conati di vomito ?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Esatto.

  2. Anonimo

    Salve, volevo un vostro parere.. dovrei fare una gastroscopia per dei problemi allo stomaco.
    Per della pesantezza che a volte avverto una sensazione di qualcosa rimasto nello stomaco che non scende e non so cosa sia.. ma volevo sapere se la gastroscopia è bene farla nel momento che si ha il problema oppure pure che non si sente nulla in quei giorni o momento si vede comunque se si ha qualcosa? O l’infiammazione non si vede?? Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se c’è qualche problema in genere giorno più, giorno meno, non cambia nulla nello stomaco.

  3. Anonimo

    Buonasera Dottore,
    volevo chiederle una cosa.
    Io ho fatto 2 gastroscopie tradizionali di cui l’ultima a febbraio 2012.
    La diagnosi era ernia iatale da scivolamento, reflusso gastrico ed Helicobacter che ho curato con tutta quella cura di antibiotici devastanti.
    Mangio da allora senza tutti quei cibi che possono accenderla. Ho una lieve intolleranza al frumento quindi ho tolto il glutine da quasi un anno.
    Ma da quest’estate sono peggiorata. Mi basta mangiare una pizza normale o delle semplici patatine o patatine fritte o malauguratamente che ci siano spezie tipo pepe quindi non peperoncino che sto male. Stomaco con nodo alla bocca dello stomaco e nausea. Al mare ho mangiato del riso con verdure e curry ma 3 forchettate e sono stata male.
    Prendo da 4 anni il Limpidex orosolubile da 15 mattina e sera e Gaviscon o Biochetasi quando non sto bene.
    La zona dove sento fastidio è bocca dello stomaco a sx e sterno dietro.
    E ovviamente bruciore di stomaco.
    In questi giorni ho tolto anche i 2 caffè che bevevo.
    Gia’ a giugno ho chiesto al medico di fare la gastro trasnasale ma la risposta è stata che io sono solo ansiosa e poi con la trasnasale non si vede nulla.
    Sono preoccupata e non so come poter richiedere al medico di nuovo la gastrosc che mi terrorizza ovviamente.
    Mi potrebbe dare un suo parere? Grazie.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      La guarigione dall’helicobacter era stata verificata?

    2. Anonimo

      no mai verificata.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Si potrebbe partire da qua, ma è ovviamente solo uno spunto.

    4. Anonimo

      ma è vero che con la gastroscopia trasnasale non si vede nulla e bisogna fare solo quella tradizionale? Io ho il centro di Verona vicino avevo gia’ telefonato quest’estate. L’esame costa parecchio ma piuttosto di farmi addormentare e fare la tradizionale…

    5. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Che io sappia l’efficacia è identica…

    6. Anonimo

      La ringrazio tantissimo delle sue delucidazioni.
      Io vorrei capire bene cosa non va nel mio stomaco quindi anche se costa molto faró la transnasale.

  4. Anonimo

    Buongiorno dottore, io ho effettuato la gastroscopia con anestesia totale ieri alle 18. Dopo un’oretta ho cominciato ad avvertire dei dolori nella parte sinistra dello stomaco, probabilmente ove hanno fatto il prelievo per biopsia,e a sentire freddo. Nella notte sono aumentati e questa mattina mi ci sono svegliata. Anni fa già avevo fatto questo esame ma non ricordo di essere stata tanto male e sono un po’ preoccupata! che ne pensa?

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Potrebbero essere disturbi legati all’esame endoscopico fatto, ma se oggi non passano domani ne parli con il suo medico di base. saluti

  5. Anonimo

    Buongiorno dottore, in passato ho già fatto delle gastro.Nel 2013 il gastroenterologo che mi ha visitata mi ha detto che non c’era l’esigenza di ripeterla; ultimamente però sto proprio male, mi sveglio di notte con fitte lancinanti e presumo che a questo punto dovrò rifarla, C’è solo una cosa che mi trattiene la paura di beccarmi qualche cosa tramite l’endoscopio, perchè ho letto che chi dona il sangue non può farlo se non dopo 4 mesi.
    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il rischio è pressochè nullo.

  6. Anonimo

    salva. a mia mamma han fatto una settimana fa una gastroscopia e a occhio han visto una brutta ulcera. la biopsia è negativa, ma il dott. lun cioè a solo 1 settimana dall’altra gliela vuole rifare perchè non è convinto nè tranquillo. come mai? può una biopsia “sbagliare”?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Un falso negativo non è impossibile.

  7. Anonimo

    Buonasera dottore mi chiamo luca 45 anni questa mattina ho effettuato una gastroscopia in sedazione coscente ho avuto comunque connati di vomito stasera mi è rimasto un mal tra esofago e la gola come avessi un corpi estraneo gonfio in più ancora un fastidio allo stomaco, è normale mi hanno fatto anche il controllo delhelicobbatter tutto negativo e anche esame tutto a posto ,chiedevo spariranno questi disturbi e fastidio ?

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sì è normale, sparirà tutto nel giro di qualche giorno al massimo, il disturbo che sente è dovuto alla mucosa irritata dal passaggio dello strumento.

  8. Anonimo

    Salve ho fatto la gastroscopia mercoledì 30 novembre. Tutto tranquillo a parte un po’ di gastrite e ernia jatale dà scivolamento. Premetto che avevo già un forte mal di gola prima di farla . Stamattina sabato 3 dicembre dopo aver lavato i denti nella mucosa c era sangue e poi dopo aver tossito ho cacciato dalla gola un pezzetto di carne grande quanto un euro biancastro con sangue coagulato . Le mie domande sono :dovrei preoccuparmi? È normale dopo 3 giorni dalla gastroscopia? Grazie mille

    1. Dr.ssa Elisabetta Fabiani
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Sono sintomi correlabili all’esame, ma per tranquillità riferisca al medico l’accaduto.

  9. Anonimo

    È possibile effettuare l’esame in anestesia totale?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In alcuni centri sì.

  10. Anonimo

    Perché il dottore mi fa sospendere i farmaci prima della gastro? Non posso sopportare il mal di stomaco se li sospendo…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Purtroppo è necessario sospendere alcune categorie di farmaci per non falsare l’esito dell’esame; se i sintomi fossero insopportabili lo segnali al medico, ci sono medicinali che è possibile assumere (anche se non efficaci quanto gli inibitori di pompa, quelli che presumo le abbia fatto sospendere).