Valeriana, Serenoa, Aglio e Cimicifuga: funzionano?

Ultimo Aggiornamento: 277 giorni

Dagli anni ’70 l’uso delle piante a scopo terapeutico ha incontestabilmente conosciuto un interesse sempre crescente: l’utilizzo delle piante è molto antico ed è solo con l’avvento delle medicine di sintesi nel XIX secolo e con le scoperte degli antibiotici, dei sulfamidici, ecc. che la fitoterapia subì una battuta d’arresto e venne posta in secondo piano rispetto a questa nuova frontiera.

Evidentemente, passato l’effetto della novità, negli ultimi anni sono cominciate ad emergere alcune difficoltà relative agli effetti collaterali anche gravi di alcuni farmaci, pertanto l’attenzione in alcuni ambiti si è nuovamente rivolta alla medicina naturale.

Non è da sottovalutare anche una certa moda naturalista che caratterizza questo ritorno alle pratiche degli antichi, anche se a dire il vero la fitoterapia sta progredendo con la scoperta di nuove piante e nuovi principi attivi, e di fatto la ricerca scientifica si occupa anche di verificare e quantificare l’effettiva attività terapeutica dei prodotti naturali.

Con questo articolo cerchiamo, ponendoci al di sopra delle tendenze modaiole e dello scetticismo scientifico più radicato, di fare luce sui rischi e sui benefici di alcune piante molto note a livello popolare per alcuni loro ipotetici effetti: la Valeriana, la Serenoa repens, l’Aglio e la Cimicifuga racemosa.

La Valeriana e l’insonnia

La è nota soprattutto per la sua azione sedativa ed è utilizzata principalmente ed ufficialmente anche dalla medicina tradizionale nei casi di insonnia non organica o in casi di lievi stati di tensione nervosa. In realtà possiede altre specifiche proprietà che la rendono utile per il trattamento di vari disturbi come l’emicrania, l’ansia, le vertigini, problemi mestruali e problemi legati alla menopausa.

E’ una pianta erbacea perenne originaria dell’Europa del nord che si trova anche in Asia occidentale ed in Nord America. Dalle sue radici si ricava un estratto ricco di principi attivi tra cui c’è l’acido valerenico, rispetto al quale si titola la capacità sedativa dei prodotti in commercio: la percentuale varia da uno 0,17 ad uno 0,8% in acido valerenico, appunto. L’effetto sedativo della Valeriana, oltre al suddetto acido, sembra dipenda anche dai valepotriati, sostanze presenti nell’olio essenziale, che stimolano il rilascio di GABA (acido γ-amminobutirrico , amminoacido inibitorio del sistema nervosa centrale) e contrastano l’azione degli enzimi che lo metabolizzano. E’ stato provato che il rilascio di GABA è comunque, anche in questo caso, dose dipendente.

Come per ogni prodotto fitoterapico, bisogna considerare che le relative proprietà non dipendono esclusivamente da una sostanza ma da una miscela di composti, che è unica per ogni pianta, ed è proprio questa la caratteristica che differenzia i prodotti erboristici/fitoterapici dai farmaci allopatici di sintesi.

La Valeriana è considerata una buona alternativa alle benzodiazepine per disturbi lievi e momentanei del sonno.

La Valeriana sembra agire a livello generale perché aumenta il benessere della persona anche durante tutta la giornata, inoltre più specificatamente riduce il tempo dell’addormentamento e riduce la frequenza dei risvegli notturni.

In generale è considerata una pianta sicura, tuttavia l’assunzione prolungata può causare emicrania, disturbi cardiaci, insonnia, nefrotossicità ed uno stato di irrequietezza. E’ da notare che quando si assume Valeriana è possibile avere un calo di attenzione e di concentrazione. E’ da evitare il suo uso in gravidanza ed in concomitanza ad altri farmaci sedativi dei quali può prolungare ed accentuare l’effetto.

  • “Questions and Answers About Valerian for Insomnia and Other Sleep Disorders”. Office of Dietary Supplements • National Institutes of Health. 2006-04-13. http://ods.od.nih.gov/factsheets/Valerian.asp. Retrieved 2007-04-11.
  • Hadley S, Petry JJ (April 2003). “Valerian”. Am Fam Physician 67 (8): 1755–8. PMID 12725454. http://www.aafp.org/afp/20030415/1755.html.
  • Valerian (Valeriana officinalis L.)”. Medline Plus. 10/1/2006. http://www.nlm.nih.gov/medline/druginfo/natural/patient-valerian.html. Retrieved 2007-04-12.
  • Schmitz M, Jäckel M (1998). “[Comparative study for assessing quality of life of patients with exogenous sleep disorders (temporary sleep onset and sleep interruption disorders) treated with a hops-valarian preparation and a benzodiazepine drug]” (in German). Wien Med Wochenschr 148 (13): 291–8. PMID 9757514.
  • Taibi DM et al. ‘A systematic review of valerian as a sleep aid: safe but not effective.’ Sleep Med Rev. 2007;11:209-30.
  • Bent S, Padula A, Moore D, Patterson M, Mehling W (December 2006). “Valerian for sleep: a systematic review and meta-analysis”. Am. J. Med. 119 (12): 1005–12. doi:10.1016/j.amjmed.2006.02.026. PMID 17145239. http://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0002-9343(06)00275-0.

La Serenoa repens e l’ipertrofia prostatica benigna

La è una palma nana diffusa nel sud-est degli Stati Uniti, nel sud Europa ed in nord Africa. E’ noto che gli Indiani d’America la utilizzavano già per trattare problemi urologici e di natura sessuale. Anche qui in Occidente la medicina popolare la consigliava per aumentare la potenza sessuale e la dimensione del seno oltreché per agevolare la crescita dei capelli e ridurre il mal di testa.

Attualmente la Serenoa repens trova il suo impiego, anche presso la medicina tradizionale, per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB, aumento di volume della ghiandola prostatica dovuta ad iperplasia benigna) o adenoma prostatico al I e II livello e dei relativi sintomi.

Sono stati condotti diversi trial clinici con lo scopo di verificare l’effettiva efficacia della pianta nel trattamento dell’IPB; questi studi hanno mostrato una sensibile riduzione dei sintomi come la riduzione della frequenza e dell’urgenza nella minzione anche notturna o durante il riposo con il conseguente miglioramento della qualità di vita del paziente. L’efficacia della Serenoa repens è stata confrontata anche con la finasteride, composto azosteroideo, e con la tamsulosina usate entrambe efficacemente dalla medicina allopatica per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna: ebbene l’azione è molto simile e superiore al placebo nei confronti di problemi urologici generali e particolari legati all’IPB.

I principi attivi che si trovano nell’estratto del frutto della Serenoa sono: steroli, flavonoidi, tannini, carotenoidi, acido caffeico, acido clorogenico, acidi grassi liberi.

Vari studi hanno dimostrato che per essere efficace l’estratto deve essere lipofilo, cioè a prevalente matrice grassa, con almeno un 85-95% di acidi grassi e steroli.

La dosa consigliata, che dipende ovviamente dalla gravità dei sintomi, deve essere di almeno 160 mg al giorno, magari da assumersi in due volte, e protratta da 1 a 3 mesi. Si è visto comunque che il prolungamento della terapia oltre questo tempo non dà un significativo ed ulteriore miglioramento.

La Serenoa repens non dà effetti collaterali se non raramente: possono subentrare problemi gastrointestinali, mal di testa, vertigini e nausea. Sono stati segnalati anche due casi di intossicazione al fegato da ricondursi all’uso della pianta; comunque non sono note interazioni con farmaci abituali e convenzionali.

  • Wilt T, Ishani A, Mac Donald R (2002). “Serenoa repens for benign prostatic hyperplasia”. Cochrane Database Syst Rev (3): CD001423. doi:10.1002/14651858.CD001423. PMID 12137626.
  • Bent S, Kane C, Shinohara K, et al (February 2006). “Saw palmetto for benign prostatic hyperplasia”. N. Engl. J. Med. 354 (6): 557–66. doi:10.1056/NEJMoa053085. PMID 16467543.

L’Aglio e la pressione arteriosa

L’ (Organizzazione Mondiale della Sanità) “come coadiuvante della dieta nel trattamento dell’iperlipidemia, nella prevenzione dell’arteriosclerosi dovuta all’età e nel trattamento dell’ipertensione lieve”.

L’uso terapeutico dell’ infatti si esplica soprattutto nell’ambito della prevenzione delle patologie cardiovascolari e nel trattamento dell’ipertensione lieve. L’effetto antipertensivo degli estratti di Aglio è comunque di breve durata.

La ricerca scientifica sembra avere scoperto che le sostanze contenute negli estratti della pianta agiscano sulla nitrossido-sintasi favorendo un’azione di equilibrio su fattori vasodilatanti e su fattori vasocostrittori.

Le due principali sostanze presenti negli estratti di Aglio sono

  1. l’allicina, molecola a base di zolfo che si forma dall’alliina per triturazione dei bulbi, sostanza antimicotica e batteriostatica che conferisce all’Aglio la qualità di buon disinfettante intestinale,
  2. l’ajoene sostanza dalle proprietà antitrombotiche, che viene impiegata anche nei farmaci allopatici per il trattamento di disturbi tromboemolitici.

Esistono diversi trial clinici riguardanti l’Aglio che mirano a studiarne le varie proprietà. Per quanto riguarda la sua attività ipocolesterolemizzante ci sono dei dati contrastanti: sembra sia efficace nel diminuire i livelli di colesterolo totale in modo maggiore rispetto al placebo, tuttavia questa azione sembra modesta nei casi di livello di colesterolo molto elevati. Altri studi hanno evidenziato che l’Aglio può inibire i processi che stanno alla base dello sviluppo dell’arteriosclerosi dipendente dall’età: riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche di un 6-13% nei soggetti presi in esame. Altri studi ancora hanno evidenziato come l’Aglio non sia efficace nel trattare l’arteriopatia obliterante periferica (AOP) che è una malattia caratterizzata dalla riduzione del flusso di sangue lungo le arterie delle gambe che vengono parzialmente o completamente ostruite da placche arteriosclerotiche.

L’Aglio non ha effetti collaterali conclamati tuttavia, poichè agisce sull’aggregazione piastrinica, è necessario che i soggetti trattati con anticoagulanti facciano attenzione nel suo uso, sentendo il parere del medico. A questo proposito infatti, nei pazienti consumatori di prodotti a base di Aglio in procinto di subire un’operazione chirurgica, ne viene sospesa l’assunzione almeno 10 giorni prima dell’intervento proprio perché l’Aglio può aumentare la tendenza emorragica nella fase post-operatoria.

  • Sovová M, Sova P (May 2004). “[Pharmaceutical importance of Allium sativum L. 5. Hypolipemic effects in vitro and in vivo]” (in Czech). Ceska Slov Farm 53 (3): 117–23
  • Durak I, Oztürk HS, Olcay E, Güven C (2002). “Effects of garlic extract supplementation on blood lipid and antioxidant parameters and atherosclerotic plaque formation process in cholesterol-fed rabbits”. J Herb Pharmacother 2 (2): 19–32

La Cimicifuga racemosa e la menopausa

Anche la , come la Serenoa repens, era nota ai Nativi Americani per le sue proprietà; essi la usavano per trattare disturbi ginecologici e i morsi di serpente. Attualmente sta riscuotendo un notevole successo nel trattamento dei sintomi del climaterio e nel trattamento dei disturbi mestruali.

Numerosi studi clinici hanno dimostrato la sua efficacia nel contrastare i più comuni sintomi della menopausa. Questi studi sono stati condotti utilizzando un estratto isopropanolico a dosaggio variabile (40-80mg) per un tempo di circa 6 mesi. Il tempo di studio così limitato ha fatto sì che le autorità preposte decidessero di sconsigliarne l’uso per un periodo superiore ai sei mesi.

Sebbene esistano appunto questi studi, il meccanismo d’azione della pianta non è ancora compreso. Si pensa che le sostanze responsabili della sua attività terapeutica siano di natura triterpenica come l’acteina, desossiacetilacteolo, cimifugoside ecc.

La Cimicifuga racemosa è stata al centro di un provvedimento di sospensione dal commercio nel 2006 da parte del Ministero della Salute per sospetti disturbi epatici correlati alla sua assunzione su iniziativa dell’Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali. Nel 2007 tuttavia è stata riammessa ed è disponibile come integratore alimentare con l’obbligo di indicare in etichetta la sua presenza.

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  1. Anonimo

    salve sono un ragazzo di 23 anni e da una settimana che prendo l aglio in pillole della aboca per la pressione e la circolazione sanguigna, e da un pò di tempo che sento disturbi al basso ventre nella parte della milza, con leggeri martellamenti di dolore e pungichii proprio nella parte della milza… che cosa potrebbe essere, l aglio dannoso per qualche organo come la milza ?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Improbabile, ma se i dolori sono iniziati proprio dopo l’assunzione suggerirei di provare a:
      1. Sospendere.
      2. Aspettare che passino i dolori (in caso contrario senta il medico).
      3. Alla scomparsa dei dolori provare ad iniziarlo nuovamente.

  2. Anonimo

    dottore mi scusi volevo dire i dolori erano in zona vita a destara all altezza dell intestino

    1. Anonimo

      ho iniziato oggi a sospenderla… però mi pare strano, cosa di quelle pillole mi potrebbe aver fatto male’^?

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Anch’io lo considero improbabile, ma non si possono mai escludere intolleranze od ipersensibilità individuali.

  3. Anonimo

    Buongiorno
    pratico yoga oramai da 10 anni e ieri sera, dopo una lezione recuperativa (posizioni capovolte) ho avuto un giramento di testa.
    Andando poi a casa continuavo ad avere sbalzi di temperatura: prima caldo con mani sudate, poi freddo con mani e piedi gelati.
    Ho pravato a coricarmi completamente in orizzontale (senza cuscino sotto la testa) e ho avuto nuovamente un giramento. Mi son così seduta sul divano con le gambe tese. Poi mi son addormentata e coricata senza problemi.
    C’è da dire, che dopo la pausa estiva e settembrina, erano ormai 2 mesi che non praticavo una lezione di questo tipo.
    Stamane mi sento bene ma… ancora un pò “strana”.
    Purtroppo sono anche fumatrice! Ho 31 anni. E posso anche dire che ultimamente ho avuto un periodo un pò stressante e sono un pò stanca.
    Cosa mi consiglia di fare?
    Grazie mille. Saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente era solo un po’ contratta (stress ed assenza di allenamento recente); se capitasse di nuovo senta ovviamente il medico.

  4. Anonimo

    Scusate ma la veleriana fa male al fegato per caso? perché io per dormire la prendo e vorrei sapere se è pericolosa .

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In determinate condizioni la valeriana fa male al fegato.

  5. Anonimo

    Scusi e in quele condizioni ? Cioè se uno soffre già di qualche malattia?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Esatto, oppure se si assumono altri medicinali/integratori in grado di colpire il fegato.

    2. Anonimo

      ah ok adesso ho capito . anche perché il mio medico mi disse è un rimedio del tutto naturale che non da nessun problema. Poi certo come ce scritto nel foglio illustrativo se si soffre di problemi renali o altro o come se assunto in gravidanza può dare noia . Ma il mio dottore non è assolutamente una cosa che porta a delle gravi conseguenze. La ringrazio

  6. Anonimo

    è vero che l’aglio crudo degluttito a digiuno è utile per abbassare il colesterolo e la pressione

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      L’allicina contenuta sembra avere un leggero effetto sulla pressione e non solo:

    2. Anonimo

      Buon giorno mi chiamo Antonio volevo dirvi ma l’alio aiuta a fare scendere la pressione

  7. Anonimo

    mi scusi dott.a mio marito che ha 39 anni l urologo le ha prescritto la sereoa per una leggera prostatite che le ha portato diversi problemi come bruciori dopo rapporti sessuali, lo sperma e diminuito e l orgasmo nn e piu forte come prima. ho letto su internet di tante persone che sono peggiorati assumendo la serenoa repens cosa ne pensa?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nella mia esperienza non ho mai rilevato peggioramenti, nella peggiore delle ipotesi non c’erano benefici (ma di norma i risultati sono ottimi).

    2. Anonimo

      salve ho letto dei problemi dati dall’assunzione di serenoa rrepens la mia esperienza e’ del tutto positiva cioe’ la funzione prostatica e’ migliorata decisamente e anche la libido o desiderio e’ con sorpresa molto naturalmente aumentata ( faccio presente che ho 68 anni e gia da 5 assumo la serenoa r.) a tutt’oggi sono molto sereno(a) ciao a tutti roberto

    3. Anonimo

      Buongiorno,

      L’aglio, oltre ad avere benefici (veri o presunti) ha sicuramente l’inconveniente dell’odore che (alito a parte) il corpo emana anche nei giorni successivi.
      Per evitare, o minimizzare, cio’ e’ preferibile assumerlo cotto anziche’ crudo ed intero anziche’ tagliarlo a spicchi ?

      Grazie

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