La soia fa male? Tumore al seno, osteoporosi e menopausa

Ultimo Aggiornamento: 49 giorni

Introduzione

Chi non conosce la soia?

È una leguminosa (.) che fa parte dell’alimentazione soprattutto delle popolazioni orientali, ma che negli ultimi anni ha conosciuto un discreto successo anche qui in Occidente.

Risulta ad oggi coltivata in tutto il mondo, non solo in Oriente, ed è nota soprattutto per il suo uso in cucina e nell’industria cosmetica.

È invece molto meno nota nel ruolo, reale o potenziale, di pianta medicinale, anche se ultimamente viene spesso utilizzata come integratore in alternativa alla terapia ormonale sostitutiva (TOS) per le donne in menopausa.

Latte di soia e altri derivati disposti su un vassoio

iStock.com/Diane Labombarbe

I principi attivi della soia

La soia, in quanto legume, è conosciuta per il suo alto contenuto di proteine ed amminoacidi, ma risulta ragionevolmente ricca anche di grassi e carboidrati, fibra compresa; una caratteristica importante che la fa apprezzare in una dieta bilanciata è la sua ricchezza in sali minerali, soprattutto calcio, fosforo e potassio.

In 100 g di semi di soia crudi troviamo infatti:

  • 446 calorie,
  • 30 g di carboidrati,
  • 20 g di grassi,
  • 36 g di proteine,
  • 9 g di fibra.

La famosa lecitina di soia (si trova anche nel tuorlo d’uovo, ma è generalmente estratta dalla soia), il cui nome chimico è fosfatidilcolina, è un fosfolipide che grazie ad una sua parte molecolare lipofila (non solubile in acqua) ed una idrofila (solubile in acqua) possiede un buon potere emulsionante: grazie a questa proprietà infatti è molto usata nell’industria cosmetica e nell’industria alimentare.

Dal punto di vista farmacologico, soprattutto nelle credenze popolari, alla lecitina di soia è stata attribuita un’attività anticolesterolo, cioè essa ne favorirebbe lo smaltimento a livello epatico ed a livello della circolazione sanguigna. In realtà la lecitina di soia è il principale costituente della struttura delle membrane cellulari e questa sua azione si esplica in sinergia con tutte le altre sostanze presenti nel seme della leguminosa come gli isoflavoni, le saponine e gli insaponificabili.

  • Gli isoflavoni sono dei composti che a livello chimico vengono definiti fenolici e sono costituiti da due anelli aromatici ed un anello eterociclico, sono di fatto molecole a 15 atomi di carbonio. Gli isoflavoni risultano presenti anche in altre piante ed in altri legumi. Da un punto di vista fisiologico sembra che gli isoflavoni si comportino come fitoestrogeni, o estrogeni vegetali e che, se assunti, abbiano un effetto regolatore naturale sulla produzione ormonale corporea nella donna.
  • Le saponine contenute negli estratti del seme di soia rendono maggiormente biodisponibili gli isoflavoni, in effetti la loro presenza dovrebbe essere sempre garantita in quei prodotti ad attività fitoestrogenica. Comunque, da un punto di vista farmacologico, queste componenti non sono ancora state sufficientemente studiate.
  • Gli insaponificabili costituiscono la frazione residua del processo di saponificazione dell’estratto di soia. È una miscela di sostanze lipidiche molto usata nell’industria cosmetica, ma che ultimamente è stata soggetta a ricerche cliniche per valutarne l’efficacia nel trattamento della , malattia cronica e progressiva che colpisce il sistema immunitario e che si manifesta con l’ispessimento della cute fino ad arrivare ai tessuti degli organi più interni nei casi più gravi. Sembra che gli insaponificabili possano intervenire, regolandola, nella sintesi del collagene. E’ stata anche documentata una loro attività antiinfiammatoria sia per via sistemica , sia per via topica.

Le prospettive della soia

Il recente interesse clinico e farmacologico per la soia e i suoi derivati è provato dai molti studi epidemiologici effettuati sulle popolazioni asiatiche che, come già detto, sono grandi consumatori di soia. Questi studi, con tutti i limiti dell’approccio epidemiologico, hanno rilevato nella popolazione orientale una minore incidenza di

E proprio su alcune di queste patologie si sono soffermati alcuni studi clinici randomizzati che in molti casi hanno dimostrato l’efficacia di alcune terapie a base di derivati della soia.

Osteoporosi

Molto interessanti sono i risultati ottenuti sullo studio della composizione ossea delle donne orientali che consumano isoflavoni di soia, le quali presentano un’elevata densità ossea rispetto alle donne occidentali che non ne assumono. Uno studio condotto in Italia sembra confermare le evidenze epidemiologiche. È però ancora da dimostrare se questa caratteristica abbia un’incidenza sul rischio di fratture ossee.

Relativamente all’osteoporosi alcuni studi più rigorosi sembrano dimostrare che che gli isoflavoni non si rivelano più efficaci del placebo o, in altre parole, non servono: l’ipotesi attuale in grado di spiegare la minore incidenza della patologia nelle donne asiatiche prevede infatti che sia il maggior consumo nell’intero arco della vita ad essere associato a vantaggi terapeutici, mentre l’assunzione di integratori dai 50 anni in su non sia in grado di garantire gli stessi benefici.

Colesterolo

clinici hanno dimostrato l’efficacia della soia, nella globalità dei suoi componenti, nel ridurre il livello di colesterolo cattivo (LDL) e nel ridurre il rischio di patologie dell’apparato cardiocircolatorio.

Disturbi della menopausa

L’aspetto forse più controverso degli studi clinici attuali riguarda proprio una delle proprietà più famose della soia, cioè quella che si esplica sui problemi del climaterio (menopausa), vampate di calore su tutti.

Sebbene esistano in commercio diversi tipi di integratori a base di soia con azione fitoestrogenica, la ricerca clinica ancora non ne conferma l’efficacia al di là di ogni ragionevole dubbio. È ipotizzabile che i risultati dei vari studi non riescano ad essere validati a causa della grande disomogeneità dei dati a partire dai prodotti utilizzati che non sono mai uguali in composizione (integratori con o senza saponine , ad esempio).

Inoltre i vari studi sembra non abbiano preso in considerazione la genetica delle donne in esame, che potrebbe essere un fattore rilevante per capire come l’organismo reagisce ai farmaci. Sono state condotte ricerche anche sull’effetto dei fitoestrogeni sull’endometrio, ma i risultati sono anche qui disomogenei.

Tumore al seno

Numerosi studi farmacologici, insieme alle evidenze epidemiologiche, hanno indagato il legame tra soia e tumore al seno, pervenendo spesso a risultati contraddittori.

Alcune ricerche sembrano fornire una correlazione , mentre altri giungono a conclusioni , se non addirittura opposte (il consumo di elevate quantità di soia in presenta di tumori al seno ormono-dipendenti potrebbe addirittura essere controproducente).

Il dibattito è quindi aperto, con le società scientifiche più prestigiose che adottano ancora un in proposito.

Secondo un potrebbe essere il tempo la vera chiave di lettura del nesso tra soia e tumore al seno: secondo questa ricerca un’assunzione continua durante l’intero arco della vita fornirebbe un marcato effetto protettivo nei confronti dello sviluppo del tumore (che spiegherebbe la minore incidenza nelle donne asiatiche), mentre un consumo improvviso iniziato a seguito della diagnosi potrebbe addirittura risultare svantaggioso.

Con questa chiave di lettura potrebbe trovare spiegazione uno studio canadese condotto su migliaia di donne in cui l’assunzione giornaliera di fitoestrogeni

  • ha ridotto l’incidenza di cancro mammario nelle donne obese o in premenopausa,
  • non ha evidenziato nessun effetto per le donne in post-menopausa.

Quando usare la soia e sue controindicazioni

Dovrebbe ormai essere chiaro da quanto sopra esposto che il consumo di soia nella dieta, come legume o dei suoi derivati, sia consigliabile e probabilmente utile in ottica di prevenzione cardiovascolare, soprattutto nel contesto di uno stile di vita sano e di un’alimentazione varia ed equilibrata.

I vantaggi sono tanto maggiori quanto più è di vecchia data l’abitudine al consumo del prezioso legume, o, quantomeno, iniziato 10-15 anni prima dell’arrivo della menopausa.

A giudizio del ginecologo può essere assunta sotto forma di integrazioni durante il delicato periodo del climaterio, anche se purtroppo non tutte le donne sperimentano un uguale beneficio in termini di riduzione delle vampate e di altri disturbi.

Il ricorso ai fitoestrogeni deve invece essere più cauto in bambini e donne in gravidanza: i fitoestrogeni passano nel liquido amniotico e possono alterare lo sviluppo delle ghiandole endocrine del feto. Nei bambini un consumo eccessivo di soia può provocare turbe nello sviluppo sessuale e nella fisiologia del ciclo mestruale, senza contare che possono interferire sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Non è invece un problema un consumo occasionale, nel contesto di un regime dietetico vario ed equilibrato.

Come detto i fitoestrogeni possono stimolare la crescita dei tumori al seno con caratteristica estroginica dipendente, quindi l’uso della soia e dei suoi derivati è sconsigliato per le donne che hanno sviluppato questo tipo di cancro; è inoltre raccomandabile che tutte le donne che hanno o hanno avuto un qualsiasi tipo di cancro alla mammella consultino un oncologo o comunque il proprio medico prima di consumare soia in elevate quantità o integratori.

La soia è stata a lungo sospettata di interferire con la funzione della tiroide, soprattutto nel caso di pazienti con ipotiroidismo, ma ad oggi si ritiene che sia sufficiente prestare attenzione ad assumere la terapia sostitutiva (Eutirox o analoghi) a distanza dal legume.

Si raccomanda infine attenzione in casi di patologie ormono-correlate, come ad esempio

L’assunzione di integratori a base di soia potrebbe infine interagire con anticoagulanti cumarinici come Coumadin.

Conclusioni

La soia, alla luce delle ricerche farmaco-cliniche disponibili in letteratura, risulta essere una pianta dalle interessanti proprietà terapeutiche.

Gli isoflavoni, che tra i componenti attivi del seme di soia sono i più caratterizzati, si sono dimostrati ottimi alleati della buona salute dell’apparato circolatorio, mentre sembrano essere meno efficaci nel trattamento a breve termine della osteoporosi da menopausa.

Più controverso è l’effetto sul tumore al seno perchè di fatto al momento manca una risposta definitiva; ad oggi si ritiene che un consumo regolare nell’arco della vita possa non solo essere sicuro, ma addirittura fungere da fattore di protezione. È invece da evitare il consumo in caso di tumore al seno ormono-dipendente.

Quello che invece la ricerca clinica non è riuscita a dimostrare completamente è la loro efficacia nel trattamento dei disturbi del climaterio, che paradossalmente, è l’aspetto terapeutico più conosciuto e popolare della soia.

Articoli correlati

Leggi gli altri articoli delle seguenti categorie:

oppure cerca altri argomenti attraverso l'indice

oppure fai una ricerca tra le centinaia di articoli pubblicati

Domande, suggerimenti e segnalazioni

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.

Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

  1. Anonimo

    Io ho un seno piuttosto piccolo e mi avevano consigliato di prendere gli integratori per ingrandirlo,é possibile che funzioni o devo per forza trovare un’altro modo? Vorrei farlo in modo naturale

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, mi dispiace ma purtroppo non esistono integratori in grado di far aumentare il seno. saluti

  2. Anonimo

    Operata al seno 2 anni e mezzo fa nn ho ancora capito se la soia e bere il latte di soia sì può o nn sì può

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, operata per cosa? le avevano proibito di assumere la soia?

    2. Anonimo

      Scusate se mi intrometto, la soia è un fitoestrogeno ed è sconsgliato a chi ha avuto un carcinoma mammario ormono sensibile in quanto ne puo’ stimolare la crescita. Io ho avuto un cancro al seno sensibile agli ormoni e l’oncologa mi ha vietato qualunque integratore contente estrogeni, anche naturali. Buona giornata

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Le confermo che in caso di tumore ormonosensibile (quindi non tutti i tumori al seno) la soia sotto forma di integratore è sconsigliata; occasionali assunzioni per via alimentare non sono in genere ritenute un problema.

  3. Anonimo

    Buon giorno posso assumere biomineral donna avendo un seno fibrocistico? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Serve il preventivo parere del senologo o del ginecologo, per la presenza di fitormoni.

  4. Anonimo

    Gentile dottore io soffro di epatite c cronica posso assumere menovamp soy? O è pericolosa? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non vedo problemi, ma è indispensabile il preventivo parere dell’epatologo.

  5. Anonimo

    Gentile dottore sono in menopausa da circa 3 anni . Volevo sapere : io mangio poco anzi pochissimo e ingrasso tanto sopratutto la pangia . mi sento molto avvilita perche ‘ mangio poco e tutta roba leggera eppure ingrasso per colpa della menopausa … ci sarebbe un prodotto naturale adatto che non mi faccia male ???? E aiuta il mio metabolismo ???

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Onestamente non credo molto agli integratori per dimagrire.

La sezione commenti è attualmente chiusa.