Ginseng: proprietà, effetti, benefici e rischi

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 8 agosto 2018

Introduzione

ll Ginseng è una pianta conosciuta da millenni per le sue innumerevoli proprietà benefiche: dalla Cina all’Occidente il suo uso si è tramandato ed ora lo si trova in vendita come prodotto erboristico puro per decotti ed infusi (per esempio il caffè al ginseng), sotto forma di

  • capsule e compresse,
  • polvere,
  • liquido

o come ingrediente in alcuni integratori alimentari (in varie forme, tra cui anche i flaconcini).

Della pianta si usa la radice, molto carnosa, la cui forma è simile a quella del corpo umano: l’etimologia cinese del nome è jen shen cioè “radice d’uomo”. Il Ginseng è impiegato ad esempio come tonico, sia a livello fisico che mentale, per migliorare la resistenza alla stanchezza e la concentrazione; ha anche effetti antidepressivi e diuretici oltre che afrodisiaci.

La farmacologia ufficiale si è occupata di cercare una dimostrazione scientifica delle proprietà di questa conosciutissima pianta, ma con risultati per ora contrastanti.

Studi recenti hanno evidenziato una qualche attività sul metabolismo: sembra che la pianta sia in grado di accelerare la lipogenesi epatica (trasformazione degli zuccheri in grassi) e di aumentare la riserva di glicogeno, determinando così un abbassamento della glicemia. Le prove sono state condotte su soggetti con diabete mellito di tipo 2 ai quali è stato somministrato sia ginseng cinese che americano (le differenze sono illustrate più avanti nell’articolo) e i risultati hanno evidenziato una significativa riduzione del livello di glucosio nel sangue e dei livelli plasmatici dell’emoglobina glicosilata.

Un altro studio, sempre effettuato su persone sane e su soggetti con diabete mellito di tipo 2, ha evidenziato come la somministrazione di 3 g di Ginseng americano abbia ridotto significativamente la risposta glicemica ad un carico orale di 25g di glucosio: in altre parole a parità di zuccheri consumati la misurazione successiva della glicemia fornisce risultati migliori.

D’altro canto studi clinici effettuati in modo randomizzato, in doppio cieco e controllati rispetto all’effetto placebo, non hanno evidenziato sperimentalmente risultati per quanto riguarda le supposte proprietà tonificanti del Ginseng.

Questi studi sono stati effettuati sia su animali che su uomini. Sono state considerate anche altre proprietà come quelle relative alla stimolazione del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario o proprietà antitumorali o in generale gli effetti sul metabolismo, ma ad oggi non esistono prove inconfutabili della sua efficacia, soprattutto perché spesso gli studi sono condotti in modo ; la comunità scientifica per esempio rimane sul suo utilizzo a scopo di miglioramento cognitivo sia su pazienti sani che affetti da demenza, persistono grandi sull’utilizzo per il trattamento della disfunzione erettile, e così via.

Fotografia di radice di ginseng

iStock.com/chengyuzheng

Ginseng cinese o americano?

Le due specie di pianta più note sono il Ginseng cinese, , ed il Ginseng americano, Panax quinquefolium. Una terza specie forse meno conosciuta è l’, il cosiddetto Ginseng siberiano che viene usato frequentemente in Occidente al posto del Ginseng cinese perché meno costoso.

Il Ginseng cinese è, come dice il nome, originario della Cina ma può provenire anche dalla Corea e dal Giappone nelle sue due varietà, una rossa ed una bianca, quest’ultima più ricca di principi attivi; il Ginseng americano arriva dagli Stati Uniti e dal Canada. Le proprietà del genere Panax derivano essenzialmente dalla presenza di ginsenosidi, glicosidi anche detti saponine, che risultano differenti in composizione chimica e quantità percentuale nelle due specie: ad esempio il Ginseng americano possiede una quantità inferiore di ginsenosidi Rf ed il rapporto fra ginsenosidi Rg1 e Rg2 è inferiore a quello presentato dal Ginseng cinese, questo fattore determina una diversa efficacia tonificante tra le due specie: quello americano risulta essere meno stimolante di quello cinese (infatti i ginsenosidi Rg1 hanno un effetto eccitante ed i ginsenosidi Rg2 hanno effetti calmanti) ed è considerato anche più bilanciato.

Del Ginseng siberiano vengono utilizzate le radici essiccate, è una pianta che appartiene alla stessa famiglia delle Panax, le Araliaceae, ma di genere diverso; anche il principio attivo è differente: qui si parla di eleuterosidi, chimicamente differenti dai ginsenosidi. Gli eleuterosidi B (es. la siringina) ed E sono quelli responsabili per la maggior parte delle proprietà della pianta.

I ginsenosidi e gli eleuterosidi sono comunque considerati i principi attivi di riferimento per determinare la qualità dei preparati che contengono Ginseng. I prodotti che si trovano in commercio sono suddivisi in base al genere di pianta ed in base ai principi attivi che contengono, come ad esempio i prodotti Panax ginsenosidi oppure i prodotti misti che hanno sia ginsenosidi ed eleuterosidi e così via.

Quando si sceglie un prodotto a base di Ginseng non solo è importante conoscere la qualità, ma anche la quantità di principio attivo presente che può variare tantissimo a seconda della forma commercializzata; ad esempio la concentrazione di ginsenosidi può variare di 15 volte nelle polveri e nelle capsule e di 36 volte nelle tinture o estratti liquidi, così come quella degli eleuterosidi che può variare ben di 200 volte nelle preparazioni liquide. Una ricerca americana ha studiato alcuni prodotti commerciali contenenti Ginseng con l’intento di verificare se la concentrazione dei principi attivi dichiarata in etichetta coincideva con quella reale: i risultati non sono stati incoraggianti infatti le concentrazioni reali potevano variare da un 10,8 ad un 328% ca rispetto a quelle riportate in etichetta.

È di fondamentale importanza sottolineare che i prodotti erboristici non vengono preparati come i farmaci di sintesi, in cui la molecola responsabile della proprietà farmacologica peculiare è isolata ed immessa nel farmaco in una concentrazione ben definita; gli estratti naturali, proprio a causa delle modalità di estrazione e di preparazione, in generale sono soggetti a variazioni di peso ed anche di concentrazione dei principi attivi.

Le piante stesse, pur essendo appartenenti ad una stessa specie, possono avere delle composizioni chimiche diverse perché anche i fattori ambientali incidono come la qualità del terreno in cui sono cresciute e così via, diventa quindi indispensabile scegliere integratori in cui sia garantito il titolo (ossia la concentrazione) in termini di principio attivo per unità posologica o di volume (ossia per compressa, per millilitro, …).

Ginseng e Warfarin

Se le proprietà benefiche del Ginseng non sono ancora state dimostrate in modo inequivocabile, è invece la possibile interazione con un comune anticoagulante (warfarin), in particolare si è evidenziata una diminuzione dell’effetto anticoagulante del farmaco dopo l’assunzione della pianta, con relativo aumento del rischio di eventi cardiovascolari.

A seguito di questo rilievo è stato condotto, tra gli altri, uno  su volontari adulti giovani e sani, in doppio cieco e controllato verso placebo, ai quali è stato fatto assumere il Warfarin ed il Ginseng contemporaneamente per 3 settimane: il consumo di Ginseng ha diminuito i livelli di Warfarin nel plasma depotenziandone di fatto l’azione. Sembra che i ginsenosidi siano in grado di aumentare l’attività dell’enzima epatico atto ad eliminare la molecola del Warfarin (miscela racemica R ed S).

Un’analoga prova è stata condotta sui ratti per 5 giorni consecutivi senza dare alcun tipo di evidenza. Si suppone quindi che il dato significativo sia il tempo di assunzione del Ginseng in concomitanza al farmaco.

Sebbene manchino evidenze di interazione con altri farmaci, questo studio insegna che i medici dovrebbero essere messi a conoscenza dai loro pazienti dell’eventuale uso di sostanze fitoterapiche, in quanto potrebbero interferire con le terapie in corso.

Naturale è un termine abusato e non è sempre sinonimo di innocuo o sicuro,

anche i preparati erboristici possono avere degli effetti collaterali, in quanto sempre di sostanze attive  si tratta. Peraltro lo stesso Ginseng può causare, se consumato in dosi eccessive o da soggetti sensibili, insonnia, diarrea, emicrania, …

Fonte principale: , commento critico a cura di Romina Marroni

Aderiamo allo .

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    SOFFRO DI IPOTIROIDISMO . PRENDO EUTIROX 100 MG POSSO PRENDERE IL GINSENG?? GRAZIE MILLE

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non mi risultano interazioni.

  2. Anonimo

    Buona sera Dottore ,
    Cortesemente….per quanto tempo è consigliata la somministrazione? Come dose? In quale momento della giornata?
    Grazie

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      In genere si fanno cicli di qualche settimana.
      Dose in base alla formulazione scelta (secondo le indicazioni sulla confezione).
      Mattino e/o pranzo, si consiglia non più tardi per evitare di disturbare il sonno.

  3. Anonimo

    il ginseng può essere un ottimo afrodisiaco soffro di disturbi sessuali

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Non capisco se sia una domanda, in caso affermativo suggerirei prima di tutto una visita per inquadrare meglio il disturbo; solo con una diagnosi è possibile trovare la terapia più adatta.

  4. Anonimo

    Buongiorno, io soffro di una gastrite erosiva in stadio avanzato. Pur avendo notato che il caffè non mi da assolutamente problemi ( a differenze del te coi biscotti ed altre cose, compreso il caffè d’orzo) l’ho dovuto bandire dalla mia colazione. Ho comunque bisogno di molta concentrazione per via del lavoro che faccio, posso comunque provare ad usare regolarmente il ginseng nonostante la mia gastrite sia così grave?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Aspetterei di aver recuperato almeno in parte l’attuale situazione.

  5. Anonimo

    Assumo zarelis posso bere almeno un ginseng al giorno ?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Se c’è anche un problema di ansia meglio evitare.

    2. Anonimo

      TI confermo per esperienza personale la risposta del dottore, da quando ho sospeso il consumo di caffè (normale, ginseng e fonti di caffeina in genere, come la CocaCola) si sono ridotte moltissimo anche le crisi d’ansia di cui soffrivo.