Ginseng: è davvero efficace?

Ultimo Aggiornamento: 159 giorni

Introduzione

ll Ginseng è una pianta conosciuta da millenni per le sue innumerevoli proprietà benefiche: dalla Cina all’Occidente il suo uso si è tramandato ed ora lo si trova in vendita come prodotto erboristico puro per decotti ed infusi (per esempio il caffè al ginseng), sotto forma di capsule, polvere, compresse o come ingrediente in alcuni integratori alimentari.

Della pianta si usa la radice, molto carnosa, la cui forma è simile a quella del corpo umano: l’etimologia cinese del nome è jen shen cioè “radice d’uomo”. Il Ginseng è impiegato ad esempio come tonico, sia a livello fisico che mentale, per migliorare la resistenza alla stanchezza e la concentrazione; ha anche effetti antidepressivi e diuretici oltre che afrodisiaci.

La farmacologia ufficiale si è occupata di cercare una dimostrazione scientifica delle proprietà di questa conosciutissima pianta, ma con risultati per ora contrastanti.

Studi recenti hanno evidenziato iun’attività sul metabolismo: sembra che la pianta sia in grado di accelerare la lipogenesi epatica (trasformazione degli zuccheri in grassi) e di aumentare la riserva di glicogeno determinando così un abbassamento della glicemia. Le prove sono state condotte su soggetti con diabete mellito di tipo 2 ai quali è stato somministrato sia ginseng cinese che americano (le differenze sono illustrate più avanti nell’articolo) ed i risultati hanno evidenziato una significativa riduzione del livello di glucosio nel sangue e dei livelli plasmatici dell’emoglobina glicosilata.

Un altro studio, sempre effettuato su persone sane e su soggetti con diabete mellito di tipo 2, ha evidenziato come la somministrazione di 3 g di Ginseng americano abbia ridotto significativamente la risposta glicemica ad un carico orale di 25g di glucosio: in altre parole a parità di zuccheri consumati la misurazione successiva della glicemia fornisce risultati migliori.

D’altro canto studi clinici effettuati in modo randomizzato, in doppio cieco e controllati rispetto all’effetto placebo, non hanno evidenziato sperimentalmente risultati per quanto riguarda le supposte proprietà tonificanti del Ginseng. Questi studi sono stati effettuati sia su animali che su uomini. Sono state considerate anche altre proprietà come quelle relative alla stimolazione del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario o proprietà antitumorali o in generale gli effetti sul metabolismo.

Ginseng cinese o americano?

Le due specie di pianta più note sono il Ginseng cinese, , ed il Ginseng americano, Panax quinquefolium. Una terza specie forse meno conosciuta è l’, il cosiddetto Ginseng siberiano che viene usato frequentemente in Occidente al posto del Ginseng cinese perché meno costoso.

Il Ginseng cinese è, come dice il nome, originario della Cina ma può provenire anche dalla Corea e dal Giappone nelle sue due varietà, una rossa ed una bianca, quest’ultima più ricca di principi attivi; il Ginseng americano arriva dagli Stati Uniti e dal Canada. Le proprietà del genere Panax derivano essenzialmente dalla presenza di ginsenosidi, glicosidi anche detti saponine, che risultano differenti in composizione chimica e quantità percentuale nelle due specie: ad esempio il Ginseng americano possiede una quantità inferiore di ginsenosidi Rf ed il rapporto fra ginsenosidi Rg1 e Rg2 è inferiore a quello presentato dal Ginseng cinese, questo fattore determina una diversa efficacia tonificante tra le due specie: quello americano risulta essere meno stimolante di quello cinese (infatti i ginsenosidi Rg1 hanno un effetto eccitante ed i ginsenosidi Rg2 hanno effetti calmanti) ed è considerato anche più bilanciato.

Del Ginseng siberiano vengono utilizzate le radici essiccate, è una pianta che appartiene alla stessa famiglia delle Panax, le Araliaceae, ma di genere diverso; anche il principio attivo è differente: qui si parla di eleuterosidi, chimicamente differenti dai ginsenosidi. Gli eleuterosidi B (es. la siringina) ed E sono quelli responsabili per la maggior parte delle proprietà della pianta.

I ginsenosidi e gli eleuterosidi sono comunque considerati i principi attivi di riferimento per determinare la qualità dei preparati che contengono Ginseng. I prodotti che si trovano in commercio sono suddivisi in base al genere di pianta ed in base ai principi attivi che contengono, come ad esempio i prodotti Panax ginsenosidi oppure i prodotti misti che hanno sia ginsenosidi ed eleuterosidi e così via.

Quando si sceglie un prodotto a base di Ginseng non solo è importante conoscere la qualità, ma anche la quantità di principio attivo presente che può variare tantissimo a seconda della forma commercializzata; ad esempio la concentrazione di ginsenosidi può variare di 15 volte nelle polveri e nelle capsule e di 36 volte nelle tinture o estratti liquidi, così come quella degli eleuterosidi che può variare ben di 200 volte nelle preparazioni liquide. Una ricerca americana ha studiato alcuni prodotti commerciali contenenti Ginseng con l’intento di verificare se la concentrazione dei principi attivi dichiarata in etichetta coincideva con quella reale: i risultati non sono stati incoraggianti infatti le concentrazioni reali potevano variare da un 10,8 ad un 328% ca rispetto a quelle riportate in etichetta.

Credo comunque che sia di fondamentale importanza sottolineare che i prodotti erboristici non vengono preparati come i farmaci di sintesi, in cui la molecola responsabile della proprietà farmacologica peculiare è isolata ed immessa nel farmaco in una concentrazione ben definita; gli estratti naturali, proprio a causa delle modalità di estrazione e di preparazione, in generale sono soggetti a variazioni di peso ed anche di concentrazione dei principi attivi, le piante stesse pur essendo appartenenti ad una stessa specie possono avere delle composizioni chimiche diverse perché anche i fattori ambientali incidono come la qualità del terreno in cui sono cresciute e così via, diventa quindi indispensabile scegliere integratori in cui sia garantito il titolo (ossia la concentrazione) in termini di principio attivo per unità posologica o di volume (ossia per compressa, per millilitro, …).

Ginseng e Warfarin

Se le proprietà benefiche del Ginseng non sono ancora state dimostrate in modo inequivocabile, è invece la possibile interazione con un comune anticoagulante (warfarin), in particolare si è evidenziata una diminuzione dell’effetto anticoagulante del farmaco dopo l’assunzione della pianta, con relativo aumento del rischio di eventi cardiovascolari.

A seguito di questo rilievo è stato condotto, tra gli altri, uno  su volontari adulti giovani e sani, in doppio cieco e controllato verso placebo, ai quali è stato fatto assumere il Warfarin ed il Ginseng contemporaneamente per 3 settimane: il consumo di Ginseng ha diminuito i livelli di Warfarin nel plasma depotenziandone di fatto l’azione. Sembra che i ginsenosidi siano in grado di aumentare l’attività dell’enzima epatico atto ad eliminare la molecola del Warfarin (miscela racemica R ed S).

Un’analoga prova è stata condotta sui ratti per 5 giorni consecutivi senza dare alcun tipo di evidenza. Si suppone quindi che il dato significativo sia il tempo di assunzione del Ginseng in concomitanza al farmaco.

Conclusioni

Sebbene manchino evidenze di interazione con altri farmaci, questo studio insegna che i medici dovrebbero essere messi a conoscenza dai loro pazienti dell’eventuale uso di sostanze fitoterapiche, in quanto potrebbero interferire con le terapie in corso.

Naturale è un termine abusato e non è sempre sinonimo di innocuo o sicuro,

anche i preparati erboristici possono avere degli effetti collaterali, in quanto sempre di sostanze attive  si tratta. Peraltro lo stesso Ginseng può causare, se consumato in dosi eccessive o da soggetti sensibili, insonnia, diarrea, emicrania, …

Fonte principale: , commento critico a cura di Romina Marroni

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  1. Anonimo

    salve dottore,che tipo di rimedio mi consiglierebbe per una maggiore concentrazione all’apprendimento degle studi?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In questo campo le differenze individuali sono rilevanti, ma tra le sostanze più usate ci sono senza dubbio ginseng, eleuterococco e caffeina, oltre alla sottovalutata arginina.

    2. Anonimo

      Salve dottore, prendo laroxil per la cefalea intensiva, ma mi da mancanza di desiderio sessuale, posso prendere il ginseng? Aspetto una vostra risposta

  2. Anonimo

    Buongiorno dottore
    Faccio tutti i giorni una puntura di parnaparin..a causa di una trombosi..volevo chiederle se posso assumere il ginseng

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Esistono alcune segnalazioni, per quanto dubbie, su una possibile interazione con warfarin (anticoagulante); al suo posto credo che non rischierei, benchè non abbia trovato prova certa di possibili interazioni.

  3. Anonimo

    Salve dottore, prendo antidepressivi (cymbalta 60 mg) e ho anche una gastrite cronica con reflusso. Posso bere il caffè al ginseng? Mi fa male? O il caffè decaffeinato?

    Grazie mille!

    1. Anonimo

      Quindi posso bere quello al ginseng? Non mi provoca bruciore? Perché so che con la gastrite non si può bere il caffè perché la caffeina fa male..

      Mentre è solo una voce sbagliata che il caffè al ginseng altera la composizione degli antidepressivi?

      Grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Uno al giorno, magari a stomaco pieno, non dovrebbe darle troppo fastidio; ovviamente se capisse che le causa bruciore andrebbe sospeso.

      L’effetto eccitante potrebbe essere un problema in caso di ansia, in caso di depressione non dovrebbe essere un grosso problema.

  4. Anonimo

    Ma funziona davvero? Ho comperato le capsule da ingerire per avere un po piu tonicità , può servire?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Intende il ginseng? Sì, un certo effetto è avvertibile.

    2. Anonimo

      Si il ginseng, ora sono quattro giorni che lo prendo al mattino , in effetti un po di carica in più la sento

  5. Anonimo

    ..volevo sapere se assumendo Ginseng coreano in estratto molle,per via sublinguale si ha lo stesso effetto,grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo non glielo so dire con certezza, ma dovrebbe avere gli stessi effetti.

  6. Anonimo

    salve, volevo sapere se va bene assumere la polvere di panax ginseng diluendola con il caffè. grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non dovrebbero esserci problemi, ma:

      1. Non so dirle se si sciolga e che gusto venga fuori.
      2. Attenzione a non esagerare con le sostanze eccitanti (penso a ginseng e caffeina).

  7. Anonimo

    Salve,ho solo un rene,faccio regolare attività fisica e controlli annuali per il momento sto bene.. Sto prendendo del panax ginseng per concentrarmi di piu sul lavoro.. Potrebbe farmi del male? Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non dovrebbe dare problemi, ma senta in proposito anche il medico.

  8. Anonimo

    Salve dottore e un periodo che non ho stimoli sessuali probabilmente per l’assunzione di un farmaco effexor 37,5 per curare l’ansia il ginseng in questo caso puo essere assunto per aumento libido

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Valuterei cosa assumere con il medico, probabilmente ci sono rimedi anche più adatti.

  9. Anonimo

    Ciao dottore io mi sento senza forze e buon umore mi viene a dormire in continuo volevo sapere se giseng va bene per questi disturbi.Grazie

    1. Anonimo

      Io ho il tuo stesso problema…colpa della depressione. Lo sto assumendo da una settimana e ho già avuto risultati.io soffro di ansia e panico…sempre triste. ..dormivo solo.ora non più. Provalo!!!!

  10. Anonimo

    SOFFRO DI IPOTIROIDISMO . PRENDO EUTIROX 100 MG POSSO PRENDERE IL GINSENG?? GRAZIE MILLE

  11. Anonimo

    Buona sera Dottore ,
    Cortesemente….per quanto tempo è consigliata la somministrazione? Come dose? In quale momento della giornata?
    Grazie

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In genere si fanno cicli di qualche settimana.
      Dose in base alla formulazione scelta (secondo le indicazioni sulla confezione).
      Mattino e/o pranzo, si consiglia non più tardi per evitare di disturbare il sonno.

  12. Anonimo

    il ginseng può essere un ottimo afrodisiaco soffro di disturbi sessuali

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non capisco se sia una domanda, in caso affermativo suggerirei prima di tutto una visita per inquadrare meglio il disturbo; solo con una diagnosi è possibile trovare la terapia più adatta.

  13. Anonimo

    Buongiorno, io soffro di una gastrite erosiva in stadio avanzato. Pur avendo notato che il caffè non mi da assolutamente problemi ( a differenze del te coi biscotti ed altre cose, compreso il caffè d’orzo) l’ho dovuto bandire dalla mia colazione. Ho comunque bisogno di molta concentrazione per via del lavoro che faccio, posso comunque provare ad usare regolarmente il ginseng nonostante la mia gastrite sia così grave?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Aspetterei di aver recuperato almeno in parte l’attuale situazione.

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