Sbornia: rimedi per i postumi dell’ubriachezza

a cura di Dr.ssa Consuelo Basile -Ultimo Aggiornamento: 7 luglio 2018

Introduzione

Di fronte alla questione del consumo di alcool in medicina possiamo osservare una sorta di paradosso: se da una parte per l’intossicazione e l’abuso cronico il mondo medico ha sviluppato delle conoscenze approfondite sulle loro cause e il più adeguato trattamento, paiono essere quasi del tutto trascurati i postumi dell’ubriachezza.

Di questi sono poco noti i processi biochimici che portano all’insorgenza dei sintomi e ancora più rari sono gli studi orientati verso un trattamento efficace. Persino l’esatta definizione di quella che viene comunemente chiamata sbornia per molti anni è stata affidata alla libera interpretazione della persona e solo recentemente si è formulata una definizione scientifica.

Eppure si tratta di un’esperienza estremamente comune nella popolazione e per la quale si sprecano rimedi tradizionali, soluzioni casalinghe e trattamenti poco convenzionali, tuttavia su un importante articolo pubblicato sul gli autori concludono che “non esiste una prova convincente che suggerisca che un qualche intervento convenzionale o complementare possa avere effetti nel prevenire o curare i postumi dell’alcol. Il metodo più efficace per evitare i sintomi dei postumi indotti dall’alcol (la cosiddetta sbornia, nda) è praticare l’astinenza o la moderazione.

Primo piano di una bottiglia vuota e sullo sfondo un uomo addormentato su un bicchiere

iStock.com/KatarzynaBialasiewicz

Definizione

I membri de ‘’, un gruppo di esperti in materia, ha cercato di trovare una definizione universale per quella che volgarmente viene chiamata ‘sbornia’.

Il gruppo di ricerca è partito usando le parole che gli stessi consumatori hanno speso nel tentativo di descrivere questa situazione; da qui sono stati selezionati quei fattori che venivano più frequentemente citati e sono state formulate diverse definizioni che, una volta confrontate con ciò che veniva riportato in letteratura su tale argomento, hanno portato alla seguente definizione:

Con il termine di “postumi dell’ubriacatezza” ci si riferisce alla combinazione di sintomi fisici e mentali che si sperimentano dopo un singolo episodio di consumo sovrabbondante di alcool e che iniziano nel momento in cui l’alcolemia nel sangue si riduce a zero.

Con questa definizione si introducono due importanti concetti:

  1. il primo è il riferimento ad un singolo episodio di consumo, che distingue quindi dall’abuso cronico e da altre forme di alcolismo come i binge drinkers (forti bevitori nel weekend) che stanno prendendo piede anche nel nostro Paese.
  2. Il secondo è il riferimento al fatto che la comparsa del quadro sintomatologico avviene nel momento in cui l’alcolemia, cioè la concentrazione di alcol nel sangue, ritorna a zero: ciò permette di distinguere quei sintomi che invece sono causati dall’intossicazione acuta e che compaiono nel momento di maggior ebbrezza.

Fisiopatologia

Le manifestazioni che insorgono a seguito di un abuso del consumo di alcool dipendono dalla combinazione di diversi fattori tra i quali:

  • Disidratazione. L’alcool stimola la diuresi e riduce la quantità di acqua presente nel nostro organismo.
  • Alterazione del metabolismo delle citochine,  che comporta la produzione di quelle stesse molecole che si attivano durante l’infiammazione e che sono responsabili del senso di fatica e malessere.
  • Alterazioni dell’equilibrio fra fattori ossidanti e antiossidanti nel nostro organismo, che causano quindi la produzione di radicali liberi in grado di danneggiare le membrane cellulari.
  • Effetti tossici dei metaboliti. L’alcol dal circolo ematico (sangue) giunge a livello epatico (fegato) dove subisce delle biotrasformazioni. In particolare l’etanolo che lo compone viene convertito in un primo passaggio in acetaldeide e successivamente in acetato. L’acetaldeide sembra essere responsabile di quei sintomi spiacevoli che accompagnano l’ubriachezza, quali
    • nausea e vomito,
    • mal di testa,
    • fatica.
  • Riduzione del glucosio in circolo, che comporta
    • affaticamento,
    • irritabilità,
    • riduzione della capacità di concentrazione.

Sintomi

I sintomi più comunemente riportati in questa condizione sono:

In particolare è molto comune l’associazione tra nausea, mal di testa e stanchezza.

Rimedi

Per il trattamento dei postumi dell’ubriacatezza (il cosiddetto post-sbornia) vengono riportati innumerevoli rimedi, dall’utilizzo di farmaci, alle medicazioni con erbe, all’uso di frullati e succhi vitaminici. Tra i più frequenti troviamo:

  • Uso di farmaci analgesici e antinfiammatori come
  • Norme comportamentali come:
    • esercizio fisico,
    • esposizione all’aria fresca,
    • sonno,
    • doccia fresca,
    • bagni caldi,
    • consumo di abbondante acqua,
    • utilizzo di impacchi di ghiaccio.
  • Il consumo di alimenti come:
    • caffè,
    • banane,
    • the verde,
    • succhi di frutta,
    • uova,
    • orzo,
    • miscele di erbe,
    • miele,
    • cavolo,
    • ginseng,
    • uso di composti multivitaminici del gruppo B e vitamina C.
  • Integratori come:
    • cisteina,
    • carbonato di calcio,
    • carbone attivo,
    • glutammina,
    • acido succinico.

Per quanto riguarda i prodotti fitoterapici una revisione dei diversi studi presentati in letteratura ha individuato quali composti hanno dimostrato una reale efficacia anche sull’essere umano in vivo, e non solo quindi in laboratorio. Essi sono:

  • La Pueraria montana lobata, pianta originaria del Giappone, conosciuta come Kuzu, che promuove l’eliminazione dell’acetaldeide dal sangue.
  • La Pyrus pyrifolia, un frutto originario della Cina, che riduce i livelli ematici dell’alcool.
  • La radice di zenzero.
  • Il fico d’India, che riduce i sintomi prodotti dai mediatori dell’infiammazione.
  • Il ginseng asiatico che riduce i livelli di alcool nel sangue e nell’espiro.

Si tratta quindi di uno sparuto numero di erbe officinali la cui preparazione e consumo deve avvenire secondo le indicazioni di un erborista esperto per evitare pericolose reazioni collaterali, e il cui effetto sui postumi della sbornia è stato comprovato solamente a livello sperimentale e non nella pratica clinica.

Di grande importanza è invece il consiglio di reidratarsi abbondantemente bevendo molta acqua; l’alcool annovera tra i suoi effetti collaterali la disidratazione, causata dall’effetto diuretico, che è una nota causa di disturbi quali bocca secca, mal di testa e letargia dovuti alla riduzione del livello di fluidi nel cervello. Questo aspetto è così rilevante che secondo alcuni rimanere adeguatamente idratati durante il consumo di alcolici (ossia continuare a bere acqua) potrebbe ridurre gli effetti del post-sbornia.

In conclusione però la medicina ufficiale non riconosce ancora alcun trattamento né convenzionale né complementare sufficientemente efficace nel prevenire o trattare i sintomi dei postumi dell’ubriacatura.

L’astinenza dal consumo di alcol o la moderazione nel suo utilizzo sembrano essere ancora gli unici rimedi realmente efficaci contro gli effetti della sbornia.

Bibliografia

  • van Schrojenstein Lantman m., et al. “” Current drug abuse reviews n°9.2, anno 2016, pag: 148-154
  • Pittler M.H., Verster J.C, and Ernst E. “” Bmj n°331.7531, anno 2005, pag: 1515-1518.
  • Wang F., et al. “” Molecules n°21.1, anno 2016, pag: 64.

 

A cura della Dr.ssa Consuelo Basile

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Gentile Dottore,

    le scrivo perché nel WE ho davvero esagerato con l’alcool e purtroppo gli effetti si stanno protraendo ancora oggi (confusione, nausea, diarrea, stanchezza, mal di testa, …).
    È possibile che ci sia effettivamente un legame? Cosa posso prendere per risolvere?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      1. Sì, potrebbe esserci un legame ().
      2. Mi dispiace, ma non posso consigliare farmaci.