Sbornia: rimedi per i postumi dell’ubriachezza

Ultimo Aggiornamento: 10 giorni

Introduzione

Di fronte alla questione del consumo di alcool in medicina possiamo osservare una sorta di paradosso: se da una parte per l’intossicazione e l’abuso cronico il mondo medico ha sviluppato delle conoscenze approfondite sulle loro cause e il più adeguato trattamento, paiono essere quasi del tutto trascurati i postumi dell’ubriachezza.

Di questi sono poco noti i processi biochimici che portano all’insorgenza dei sintomi e ancora più rari sono gli studi orientati verso un trattamento efficace. Persino l’esatta definizione di quella che viene comunemente chiamata sbornia per molti anni è stata affidata alla libera interpretazione della persona e solo recentemente si è formulata una definizione scientifica.

Eppure si tratta di un’esperienza estremamente comune nella popolazione e per la quale si sprecano rimedi tradizionali, soluzioni casalinghe e trattamenti poco convenzionali.

Primo piano di una bottiglia vuota e sullo sfondo un uomo addormentato su un bicchiere

iStock.com/KatarzynaBialasiewicz

Definizione

I membri de ‘’, un gruppo di esperti in materia, ha cercato di trovare una definizione universale per quella che volgarmente viene chiamata ‘sbornia’.

Il gruppo di ricerca è partito usando le parole che gli stessi consumatori hanno speso nel tentativo di descrivere questa situazione; da qui sono stati selezionati quei fattori che venivano più frequentemente citati e sono state formulate diverse definizioni che, una volta confrontate con ciò che veniva riportato in letteratura su tale argomento, hanno portato alla seguente definizione:

Con il termine di “postumi dell’ubriacatezza” ci si riferisce alla combinazione di sintomi fisici e mentali che si sperimentano dopo un singolo episodio di consumo sovrabbondante di alcool e che iniziano nel momento in cui l’alcolemia nel sangue si riduce a zero.

Con questa definizione si introducono due importanti concetti:

  1. il primo è il riferimento ad un singolo episodio di consumo, che distingue quindi dall’abuso cronico e da altre forme di alcolismo come i binge drinkers (forti bevitori nel weekend) che stanno prendendo piede anche nel nostro Paese.
  2. Il secondo è il riferimento al fatto che la comparsa del quadro sintomatologico avviene nel momento in cui l’alcolemia, cioè la concentrazione di alcol nel sangue, ritorna a zero: ciò permette di distinguere quei sintomi che invece sono causati dall’intossicazione acuta e che compaiono nel momento di maggior ebbrezza.

Fisiopatologia

Le manifestazioni che insorgono a seguito di un abuso del consumo di alcool dipendono dalla combinazione di diversi fattori tra i quali:

  • Disidratazione. L’alcool stimola la diuresi e riduce la quantità di acqua presente nel nostro organismo.
  • Alterazione del metabolismo delle citochine,  che comporta la produzione di quelle stesse molecole che si attivano durante l’infiammazione e che sono responsabili del senso di fatica e malessere.
  • Alterazioni dell’equilibrio fra fattori ossidanti e antiossidanti nel nostro organismo, che causano quindi la produzione di radicali liberi in grado di danneggiare le membrane cellulari.
  • Effetti tossici dei metaboliti. L’alcol dal circolo ematico (sangue) giunge a livello epatico (fegato) dove subisce delle biotrasformazioni. In particolare l’etanolo che lo compone viene convertito in un primo passaggio in acetaldeide e successivamente in acetato. L’acetaldeide sembra essere responsabile di quei sintomi spiacevoli che accompagnano l’ubriachezza, quali
    • nausea e vomito,
    • mal di testa,
    • fatica.
  • Riduzione del glucosio in circolo, che comporta
    • affaticamento,
    • irritabilità,
    • riduzione della capacità di concentrazione.

Sintomi

I sintomi più comunemente riportati in questa condizione sono:

In particolare è molto comune l’associazione tra nausea, mal di testa e stanchezza.

Rimedi

Per il trattamento dei postumi dell’ubriacatezza (il cosiddetto post-sbornia) vengono riportati innumerevoli rimedi, dall’utilizzo di farmaci, alle medicazioni con erbe, all’uso di frullati e succhi vitaminici. Tra i più frequenti troviamo:

  • Uso di farmaci analgesici e antinfiammatori come
  • Norme comportamentali come:
    • esercizio fisico,
    • esposizione all’aria fresca,
    • sonno,
    • doccia fresca,
    • bagni caldi,
    • consumo di abbondante acqua,
    • utilizzo di impacchi di ghiaccio.
  • Il consumo di alimenti come:
    • caffè,
    • banane,
    • the verde,
    • succhi di frutta,
    • uova,
    • orzo,
    • miscele di erbe,
    • miele,
    • cavolo,
    • ginseng,
    • uso di composti multivitaminici del gruppo B e vitamina C.
  • Integratori come:
    • cisteina,
    • carbonato di calcio,
    • carbone attivo,
    • glutammina,
    • acido succinico.

Per quanto riguarda i prodotti fitoterapici una revisione dei diversi studi presentati in letteratura ha individuato quali composti hanno dimostrato una reale efficacia anche sull’essere umano in vivo, e non solo quindi in laboratorio. Essi sono:

  • La Pueraria montana lobata, pianta originaria del Giappone, conosciuta come Kuzu, che promuove l’eliminazione dell’acetaldeide dal sangue.
  • La Pyrus pyrifolia, un frutto originario della Cina, che riduce i livelli ematici dell’alcool.
  • La radice di zenzero.
  • Il fico d’India, che riduce i sintomi prodotti dai mediatori dell’infiammazione.
  • Il ginseng asiatico che riduce i livelli di alcool nel sangue e nell’espiro.

Si tratta quindi di uno sparuto numero di erbe officinali la cui preparazione e consumo deve avvenire secondo le indicazioni di un erborista esperto per evitare pericolose reazioni collaterali, e il cui effetto sui postumi della sbornia è stato comprovato solamente a livello sperimentale e non nella pratica clinica.

Di grande importanza è invece il consiglio di reidratarsi abbondantemente bevendo molta acqua; l’alcool annovera tra i suoi effetti collaterali la disidratazione, causata dall’effetto diuretico, che è una nota causa di disturbi quali bocca secca, mal di testa e letargia dovuti alla riduzione del livello di fluidi nel cervello. Questo aspetto è così rilevante che secondo alcuni rimanere adeguatamente idratati durante il consumo di alcolici (ossia continuare a bere acqua) potrebbe ridurre gli effetti del post-sbornia.

In conclusione però la medicina ufficiale non riconosce ancora alcun trattamento né convenzionale né complementare sufficientemente efficace nel prevenire o trattare i sintomi dei postumi dell’ubriacatura.

L’astinenza dal consumo di alcol o la moderazione nel suo utilizzo sembrano essere ancora gli unici rimedi realmente efficaci contro gli effetti della sbornia.

Bibliografia

  • van Schrojenstein Lantman m., et al. “” Current drug abuse reviews n°9.2, anno 2016, pag: 148-154
  • Pittler M.H., Verster J.C, and Ernst E. “” Bmj n°331.7531, anno 2005, pag: 1515-1518.
  • Wang F., et al. “” Molecules n°21.1, anno 2016, pag: 64.

 

A cura della Dr.ssa Consuelo Basile

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