Droga e dipendenza: provo solo una volta e poi smetto

Ultimo Aggiornamento: 32 giorni

La luna di miele con la droga

Lo scenario è tristemente noto: il paziente fa un tiro di cocaina, o usa un’altra droga “solo per provare”. Forse vuole davvero provare una volta sola, magari per “fare esperienza”, ma nelle settimane e nei mesi seguenti si ritroverà ad amare così tanto l’effetto euforizzante della droga da ricercarlo continuamente.

Prima o poi, infine, deciderà che è il caso di smettere.

Sa perfettamente che, nonostante l’impareggiabile benessere a breve termine, gli effetti sul lungo periodo dell’uso della cocaina sono pericolosi. Alla fine, quindi, giura di smettere.

Il cervello ha tuttavia dei programmi ben diversi: ora è lui a richiedere la cocaina.

Razionalmente sa fin troppo bene che non dovrebbe più usarla, ma il cervello non tiene conto di questi avvertimenti. Lui non lo sa, ma l’uso ripetuto della cocaina ha provocato alterazioni drammatiche sia nella struttura sia nella funzionalità del cervello.

In realtà, se avesse saputo a quali segnali d’allarme fare attenzione, avrebbe capito immediatamente che l’effetto euforizzante della cocaina è già un segnale sicuro che la droga sta provocando un’alterazione cerebrale. Avrebbe anche saputo che, col tempo, man mano che l’uso della droga diventa sempre più costante, l’alterazione cerebrale si aggrava sempre più, fino a diventare indelebile.

Il cervello, in parole povere, diventa dipendente dalla droga.

Il desiderio di smettere

Quindi, nonostante abbia giurato di non fare mai più uso di cocaina, continua a usarla.

Non riesce a smettere.

Non riesce a controllarsi.

Ne fa un uso compulsivo.

È dipendente.

Per chi fa uso di droghe quest’evoluzione giunge inaspettata, ma per i ricercatori che studiano gli effetti di dipendenza non è una sorpresa: si tratta invece di un esito prevedibile.

A dire il vero chi inizia a fare uso di droga non ha nessuna intenzione di diventare dipendente: tutti lo fanno per provare, una volta sola o diverse volte. Tutti iniziano con un uso occasionale che, almeno all’inizio, è volontario è controllabile. Però, con il passare del tempo e con l’uso continuo, la volontà cede il passo alla compulsione.

Questo cambiamento si verifica perché, con il passare del tempo, la sostanza assunta altera il cervello, alle volte con cambiamenti evidenti e tossici, altre volte in maniera più sottile, ma sempre in modi dannosi che fanno sì che l’uso diventi compulsivo o addirittura incontrollabile.

Le basi del problema droga

In realtà la dipendenza da droghe è una vera e propria malattia cerebrale. Ogni forma di abuso di droga è caratterizzato da un fattore ben preciso che danneggia o trasforma il cervello, ma molti dei risultati della trasformazione sono sorprendentemente comuni e non dipendono dal tipo di droga: ovviamente in tutti i casi il risultato è l’uso compulsivo.

I cambiamenti cerebrali vanno da quelli dei processi biochimici, basilari e di lunga durata, ai cambiamenti dell’umore, fino ad arrivare alle modifiche della memoria e delle abilità motorie. Tutti hanno un impatto devastante sugli aspetti del comportamento. Si può dire che, nel caso della dipendenza, la droga diventa un amico unico e indispensabile della vita del paziente, che potrebbe fare teoricamente arrivare a fare di tutto pur di procurarsene una dose.

Questo effetto indesiderato dell’uso della droga può essere definito “fenomeno ops!”: il risultato dannoso non è infatti voluto né intenzionale.

  • Nessun fumatore inizia a fumare per procurarsi un tumore ai polmoni,
  • nessuno mangia cibi fritti solo per ostruirsi le arterie e avere un infarto,
  • nessuno inizia a drogarsi per diventare dipendente.

In tutti i casi, nessuno inizia a comportarsi in un certo modo avendo ben chiaro in mente che le conseguenze per la salute sono tragiche, ma alla fine le conseguenze si verificano eccome e sono dovute all’azione di processi biochimici inesorabili, distruttivi e silenti.

Non abbiamo ancora scoperto precisamente tutti i fattori che provocano le modifiche della struttura e della funzionalità del cervello e causano il “fenomeno ops”, ma tutta una serie di tristi esempi dimostra che è praticamente certo che l’uso prolungato delle droghe si trasformi in dipendenza.

Prove alla mano, quindi, si può affermare che la dipendenza sia una malattia cerebrale.

Questo discorso, però, fa a pugni con la concezione tradizionale, secondo cui la dipendenza dalle droghe si ridurrebbe a un vizio caratteriale e chi ne soffre avrebbe semplicemente una volontà troppo debole per smettere senza alcun aiuto. Le considerazioni morali sono in contrasto con le prove scientifiche e quindi devono essere abbandonate.

Occorre però sottolineare che affermare che la dipendenza sia una malattia cerebrale non equivale a dire che i pazienti dipendenti non siano responsabili delle proprie azioni, o siano vittime inermi e inconsapevoli dell’effetto delle droghe sul loro cervello su tutti gli ambiti delle loro vite. Il loro comportamento iniziale è stato fondamentale per portarli sulla strada dell’uso compulsivo di droga, ma anche l’atteggiamento durante la fase di dipendenza ha la stessa importanza, perché sono in grado di scegliere se farsi curare e guarire.

Come minimo dovrebbero cercare di attenersi ad un programma terapeutico, che però può rappresentare una sfida enorme: le alterazioni cerebrali che li hanno trasformati in consumatori compulsivi di droga non facilitano di certo il controllo delle proprie azioni e il completamento della terapia. A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che il desiderio di droga diventa più forte e irresistibile quando sono esposti a una qualsiasi situazione che scatena il ricordo dell’esperienza euforizzante.

Non stupisce quindi che la maggior parte delle persone dipendenti non riesca a smettere da sola, nemmeno volendolo (ad esempio ogni anno solo il 7 per cento di chi tenta di smettere di fumare da solo ci riesce, e la percentuale è ancora ottimistica). Ecco perché è essenziale partecipare a un programma terapeutico anche quando, all’inizio, ci sono delle resistenze.

Chiaramente ci sono una miriade di fattori biologici e comportamentali che cospirano per provocare il “fenomeno ops” nel caso della dipendenza dalle droghe. Il parere condiviso da molti, che la dipendenza debba essere spiegata solo dal punto di vista biologico o solo da quello comportamentale e che le due cause viaggino su due binari separati, è gravemente inesatto.

Alle spiegazioni biologiche e comportamentali dell’abuso di droghe deve essere dato lo stesso peso: devono essere integrate se vogliamo raggiungere una conoscenza delle cause profonde della dipendenza e quindi sviluppare terapie più efficaci. La scienza moderna ha dimostrato che ridurre la spiegazione comportamentale a quella biologica, o viceversa, presenta dei rischi. Dobbiamo riconoscere che il disturbo cerebrale causato dall’uso di droga non può e non dovrebbe essere isolato artificiosamente dalle sue componenti comportamentali e, in generale, da quelle sociali di più ampio respiro.

Tutte le tessere del puzzle sono importanti e interagiscono costantemente, in un gioco di cause e conseguenze.

Terapie per smettere

Le ricerche hanno ampiamente dimostrato che le malattie cerebrali raramente (per non dire mai) sono causate soltanto da fattori biologici. Al contrario i disturbi come

hanno tutti una dimensione comportamentale e sociale. La peculiarità della malattia cerebrale causata dall’abuso di droga è il suo inizio come comportamento volontario. Tuttavia, una volta che l’uso protratto di droga provoca alterazioni strutturali e funzionali del cervello e sfocia nella dipendenza, il cervello devastato del paziente assomiglia molto a quello di chi è stato colpito da altri tipi di disturbi cerebrali.

È inoltre importante tenere a mente che la dipendenza in molti pazienti è considerata come disturbo cronico, cioè come malattia che può teoricamente durare per tutta la vita. Le ricadute sono un fenomeno frequente in tutte le forme di disturbi cronici, dall’asma al diabete, dall’ipertensione alla dipendenza. Le varie terapie devono quindi mirare alla gestione del disturbo ed all’allungamento degli intervalli tra le ricadute, fino a farle scomparire, come nel caso degli altri disturbi cronici.

Un numero sempre crescente di prove sperimentali evidenzia che i programmi terapeutici più efficaci per superare la dipendenza da droga comprendono una serie di approcci diversi:

  • terapie farmacologiche,
  • terapie comportamentali,
  • interventi sociali e riabilitativi.

Il ha recentemente pubblicato un che spiega molte delle terapie che allo stato attuale sembrano più promettenti. Il lavoro evidenzia che i programmi che fanno registrare i maggiori successi sono quelli che curano l’individuo in tutte le sue componenti, le strategie adottate danno importanza alle peculiarità sociali e comportamentali della terapia e della guarigione dalle dipendenze, ma anche agli aspetti biologici. In questo modo chi ha fatto uso di droga ha maggiori probabilità di superare le conseguenze inattese della dipendenza e di tornare a vivere una vita normale e piena.

a cura di Elisa Bruno

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  1. Anonimo

    Buongiorno,
    ci terrei a parlarle del mio ragazzo per capire il suo punto di vista siccome io non riesco ancora a fare chiarezza su questa situazione. Sono figlia di padre alcolista e tossicodipendente da cocaina (le due cose sono strettamente connesse tra loro) e diciamo che sono abbastanza informata su cosa comporta una dipendenza. Il mio ragazzo ha fatto uso di cocaina per circa un anno e mezzo ogni week end prima di conoscere me. Quando mi sono messa con lui, ovviamente non mi sarei mai immaginata che sarei incappata in questa cosa più grande di me dopo la brutta esperienza avuta con mio padre. Ma si sa che quando ci si innamora poi, non è più così facile staccarsi da una persona anche se questa ci fa del male e ci riapre cicatrici profonde come nel mio caso. Per essere breve, stiamo insieme da un anno e 8 mesi e l’ho “beccato” 3 volte. Ognuna di queste volte l’ha sempre fatto con i suoi amici (tutti tossici). Lui sa benissimo ciò che ho passato ma quando si ritrova in certe situazioni è come se si dimentica tutto, soprattutto che può perdermi e che mi sta perdendo per questa cosa. Ovviamente ha sempre negato spudoratamente ogni volta che l’ho scoperto, sono arrivata a mettergli la lingua nel naso per sentire se era amaro e a comprargli test delle urine. È diventata un’ossessione per me non sto più vivendo bene. Ora gli ho dato l’ultimatum, perché non ho più la forza di sopportare questa sofferenza siccome nella mia vita ne ho già sopportata troppa. Dall’ultima volta si vede per la paura di perdermi, ha smesso da un giorno all’altro di fumare le canne (di queste era dipendente, ha fumato per 8 anni circa 4 o 5 canne al giorno), non beve più alcolici durante la settimana ma giusto qualcosina al week end e non vuole più vedere i suoi amici se non per situazioni obbligate quali lavoro ecc.. questo non voler più vedere i suoi amici mi fa riflettere molto, perché forse è una sua paura di non riuscire a dire di no se si dovesse presentare l’occasione. Ah, ovviamente oltre alle 3 volte che l’ho beccato io, so per certo che l’ha fatto altre 2 volte (e sono 5) più le volte che non so perché prima mi fidavo e lo controllavo molto meno. Vorrei portarlo in un centro ma secondo me non si tratta nemmeno di dipendenza, sono 2 mesi che ha smesso di fare qualsiasi cosa. Si fuma giusto 2 sigarette in più al giorno rispetto a quelle che fumava prima. Io sono innamoratissima di lui, ma vivo nel terrore che prima o poi lo possa rifare ancora. Per favore mi faccia sapere cosa ne pensa. La ringrazio.

    1. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, se lei è innamorata non può fare altro che cercare di aiutarlo ma se vede che da solo non riesce deve convincendolo ad andare in un centro per dipendenze. Purtroppo deve essere il suo ragazzo ad essere convinto di smettere altrimenti è tutto inutile per cui lei segua pure i suoi sentimenti e cerchi di aiutarlo ma mantenga sempre la ragione e la retta via. saluti

    2. Anonimo

      Secondo lei avendolo fatto per un anno e mezzo regolarmente ogni week end e le volte sporadiche che le ho elencato precedentemente potrebbe trattarsi di dipendenza? Nonostante abbia smesso da 2 mesi di fare qualsiasi cosa?

    3. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, una forma di dipendenza c’è sicuramente, ma come già detto dal collega deve essere lui a convincersi di cambiare la sua vita e decidere di intraprendere il giusto percorso; non è una situazione facile, avrete di certo bisogno di aiuto, potreste rivolgerci a un consultorio per iniziare. In bocca al lupo!

  2. Anonimo

    Salve…mio marito ha usato alcol e cocaina per 20 anni. Ha fatto terapia per 4 anni Ma non è servita. Ha iniziato un percorso in un centro diurno 4 mesi fa ma non posso essere informata sui risultati dei test sulle urine. Qualche giorno fa ho trovato la sostanza dentro una bustina aperta su un mobiletto dove la metteva in passato. Ha reagito prims fingendosi sorpreso, poi dicendo che sono pazza e poi ammettendo fosse sua ma che era li da chissà quanto tempo. Ha reagito con molta rabbia davanti alle mie accuse e nega assolutamente. Intanto la polvere secondo me era “fresca” perché in 10 anni ormai so anche riconoscere il sapore. ..poi era asciutta e bianca. Sembrava pronta all’uso insomma. Se fosse realmente li da tempo credo che avrebbe subito un cambiamento, stando in bAgno il mobile avrebbe preso umidità secondo me. Ma queste persone fino a che punto arrivano pur di negare?
    Poi un’altra cosa: non mangia quasi mai a pranzo e cena…per poi abbuffarsi in modo assurdo per ore. Stessa cosa per il sonno: ogni tanto crolla in un sonno talmente profondo che sembra coma.
    Ora chiedo una cosa: ultimamente ha fortissimi dolori alle gambe tali da non riuscire a camminare. AnAlisi di routine perfette e reumatologiche, ves, celiachia, tutto ok (ne ha fatte tant). Il dolore va e viene da fortissimo a quasi nullo. Che possa svanire con il consumo della sostanza mi quadra, ma può avere a che fare con l’astinenza o con danni causati dalla sostanza appunto?
    Grazie!

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      1. Purtroppo si arriva a negare anche l’evidenza, non necessariamente con cattive intenzioni (probabilmente aveva il terrore di deluderla).
      2. Siamo un po’ al di là delle mie competenze, ma se ci fosse astinenza probabilmente ci sarebbero anche altri sintomi.

    2. Anonimo

      Grazie per avermi risposto. ..che tipo di sintomi? Lui passa dall’apatia a uno stato normale…a volte va a lavorare e a volte no e dorme molto…l’appetito è alterato…fuma moltissimo e quando ha il giorno di riposo sembra avere le smanie…mangia sempre
      …vede la televisione per intere giornate o dorme per intere giornate. ..la dipendenza da cocaina che io sappia è psicologica e non fisica…a cosa devo fare caso?
      Grazie

    3. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, descritto così mi sembra decisamente plausibile che possa essere astinenza come ipotizzava lei; purtroppo se lui non accetta di essere aiutato o di parlarne temo che non possa fare molto, ma proverei comunque a parlarne con il medico che lo segue presso il centro.

    4. Anonimo

      Ho tentato un colloquio con il medico ma mi hanno riferito che non va agli incontri da un pezzo…inoltre non possono informarmi piu di tanto per la privacy…purtroppo solo lasciandolo forse può capire anche se ormai ho perso le speranze.
      Grazie per il suo sostegno!

    5. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      MI dispiace davvero, mi dispiace non essere in grado di aiutarla e mi dispiace per la situazione che sta vivendo.

  3. Anonimo

    Salve, sono caduto nell’ero a 26 anni, uno spinello con la white, una sorta di pasticcio tipo hashish normale ma era un pò diverso, vabbè arrivo al dunque, è stata proprio una sbandata, apparte che medici non servono, non serve chi mi violenta psicologicamente in cambio di denaro e false compiacenze, secondo, chi ci cade ha problemi esistenziali che si trascina da quel momento a dopo ed è vero, ma è come un look, io sono e questo tanto io mi vesto io lo indosso lo vivo ne prendo parte è un attitudine, io ho l’ho fumata ho sintomi che vanno e vengono, talvolta un commento sincero ti trova l’occasione al marcio nefasto che se la cerca, uno strano confronto, qui la società per il tipo di beota che ne è sempre valsa ci va a nozze con questa tesi, il tossico è un vittimista il tossico , il tossico neanche loro sanno le parole che si mettono in bocca, comunque….. I sintomi qualcuno ce l’ho già, cancrene strane ai denti, una sorta di invalidazione ai denti questo si, e sudorazione fredda, cerco altri incentivi, come fare il bagno di inverno, prendere thea a sufficenza, lavarmi poco, e sopratutto fare attenzione e filtrar bene chi conosco, perche per quanto si parli di misericordia anche in famiglie mediocri o benestanti questa è piu una maledizione che una benedizione, dietro il tossico, il drogato c’è una personalità, una dipendenza un collasso di identità, solo un cretino laureato e dispensato in razzismo, la prenderebbe alla leggera tanto il problema non è suo, e quindi, e quindi si può dar sfogo agli sfoggi della mondanità tralasciando cose piu importanti che un peccatore di porta dietro, il tossico, uomo peccatore, parlando piu su di me, ho letto qualcuno che sulla rete si diverte a depistare le vere fonti sull’eroina per rilasciare i suoi strascichi di deliri solo perche al corrente che seguo uno psichiatra, le pupille diradate e il sudore questo c’è, io mi chiedevo, la sostanza, una domanda impossibile la mia, i rimedi come si trovano? Il malessere mi sta bene, l’astinenza mi sta bene finche non fa male, l’astinenza con l’hashish era morboso, qualcosa che ti violenta emotivamente, dopo l’effetto, la ricaduta nel tabacco parlo solo di questo, la volontà strumento utopistico, appare solo nei libri di favole, per chi viaggia piu di noi inconsapevole vittima di domani, bene, io mi accerto di rimedi naturali, in oriente le piante sono divinità, se uccidi un topo non ti uccidono se distruggi una conifera di piante particolari danno l’ultimatum per una rivolta o una strage civile, e hanno ragione, non per la marjuana ma per altre cose, conifere, parlo di conifere le avrete sicuramente studiate a scuola, sono un habitat per piante piu particolari che formano il sotto bosco particolare, ebbene alcuni hanno essenze antagoniste ad altre sostanze psico attive, un tempo mi stavo interessando all’argomento ma senza una laurea di questo mio passo posso arrivare solo a piccoli metri dal punto di partenza nella mia vita e non a migli (kmxmm2) percorsi, quindi….. proseguo nel mio racconto.
    Sudorazione, sensibilità alla luce, profumo di paglia bruciata in casa, difficolta di equilibrio, quando l’attitudine rimane latente non fa la differenza, in ogni caso, sulla mia personalità mi piaccio piu di prima, non devo cercare consenso negli altri, come cantava un cantante cocaoinamene ( vasco ), siamo soli, soli nella vita, ma fanno la differenze piccole soddisfazioni non con comuni profani, con se stessi, la società è un intralcio un ostacolo, non aiuta il tossico, chiedetevi voi, cosa c’è dietro parole? Curiosità? Interesse? Aiuto? per cui sarebbe nato il forum, aiutare chi è in difficoltà, a me interessa per esempio, una domanda, entro quanto tempo l’eroina o l’hashish il thc non se ne va dall’organismo? Siamo tutti bravi a destabilizzare i sintomi, chiunque anche un sordo cieco capirebbe il mio problema, ma poi i rimedi?= Ecco io cerco questo almeno da questo sito…… la white è un eroina, una mazzata, ci sono caduto volontariamente, piu che rimpianti direi rancori su quella persona con cui sono caduto, ha aprofittato di una situazione di convivialità per colpire con estrema invidia, poi il suo allontanamento, magari è un bene che sia andata cosi, non è solo non farmi piu, che durerà tutta la vita, la domanda che io mi faccio oggi, ho vissuto tot ore, tot minuti il che al rovescio mi sembra un bel voto a scuola ma è realmente palesemente figlio minore e finto, quindi minimo devo apriirli sti occhi, il vero conto è quanto mi rimane da vivere? Anche se fossi esente al problema non lo sarei per la vita, è un interrogativo anche per i ‘non’ della classe, tutti qui dentro, questa riflessione di rilievo non è vittimismo, è un senso di colpa molto motivato e giustificato a non riprendere la strada di inciampo, ecco xk non ho bisogno di fare l’aggressivo ma corrispondere con eleganza quando una persona a me profana si manifesta in spoglie da finta amicizia, in ogni caso…. quando si manifesta un problema va risolto, o ci sai fare, o non ti ci metti nemmeno se è un tu, un terzo una seconda persona a occuparsi o un ente locale, niente di piu falso credenziale per la vita, un sicario sociale, e poi, trainare con antagonisti reagenti le varie sindromi, le chiamano sindromi, a riguardo delle disfunzioni riportati nel sistema immunitario, poi per il resto a ognuno la sua coscienza e la sua dignità…… a presto, salve a tutti voi!

  4. Anonimo

    Buonasera, ho fatto uso di cocaina e crack per un po’ di tempo (un paio di anni)..da circa 5 mesi non tocco alcuna sostanza, non sento alcun bisogno di usarne ed anche se vedo altri farne uso, non provo alcun desiderio…secondo lei mi sono liberata dalla dipendenza?grazia

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Probabilmente sì, ma basterebbe un’unica volta per ricaderci; sarebbe consigliabile evitare di trovarsi in situazioni in cui la sostanza è disponibile.

  5. Anonimo

    Ciao dottore sono un rag di 33 anni o fatto sempre uso di droghe da piccolo per poi passare a l’eroina dopo circa 5 anni di eroina sono andato alla narcono e sono uscito dall eroina poi col tempo o cominciato con la cocaina e adesso padre di 3 figli Mon riesco più a smettere come posso fare da solo ad aiutarmi quanto la sera mi viene la voglia di sniffare per cortesia datemi un consiglio che io possa seguire e non consigli che devo scartare a priori prrche un altra comunità nn posdo proprio per metterla sia economicamente che per gli impegni di famiglia che o

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma temo che da solo sia davvero difficile venirne fuori; attraverso il SERT della sua città potrà comunque trovare aiuto in modo gratuito o quasi e credo che sia davvero la scelta migliore.

  6. Anonimo

    Qua c’è un video di animazione che spiega il meccanismo delle dipendenze in maniera semplice:

  7. Anonimo

    Salve, io ho un problema diventato ormai insostenibile!
    Sono fidanzata da qualche mese con un ragazzo che fa il barman da tanti anni e fa purtroppo uso di cocaina.
    Mi ha sempre raccontato tutto dalla sua vita quindi ero comunque a conoscenza che ne fa uso da 13 anni e che comunque adesso ha ridotto notevolmente le dosi.
    Io sono sempre stata contraria e adesso l ho messo alle strette lasciandolo dicendogli che questa cosa mi fa stare molto male.
    Ci siamo rivisti dopo qualche giorno perchè eravamo distrutti entrambi e facendogli la domanda “riuscirai mai a smettere definitivamente? Dimmelo ti prego perchè non riuscirei a programmare un futuro con te se cosi non fosse!”
    Lui disperato mi ha detto che proverà con tutte le sue forze a smettere ma che non se la sente di promettermi una cosa simile se prima non è sicuro di aver superato la prova più dura che è quella di resistere alla ricaduta. Mi ha supplicato di stargli vicino ed avere pazienza perchè sono troppo importante per lui e non si perdonerebbe mai di perdermi per questo motivo.
    Io ho apprezzato la sua profonda sincerità anche a costo che mi avrebbe persa per sempre.
    Ma ora mi chiedo… vista la sua consapevolezza dovuta al fatto che io gli ho spiegato tutto ciò che comporta con il tempo, e lui sembrò seriamente preoccupato e mi ha detto che lo stavo sempre piu motivando a smettere, potrò mai fidarmi di questa sua promessa? Ne vale la pena continuare ad aiutarlo a smettere?io lo amo con tutta me stessa, ma non so piu che fare
    Spero in una sua risposta quanto prima.
    Grazie mille

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Sì, vale la pena stargli accanto a sostenerlo, ma da solo potrebbe non riuscirci ed appoggiarsi ad una struttura specializzata è la scelta migliore.

  8. Anonimo

    Salve, una mia conoscente, ballerina nei night, mi ha raccontato che è riuscita a smettere con la cocaina da un giorno all’altro dopo essere stata molto male , una sorta di indigestione di droghe.E’ possibile ? Mi sono accorta però, che ha un bioritmo molto alterato, va a dormire all alba e si alza al tramonto, è nervosa, ci sono giorni e momenti in cui ride e scherza e poi diventa intrattabile, quando esce di casa è sempre di fretta, quasi col fiato sul collo, secondo Lei dottore, farà ancora uso di qualcosa ? Ho notato che beve in continuazione succhi di frutta e redbull, esce di casa con la bibita in mano, è impressionante…. E’ sempre senza soldi- pur guadagnandone parecchi, e cerca denaro in continuazione, temo che faccia ancora uso, secondo Lei dottore, perchè questi comportamenti ? Temo che l’ambiente in cui la mia amica lavora, ne sia la causa, mi dia un parere per favore. Grazie in anticipo.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma non me la sento di esprimere giudizi non conoscendo di persona la situazione.

  9. Anonimo

    Io so che tutte le droghe possono nuocere alla salute ma posso esservi sincero io ogni tanto mi fumo una canna e quello che so e che mi rilassa tantissimo fa vedere oltre la siepe metto a fuco le persone false .Io non so di che droegha parliate e vorrei che se si usano delle droghe io sono per le leggere . A me piace farlo prima di fare all amore xche prolunga il rapporto e il godimento e piu intenso .Sono mie senzazioni e poi abbassa la pressione

    1. Anonimo

      Ciao Simone ma tu quanti anni hai, fai uso tt i gg perchè io ho 2 figli quello di 21 ha iniziato alle superiori e l’anno scorso ha avuto
      una forte psicosi che quasi non ci riconosceva ha dato un pugno al fratello era andato fuori parlava di sesso e vedeva scene diverse
      da quelle che vedevamo noi in TV lui si faceva dalle 5/ 7 canne al giorno , ha avuto TSO e poi è stato ricoverato a Villa Turro in tutto
      è stato in ospedale 30 gg. sembrava avesse capito che quelle sostanze facevano male infatti era cambiato era più presente nel comunicare
      era più bello aveva un bel colorito ,l’ho iscritto in palestra ci hanno consigliato di farlo lavorare con noi perchè così cominciava in ritmo soft di lavoro 3 ore al mattino e 2 al pomeriggio x abituarlo ad alzarsi al mattino dato che x più di un anno dormiva al mattino fino alle 13.00 x farla breve viene un pò da noi in ufficio ma il pensiero è sempre lì ,cerca chi gliela procura e comunque a ripreso a farsi 2/3 al giorno di fisso e l’umore

    2. Anonimo

      signora è bene ricordare che per degli spinelli non è mai morto nessuno,mi dispiace x suo figlio ma nn facciamola cosi tragica, e non confondiamo l’uso di spinelli con cocaina eroina o altre sostanze pesanti,si farebbe un grave errore

    3. Anonimo

      e il fatto di vedere scene si sesso in eta’ adolescienziale è assolutamente normale e non è da rapportare con l’uso di spinelli.

  10. Anonimo

    Questo dimostra che non c’è bisogno di provare la droga per sapere che fa male.

  11. Anonimo

    Sono nella stessa situazione…io faccio un lavoro.pesamte torno a casa il mattino alle 3 o le 4 e su 5 giorni 4 lo trovo fatto o peggio ancora non e a casa…lui non lavora.ha 2 figli con altre 2 donne che cercano di rendermi la.vita impossibile…….ma per lui io sono la causa di tutti i suoi problemi compreso il.fatto.della droga….mille.volte abbiamo.discusso.gli ho chiesto di farsi curare ma lui piuttosto dice che se ne va da casa……ma poi non lo fa….e una situAzione che non posso piu sostenere lui ha 38 anni io 26 no voglio rovinarmi la vita per un tossico dipendente

  12. Anonimo

    Ciao Daniela. Ti posso capire perchè ho un problema ben più grave;anche se non ho subito alcuna molestia; mi fa male comunque vedere la persona amata in uno stato pietoso, sia per la depressione e zero voglia di vivere che per la dipendenza…E pensa che volevo una famiglia con lui.
    L’unica cosa che posso consigliarti- digli di rivolgersi a uno psicologo serio, che vada al SERT. Anche se ti ride in faccia, farà meno male di quella volta che ti ha aggredito sia mentalmente che fisicamente;possibilmente incontratevi in un posto pubblico.Sii decisa e non fagli capire che lo ami e che vorresti tornare con lui, dimostrati fredda e poi vai via. Tu non puoi fare niente per lui,è lui che ha problemi ed è lui che deve volerli risolvere.L’amore non basta per cambiare una persona, è solo una stron.zata in cui puoi credere solo all’inizio. In realtà, l’amore non cambia un tossicodipendente.Ricordatelo. Non farti prendere in giro e pensa alla tua salute mentale che sicuramente sarà un pò danneggiata. Auguri. Un abbraccio.

  13. Anonimo

    mio marito si fa le canne da quando aveva 12 anni e non ha mai smesso pochi anni fa è passato al crack per poi abbandonarlo da solo dopo circa due anni, di fronte alla fine del ns matrimonio!poi siamo tornati insieme ma ha sostituito al crack una dose infinita di canne. I suoi comportamenti agressivi verbali, fatti anche di minacce di morte, sono poi arrivati a trasformarsi in maltrattamenti fisici (ancke se solo una volta), anchè l’ho lasciato e sto chiedendo la separazione. mille volte ha detto che avrebbe smesso e nn lo ha mai fatto. Adesso dice che ha smesso sul serio ma ovviamente non gli credo! vorrei consigliargli una terapia psichiatrica ma ho paura che mi rida in faccia!aiutatemi per favore non so che fare…

    1. admin
      admin

      Temo purtroppo di non poterle essere d’aiuto, non saprei davvero cosa suggerire. Mi dispiace.

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