Ovaio policistico: gravidanza, sintomi, dieta e cura

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria).

Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non si trovano a cercare una gravidanza senza successo.

Le ricerche hanno dimostrato che molte caratteristiche e alcuni sintomi della PCOS sono già presenti prima che un’adolescente abbia il (la prima mestruazione) e che l’impatto della PCOS trascende l’infertilità.

Il termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido)  che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne interessate da policistosi ovarica avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi di ovaio policistico.

I sintomi caratteristici dell’ovaio policistico sono variabili da donna a donna e possono comprendere:

  • irregolarità mestruali,
  • infertilità,
  • dolore pelvico,
  • eccesso di crescita di peli su viso, petto, ventre o cosce,
  • aumento di peso,
  • acne o pelle grassa.

Poiché molte donne non prendono in considerazione questi problemi e non li considerano “sintomi”, spesso non ne parlano con il proprio medico, la conseguenza è che molte sindromi da ovaio policistico non vengono diagnosticate finché non vengono scoperte cisti alla ovaie.

L’esatta definizione diagnostica di PCOS è ancora in fase di dibattito, di conseguenza il numero preciso di donne affette è sconosciuto; le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni potrebbero essere affette da ovaio micropolicistico.

Le donne affetta da ovaio policistico hanno un rischio maggiore di sviluppare

La sindrome è più comune nelle donne obese, o che hanno parenti strette affette dalla condizione.

Per la diagnosi in genere si ricorre a

  • esame obiettivo e anamnesi (ossia le due fasi della visita medica),
  • esami del sangue,
  • ecografia.

Non esiste cura, ma il ricorso a una dieta corretta, alla regolare pratica di esercizio fisico ed eventualmente farmaci possono aiutare a controllare i sintomi.

Ricostruzione grafica dell'apparato riproduttore femminile

iStock.com/magicmine

Causa

Al momento non si conoscono con precisione le cause dell’ovaio policistico; il fatto che sia presente una certa famigliarità della sindrome è indice della presenza di una possibile componente genetica anche se, per come può cambiare la sintomatologia da una generazione alla successiva, sicuramente esistono altre influenze rilevanti.

È evidente quindi che la sindrome è il risultato di una combinazione di fattori, compresi geni e caratteristiche ambientali.

La gravità dei sintomi riconducibili alla PCOS sembra tuttavia essere largamente determinata da fattori come l’obesità, tanto che la sindrome manifesta alcuni aspetti caratteristici delle malattie metaboliche (tanto che i suoi sintomi sono in parte reversibili, per esempio recuperando il peso forma).

Dal punto di vista pratico è il livello degli androgeni (ormoni maschili) più alto rispetto a quello considerato normale a causare la maggior parte dei sintomi della PCOS.

Le ovaie producono ormoni, sostanze chimiche che controllano il funzionamento del corpo. Uno degli ormoni che viene prodotto dalle ovaie è l’estrogeno, alcune volte chiamato indicato come “ormone femminile” perché le donne ne necessitano grandi quantità rispetto agli uomini in condizione di salute normale. Le ovaie producono anche androgeni, alcune volte chiamati “ormoni maschili” perché gli uomini ne necessitano grandi quantità rispetto alle donne in condizioni di salute normale.

Sia gli uomini che le donne richiedono specifici livelli di ambedue questi ormoni per una salute normale, livelli che risultano squilibrati nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico: manifestano concentrazioni più alte del normale di androgeni e possono mostrare livelli più bassi del normale di estrogeni. L’alto livello di androgeni può:

  • causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici, fino a impedire il rilascio di ovuli maturi,
  • produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti,
  • causare altri sintomi della PCOS, compresi l’eccesso di peluria e l’acne.

Sintomi

Oltre alle tre caratteristiche utilizzate per la diagnosi della sindrome dell’ovaio policistico:

  • assenza di ovulazione,
  • elevati livelli di androgeni,
  • presenza di cisti ovariche,

la sindrome può causare la comparsa di numerosi altri segni e sintomi, alcuni dei quali apparentemente non correlati tra loro:

  • irregolarità mestruali,
  • infertilità,
  • eccesso di crescita di peli su volto, petto, ventre o sulle cosce (irsutismo),
  • acne grave, tardiva o persistente che non risponde ai trattamenti usuali,
  • obesità, aumento di peso soprattutto intorno alla vita, difficoltà a perdere peso,
  • dolore pelvico,
  • pelle e capelli grassi.

Infertilità

Molte donne affette da ovaio policistico soffrono di infertilità, definita come:

  • l’impossibilità da parte della donna con età inferiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti,
  • l’impossibilità della donna con età superiore ai 30 anni a rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti,
  • o l’incapacità di portare a termine la gravidanza.

Molte donne che sono affette da infertilità causata alla PCOS possono ragionevolmente aspettarsi di riuscire, con l’aiuto del ginecologo, a rimanere incinta e portare a termine la gravidanza, nonostante una maggior predisposizione allo sviluppo di complicazioni durante i nove mesi di gestazione.

Irregolarità mestruali e di ovulazione

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione sono comuni nella PCOS e la maggior parte delle donne affette manifesta disturbi del ciclo mestruale:

  • mancanza di mestruazioni (amenorrea),
  • alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea),
  • cicli dolorosi (dismenorrea),
  • perdite di sangue ma senza ovulazione (cicli anovulatori).

Eccessiva crescita di peluria e/o acne

  • Più del 70% delle donne con la sindrome da ovaio policistico manifesta irsutismo (eccessiva crescita dei peli), di solito sul viso, petto e addome.
  • Acne grave, insorgenza tardiva di acne o acne persistente che non risponde a nessun trattamento: questi sono possibili manifestazioni della sindrome.

Si tratta di sintomi fortemente correlati all’eccessiva produzione di ormoni maschili.

Diagnosi

La definizione esatta della PCOS è ancora materia di discussione, ma una donna che presenti due delle seguenti caratteristiche potrebbe esserne affetta:

  • Assenza cronica di ovulazione (il processo che rilascia un uovo maturo proveniente dall’ovaia) che porta a irregolarità mestruale.
  • Un elevato livello di androgeni (un tipo di ormone) non è associabile ad altre cause o condizioni.
  • Cisti in una o entrambe le ovaie (come rilevato dagli ultrasuoni)

Le donne a cui viene diagnosticato l’ovaio policistico possono accusare i sintomi caratteristici, ma non avere cisti nelle loro ovaie. In egual modo, alcune donne che hanno cisti alle ovaie, non accusano i sintomi della PCOS.

Il primo passo per la diagnosi della PCOS è escludere altre disfunzioni che possono provocare sintomi simili. Alcune di queste condizioni comprendono:

Una volta escluse queste ed altre disfunzioni, il medico farà quanto segue per arrivare alla diagnosi:

  1. Procederà a un’accurata anamnesi, ossia valuta le condizioni mediche dei parenti più prossimi, segni e sintomi presenti nella paziente, stato di salute, storia clinica, …
  2. Verificare le condizioni di salute generale (esame obiettivo).
  3. Esami del sangue.
  4. Ecografia vaginale.

Complicazioni

Le ricerche più recenti mostrano che le donne affette da sindrome da ovaio micropolicistico sono più soggette ad altre disfunzioni, non considerabili prettamente sintomi:

La maggior parte de queste altre condizioni necessità di trattamenti propri, eventualmente in combinazione alla terapia per PCOS.

Un  condotto su circa 80000 donne, seguite per più di 10 anni, ha confermato che la presenza di ovaio policistico è un fattore di rischio per lo sviluppo di diabete di tipo 2; la diagnosi è stata formulata in otto donne ogni mille all’anno fra quelle colpite da PCOS, contro le due donne ogni mille all’anno nel gruppo di pazienti non affette dalla sindrome. Anche l’età media di diagnosi è risultata più bassa (31 contro 35). Gli autori dell’imponente studio confermano la necessità di isolare con maggior precisione fattori come il peso corporeo, ma le conclusioni confermano comunque la necessità di adottare uno stile di vita adeguato per abbattere il rischio di sviluppo di diabete e relative complicazioni.

Cura e rimedi

Purtroppo non esiste ad oggi cura definitiva per la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e, anche dopo la menopausa, le pazienti che ne sono affette spesso continuano a mostrare livelli elevati di androgeni e insulino-resistenza. Questo significa che i rischi per la salute associati alla PCOS sono permanenti.

Alla luce della presenza di numerosi possibili sintomi, anche molto diversi tra loro, spesso è necessario ricorrere a un approccio combinato per trattare il problema.

Punto fermo di qualsiasi trattamento per l’ovaio policistico è correggere lo stile di vita:

La perdita di peso e uno stile di vita più attivo possono minimizzare molti sintomi della PCOS e le relative condizioni, addirittura per molte donne queste due sole strategie possono significare risolvere completamente la condizione;

  • Perdere appena il 5% del peso ha effetti positivi sulla resistenza insulinica, tolleranza ridotta al glucosio e sindrome metabolica.
  • Le donne affette da PCOS che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione, aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione del sangue.
  • Per molte donne, la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi da un certo numero di sintomi della PCOS, come l’acne, senza altri farmaci o alcun intervento.

Attualmente, nessuna dieta o attività è universalmente accettata come più efficace di altre, quindi ogni caso viene valutato singolarmente; tra quelle su cui la maggior parte della comunità scientifica si trova concorde ricordiamo per esempio la dieta mediterranea.

Le pazienti devono poi valutare i rischi delle cure scelte: a tutti i trattamenti sono collegati diversi potenziali effetti collaterali, alcuni dei quali molto gravi (e alcuni fattori relativi allo stile di vita, come il fumo, possono aumentare i rischi).

Alcune delle cure più comuni volte a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio, cicli irregolari, acne o irsutismo) sono:

  • Contraccettivi orali: di solito il trattamento d’elezione per le donne che non desiderano una gravidanza è la pillola, ossia una combinazione di ormoni in grado di:
    • regolare i periodi mestruali e l’ovulazione,
    • ridurre l’acne e l’irsutismo,
    • abbassare i livelli di androgeni o diminuirne la produzione, a volte migliorando la fertilità.

    I contraccettivi orali vanno anche a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori. Attualmente non esiste un contraccettivo considerato come ideale, viene quindi scelto di volta in volta dal proprio ginecologo sulla base di fattori soggettivi.

  • Farmaci per aumentare la sensibilità all’insulina: questi farmaci migliorano la risposta del corpo alla secrezione di insulina, diminuendo la quantità di zuccheri circolanti nel sangue. Alcuni studi sembrano dimostrare che un uso nel breve periodo permette di:
    • regolare il ciclo mestruale e l’ovulazione,
    • ridurre l’infertilità associata alla sindrome da ovaio policistico,
    • ridurre l’irsutismo,
    • ridurre l’acne.

    Un miglior utilizzo dell’insulina riduce inoltre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto, ictus e diabete. Al momento nessuno di questo farmaci è registrato con questa indicazione, sono tutti antidiabetici (come la metformina), tuttavia sono sempre più spesso prescritti per il trattamento di ovaio micropolicistico.

  • Antiandrogeni: questi farmaci hanno come obiettivo la riduzione nella produzione di androgeni o il limitarne l’attività. Il trattamento con antiandrogeni:
    • abbassa i livelli di androgeni,
    • riduce i segni di irsutismo,
    • tratta l’acne e le calvizie.

    Gli antiandrogeni possono causare danni al feto, quindi spesso vengono assunti con contraccettivi orali per prevenire eventuali gravidanze. Come i farmaci insulino-sensibilizzanti gli antiandrogeni non sono approvati ufficialmente per il trattamento della PCOS. Anche in questo caso non esiste un farmaco d’elezione, tuttavia uno dei più usati è la finasteride, conosciuta ed approvata per il trattamento della calvizie

  • Eflornitina (Vaniqa):  questa formulazione in crema è utilizzata per rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il farmaco agisce bloccando un enzima necessario per la crescita del pelo. Se la paziente smette di usare la crema i peli riprenderanno a crescere, si rende quindi necessario un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso ed è considerata sicura durante la gravidanza.

  • Cosmetici per eliminare o nascondere i peli: la donna con PCOS può provare anche altri modi per ridurre al minimo la comparsa di peli, invece dei medicinali:

    • Rasare, sbiancare, rimuovere i peli od utilizzare creme depilatorie sono alcune dei modi più comuni per risolvere il problema dei peli.
    • Elettrolisi, la terapia intensa ad impulsi di luce, laser e rimozione dei peli sono le altre opzioni, ma questi metodi sono spesso più costosi e richiedono diverse sedute.

    Le pazienti dovrebbero discutere i rischi di questi trattamenti con i loro ginecologi.

  • Retinoidi, agenti antibatterici e antibiotici per il trattamento dell’ acne: Questi farmaci riducono l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea per ridurre al minimo o eliminare l’acne. I retinoidi e gli antibiotici possono essere utilizzati sotto forma crema o compressa; gli agenti antibatterici sono disponibili solo in forma di crema. Il trattamento specifico dipende dalla gravità dell’acne e da quanto tempo si è manifestata.

Ovaio policistico e gravidanza

Cura

Anche se la PCOS è una delle principali cause di sterilità femminile, è una condizione curabile nella maggior parte dei casi. La paziente con ovaio policistico può ancora ragionevolmente aspirare a una gravidanza, a volte naturalmente, a volte con aiuto.

I cambiamenti dello stile di vita, come perdere peso, sono in grado di attivare i cambiamenti del corpo che migliorano le possibilità di gravidanza. Per molte donne con PCOS che desiderano avere una gravidanza il ginecologo dovrebbe consigliare di dimagrire e cambiare lo stile di vita prima di assumere farmaci, per vedere se si possa avere un pieno recupero della fertilità e della possibilità di rimanere incinta naturalmente. Numerosi studi dimostrano che i cambiamenti dello stile di vita ripristinano l’ovulazione e aumentano la probabilità di gravidanza.

Il ginecologo potrebbe prescrivere uno dei seguenti farmaci per aiutare le donne affette da PCOS a rimanere incinta:

  • Inositolo, una sostanza particolamente promettente perchè dimostratasi efficace in diversi studi e virtualmente priva di effetti collaterali.
  • Clomifene (Clomid) è il trattamento più comune per l’infertilità nelle donne con PCOS. Le donne che hanno ricevuto questo trattamento hanno beneficiato di una probabilità sei volte maggiore di rimanere incinta rispetto alle donne che non hanno potuto ricevere questa cura. Le donne che sono state trattate con clomifene hanno anche maggiori probabilità di avere gravidanze multiple (doppie, triple, ecc).
  • Sempre più comune è il ricorso alla metformina, un farmaco insulino-sensibilizzante attualmente utilizzato per trattare il diabete, per curare l’infertilità associata a PCOS. Il successo nel trattamento riavvia l’ovulazione in modo significativo nelle donne con PCOS rispetto a quelle che non hanno seguito la stessa cura, ma la metformina da sola non aumenta la possibilità di gravidanza.
  • A volte si ricorre ad una combinazione di metformina e clomifene, in particolare in quelle donne che non rispondono al solo clomifene. Nelle ricerche i risultati dell’uso della combinazione erano solo leggermente migliori rispetto al solo utilizzo del clomifene, tuttavia, la terapia combinata ha ridotto il numero di gravidanze multiple rispetto alle donne trattate con solo clomifene .
  • Le gonadotropine sono una categoria di ormoni utilizzati per trattare l’infertilità nelle donne con PCOS che non rispondono alla metformina o al clomifene. I trattamenti a basso dosaggio hanno un alto tasso di successo e mostrano un minor numero di problemi.

Le donne con PCOS possono avvalersi anche di altre forme di tecnologia assistita per la riproduzione, come la donazione di ovuli e la fecondazione in vitro, ma ad oggi ci sono pochi studi in merito all’efficacia di questi metodi nelle donne con PCOS.

Una procedura chirurgica denominata drilling ovarico è stata utilizzata in passato per iniziare a regolare l’ovulazione o per aumentare la probabilità di gravidanza, ma non è però ancora chiaro se una tale procedura sia più efficace rispetto ai farmaci; è stato tuttavia dimostrato che risulta efficace nel ripristino dell’ovulazione.

Complicazioni

Purtroppo le donne con ovaio policistico hanno un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza.

Molte di queste complicanze sono simili a quelle tipiche delle donne con diabete, probabilmente a causa della maggiore incidenza del diabete in donne con PCOS.

Tra le possibili complicazioni ricordiamo:

  • Aborto spontaneo: la causa è ancora poco chiara, si suppone che sia in qualche modo correlata l’obesità. Poiché molte donne che sono obese sono anche resistenti all’insulina, i ricercatori stanno cercando di capire se migliorando questo aspetto le probabilità di preservare la gravidanza possono aumentare. Sembra che il trattamento con i farmaci insulino-sensibilizzanti (come la metformina) possono significativamente ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne in gravidanza affette da PCOS.
  • : questo tipo di diabete può essere sviluppato solo dalle donne incinte. La gravidanza è di solito associata a un certo grado di resistenza all’insulina, ma di solito il corpo riesce a funzionare normalmente. Nel diabete gestazionale l’organismo non è in grado di reagire correttamente. Se controllato, il diabete gestazionale di solito non si traduce in problemi immediati per la madre o per il feto. Nella maggior parte dei casi, il diabete scompare dopo la nascita del bambino. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale e i loro figli hanno un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
  • : questa sindrome è caratterizzata da un improvviso aumento della pressione sanguigna dopo la 20a settimana di gestazione. La preeclampsia può creare danni a rene, fegato e al cervello della madre. Se non trattata la malattia può essere fatale per la madre o per il feto. La preeclampsia può portare a , una forma più grave che può causare convulsioni e coma nella madre. Quotidianamente o settimanalmente bisogna eseguire i controlli della pressione arteriosa utili per individuare cambiamenti improvvisi. Attualmente, l’unica cura per la preeclampsia è far nascere il bambino. Se una donna contrae la preeclampsia il ginecologo può sviluppare un piano per tentare di prolungare la gravidanza e dare più tempo al feto di crescere e maturare. Tale piano può comprendere l’assunzione di farmaci da parte della madre per aiutare a prevenire crisi epilettiche e mantenere i livelli di pressione del sangue all’interno di un tasso di normalità. Allo stesso tempo si deve controllare attentamente la salute della madre, perché ai primi sintomi si deve immediatamente indurre il parto.
  • Ipertensione indotta dalla gravidanza: a differenza della preeclampsia in questo caso si manifesta un aumento generale della pressione sanguigna che può iniziare prima della 20a settimana di gravidanza. Se non trattata, la condizione potrebbe portare a preeclampsia.
  • Parto pretermine: con il termine nascita pretermine si definisce il parto prima di 37 settimane di gestazione. Molti ricercatori ritengono che il maggiore rischio di parto pretermine è maggiormente evidente fra le donne in gravidanza con PCOS che hanno la preeclampsia. I neonati pretermine sono a rischio di sviluppo di gravi problemi, compreso l’essere sottopeso alla nascita od avere polmoni sottosviluppati per esempio.
  • Parto cesareo: questo tipo di parto può essere più comune tra le donne affette da ovaio policistico, perché più propense a partorire pretermine, più comunemente presentano problemi di obesità e spesso sviluppano in gravidanza disturbi di ipertensione arteriosa. Dato che si tratta di una procedura chirurgica, il recupero da un parto cesareo può essere più lungo rispetto al parto vaginale.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Anonimo

    Buonasera Dottore sono Chiara e ho 23 anni. Prendevo la pillola fino a gennaio 2016 e sino a quel momento non avevo mai notato irregolarità del ciclo mestruale. Avevo sintomi come stanchezza e perdita di capelli causata anche da stress. Respiravo male anzi a volte mi mancava il respiro e associavo il tutto al soffio sistolico.
    Ultimamente però ho avuto ritardi anche di tre mesi e sbalzi repentini di peso drastici come aumento e diminuizione di 10kg.
    (Mio padre ha il diabete di tipo 1 e mia madre aveva l’ovaio policistico). Ho deciso di acquistare dikirogen, ma sennò pensavo di riprendere la pillola. Non so cosa fare… qual’è la cura più adatta? Vado in palestra, corro, vado in bici e cerco di mangiare sano. Pochi carboidrati, mangio pesce verdura carne prevalentemente bianca. Oltre a uno stile di vita sano, come posso fare per avere un ciclo regolare e sgonfiarmi? Grazie mille in anticipo. Cordiali saluti. Chiara B.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Condivido la decisione di perseguire uno stile di vita sano, è la chiave per risolvere, mentre non posso consigliare farmaci/integratori, mi dispiace.

    2. Anonimo

      Grazie mille Dottor Cimurro.
      Nessuno di voi può consigliarmi? Secondo lei dovrei rivolgermi nuovamente a un ginecologo privatamente? Perché ho un ritardo di 8 giorni e ho una pancia gonfia come una donna incinta di 4-5 mesi. Già lo scorso mese ho fatto una cura ormonale non vorrei peggiorasse il tutto… Grazie nuovamente. Saluti. Chiara B.

    3. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sicuramente farsi seguire da uno specialista è sempre la decisione migliore.

  2. Anonimo

    Lei se la cava sempre consigliando di dimagrire, ma com’è che ho diverse mie amiche con ovaio policistico che sono rimaste incinta anche se in sovrappeso? Mi sembra un po’ comodo nascondersi sempre dietro il consiglio di perdere peso…

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Il sovrappeso è il principale fattore di rischio relativo allo sviluppo di un problema di ovaio policistico e, se consideriamo che è anche un importare fattore di rischio per complicazioni legate alla gravidanza, ecco perché è considerato dalla maggior parte dei ginecologi il più importante aspetto su cui intervenire.

      L’ovaio policistico è poi una sindrome complessa, che si manifesta in modo differente da una donna all’altra; in alcuni casi si assiste a una regolare ovulazione mensile, mentre in altri l’ovulazione può mancare anche per molti mesi consecutivamente, ecco perchè in alcuni casi è possibile rimanere incinta comunque.

  3. Anonimo

    Clomid può funzionare per le donne affette da ovaio micropolicistico? Serve la ricetta?

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Sì, è uno degli approccio che vengono presi in considerazione se una ricerca naturale non ha permesso di rimanere incinta.