Cosa si prova a morire?

Ultimo Aggiornamento: 31 giorni

Introduzione

Un curioso articolo della rivista prova a rispondere alla domanda che tutti si pongono prima o poi: cosa si prova quando sopraggiunge la morte?

Nell’interessante introduzione al testo viene spiegato che la causa ultima di morte è molto spesso la mancanza di ossigeno al cervello, per esempio per annegamento, soffocamento, attacco cardiaco, …

Quando i neuroni non ricevono più ossigeno per alimentare i processi cerebrali viene meno l’attività elettrica del cervello, che corrisponde attualmente alla definizione di morte biologica.

Dal momento in cui il sangue cessa di fluire al cervello restano all’incirca 10 secondi prima della perdita di coscienza, da questo momento possono poi passare diversi minuti prima di arrivare al decesso, minuti scanditi da sensazioni diverse a seconda della causa che ha innescato l’evento.

Morire dissanguati

La velocità con cui sopraggiunge la morte per sanguinamento è strettamente dipendente dalla ferita: un grave danno all’ comporta un decesso nel giro di pochi secondi, mentre tagli ad arterie più periferiche o piccoli vasi venosi possono richiedere anche alcune ore prima di compromettere definitivamente le possibilità di sopravvivenza.

L’esperienza vissuta dal ferito prende in questi casi il nome di shock emorragico.

Mediamente la quantità di sangue in circolo in un adulto sano si aggira attorno ai 5 litri: perdite fino a 750 ml comportano sintomi di lieve entità (una donazione di sangue corrisponde a circa 500 ml di sangue), mentre perdite pari ad 1.5 l causano debolezza, sete, ansia ed un aumento della frequenza respiratoria. Quando la quantità persa si avvicina e supera i 2 l si avvertono vertigini, confusione e può sopraggiungere la perdita di coscienza.

I sopravvissuti ad esperienze di shock emorragico ricordano in alcuni casi sensazioni di terrore ed in altri relativa calma mista a serenità, questo sembra dipendere dalla situazione in cui è avvenuto l’incidente: una ferita netta e profonda all’arteria femorale potrebbe essere meno dolorosa rispetto alle ferite e fratture multiple riportate in un incidente stradale.

Morire annegati

La morte per annegamento non è né piacevole né indolore, benchè possa essere sorprendentemente rapida: la capacità di saper nuotare e ancor di più la temperatura dell’acqua possono influire pesantemente sui tempi in cui l’azione  trova compimento.

La prima sensazione percepita dal soggetto è il panico che lo pervade nel momento in cui si prende coscienza che la situazione avrà esito mortale; s’inizia ad annaspare per inspirare quanta più aria possibile in superficie per poi trattenerla a lungo quando la testa scende al di sotto del livello dell’acqua. La respirazione diventa sempre più difficile e drammatica e le forze, totalmente votate alla ricerca dell’aria, non consentono di chiamare aiuto: alcuni studi suggeriscono che questa fase duri mediamente tra i 20 ed i 60 secondi.

Quando le energie vengono meno la testa scende definitivamente al di sotto del pelo dell’acqua e ci si sforza di trattenere il fiato più a lungo possibile, di norma fra i 30 ed i 90 secondi a seconda dell’età, del grado di allenamento, … A questo punto s’inizia ad ingoiare acqua, tossire, sputare ed ingoiare più acqua ancora: il liquido che a questo punto comincia a raggiungere i polmoni impedisce il normale scambio di gas che rende possibile l’assorbimento dell’ossigeno e, più o meno contemporaneamente, sopraggiunge il laringospasmo.

Si prova quindi una sensazione di lacrimazione accompagnata da forte bruciore al petto: solo a questo punto il panico lascia spazio ad una paradossale sensazione di calma e tranquillità fino ad una perdita di conoscenza per mancanza di ossigeno,  che precede arresto cardiaco e successivamente morte cerebrale.

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  1. Anonimo

    Salve dottore, vorrei sapere se oltre alla mammografia esiste un esame meno invasivo di questo, grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Non lo definirei invasivo, al limite fastidioso, ma purtroppo non c’è altro che possa sostituirlo.

  2. Anonimo

    Salve, se non le dispiace avrei bisogno di alcuni chiarimenti sulla morte per dissanguamento. Se il soggetto ha una ferita profonda, essere nell’acqua accelera la perdita di sangue? Se si, di quanto? È indolore in questo caso?

  3. Anonimo

    Salve dottor Cimurro,vorrei avere da lei alcune delucidazione,mio padre si è impiccato 6 giorni fa ma sono riusciti a prenderlo appena in tempo,ora è in coma indotto da 6 giorni il medico ha detto che ha subito uno stiramento al bulbo?? penso si riferisca al bulbo encefalico,poi ha detto che il cervello è rimasto circa due minuti senza ossigeno;in due minuti quanti danni possono esserci a livello cerebrale,io ho letto che i primi danni si hanno dopo circa 4 minuti lei può dirmi qualcosa in merito

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Mi dispiace, ma purtroppo non ho le competenze per rispondere.

  4. Anonimo

    Gentile Dott.Cimurro,con questa mia mail la tengo al corrente.Domani,24 febbraio 2015 andrò nell’ospedale dove sono stato ricoverato dal 14 gennaio al 04 febbraio scorso,per ritirare finalmente(se tutto va bene)l’esito della biopsia al mio rene destro,dopo un viaggio a vuoto il 18 febbraio u.s.e doveva secondo le parole del dirigente medico che mi ha in cura essere già pronto. Le sembrano normali 25 giorni di attesa(dal 30 gennaio giorno della biopsia)con una diagnosi di tumore?
    Tra l’altro questo dottore che mi ha(e non mi avra’ più)in cura,adesso si è svegliato e mi ha prenotato di sua iniziativa una visita urologica presso lo stesso ospedale.
    Nei 20 giorni in cui sono stato ricoverato evidentemente non ci ha pensato,oppure era in altre faccende affaccendato.SONO MOLTO AMAREGGIATO PER QUESTA SANITA’ CHE STA ANDANDO IN MALORA,CON TUTTE LE TASSE CHE PAGHIAMO DOVREMMO AVERE SERVIZI DEGNI DELLA SVIZZERA E INVECE……..

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Condivido tutta la sua amarezza e, soprattutto, mi dispiace perchè posso solo provare ad immaginare il suo stato d’animo.

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