Metformina: effetti collaterali ed utilizzo

Ultimo Aggiornamento: 279 giorni

Introduzione

La viene impiegata, da sola o in combinazione con altri farmaci, tra cui l’insulina, per trattare il diabete tipo 2 (condizione in cui l’organismo non adopera bene l’insulina e non riesce quindi a controllare la quantità di zucchero nel sangue).

Il suo impiego nel diabete gestazionale è stato fino ad ora limitato da preoccupazioni sulla sicurezza, anche se in realtà le ultime evidenze sembrano dipanare questi dubbi. È usata anche nel trattamento dell’ovaio policistico ed è stata oggetto di studi per altre malattie in cui la resistenza all’insulina può essere un fattore importante, ad esempio la degenerazione grassa del fegato non alcolica.

Appartiene a una categoria di farmaci denominata biguanidi ed aiuta a controllare la quantità di zucchero nel sangue (glicemia); il meccanismo d’azione non è ancora stato chiarito nei dettagli , ma sembra agire diminuendo la quantità di glucosio assorbibile dal cibo e quella prodotta dal fegato. Aumenta anche la risposta dell’organismo all’insulina, una sostanza naturale che controlla la quantità di glucosio nel sangue.

Non viene usata per trattare il diabete tipo 1 (condizione in cui l’organismo non produce insulina e non riesce quindi a controllare la quantità di zucchero nel sangue).

Nel tempo i soggetti con diabete e alti livelli di zucchero possono sviluppare complicanze gravi o potenzialmente mortali, tra cui cardiopatie, ictus, problemi renali, danni nervosi e problemi agli occhi. L’assunzione di farmaci, i cambiamenti dello stile di vita (ad esempio, dieta, attività fisica, interruzione del fumo) e il controllo regolare dei livelli di zucchero nel sangue possono aiutare a gestire il diabete e migliorare la salute, prevenendo anche le relative complicazioni.

La metformina provoca pochi effetti indesiderati quando prescritta in maniera adeguata (il più comune è un senso di fastidio gastrointestinale) e non presenta in genere rischi di ipoglicemia (livelli troppo bassi di zucchero nel sangue).

L’effetto indiesiderato più grave è l’acidosi lattica (un accumulo di lattato nel sangue).

Assunzione

La metformina è disponibile sotto forma di compresse da assumere per bocca, di solito durante o dopo i pasti, due o tre volte al giorno.

È molto importante che l’assunzione della metformina avvenga esattamente come prescritto, non assumerne meno o più spesso di quanto stabilito dal medico.

Il medico può iniziare il trattamento con una dose bassa di metformina da aumentare gradualmente, al massimo una volta ogni 1-2 settimane. Sarà necessario monitorare i livelli di zucchero nel sangue accuratamente in modo da poter capire i benefici effettivi della metformina.

La metformina permette di controllare il diabete, ma non lo guarisce. Si raccomanda di continuare a usare la metformina anche se ci si sente bene e di non interromperne l’assunzione senza il parere del medico.

Controindicazioni

La metformina è controindicata in soggetti con condizioni che potrebbero aumentare il rischio di acidosi lattica, come per esempio

  • disturbi renali (definiti arbitrariamente come clearance della creatinina <60 ml/min),
  • malattie polmonari,
  • malattie epatiche.

Secondo il foglietto informativo, l’insufficienza cardiaca (in particolare, l’insufficienza cardiaca congestizia instabile o acuta) aumenta il rischio di acidosi lattica con la metformina, tuttavia, una revisione sistematica degli studi controllati, condotta nel 2007, sembra suggerire che la metformina sia l’unico farmaco anti-diabetico non associato a danni oggettivi in soggetti con insufficienza cardiaca e che possa ridurre la mortalità rispetto a qualunque altro anti-diabetico.

Mezzo di contrasto

La somministrazione intravascolare di mezzi di contrasto iodati negli studi radiologici può portare a un’insufficienza renale. Ciò può determinare accumulo di metformina e può esporre il paziente ad acidosi lattica. La somministrazione di metformina deve essere interrotta prima o al momento dell’esame; inoltre non deve essere ripresa prima di 48 ore dopo l’esame, e solo dopo aver controllato se la funzione renale è tornata normale.

Chirurgia

La somministrazione di metformina deve essere interrotta 48 ore prima di interventi chirurgici programmati in anestesia generale, spinale o peridurale. Il trattamento può essere ripreso non prima di 48 ore dopo l’intervento o dopo la ripresa dell’alimentazione orale, e solo dopo che sia stato accertato che la funzione renale è normale. Si raccomanda comunque di attenersi sempre e soltanto alle indicazioni del medico o del chirurgo, che potrebbero dare disposizioni diverse.

Attenzioni alimentari

Assicurarsi di osservare tutte le raccomandazioni del medico e del dietologo inerenti l’attività fisica e l’alimentazione. È importante seguire una dieta sana per un controllo ottimale del diabete, a prescindere dall’uso dei farmaci.

Mancata assunzione di una dose

Prendere la dose dimenticanta appena ci se accorge, se tuttavia è quasi l’ora della dose successiva, non assumere la compressa saltata e riprendere il proprio schema terapeutico abituale. Non assumere una dose doppia per compensare quella saltata.

Effetti collaterali

La metformina, come tutti i farmaci, può causare effetti collaterali. Informare il medico nel caso in cui tali sintomi siano importanti, persistenti, od anche solo intermittenti. Tra i più comuni ricordiamo:

  • diarrea,
  • gonfiore,
  • dolore di stomaco,
  • flatulenza,
  • indigestione,
  • costipazione,
  • un sapore metallico in bocca,
  • bruciore di stomaco,
  • cefalea,
  • rossore della pelle,
  • dolore muscolare.

Interrompere l’assunzione di metformina e contattare immediatamente il proprio medico in caso di:

  • stanchezza estrema,
  • debolezza o malessere,
  • nausea e/o vomito,
  • dolore di stomaco,
  • eccessiva riduzione dell’appetito,
  • respiro ansimante o affanno,
  • vertigini,
  • senso di stordimento,
  • battito cardiaco accelerato o rallentato,
  • rossore della pelle,
  • dolori muscolari,
  • senso di freddo,
  • dolore toracico,
  • eruzioni cutanee.

La metformina può causare in alcuni soggetti anche altri effetti collaterali, chiamare il medico nel caso compaiano problemi non usuali durante il trattamento con il farmaco.

Acidosi lattica

L’ è una complicanza metabolica rara ma grave (alto tasso di mortalità in assenza di rapido trattamento), che può insorgere in seguito ad un accumulo di metformina. I casi riportati di acidosi lattica in pazienti trattati con il farmaco si sono verificati in particolare in pazienti diabetici con una significativa insufficienza renale. L’incidenza dell’acidosi lattica può e deve essere ridotta valutando anche altri fattori di rischio associati, come diabete non controllato, chetosi, digiuno prolungato, eccessiva assunzione di alcol, insufficienza epatica ed eventuali altre condizioni associate all’ipossia.

Diagnosi e sintomi

Si deve considerare il rischio di acidosi lattica nel caso siano presenti segni aspecifici quali crampi muscolari uniti a disturbi dell’apparato digerente, come dolore addominale e astenia grave.

Questi sintomi possono essere seguiti da dispnea con acidosi, dolore addominale, ipotermia e coma. Gli esami diagnostici di laboratorio mostrano una diminuzione del pH nel sangue, livelli di lattato plasmatico superiori a 5 mmol/l, e un aumento del gap anionico e del rapporto lattato/piruvato. In caso di sospetta acidosi metabolica, la metformina deve essere sospesa e il paziente deve essere ricoverato immediatamente.

Funzione renale

La metformina viene escreta dai reni, quindi è opportuno determinare la clearance della creatinina prima di iniziare il trattamento e in seguito, con frequenza regolare:

  • almeno una volta l’anno nei pazienti con funzione renale normale,
  • almeno 2-4 volte l’anno nei pazienti con la clearance della creatinina al limite inferiore del normale e nei soggetti anziani.

La diminuzione della funzione renale nei soggetti anziani è frequente e asintomatica. Un’attenzione speciale va riservata alle situazioni in cui può venire compromessa la funzione renale, ad esempio quando si inizia una terapia antiipertensiva o una terapia con diuretici e quando si inizia una terapia con un farmaco anti-infiammatorio non steroideo (FANS).

Alcool

Informare il medico se si bevono abitualmente alcolici o se occasionalmente se ne bevono grandi quantità in poco tempo. L’alcool aumenta il rischio di sviluppare acidosi lattica o può causare una riduzione dello zucchero nel sangue. Chiedere al medico quanto alcool sia possibile bere senza rischi in terapia con metformina.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio chiamare subito il centro antiveleni più vicino. Nel caso ci sia collasso o arresto respiratorio, chiamare subito il pronto intervento medico (118).

I sintomi di sovradosaggio possono consistere in ipoglicemia (la metformina comporta meno rischi di ipoglicemia delle sulfaniluree, benché l’ipoglicemia si sia sviluppata occasionalmente durante attività fisiche intense, deficit calorici o quando il farmaco è associato ad altri ipoglicemizzanti), o nei sintomi seguenti:

  • stanchezza estrema,
  • debolezza,
  • malessere,
  • vomito,
  • nausea,
  • dolore di stomaco,
  • riduzione dell’appetito,
  • respiro ansimante,
  • affanno,
  • vertigini,
  • senso di stordimento,
  • battito cardiaco accelerato o ridotto,
  • rossore della pelle,
  • dolore muscolare,
  • senso di freddo.

Sindrome dell’ovaio policistico

La terapia anti-diabetica è stata proposta sin dalla fine degli anni ’80 per il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione spesso associata con la resistenza all’insulina. L’impiego della metformina è stato dapprima descritto nel 1994 in un (Venezuela).Nel 2004, il britannico National Institute for Health and Clinical Excellence (istituto nazionale per la salute e l’eccellenza clinica) che le donne affette da PCOS con indice di massa corporea (BMI, da Body Mass Index) superiore a 25 siano trattate con metformina in caso di assenza di ovulazione e infertilità se altre terapie non hanno avuto esito positivo.

clinici terminati nel 2006-2007 hanno tuttavia mostrato risultati per lo più negativi, con efficacia della metformina in pratica equivalente al placebo e nessun vantaggio della combinazione metformina-clomifene rispetto al solo clomifene. Analogamente, revisioni successive hanno rilevato che, in generale, ampi studi randomizzati controllati non hanno confermato i dati promettenti dei primi piccoli studi. Il Regno Unito e le linee guida internazionali cliniche non raccomandano quindi la metformina come primo approccio terapeutico o non la raccomandano proprio, eccetto che nelle donne con intolleranza al glucosio. Le linee guida indicano il clomifene come prima scelta farmacologica ed enfatizzano le modifiche degli stili di vita a prescindere dal trattamento.

In contraddizione con ciò, una dei quattro studi comparativi metformina-clomifene ne ha dimostrato l’equivalenza nel trattamento dell’infertilità. Quattro studi positivi per la metformina riguardavano donne resistenti al clomifene, mentre la popolazione oggetto degli studi negativi non era selezionata in funzione di precedenti trattamenti. La metformina dovrà essere impiegata come farmaco di seconda linea nel caso che il clomifene non si riveli efficace. Un’altra revisione raccomanda comunque la metformina come prima opzione terapeutica perché ha effetti positivi non solo sull’assenza di ovulazione, ma anche sulla resistenza all’insulina, sull’irsutismo e sull’obesità spesso associati alla sindrome dell’ovaio policistico. Una ha rilevato che la metformina migliora l’ovulazione e l’incidenza di gravidanze, specie in combinazione con il clomifene, ma non è associata con un qualunque incremento nel numero di nati vivi.

Le donne affette da PCOS hanno maggiori probabilità di sviluppare il diabete rispetto a donne di età e peso confrontabili. La metformina è stata usata off-label per prevenire il diabete e aumentare l’ovulazione durante la perdita di peso. In un recente studio controllato randomizzato che confronta metformina, contraccettivi orali e i due in associazione in pazienti affette da PCOS senza diabete tipo 2, la metformina, da sola o in combinazione con i contraccettivi orali, riduceva il peso e il BMI. La riduzione media di peso a 12 mesi con metformina era di 3kg. L’impiego dei contraccettivi orali era associato a un incremento del peso di 1,2 kg, mentre la combinazione riduceva il peso di 1,9 kg. Una paziente del gruppo trattato con metformina si è ritirata a causa della nausea, ma non sono stati riportati altri effetti collaterali o indesiderati.

In una revisione sistematica di 12 studi controllati randomizzati in donne con PCOS, la metformina determinava una riduzione significativa del BMI rispetto al placebo; tuttavia, molti studi non erano adeguatamente dimensionati, per cui le conclusioni devono essere interpretate con cautela e, per il singolo soggetto, devono essere tenuti presenti altri fattori clinici. La revisione non accennava ai rischi di ipoglicemia né a eventuali alterazioni della tolleranza al glucosio.

Gravidanza (diabete gestazionale)

Diversi studi osservazionali e controllati randomizzati hanno riscontrato che la metformina equivale in efficacia e sicurezza all’insulina nella gestione del diabete gestazionale, tuttavia, sono state sollevate parecchie preoccupazioni rispetto agli studi pubblicati finora; ad oggi, manca ancora l’evidenza della sicurezza a lungo termine della sostanza, sia nella madre che nel bambino.

Dalle ultime evidenze la metformina sembra comunque sicura in gravidanza e le donne con diabete gestazionale trattate con metformina prendono meno peso in gravidanza rispetto alle donne trattate con insulina. È stato riscontrato meno grasso viscerale nei neonati partoriti da donne trattate con metformina, riducendone i rischi di sviluppare nel corso degli anni una resistenza all’insulina.

La metformina fa dimagrire?

La metformina ha poco o nessun effetto sul peso corporeo rispetto al placebo nel diabete tipo 2, benché causi una riduzione del peso rispetto alle sulfaniluree, poiché queste sono associate con un incremento di peso.

C’è invece qualche evidenza che la metformina possa essere associata alla perdita di peso nell’obesità in assenza di diabete.

In conclusione la metformina determina una modesta riduzione del peso corporeo

  • nelle pazienti con diabete tipo 2,
  • nelle pazienti affette da sindrome dell’ovaio policistico
  • e, forse, in soggetti sovrappeso e obesi con normale glicemia.

Sono necessari ulteriori studi, in particolare studi controllati randomizzati, per stabilire la durata e la dose di metformina e i possibili effetti indesiderati a lungo termine in pazienti senza diabete tipo 2. I pazienti dovranno essere avvertiti che non è probabile che la metformina causi una riduzione drammatica del peso corporeo; dovranno comunque essere raccomandate modifiche degli stili di vita. La funzione renale e il glucosio nel sangue dovranno essere monitorati nei soggetti in terapia con metformina.

Fonti:

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  1. Anonimo

    è realistico che la metformina abbia come effetto collaterale anche la perdita o calo della potenza sessuale?, se si cosa bisogna fare per contrastare questo problema?, esiste altro farmaco analogo che non abbia questa controindicazione?.
    Grazie

  2. Anonimo

    da quando assumo la Metformina (1750 al di, Diabete 2 dal 2010) subisco, non ogni giorno ma regolarmente una forte stanchezza pomeridiana (durata fra 15-60 min) quale trascorro su divano. Poi dopo mi sento rimesso in sesto. Tale stanchezza è accompagnata da sentimenti cupi (l’avvenire, esperienze spiacevoli attuali e del passato). Inoltre, da quando assumo la Metformina, subisco attacchi di sudore, in tutte le stagione (età 59). Aggiungo che, nel 2005 ho subito Tiroidectomia (assumo Eutirox 150 al di).

    Grazie

    1. Anonimo

      Uomo non fumatore dal 2008, no alcool da due decenni. Peso aumentato dal 2008 (smesso di fumare: forse +3kg, forse altre +3kg per via della assunzione di Metformina dal 2010) fermo a 89kg da incirca 2013, altezza di 1.75m.
      Grazie

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      La metformina in linea di massima è più probabile che faccia dimagrire.

      Il TSH è nella norma?

    3. Anonimo

      Salve Dottore,

      TSH= 0,206 (2015) valori di referenza utilizzati [0,4 – 3,4]

      D’accordo l’endocrinologo curante con tiroidectomia l’TSH deve stare sotto il valore minimo di referenza. Ha aggiustato il valore apposto attraverso l’dosaggio del Eutirox.

      Grazie

    4. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Nemmeno la tiroide dovrebbe essere causa dei sintomi descritti; potrebbe quindi essere un fattore esclusivamente nervoso o legato a una digestione difficile (attenzione a non mangiare troppo e/o troppo pesante), ma raccomando di verificare con il medico.

    5. Anonimo

      infatti una Dott.ssa specializzato in malattie del fegato mi ha consigliato (oltre a dieta adatta ecc) di assumere DEURSIL 300 per qualche mese per contrastare eventuali dispepsie che potrebbero a punto causare anche la stanchezza descritta. Poi seguito da una ‘fibroscan’ del fegato. Se vuole commentare – siete sempre benvenuto!

      Grazie ancora

    6. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Ottimo, nulla da aggiungere, ma se mi tiene al corrente mi fa piacere.

  3. Anonimo

    Da più di 1anno assumo metformina 750mg al giorno non subito ma con il tempo ogni 3-4 mesi soffro di disturbi gastro intestinali in particolar modo tanta aria che non riesco ad espellere e diarrea é normale o devo pensare ad altro??

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo sono gli effetti collaterali più comuni associati al farmaco; in alcuni casi può valere la pena provare a cambiare marca (stessa sostanza stessa dose, ovviamente), ma se persistesse lo segnali al medico.

  4. Anonimo

    Anch’io ultimamente dopo anni di metformina e dissenterie varie ora iniziato anche insulina ,feci ancora piu liquide tipo acqua possibile che sia metformina anche perche da 2 portata a 3 pastiglie da 1000 al giorno grazie x la risposta

  5. Anonimo

    Salve Dottore sono una ragazza di 22 anni da due giorni assumo metformina per l’ovaio policistico e per intolleranza al glucosio in quanto nella curva glicemica i valori a digiuno erano 92 e dopo due ore dell’assunzione di zucchero erano 90. Però è tutto il giorno che ho una forte nausea è normale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Purtroppo nei primi giorni è un effetto collaterale che si manifesta comunemente.

  6. Anonimo

    sta assumendo la metformina perché ingrassa pur stando a dieta ma anche a dosaggio basso le succede spesso di vomitare ed avere mal di pancia..quale analisi è oppotruno far controllare?grazie

    1. Anonimo

      vedo che non è evidenziata la prima parte del messaggio in cui dicevo che mia nipote ha 15 anni e che fa il farmaco da 1 anno

    2. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      Salve, la metformina può dare manifestazioni gastroenteriche del genere, ma è necessario sentire i medici che la seguono per capire se deve continuare la terapia e/o fare dei controlli specifici. saluti

    3. Anonimo

      Salve ho 38 anni. Ho partorito 7 mesi fa.
      Durante la gravidanza il mio ginecologo mi ha fatto fare la curva da carico glicemica e avevo 76, 92,46. Non mi ha consigliato la metformina ma mi ha suggerito di tenere sotto controllo la glicemia, che più o meno si era mantenuta costante.
      La cosa strana é che, se assumo molti zuccheri, amidi o carboidrati inizio ad avere molta sete e, durante la notte sudo tantissimo.( ad es. Ieri sera ero a cena da amici e subito dopo aver mangiato ho iniziato a sentire caldo, lo stomaco gonfio e un forte calore alle gambe.. ho misurato la glicemia ed era a 120).
      Solgitamente all’indomani peso fino a 2kg in più. Il medico dice che gli zuccheri mi provocano una forte ritenzione idrica.
      Infatti se non sto bene attenta e non evito zuccheri , carboidati e amidi, ingrasso a dismisura, dopodicche basta allontanare dalla dieta quanto detto e dimagrisco tanto.
      Leggendo tra i commenti ho letto che anche l’ovaio policistico a che fare con la glicemia, ed io ho questo problema fin da adolescente.
      Secondo lei dovrei assumere la metformina?

    4. Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)
      Dr. Cracchiolo (Medico Chirurgo)

      No , non mi sembra che ne abbia necessità in quanto i valori glicemici erano nella norma, ma qualsiasi farmaco deve essere prescritto da un medico. saluti

  7. Anonimo

    Salve.
    Prendo la metformina a 1000 da qualche anno ed ho spesso diarrea liquida che mi impedisce di svolgere una vita sociale normale. Ne ho parlato con il mio medico curante,esprimendo il sospetto che la causa dei miei disturbi fosse la metformina ma lui lo ha escluso senza specificarne la ragione.
    La mia domanda è questa:
    Si può verificare se la causa è davvero la metformina?Come?
    Aggiungo che ho 67 anni ed affetta da diabete mellito.
    Grazie .

    1. Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)
      Dr.ssa Fabiani (Medico Chirurgo)

      Salve, no esiste un test o un analisi in gradi di verificarlo, se poi la diarrea non è iniziata in concomitanza o subito dopo l’inizio dell’assunzione della metformina la escluderei come causa. Il medico non ha ipotizzato nient’altro come possibile causa invece?

  8. Anonimo

    È possibile che la metformina di una marca mi causi di diarrea e quella di un’altra no? Non dovrebbero essere uguali?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Principio attivo (metformina) e dose identici, ma possono cambiare gli eccipienti e le confermo che per esperienza con la metformina in particolare (che è un farmaco che annovera tra gli effetti collaterali proprio la diarrea) è comune tollerare meglio alcune marche più di altre.
      Oltre a poter dare fastidio alcuni eccipienti di per sé, possono subentrare differenza di biodisponibilità, assorbimento, …

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