Fermenti lattici (probiotici): cosa sono, perché, quando e come prenderli

Cosa sono i fermenti lattici

I probiotici (o fermenti lattici) sono microorganismi vivi (ad esempio batteri) uguali o simili a quelli che si trovano naturalmente all’interno del corpo umano e in grado di esplicare effetti benefici sulla salute. Noti anche come “batteri buoni”, i probiotici sono disponibili sotto forma di supplementi dietetici e di yogurt, ma anche come supposte od ovuli.

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I prebiotici (si noti la “e”, quale seconda lettera) sono invece sostanze che non vengono assorbite dall’organismo, ma che stimolano la crescita e l’attività di microorganismi potenzialmente benefici (come ad esempio la fibra).

iStock.com/luismmolina

Storia e impiego dei probiotici

Il concetto che sta alla base dei probiotici risale agli inizi del Ventesimo secolo, quando il premio Nobel Elie Metchnikoff, noto come “il padre dei probiotici” propose nel saggio “” introdusse l’idea che ingerire dei microorganismi avrebbe potuto portare significativi benefici per la salute. I microorganismi sono invisibili a occhio nudo e sono presenti dappertutto. Gli scienziati hanno continuato le ricerche nel settore e il termine probiotici, che significa per la vita, è entrato nell’uso comune.

Per comprendere meglio i fermenti pensiamo al nostro corpo come a un ricettacolo per i batteri e altri tipi di microorganismi. Il corpo umano, soprattutto la parte inferiore dell’apparato digerente, ospita una complessa e diversificata comunità di batteri. Si stima infatti che, nel corpo di un adulto, il numero di cellule appartenenti ai microrganismi sia pari a dieci volte quello delle cellule umane. Siamo portati a pensare ai batteri come a “germi” pericolosi, ma in realtà molti batteri aiutano il corpo in diverse funzioni. La maggior parte dei probiotici sono batteri simili a quelli utili che si trovano naturalmente nel corpo umano.

I meccanismi che potrebbero spiegare l’effetto dei fermenti lattici sull’organismo umano sono diversi, alcuni di questi hanno a che vedere con

Tra i fermenti più presenti nelle farmacie ricordiamo il Lactobacillus e il Bifidobacterium. Si tratta in realtà di due famiglie di probiotici, che comprendono ciascuna diversi tipi di batteri, e con benefici per la salute specifici per la singola famiglia.

Efficacia

La capacità dei probiotici di svolgere un’attività benefica per la salute in diversi modi ha stimolato un grande interesse tra i ricercatori. Ad esempio, il americano è entrato a far parte del gruppo di lavoro sui probiotici e i prebiotici del NIH, l’Istituto nazionale per la salute degli Stati Uniti.

La ricerca  si sta muovendo lungo due fronti: ricerca di laboratorio ed esperimenti clinici per valutare la sicurezza e l’efficacia dei probiotici nella cura di vari disturbi.

Molti dei primi esperimenti clinici effettuati sui probiotici soffrivano di alcuni limiti metodologici e non c’è tuttora un’evidenza clinica definitiva che giustifichi l’uso di specifici probiotici per determinati scopi sanitari. C’è però un’impressione preliminare sull’efficacia dei fermenti in diversi contesti e altri studi sono attualmente in corso. In particolare, una recente revisione sull’evidenza scientifica dell’efficacia nella diarrea infettiva acuta ha provato che alcuni di questi batteri sono in grado di ridurre la durata della diarrea e la frequenza delle scariche, ma sono sicuramente necessari ulteriori studi per stabilire con esattezza quali formulazioni vanno usati su diversi gruppi di persone.

Nel 2008 la rivista   ha dedicato un numero speciale ai probiotici, con una panoramica sulle loro applicazioni cliniche. Basandosi sulla revisione di alcuni studi accuratamente selezionati, gli autori hanno catalogato diverse applicazioni a seconda di quanto fosse forte l’evidenza dell’efficacia nella prevenzione e/o nella cura.

Ad esempio, secondo gli autori, esiste una forte evidenza per quanto riguarda la diarrea acuta e la diarrea da antibiotici e un’evidenza sostanziale per l’eczema atopico (un disturbo frequente nei bambini piccoli).

Tra le altre applicazioni promettenti su cui si sta concentrando la ricerca ricordiamo anche:

Gli autori trattano anche i possibili impieghi futuri dei probiotici.

Altri studi indicano che i fermenti potrebbero ridurre gli effetti collaterali legati alle cure contro l’infezione da Helicobacter pylori, la causa della maggior parte delle ulcere allo stomaco.

Secondo una revisione sistematica, c’è una forte evidenza che i probiotici riducano il rischio di enterocolite necrotizzante, una grave patologia dell’intestino che colpisce i neonati prematuri.

Altri possibili impieghi futuri riguardano la riduzione del livello di colesterolo e della malattia infiammatoria cronica intestinale, mentre sembra ormai tramontata l’ipotesi di utilità nel trattamento dell’obesità, in quanto le più recenti sembrano non supportarne l’utilizzo in termini di efficacia.

Yogurt e fermenti lattici

Partiamo da un’importante premessa: i più comuni microrganismi presenti nello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus) tecnicamente , perché caratterizzati da intolleranza ai sali della bile e in grado di svilupparsi a temperature più elevate rispetto a quella tipica del corpo umano.

È quindi errato definire a prescindere da considerazioni sulla composizione uno yogurt come un alimento probiotico, perché solo in presenza di specifici ceppi batterici è possibile osservare gli effetti tipici dei probiotici.

Inoltre  “lo yogurt tradizionale, subendo l’aggressione dei succhi gastrici (digestione delle proteine) perde anche la maggior parte delle colonie batteriche in esso contenute, pertanto non può essere considerato un alimento probiotico.”

Questo alimento può quindi vantare eccellenti proprietà nutrizionali (altamente digeribile perché contenente poco lattosio, ricco di calcio, scarsamente calorico nelle versioni magre, altamente saziante nelle preparazioni più solide come quello greco), ma l’effetto sull’intestino non è sempre del tutto sovrapponibile a quello dei fermenti lattici sotto forma di integratore, anche in considerazione della quantità di microrganismi presenti.

Sicurezza ed effetti collaterali

Pare che la maggior parte delle persone non risenta di effetti collaterali quando assume fermenti lattici, se non molto leggeri come la presenza di gas intestinale. Sono però stati riportati anche casi di conseguenze gravi, e la ricerca sulla sicurezza è in pieno svolgimento.

Una revisione del 2008 sulla sicurezza dei probiotici indica che il Lactobacillus rhamnosus GG, oggetto di studio di diverse prove cliniche per varie malattie, è stato ritenuto sicuro. Tuttavia un’altra revisione recente sul Lactobacillus e il Bifidobacterium sottolinea come gli effetti cumulativi e a lungo termine del probiotici sono sconosciuti, soprattutto nei bambini e mette in evidenza che i probiotici non andrebbero impiegati nei pazienti in condizioni critiche.

Allo stesso modo un assessment del 2011 effettuato dall’ sulla sicurezza dei probiotici, in parte finanziato dall’NCCAM, conclude che l’evidenza attuale non suggerisce l’esistenza di un rischio diffuso di effetti collaterali negativi legati all’uso dei probiotici, tuttavia i dati sulla sicurezza, soprattutto quella a lungo termine, sono ancora pochi e il rischio di gravi effetti collaterali potrebbe essere più serio per chi ha problemi di salute.

Sono anche state sollevate preoccupazioni in relazione alla qualità dei fermenti. Si è scoperto che alcuni prodotti contengono un numero di microorganismi vivi minore del previsto. Inoltre, altri contengono ceppi batterici diversi da quelli elencati tra gli ingredienti.

La ricerca e il dibattito in questo campo è più vivo che mai e, se in passato si trattava di formulazioni ritenute sicure a prescindere (è naturale, male non fa), oggi i ricercatori sono molto più . Le più sono state particolarmente utili ad individuare alcuni fattori critici nell’analisi dei dati disponibili:

Consigli per l’uso dei probiotici

La nostra comprensione di questi batteri è ancora molto limitata, anche se vengono venduti prodotti a base di probiotici per molti usi diversi, l’evidenza scientifica che giustifichi usi specifici è ancora limitata e non sono ancora stati approvati dalla FDA (l’equivalente americano del Ministero della Salute).

La maggior parte dei ricercatori è infine speranzosa in nuovi futuri utilizzi, ma quello che sappiamo ad oggi è che la ricetta per per un concreto benessere e un’efficace prevenzione attraverso il miglioramento della flora batterica intestinale è sempre la stessa:

Fonti e bibliografia

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