Indice glicemico, le domande più frequenti

Ultimo Aggiornamento: 183 giorni

Qual è la differenza tra indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG)?

La glicemia aumenta e diminuisce quando si mangia un pasto contenente carboidrati. La quantità e la durata di questo aumento dipende dalla qualità dei carboidrati (indice glicemico o IG) e dalla quantità. Il carico glicemico (o ) combina la qualità e la quantità di carboidrati in un “numero” che rappresenta il modo migliore per prevedere i valori della glicemia dovuti a diversi tipi e quantità di alimenti.

La formula è la seguente:

CG = (IG x la quantità di carboidrati) diviso 100.

Prendiamo una mela come esempio. Ha un IG pari a 40 e contiene 15 grammi di carboidrati.

CG=40 x 15/100= 6 g

E per quanto riguarda una piccola patata al forno? Il suo IG è pari a 80 e contiene 15 g di carboidrati.

CG=80×15/100= 12 g

Quindi possiamo prevedere che la nostra patata avrà il doppio dell’effetto metabolico di una mela.

Si può pensare al carico glicemico come alla quantità di carboidrati contenuti in un alimento “aggiustata” per la sua potenza glicemica.

E’ necessario mangiare solo alimenti a basso IG ad ogni pasto per avere benefici?

No, non è necessario, perché l’effetto di un alimento a basso indice glicemico dura fino al pasto successivo, riducendo l’impatto glicemico. Questo vale per la colazione consumata dopo una cena a basso IG della sera precedente, o per un pranzo consumato dopo una colazione a basso IG.

Questo effetto benefico inatteso è chiamato “effetto del secondo pasto”, ma non bisogna prendere questa osservazione troppo sul serio. Si consiglia di puntare almeno su un alimento a basso IG per pasto.

Anche se si avranno benefici mangiando carboidrati a basso IG ad ogni pasto, questi non devono far escludere tutti gli altri, quindi si può consumare occasionalmente pane fatto in casa od altre leccornie. Inoltre, se si combinano prodotti da forno ad alto IG con alimenti ricchi di proteine ​​e carboidrati a basso IG, come frutta o legumi, il valore complessivo dell’IG sarà medio.

Perché molti alimenti ricchi di fibre hanno ancora un alto valore di IG?

La fibra alimentare non è un principio nutritivo come il grasso e le proteine, è costituita da molti tipi diversi di molecole e può essere divisa in tipologie solubili e insolubili.

  • La fibra solubile è spesso viscosa (spessa e gelatinosa) e rimane tale anche nell’intestino tenue. Per questo motivo risulta più difficile per gli enzimi muoversi e digerire gli alimenti. Gli alimenti con fibra più solubile, come mele, avena e legumi, hanno quindi bassi valori di indice glicemico.
  • La fibra insolubile, invece, non è viscosa e non rallenta la digestione, a meno che non agisca come una sorta di recinto per inibire l’accesso degli enzimi (per es. la crusca intorno ai chicchi intatti). Quando la fibra insolubile viene finemente macinata gli enzimi hanno campo libero, consentendo una rapida digestione. Il pane integrale e il pane bianco hanno valori di IG simili. La pasta e il riso integrali hanno valori simili alle loro controparti bianche.

È possibile scaricare o ricevere via e-mail una lista completa di tutti i valori IG degli alimenti?

Siamo spiacenti, ma non abbiamo elenchi disponibili per il download o per l’invio di e-mail. Piuttosto, ti invitiamo a cercare gli alimenti per i quali ti interessa conoscere l’IG sul .

L’IG aumenta con la porzione? Se si mangia il doppio, raddoppia anche l’IG?

L’IG rimane sempre lo stesso, anche se si raddoppia la quantità di carboidrati nel pasto. Questo perché l’IG è una classificazione relativa di alimenti contenenti la “stessa quantità” di carboidrati, ma se si raddoppia la quantità di alimenti che si mangia ci si dovrebbe aspettare una maggiore risposta glicemica, cioè i livelli di glucosio raggiungeranno un picco più alto e avranno bisogno di più tempo per tornare alla linea di base rispetto ad una porzione normale.

Può l’indice glicemico aiutare le persone con diabete?

Per i soggetti diabetici è sicuramente utile per comprendere il concetto alla base di indice glicemico, perché mangiare cibi con basso indice glicemico può aiutare il controllo della glicemia. È importante notare che anche altri fattori devono essere presi in considerazione nella gestione del paziente diabetico; la ricerca ha dimostrato che la quantità di carboidrati che si mangia, più il semplice IG, ha influenza sui livelli di glucosio nel sangue dopo i pasti.

È inoltre indispensabile non perdere di vita altri importanti parametri, come il contenuto di grassi e sale di un alimento, per esempio.

È possibile seguire una dieta a basso IG durante la gravidanza?

È importante seguire una dieta sana durante la gravidanza e una dieta a basso indice glicemico può essere l’ideale. A differenza di molti altri tipi di diete, seguire una dieta a basso IG NON è restrittivo, non elimina i principali gruppi di alimenti e rappresenta un’alimentazione sana da seguire prima, durante e dopo la gravidanza. Può rappresenta un beneficio per ​​tutta la famiglia, ma ti raccomando di chiedere anche e soprattutto il parere del ginecologo.

Esiste una dieta a basso IG per le madri che allattano?

Una dieta a basso IG è l’ideale mentre si sta allattando. L’allattamento richiede molta energia e teoricamente questa energia supplementare proviene dal grasso corporeo acquisito durante la gravidanza. In realtà questo grasso non viene tutto consumato e si deve fare uno sforzo concertato per smaltire il peso del bambino. Per raggiungere questo scopo è tuttavia importante non adottare una dieta a basso contenuto calorico o qualsiasi tipo di misura estrema, come le diete a basso contenuto di carboidrati così popolari sulle riviste. Poiché l’allattamento al seno tende ad aumentare l’appetito (il modo che ha l’organismo per assicurarsi di ricevere l’energia necessaria per la produzione di latte) questa è una buona notizia, in quanto seguire una tale dieta sarebbe un incubo! Pertanto l’approccio con la dieta a basso IG può essere utile, perchè ci si può dimenticare di contare le calorie o le porzioni di alimenti.

In primo luogo è importante concentrarsi sui tipi di alimenti che si stanno assumendo. Gli alimenti a basso IG sono cereali integrali, frutta fresca, verdura e legumi. Inserendo questi alimenti alla base di ogni pasto permette di soddisfare l’appetito e raggiungere la sazietà mentre si sta allattando. È anche importante riprendere l’attività fisica, anche semplicemente una passeggiata quotidiana con la carrozzina. Si dovrebbe quindi notare che il peso comincia lentamente a scendere; è da considerare però che sono necessari almeno sei mesi di tempo per tornare al peso che si aveva prima della gravidanza.

Perché l’IG di manzo, pollo, pesce, tofu, uova, noci, semi, avocado, molti frutti (tra cui frutti di bosco) e verdura, vino, birra e liquori non appaiono sul database IG?

Questi alimenti non contengono carboidrati, o ne contengono una quantità così bassa che il loro IG non può essere testato secondo la metodologia standard. E’ importante ricordare che l’IG è una misura della qualità dei carboidrati. In sostanza, questi tipi di alimenti, consumati da soli, non avranno molto effetto sulla glicemia.

Alcune verdure come la zucca e la pastinaca sembrano avere un alto IG, questo significa che una persona con diabete deve evitare di mangiarle?

Sicuramente no perché, a differenza di patate e prodotti a base di cereali, queste verdure non contengono molti carboidrati. Così, nonostante il loro elevato IG, il loro carico glicemico (IG x carboidrati di una porzione diviso 100) è medio. Questi vegetali contengono molti micronutrienti e possono essere consumati come parte di un pasto sano ed equilibrato.

È possibile conoscere l’IG di bevande alcoliche (birra, vino e liquori)?

Le bevande alcoliche contengono una piccola quantità di carboidrati.

In realtà, la maggior parte dei vini e dei liquori non ne contengono e la birra ne contiene appena (3 o 4 grammi per 100 ml). 285 ml di birra contengono circa 10 grammi di carboidrati rispetto ai 36 grammi contenuti nello stesso volume di una bibita analcolica, per questo motivo una birra aumenterà solo leggermente la glicemia. Se si beve la birra in grandi quantità (ovviamente non è consigliabile), allora ci si deve aspettare di avere un effetto più significativo anche sulla glicemia.

Per quanto riguarda il consumo occasionale di bevande, i ricercatori dell’Università di Sydney hanno scoperto che una bevanda prima di cena tende a produrre un effetto di “innesco”, azionando nell’organismo una sorta di interruttore che fa passare il nostro organismo dall’utilizzo delle fonti di energia interne a quelle esterne, mantenendo così bassi i livelli di glicemia.

Perché la pasta ha un basso IG?

La pasta ha un basso indice glicemico a causa dell’intrappolamento fisico dei granuli di amido non gelatinizzato in una rete spongiforme di molecole di proteine ​​(glutine) contenute nell’impasto. La pasta è unica in questo senso. Di conseguenza, la pasta di qualsiasi forma e dimensione ha un IG piuttosto basso (da 30 a 60). La pasta asiatica come hokkein, udon e vermicelli di riso hanno anche valori di IG bassi e intermedi.

La pasta va cotta al dente, questo è il modo migliore per mangiarla, non deve essere scotta. Deve essere un po’ dura e offrire una certa resistenza quando la si sta masticando. Cuocerla troppo aumenta l’IG. Ricordiamo ovviamente che, mentre la pasta al dente rappresenta una scelta a basso IG, mangiare troppa pasta avrà comunque un marcato effetto sulla glicemia.

La maggior parte dei tipi di pane e patate hanno un alto IG. Questo significa che non devono essere mai mangiati?

Patate e pane, nonostante il loro alto IG, possono svolgere un ruolo importante in una dieta ad alto contenuto di carboidrati e basso contenuto di grassi, anche se l’obiettivo è quello di ridurre l’IG generale. Solo circa la metà dei carboidrati ad alto IG deve essere sostituita da quelli a basso IG per ottenere benefici per la salute. Naturalmente, alcuni tipi di pane e patate hanno un IG inferiore e dovrebbero essere preferiti per abbassare l’IG, per quanto possibile.

La buona notizia per gli amanti di patate è che un’insalata di patate preparata il giorno prima, condita con una salsa vinaigrette e conservata in frigorifero avrà, un IG molto più basso rispetto alle patate servite fumanti dalla pentola. Ci sono un paio di semplici ragioni: la conservazione al freddo aumenta il contenuto di amido resistente delle patate di più di un terzo e l’acido della vinaigrette, se preparata con succo di limone, succo di lime o aceto rallenta lo svuotamento dello stomaco.

Per quanto riguarda la farina?

Ad oggi non esistono classificazioni di IG per la farina raffinata, sia essa a base di frumento, soia o altri cereali. Questo perché la classificazione di IG di un alimento deve essere testato fisiologicamente, cioè in persone reali. Finora non abbiamo avuto volontari disposti a mangiarsi porzioni di 50 grammi di farina! Quello che sappiamo, però, è che i prodotti da forno come focaccine, torte, biscotti, ciambelle e dolci a base di farina altamente raffinata sia bianca che integrale vengono rapidamente digeriti e assorbiti.

Che cosa si dovrebbe fare con i prodotti fatti in casa? Provare ad aumentare il contenuto di fibre solubili sostituendo parzialmente la farina con crusca di avena, crusca di riso o fiocchi d’avena e aumentare la voluminosità del prodotto con frutta secca, noci, muesli, All-Bran o crusca non trasformata. Non bisogna considerarla una sfida. È un’opportunità per una cucina creativa.

Il pane fatto con grano germogliato potrebbe anche avere una capacità di innalzamento della glicemia inferiore a quella del pane a base di farina normale. Quando il grano comincia a germogliare, i carboidrati immagazzinati nel grano sono usati come fonte di combustibile per il nuovo germoglio. E’ probabile che i carboidrati più facilmente disponibili contenuti nel grano verranno utilizzati per primi, riducendo così la quantità di carboidrati nel prodotto finale. Inoltre, se il chicco intero del grano viene mantenuto nel prodotto finito, si avrà l’effetto desiderato di abbassare la glicemia.

Alcuni alimenti ad alto contenuto di grassi hanno un basso IG. Questo aspetto non dà un’impressione falsamente favorevole di quell’alimento?

Certamente, soprattutto se il grasso è saturo. Il valore di IG delle patatine fritte è inferiore rispetto a quello delle patate al forno, perchè grandi quantità di grasso negli alimenti tendono a rallentare la velocità di svuotamento dello stomaco e quindi la velocità con cui i cibi vengono digeriti. Tuttavia i grassi saturi contenuti in questi alimenti contribuiranno ad un maggiore rischio di malattie cardiache.

È importante controllare il tipo di grassi contenuti negli alimenti, piuttosto che evitarli completamente. I grassi buoni si trovano in alimenti come avocado, noci e legumi, mentre i grassi saturi si trovano nei prodotti lattiero-caseari, torte e biscotti. Sarebbe meglio per tutti lasciare torte e biscotti per le occasioni speciali.

Perché non basta adottare una dieta a basso contenuto di carboidrati (come la dieta Atkins) per mantenere bassi i livelli di glucosio nel sangue e ridurre il peso?

Recenti studi dimostrano che le diete a basso contenuto di carboidrati come la dieta Atkins determinano una perdita di peso più rapida rispetto alle diete tradizionali a basso contenuto di grassi. Il meccanismo probabile è il basso livello di insulina giornaliero, che consente un maggiore uso di grasso come fonte di combustibile, lo stesso meccanismo che è alla base del successo delle diete a basso IG. Noi crediamo che le diete a basso contenuto di carboidrati siano inutilmente restrittive (pane, patate, riso, cereali e molti frutti sono limitati) e possono rappresentare un problema nel lungo termine se i grassi saturi prendono il posto dei carboidrati. Le diete a basso IG rappresentano una via di mezzo tra la dieta a basso contenuto di grassi e quella a basso contenuto di carboidrati; è possibile assumere carboidrati, ma bisogna sceglierli con attenzione.

Quanto rilevante è l’IG per gli atleti?

L’IG può essere uno strumento utile per aiutare gli atleti a scegliere il giusto tipo di carboidrati da consumare prima e dopo l’attività fisica. Gli studi hanno costantemente segnalato che un pasto a basso IG prima dell’esercizio fisico determina un migliore mantenimento delle concentrazioni di glucosio nel sangue durante l’esercizio e un maggiore tasso di ossidazione dei grassi. Questo provoca un ridotto utilizzo del glicogeno muscolare durante l’esercizio fisico prolungato e possibilmente migliora le prestazioni di resistenza. Mangiare pasti ad alto IG prima dell’allenamento può causare picchi di concentrazioni di glucosio nel plasma prima di iniziare l’esercizio fisico e l’insorgenza di ipoglicemia dopo i primi 30 minuti di esercizio. Sono disponibili pochi dati sugli effetti dell’IG dei carboidrati assunti prima di praticare l’allenamento intermittente, di potenza o di forza.
Durante il recupero dopo l’allenamento, la resintesi del glicogeno muscolare è di alta priorità metabolica. Il consumo di carboidrati ad alto IG dopo l’esercizio fisico aumenta la concentrazione di glucosio plasmatico e di insulina e questo facilita la resintesi del glicogeno. Se, tuttavia, si sta svolgendo attività fisica per perdere peso o si pratica sport adatti a perdere peso, i carboidrati a basso IG dopo l’esercizio fisico possono essere più utili poiché le minori concentrazioni di glucosio e insulina non elimineranno il grasso.

Mi è stata recentemente diagnosticata la celiachia (intolleranza al glutine). È estremamente difficile trovare alimenti sia a basso IG che privi di glutine. Qualche suggerimento?

Non è così difficile come si potrebbe pensare! Esistono alimenti a basso IG privi di glutine in quattro dei cinque gruppi alimentari.

Frutta e Verdura

Frutti tipici del clima temperato, quali mele, pere, agrumi (arance, pompelmi) e drupacee (pesche, susine, albicocche), hanno tutti bassi valori di IG. Frutti tropicali, come ananas, asimina triloba, papaya, melone di cantalupo e anguria tendono ad avere valori di IG più alti, ma il loro carico glicemico (CG) è basso perché sono a basso contenuto di carboidrati.

Le verdure a foglia verde e l’insalata contengono una quantità così limitata di carboidrati che non possiamo testare il loro IG. Anche porzioni generose non avranno alcun effetto sulla glicemia. Le verdure amidacee ad alto contenuto di carboidrati includono mais dolce (che in realtà è un cereale), patate, patate dolci, taro e igname, pertanto è importante controllare le dimensioni delle porzioni. La maggior parte delle patate testate fino ad oggi hanno un alto IG, quindi se si è un grande mangiatore di patate, è importante cercare di sostituirne alcune con amidacei alternativi con IG inferiori come mais, patata e legumi. Zucca, carote, piselli, pastinaca e barbabietola contengono alcuni carboidrati, ma una normale porzione ne contiene una quantità così limitata che non aumenta la glicemia in modo significativo.

Pane e Cereali

Optare per i pani a base di ceci o farine a base di legumi. Ad esempio, il chapati preparato con il besan (farina di ceci) ha un basso IG. Se si prepara il pane fatto in casa, provare ad aggiungere chicchi di grano saraceno, crusca di riso e bucce di psillio per abbassare l’IG. La maggior parte dei tipi di pane privi di glutine sembrano essere migliori se tostati piuttosto che usati per fare panini.

I cereali da prima colazione contenenti bucce di psillio hanno un IG più basso; si potrebbe anche aggiungere un cucchiaino o due di psillio alla quantità usualmente consumata di cereali. Se si è soliti consumare cereali senza glutine con un IG superiore, consumarli insieme a molta frutta e yogurt magro o latte magro, per ridurre l’IG.

I noodles rappresentano una grande riserva di emergenza per i pasti veloci, una buona fonte di carboidrati, contengono alcune proteine, vitamina B e minerali e contribuiscono a mantenere un equilibrio glicemico. Esistono diverse opzioni prive di glutine a basso IG in forma fresca e secca: noodles di grano saraceno (soba); spaghetti di soia, noti anche come vermicelli Lungkow o vermicelli di fagiolini, realizzati con farina di fagioli mung; spaghetti di riso a base di farina di riso in polvere o pestato, disponibili in forma fresca e secca.

La pasta priva di glutine a base di riso e mais tende ad avere valori di IG moderati ed elevati, pertanto è preferibile optare per la pasta a base di legumi o soia. Per quanto riguarda i cereali integrali, provare grano saraceno, quinoa, varietà di riso a basso IG come basmati e mais dolce. Al momento non esistono valori pubblicati per amaranto, sorgo, e tef. Il millet ha un alto IG.

Ridurre i prodotti a base di farine raffinate e amidi, indipendentemente dal loro contenuto di grassi e zuccheri come i cereali soffiati croccanti da colazione, cracker, biscotti, panini, la maggior parte dei tipi di pane e dolci o snack. Limitare gli snack ad alto IG come patatine di mais e patatine fritte, torte di riso, gallette di mais e cracker di riso.

Legumi, tra cui fagioli, ceci e lenticchie

Quando si aggiungono i legumi ai pasti e agli spuntini, si riduce l’IG generale della dieta perché l’organismo li digerisce lentamente. Pertanto è importante trarre benefici da fagioli, ceci, lenticchie, piselli freschi e secchi.

Noci

Anche se le noci sono ricche di grassi (in media circa il 50 per cento), si tratta per la maggior parte di grassi insaturi, rappresentando un sostituto sano per gli alimenti come biscotti, torte, pasticcini, patatine e cioccolato. Essi contengono anche relativamente pochi carboidrati, quindi la maggior parte non hanno un valore di IG. Arachidi (in realtà un legume) e anacardi hanno valori molto bassi di IG.

Latticini

Latte, yogurt e gelato magro, o alternative a base di soia forniscono energia sostenibile, aumentando l’assunzione di calcio, ma non l’assunzione di grassi saturi. Controllare le etichette di yogurt, gelato e latte di soia, poiché molti contengono addensanti a base di frumento. Se si soffre di intolleranza al lattosio, preferire yogurt con fermenti lattici vivi e latte idrolizzato. Anche il gelato può essere mangiato se si ingerisce prima qualche goccia di enzima lattasi.

Una dieta a basso IG è adatta ai vegetariani?

La dieta a basso IG è altrettanto facile da seguire per un vegetariano. In realtà insegnare ai vegetariani a seguire la dieta a basso IG può essere più facile, perché la maggior parte mangiano già molti dei migliori alimenti a basso IG. Per il vegetariano si applicano gli stessi principi:

  • Utilizzare le fonti proteiche vegetali in sostituzione della carne.
  • Mangiare più fagioli, lenticchie e altri legumi, che rappresentano gli alimenti con minor IG che abbiamo testato.

Alcuni punti aggiuntivi:

  • L’IG si applica solo agli alimenti che contengono quantità significative di carboidrati. La maggior parte delle verdure hanno piccole quantità di carboidrati e quelle che ne contengono di più di solito hanno un basso IG, ad eccezione delle patate. Si può quindi rimpinzarsi di verdure senza considerare l’IG per tutte e beneficiare degli antiossidanti e di tutti i micronutrienti che forniscono!
    I legumi devono rappresentare una parte quotidiana di qualsiasi dieta vegetariana per le proteine. Fortunatamente questi sono anche un pilastro di una dieta a basso IG.
  • Quasi tutti gli alimenti a basso IG sono adatti a una dieta vegetariana. I prodotti animali sono generalmente ricchi di grassi, proteine ​​o entrambi e quindi non hanno un IG.
  • La gamma di proteine ​​e di carboidrati sani è abbastanza ampia. Essendo vegetariano avrai inevitabilmente un apporto di carboidrati superiore e un apporto di proteine ​​leggermente inferiore, questo rende l’IG importante ma facile da adattare, se si scelgono prodotti a base di cereali integrali e legumi come base di carboidrati.

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  1. Anonimo

    Salve dottore, vorrei sapere quali sono i valori normali di glicemia dopo due o tre ore dal pasto. Vorrei sapere il valore più basso che è ritenuto nella norma e non è a rischio ipoglicemia. Grazie

    1. Anonimo

      Ho spesso la glicemia alta,ma non so,quali valori sono normali,cioèche non indicano la presenza di diabete

  2. Anonimo

    quindi a 84 è buona. A pranzo avevo mangiato la pasta e un”arancia e poi una merendina.

  3. Anonimo

    Grazie, la farmacista mi ha parlato di ipoglicemia reattiva dicendomi che era bassa. Posso stare tranquilla 🙂 grazie

  4. Anonimo

    Salve, la sera precedente le analisi annuali di sangue e urine ho mangiato parecchie fragole (al naturale) e un gelato alla panna. La mattina seguente, a digiuno tutti i valori sono risultati a posto ma la glicemia si è attestata a 105. Considerato che ho 36 anni, sono magro e faccio una vita attiva, seguo un’alimentazione corretta e varia, tipicamente mediterranea e con pochissimi dolci, ma ho mia madre e una zia affette da diabete mellito, devo preoccuparmi o è solo un falso allarme? Grazie.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Per il medico probabilmente varrà la pena ripeterlo, magari insieme alla glicata; continui a mangiare come fa di solito, abbiamo bisogno di un riscontro reale.

  5. Anonimo

    Ho 54 anni e ho sempre avuto una glicemia perfetta a digiuno (max 90). Anche quando vado a donare non ho mai avuto problemi. Facevo colazione con latte di soia, una banana e un caffe e nell’arco della mattinata facevo il prelievo con valori mai superiori al 90.

    Ieri ho fatto colazione come descritto, aggiungendo 3 fichi e mettendo un po più zucchero del solito. Sono nadato in farmacia e alle 12:30 avevo 107. Mi devo preoccupare ?

  6. Anonimo

    buon giorno dottore , sono un uomo di 42 anni una mattina dopo una piccola colazione di una merendina con marmellata di 48 grammi, e una foccaccia salata di 33grammi dopo circa 40 minuti feci un prelievo avevo la glicemia a 130 è troppo alta? , non ho mai sofferto di glicemia

  7. Anonimo

    Sono una mamma in dolce attesa il mese prossimo devo fare la curva glicemica perché nelle prime analisi del sangue avevo 94. Purtroppo non riesco a mangiare niente di integrale perché mi si gonfia la pancia in una maniera pazzesca così ho deciso di mangiare verdura carne uova e pesce ed al mattino prosciutto cotto e cracker di mais.. Volevo chiedere se sto facendo giusto oppure no? Grazie

  8. Anonimo

    Salve.
    Vorrei sapere che differenza c’è fra la pasta integrale e quella normale,oltre l’apposto di fibre.Se riesco a cuocere la pasta al dente è così necessario passare all’integrale?

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      In generale non è indispensabile, ma sicuramente utile (non fosse altro che per l’apporto di fibre).

  9. Anonimo

    Salvatore Dottore, ho 68anni peso 62 k sono alto 1,68 nuotatore e donatore di sangue. I miei valori glicemici negli anni sono stati sempre nella norma: 78- 87- 92 – 104- ieri in farmacia il mio valore era 118. Forse ho mangiato troppi carboidrati. Non c’è ereditarietà nella mia famiglia. Cosa mi consigliate? Cordiali saluti

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Se non mi avesse detto i precedenti valori mi sarei stupito moltissimo, perchè lo stile di vita è ottimo, tuttavia noto una costante progressione verso valori più elevati e qualche dubbio viene sicuramente.

      Vale sicuramente la pena parlarne con il medico curante, nel frattempo attenzione ai dolci e passi a pane/pasta integrali.

    2. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Aspetterei, probabilmente il medico suggerirà esami del sangue da fare in laboratorio (su sangue venoso), come la glicemia stessa e magari la glicata.

  10. Anonimo

    Sono diabetico da 4 anni.Pero in questi ultimi 3 mesi,la mia glicemia dopo avre fare i pasti,colazione,spuntino,pranzo e spuntino di pomeriggio ,la glicemia se ferma da 75 tra 106.Vorrei sapare si va bene?Grazie

  11. Anonimo

    marito a 54 anni ha fatto i valori del sangue e cioe’: GLICEMIA 103 – EMOGLOBINA GLICOSILATA(HbA1c) Totale 5,7%- EMOGLOBINA GLICOSILATA(HbA1c -IFCC) è 38 a digiuno voglio saper se e’ DIABETICO. Rimango in attesa di una risposta e ringrazio anticipamente e porgo distinti saluti.

    1. Dr. Cimurro (farmacista)
      Dr. Cimurro (farmacista)

      Siamo quasi ai limiti superiore, ma no, non è diabetico.

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