Cosa mangiare con diarrea e nausea

a cura di Dr. Roberto Gindro -Ultimo Aggiornamento: 10 ottobre 2018

Introduzione

La diarrea è sintomo di un disturbo dell’apparato digerente ed è caratterizzata da una produzione frequente di feci liquide e non ben formate: può essere

  • acuta, cioè iniziare all’improvviso e guarire dopo pochi giorni,
  • oppure può essere un disturbo cronico, cioè durante più a lungo.

Tra le cause più comuni ricordiamo per esempio virus, batteri e intossicazioni alimentari.

La nausea, cioè la sensazione di avere lo stomaco in disordine, può essere accompagnata dalla voglia di vomitare o dal vomito effettivo di alimenti non completamente digeriti. Anche nausea e vomito sono sintomi di processi spesso collegati a malattie dell’apparato digerente, con cause sovrapponibili quasi completamente a quelle in grado di provocare diarrea.

Sopratutto nel caso di diarrea è importante riuscire a reintegrare le sostanze perse con le numerose scariche, ma non sempre è chiaro cosa mangiare; la dieta BRAT era nata in passato proprio per dare risposte concrete a questa domanda, anche se ad oggi è stata sostituita da piani alimentari più completi dal punti di vista nutrizionale.

Dieta BRAT

BRAT è un acronimo che sta per banana, riso, mela (apple in inglese) e pane tostato.

Nel caso di disturbi gastrointestinali non gravi (come l’influenza intestinale) a carico dello stomaco o dell’intestino, può essere utile modificare la dieta per poter iniziare il processo di guarigione.

Secondo i principi della dieta BRAT nelle prime sei ore dopo aver vomitato è indispensabile far riposare lo stomaco. Dopo circa un’ora o due, si può succhiare una caramella dura (senza masticare), per poi passare a un ghiacciolo oppure bere un sorso d’acqua se la nausea continua.
Durante il primo giorno si reintroducono gradualmente i liquidi trasparenti (cioè senza fibra) se il vomito è cessato.

È consigliabile iniziare con un sorso o due ogni dieci minuti, che può essere di:

  • acqua,
  • acqua poco frizzante,
  • tè non troppo carico,
  • brodo (trasparente e non grasso).

Se i sintomi della nausea o del vomito si ripresentano, è necessario iniziare di nuovo il processo, rimanendo a digiuno per un’ora circa.

Dal secondo giorno è possibile reintrodurre gli alimenti insipidi come banana (utile per gli zuccheri e i sali contenuti), riso, mele cotte, cracker e pane tostato.

Dal terzo giorno si tende a normalizzare la dieta, reintroducendo per esempio uova, frutta e verdura cotta, carne bianca.

Gli alimenti da evitare tassativamente sono:

  • latte e derivati (per i primi tre giorni),
  • alimenti fritti, grassi, unti e speziati,
  • carni rosse,
  • pesci grassi,
  • verdura cruda,
  • frutta e verdura acida (pompelmi, arance, uva e pomodori),
  • altri tipi di frutta (ciliegie, fichi, mirtilli, uva passa, rabarbaro, lamponi e fragole),
  • bevande molto calde o molto fredde,
  • alcolici,
  • caffè e bevande a base di caffeina.

Indispensabile bere molta acqua, meglio ancora se con disciolti sali reidratanti.

Contattare il medico in caso di

Dieta e diarrea: le evidenze più recenti

La critica che viene mossa nei confronti della dieta BRAT e che ne ha determinato un progressivo abbandono nella pratica clinica, è l’eccessiva restrizione nella scelta degli alimenti consentiti, che si traduce in un regime alimentare squilibrato ed incompleto.

Devono essere evitati, sopratutto nei bambini, alimenti e bevande dolci che possono peggiorare il quadro di diarrea, ma non è probabilmente necessario abbandonare completamente le abitudini alimentari quotidiane.

Il riso e le banane sono sicuramente utili per ridurre gli episodi di diarrea, ma incentrare la dieta esclusivamente su questi alimenti è probabilmente controproducente per il pericolo di carenza di:

Fotografia di un piatto rosa contenente riso in bianco

iStock.com/GOLFX

Dieta CRAM

Un’alternativa recente che si propone di supplire a questi limiti è la dieta CRAM, proposta per integrare la dieta BRAT e renderla maggiormente compatibile con le attuali conoscenze relativamente al problema diarrea; questo approccio prevede di introdurre principalmente:

  • cereali,
  • riso,
  • salsa o succo di mela (Apple, in inglese),
  • latte (Milk, in inglese).

Il latte viene scelto, sopratutto nel caso dei bambini, per sopperire alle necessità di proteine e grassi, nonostante il divieto del piano alimentare precedente; si noti che alcuni specialisti consigliano di consumarlo solo in caso di diarrea non grave, mentre nei casi più severi sono da preferire soluzioni reidratanti.

Negli adulti è probabilmente opportuno evitarlo del tutto a causa della diffusa intolleranza al lattosio.

Di fondamentale importanza è un corretto piano di reidratazione, cioè bere abbondanti liquidi (possibilmente ricchi di sali minerali), per sopperire alle perdite causate dalla diarrea o dal vomito; nel caso di bambini si ricorre a specifiche bustine acquistabili in farmacia, mentre per gli adulti potrebbe essere tollerabile l’utilizzo di soluzioni reidratanti per sportivi (troppo dolci per i bambini, che corrono il rischio di veder peggiorare i sintomi).

Aderiamo allo .

Domande e risposte
  1. Anonimo

    Mio figlio ha 9 mesi e lo allatto ancora 1-2 volte al giorno; è un paio di giorni che ha diarrea (lo sto già curando con fermenti e Dicodral come da indicazioni del pediatra), ma mi sono dimenticata di chiedere se posso continuare ad attaccarlo o se è meglio sospendere. Grazie e buon Natale.

    1. Dr. Roberto Gindro
      Dr. Roberto Gindro

      Continui regolarmente.