Colesterolo e/o trigliceridi alti: che dieta seguire?

Introduzione

Le iperlipidemie sono diagnosticate in presenza di un livello di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue alterato. Le cause di questa condizione possono essere molteplici,

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Questa situazione si affronta con dieta e, nei casi in cui c’è necessità, farmaci, ma in molti casi la sola correzione del regime alimentare è in grado di regolarizzare il quadro.

Nonostante siano praticamente asintomatiche (senza sintomi apparenti), queste alterazioni sono molto rischiose: un aumentato livello di colesterolo e di trigliceridi nel sangue predispone e causa danni cardiocircolatori come

è quindi indispensabile rimediare il più presto possibile e regolarizzare i valori ematici.

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Alimentazione

Come detto poco sopra, dieta e attività fisica riescono molto spesso a migliorare la lipidemia, ovvero i livelli di grassi nel sangue, e spesso non c’è nemmeno bisogno di stravolgere la propria vita, basta seguire un’alimentazione varia e regolare.

In particolare il primo punto a cui prestare attenzione è il peso corporeo: regolandolo, l’abbassamento dei valori ematici è praticamente automatico.

Va quindi seguita una dieta ipocalorica in caso di sovrappeso od obesità, tenendo presente che una riduzione del peso di solo il 10% dell’iniziale porta a numerosi, rapidi e concreti vantaggi in termini di circolazione e abbattimento del rischio cardiovascolare.

La composizione dei grassi della dieta dovrebbe prevedere

Il presupposto teorico di questa distinzione è che i grassi di origine animale sono generalmente grassi saturi, che hanno l’effetto di aumentare il colesterolo nel sangue. Effetti positivi si hanno con un consumo quotidiano di olio extravergine d’oliva, anche se, ovviamente, non deve essere un apporto esagerato a causa dell’elevato potere calorico.

Un commento particolare lo richiedono i cosiddetti acidi grassi omega-3, derivati spesso dai pesci azzurri: questi apportano un grande beneficio al profilo lipidico dell’organismo, è quindi consigliabile consumare pesci azzurri che rappresentano, insieme al salmone, l’unica eccezione relativa alle carni grasse.

Gli zuccheri devono essere complessi, quindi derivare principalmente da pasta e pane (possibilmente integrali), poiché l’apporto frequente di zuccheri semplici come i dolci aggrava la situazione.

Se il problema è una ipercolesterolemia (colesterolo alto), la quantità totale di carboidrati della dieta non ha necessità di essere modificata rispetto a una dieta ideale ben bilanciata, se invece c’è la presenza di un elevato livello di trigliceridi, la quantità di zuccheri va abbassata a non più del 50% delle calorie giornaliere.

Le fibre apportano grandi benefici, quindi è consigliabile il consumo abbondante e quotidiano di frutta e verdura, aggiungendo magari qualche volta alla settimana dei piatti di pasta o pane integrali.

L’apporto di proteine non varia da una dieta ben bilanciata, anche se il suggerimento che mi sento di dare è quello di prediligere le proteine di origine vegetale (cereali integrali e legumi) per evitare di esagerare con i grassi portati dalla carne.

Una nota riguardo all’alcol, che va tassativamente evitato in caso di trigliceridi alti.

Per finire può essere utile stilare un elenco di alimenti contenenti acidi grassi omega-3 di facile reperibilità:

Non tutti questi cibi hanno lo stesso quantitativo di omega-3, né la stessa qualità, ma in una dieta variegata e sana possono trovare tutti un posto, in modo da avere la sicurezza di apportare le giuste quantità giornaliere di questi importanti acidi grassi.

Entreremo maggiormente nel dettaglio dell’alimentazione corretta nella seconda parte dell’articolo.

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